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RAI Tre, Blob, puntata dedicata all’inceneritore di Albano

Vi invitiamo a dare estrema diffusione a questo video ed a questo post.

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  • Le alternative. Clicca qui, qui, qui e qui.

_BLOB, PROFUMO.

  • La Dott.ssa Patrizia Gentilini (ISDE Italia) al nostro convegno “EcoBalle & EcoMafie”. Intervento integrale, clicca qui.
  • Intervista al Dott. Stefano Montanari (Nanodiagnostics Modena). Clicca qui.
  • Stefano Montanari: “Incenerire i rifiuti è una scelta suicida”. Clicca qui.

Inceneritore Albano, il Tar chiede altro tempo

_BOCCIATE L’IMPIANTO. NON STA IN PIEDI.

…Rassegna stampa in continuo aggiornamento.

_Si è conclusa l’udienza del Tar del Lazio, che ha discusso questa mattina i tre ricorsi presentati dal coordinamento “No inceneritore” contro l’impianto di incenerimento dei rifiuti che dovrebbe sorgere nel territorio di Albano Laziale. «I giudici si sono riservati del tempo per decidere se chiedere una perizia super partes a verifica delle irregolarità del progetto che noi abbiamo segnalato» ha detto al telefono con Castellinews.it Daniele Castri, referente legale del coordinamento. A questo punto si aprono due possibilità: i giudici potrebbero decidere per il commissariamento tecnico unico, cioè una perizia fatta da enti pubblici super partes, oppure potrebbero riunirsi direttamente in camera di Consiglio ed emettere una sentenza. «Quello di oggi ci sembra un risultato positivo – ha detto Castri – anche perché il Coema secondo noi non ha chiarito in modo esauriente i punti che contestiamo nel nostro ricorso, per esempio la questione delle torrette di raffreddamento dell’impianto, che funzionano esclusivamente ad acqua e che sono sparite dal secondo progetto. Ci sembra positivo anche avere dalla nostra i ricorsi ad adiuvandum di otto comuni. I ricorsi dei cittadini hanno portato una nuova luce sulla questione inceneritore». (Fonte: Castellinews, clicca qui)


Inceneritore Castelli Romani, le istituzioni a sostegno dei cittadini

_Domani udienza di merito al TAR del Lazio. I Castelli Romani hanno già bocciato l’impianto. Se ne prenda atto.

_L’associazione Differenzia-ti desidera ringraziare tutti i cittadini che hanno partecipato al corteo  contro l’inceneritore dando risalto alle nostra attività di informazione e coinvolgimento civile. Ringraziamo inoltre tutti coloro che ci seguono con viva partecipazione e sensibilità. Se siamo ancora qui è grazie a voi cittadini.

_La manifestazione di sabato 23 ottobre per protestare contro l’apertura dell’inceneritore di Roncigliano è stata davvero un successo di pubblico e di partecipazione, il trionfo della voce di una collettività ormai stanca di subire decisione calate dall’alto. Il bagno di folla di Albano è stata la risultante di tre anni di lavoro e sensibilizzazione del comitato “No inceneritore”, mai domo nel voler difendere il diritto alla salute della comunità. Un comitato, quello castellano, a cui nessuna istituzione (a parte qualche raro caso) all’inizio dava una lira di credibilità e al quale adesso le amministrazioni devono inchinarsi quanto a coinvolgimento e impegno sul territorio. Il riconoscimento del lavoro dell’associazione cittadina è arrivato proprio nella protesta di sabato scorso, a cui hanno partecipato fior fiori di sindaci, assessori provinciali e consiglieri regionali. Una valanga istituzionale, che darà senza dubbio vigore alla battaglia politica e legale che il “No Inc” e il suo rappresentante legale Castri stanno conducendo per far cambiare idea alla Regione Lazio, e che vedrà il suo culmine domani 27 ottobre con il pronunciamento del Tar del Lazio. Castellinews.it è andata tra i politici a scovare commenti eccellenti sull’iniziativa popolare, sondando umori e riflessioni. A cominciare con l’assessore della Provincia di Roma, Amalia Colaceci, una delle più sensibili alla protesta e fautrice da sempre delle istanze contro l’inceneritore: «Come sai io sono contraria da sempre all’impianto di Albano così come a quello di Colleferro. La manifestazione è un bellissimo segnale, visto lo spirito pacifico con cui è stata organizzata e le migliaia di cittadini che sono scesi in piazza. Anche Zingaretti – ha aggiunto l’avvocatessa di Genzano – è vicino alla comunità e già una volta aveva partecipato ad una iniziativa organizzata dal comitato “No inceneritore”. Soluzioni alternative? Intanto la raccolta differenziata, che è un fiore all’occhiello dell’Amministrazione provinciale e speriamo di estenderla prima o poi su tutto il territorio».  Della stessa idea anche il fresco candidato a sindaco di Marino, Ugo Onorati: «Sono d’accordo, va fatta una raccolta differenziata porta a porta ed eliminare l’inceneritore di Albano, che andrebbe inutilmente ad aggiungersi ai già due presenti sul nostro territorio e non ancora attivi come potrebbero. La manifestazione del comitato è un segnale forte per la Regione Lazio e per tutti coloro che hanno la responsabilità pubblica. La classe dirigente deve mettersi una mano sulla coscienza». Perentorio e schietto, poi, il primo cittadino di Genzano Ercolani: «Siamo fiduciosi che la questione possa essere rivista in senso positivo nella tutela del diritto alla salute dei cittadini e del territorio. Non vogliamo che nessuna decisione cali più dall’alto, sia sull’inceneritore, sia sul problema degli ospedali. Vogliamo discutere inter pares come gestire il nostro territorio, siamo duecento mila e le nostre opinioni non credo valgano meno dei potentati che circolano in giro». Accanto a Ercolani, con la fascia tricolore ha fatto bella figura il sindaco di Lanuvio Leoni, che ha riconosciuto il ruolo fondamentale dei cittadini, affinché la vicenda dell’inceneritore acquistasse peso specifico: «Questa è la manifestazione della gente, che vuole esprimere in prima persona quelle che sono le esigenze di un territorio. Io credo che dopo un percorso che ha visto coinvolgere gli enti locali in maniera timida nella prima fase, ha vissuto un secondo tempo più aggressivo che ha dato forza alla voce della collettività. Sarebbe davvero un peccato se la Regione Lazio non sapesse ascoltarla». Già, sarebbe davvero un peccato. Un peccato che l’avvocato Castri farà di tutto per evitarlo, nolente o volente: «Intanto facciamo presente che dopo tre anni di assemblee pubbliche e sit in, ci sono otto amministrazioni del bacino dei Castelli Romani che appoggiano esternamente il nostro ricorso al Tar. C’è grande soddisfazione per la partecipazione dei cittadini e dei numerosi rappresentanti istituzionale anche provinciali e regionali. Speriamo che il 27 ottobre il pronunciamento del Tribunale amministrativo regionale sia a nostro favore». Dalle nostri parti lo sperano tutti. (Fonte:  Castellinews)


I Castelli Romani hanno parlato. E dicono NO!

_I Castelli Romani rispondono all’appello. Ed è una risposta forte, massiccia e di spessore che inguaia la Regione Lazio perchè di questo sciagurato impianto la cittadinanza non ne vuole proprio sapere. Migliaia di cittadini hanno sfilato nel corteo di oggi, una manifestazione civile, composta e viva come da tradizione, per un NO fermo e deciso ad un impianto speculativo, dannoso ed ancestrale che la cittadinanza giustamente rifiuta. Accanto ai cittadini dei Castelli Romani, finalmente, anche i sindaci del comprensorio che ribadiscono il proprio NO a questo bruciatore appoggiando formalmente i comitati al Tar Lazio. Oltre 3.000 persone (alcune fonti stampa parlano addirittura di 5.000 persone), tre paesi, dieci sindaci e migliaia di altri cittadini formalmente contrari. Il Tar Lazio bocci l’impianto.

_Gli organizzatori hanno parlato di 5000 presenze e non si faticava a crederlo, visto il serpentone di persone che si è snodato, sabato pomeriggio, da Albano a Genzano per dire NO al nuovo inceneritore dei Castelli Romani. Presenze illustri della politica e delle amministrazioni castellane hanno percorso i 4,5 km di strada, ma soprattutto cittadini, famiglie, gente comune, associazioni e movimenti vari. Non a caso i partiti politici, con le loro bandiere ed effigi sono stati fatti sfilare per ultimi in coda al corteo: per rimarcare che questa battaglia è nata dalla gente e per sottolineare anche che amministrazioni e politica sono arrivate, come sempre succede, ‘dopo’. Il corteo è stato organizzato dal Coordinamento NO INC, dentro il quale ci sono varie associazioni di ispirazione ambientalista e sociale che per prime hanno dato l’allarme, sotto la giunta Marrazzo, per la costruzione del nuovo inceneritore. Oggi, che la Regione è passata alla Polverini, i partiti del centrosinistra hanno finalmente deciso di abbracciare la causa, ma gli stessi organizzatori ne hanno sottolineato la poca tempestività. C’erano anche rappresentanti della destra, senza bandiera, al corteo, in particolare del Movimento finiano Futuro e Libertà, ma non gli è stato permesso di sfilare con le bandiere italiane perché ricordavano troppo Forza Italia. Forse la politica in questa storia avrebbe fatto meglio a rimanere fuori in toto, da tutte le parti, per evitare che qualcosa che deve essere patrimonio di coscienza comune sia strumentalizzato da questo o da quel partito o politico. Comunque, più si è a combattere questa battaglia e più è utile. Un passo importante è stato fatto: ora il prossimo atto si avrà il 27 ottobre, con la discussione dei ricorsi presentati dai NO INC al Tar. Vi terremo informati. (Fonte: Paconline, qui)

_Hanno sfilato in 5 mila per dire No alla costruzione dell’inceneritore di Albano nei Castelli Romani dove oggi pomeriggio un lungo corteo è arrivato fino a Genzano. Presenti bambini, famiglie, comitati di quartiere, studenti, partiti, associazioni e istituzioni con i sindaci dei Castelli Romani a sfilare con la fascia tricolore.  Striscioni, cartelli e bandiere per chiedere un futuro in un ambiente salubre che rispetti l’ambiente e la terra in un territorio che è per la maggior parte a vocazione turistica e agricola con tanti prodotti enogastronimici di eccellenza. I cittadini giunti a Genzano dopo oltre tre ore di camminata hanno portato le loro testimonianze anche dalla vicina Collefferro dove da tempo c’è un inceneritore, più volte sequestrato perchè bruciava sostanza nocive e illegali. “I Castelli Romani sono un paradiso non trasformateli in un inferno di fumo come Collefferro” dichiara un manifestante interpellato arrivato proprio da Collefferro per solidarizzare con i cittadini di Albano. La solidarietà è stato il tema conduttore del corteo: i comitati organizzatori hanno infatti voluto esprimere la loro solidarietà ai cittadini di Terzigno che in questi giorni stanno combattendo per non far riaprire la velenosa discarica nel loro paese. “Il Tar del Lazio non può ignorarci!” è il commento più diffuso. Infatti ora si avvicina un’altra data cruciale che è quella di mercoledì 27 ottobre, quando il Tar del Lazio dovrà esprimersi nel merito sui ricorsi presentati dalle associazioni cittadine. Unica nota dolente della manifestazione assolutamente pacifica la contestazione nei confronti dei militanti di Futuro e Libertà cacciati dal corteo dai comitati No Inc perchè volevano sfilare con il tricolore, nonostante l’intolleranza del gesto i finiani dei Castelli Romani ribadiscono la contrarietà alla costruzione dell’inceneritore. Solidarietà da tutte le forze politiche verso i finiani. (Fonte Roma Today, clicca qui)

_Se a Terzigno è battaglia contro la discarica, anche nei Castelli Romani sale la tensione: ieri pomeriggio migliaia di persone sono scese in strada per dire no all’inceneritore che dovrebbe essere costruito a Roncigliano, frazione di Albano, dove è già presente una discarica complementare a quella di Malagrotta. I manifestanti sono partiti proprio da Albano, hanno attraversato Ariccia e seguendo la via Appia sono arrivati a Genzano. Per gli organizzatori erano presenti circa 5mila manifestanti: tra di loro anche sindaci con le fasce tricolori ed esponenti politici locali di tutti gli schieramenti: dai Verdi al finiani, dal Pd al Pdl. Insieme a loro, famiglie, studenti, associazioni di quartiere. “Dio ricicla, il diavolo brucia”, “Contro ogni nocività” alcuni degli striscioni esposti nel corteo. La palla passa ora al Tar del Lazio, che il prossimo 27 ottobre si esprimerà sui ricorsi presentati contro l’inceneritore dalle associazioni cittadine. (Fonte: Diretta News, clicca qui)

_’Lotta a Roncigliano come a Terzigno’. Con questo slogan un corteo con “miglia di persone”, secondo gli organizzatori, ha sfilato per dire ‘No all’inceneritore ad Albano’. Per le strade dei Castelli Romani, ha fatto sapere il coordinamento, “ci sono stati anche i sindaci con la fascia tricolore”, e questo “è importante in vista del pronunciamento del Tar” previsto il 27 ottobre. Gli organizzatori hanno precisato che si registra “la presenza di quasi tutte le amministrazioni che hanno si sono costituite ‘ad adiuvandum’ al Tar”. A sfilare con la cittadinanza e le associazioni “quasi tutte la rappresentanze dei comuni dei Castelli”. Il corteo, partito alle 15 da Albano è arrivato a Genzano attraversando Ariccia. Anche l’Udc locale ha espresso la propria contrarietà all’impianto di Roncigliano. Il sindaco di Albano, il Pd Nicola Marini, non ha partecipato “a causa di impegni personali”, ma ha fatto sapere di essere “vicino ai cittadini per far valere le loro, e le nostre, ragioni”. Insomma, anche il Pd dice ‘no’ all’inceneritore. Da Marino hanno fatto sapere che “la coalizione di centrosinistra tutta, con una nutrita rappresentanza, ha partecipato alla manifestazione”.  A sfilare per le strade dei Castelli anche i Verdi, che con il presidente regionale Ferdinando Bonessio, chiede con insistenza “un serio piano di raccolta differenziata porta a porta”: “La Rgione Lazio deve mettere in campo una volta per tutte le risorse, i mezzi e le tecnologie per risolvere il problema dei rifiuti in maniera sostenibile – ha detto Bonessio – senza attentare alla salute dei cittadini, come si fa in tutto il resto d’europa e soprattutto senza favorire potentati economici che lucrano sulla gestione di inquinanti discariche e pericolosi inceneritori, mettendo a serio rischio le popolazioni”.  Ma il ‘no’ al termovalorizzatore è arrivato anche dai circoli di futuro e libertà di Albano, Ciampino, Velletri, Frascati, unitamente ai gruppi di Monte Porzio, Rocca di Papa, Monte Compatri, Marino, Ariccia e Ardea. Tutti esprimono la loro “contrarietà all’installazione dell’inceneritore”, ribadendo la “perplessità per le modalità con cui si è deciso, o sarebbe meglio dire imposto”, il progetto. Oltre ai finiani, hanno aderito anche i critici del Pdl: sono i sindaci di Marino e Nemi, che hanno votato delle delibere con cui hanno sancito il loro appoggio ai ricorsi al tar presentato dal coordinamento ‘no inceneritore’ contro l’impianto. Ma il fronte anti-inceneritore comincia a mostrare qualche crepa. “I comitati ‘No Inc’ di Albano ci hanno cacciato dal corteo contro l’inceneritore perché avevamo scelto di partecipare alla manifestazione con il Tricolore”, hanno denunciato i militanti di Futuro e Libertà. “Avevamo portato il Tricolore per sottolineare la necessaria trasversalità che – aggiungono – si deve raggiungere attorno a questioni come l’ambiente. I comitati di estrema sinistra, invece, ci hanno detto chiaramente che dello Stato e dei suoi simboli non ne vogliono sapere. Come se il territorio fosse solo roba loro”. “Nonostante il trattamento ricevuto – hanno aggiunto i militanti Fli dei Castelli Romani e del litorale – ribadiamo la nostra contrarietà all’inceneritore di Albano e ringraziamo le tante persone e rappresentanti istituzionali di ogni orientamento presenti al corteo che hanno manifestato solidarietà a noi e al Tricolore”. (Fonte, La Repubblica, qui)

_L’eco della rabbiosa sollevazione a Terzigno rimbalza sino alle porte di Roma. E più precisamente ad Albano, dove nel pomeriggio di sabato 23ottobre circa mille cittadini hanno manifestato – in un corteo lungo la via Appia, sino a Genzano – contro l’installazione di un inceneritore di rifiuti. Una protesta che giunge il giorno dopo il sequestro, ordinato dalla procura di Velletri, di una cava a Lanuvio, sempre ai Castelli, dove sarebbero stati rilevati «valori anomali» nella lavorazione di residui nocivi. A sentire le ragioni del comitato che ha organizzato l’iniziativa di protesta ad Albano, «l’impianto, nocivo e che impoverisce le falde acquifere», sarebbe «irregolare. Infatti tra la prima e la seconda valutazione d’impatto ambientale – spiega Daniele Castri, rappresentante legale del coordinamento no all’inceneritore – è cambiato il progetto, passato da raffreddamento ad acqua ad uno ad aria. Ma per legge, nel caso di modifiche così importanti, tutte le autorizzazioni debbono essere rinnovate. Mentre così non è stato. Insomma, serve chiarezza».La data cruciale è quella di mercoledì 27 ottobre, quando il Tar del Lazio dovrà esprimersi su un ricorso presentato dalle associazioni cittadine che non voglio l’inceneritore, ancora da costruire ed autorizzato dalla giunta Marrazzo. Contrari al gassificatore sono i Verdi «perché non è stato condotto un serio studio epidemiologico e l’area dei Castelli – spiegano i consiglieri regionali Angelo Bonelli e Nando Bonessio – già affronta serie problematiche ambientali, come la scarsità delle risorse idriche e la cementificazione selvaggia». Intanto la Procura di Velletri prosegue l’ inchiesta sulla vicenda della cava di Lanuvio, trasformata da circa un anno in un gigantesco impianto per il deposito di rifiuti speciali. Per ora l’attività è sospesa e l’intera area è sotto sequestro giudiziario dopo una verifica effettuata dalla Polizia provinciale, sezione di Colleferro, che ha riscontrato alcuni valori anomali in un campione di residui di cartiera versati nell’ex cava.  (Fonte Corriere della Sera, qui)

_E’ stata una manifestazione pacifica, con “un assaggio di inceneritore” nei fumi del motore del generatore elettrico che alimentava gli altoparlanti a cui si sono alternati i rappresentanti del coordinamento “No inceneritore”. Al corteo che nel pomeriggio di sabato 23 ottobre ha percorso Albano, Ariccia e Genzano per dire di nuovo no all’inceneritore, a pochi giorni di distanza dal pronunciamento del Tar sui ricorsi presentati dai “No inc”, c’erano anche tante fasce tricolori: quelle dei comuni che lo scorso agosto hanno sottoscritto un documento condiviso per richiedere al Tar la sospensiva della realizzazione dell’impianto. «Nelle ultime tre settimane molte di queste amministrazioni comunali si sono schierate ulteriormente con dei ricorsi ad adiuvandum, cioè a sostegno dei nostri», ha detto Daniele Castri, legale del coordinamento. «Per noi è un grande risultato». «Comunque si pronunci il Tar noi andremo avanti – ha detto all’altoparlante Gino, fisico, membro del coordinamento –. Non passeranno! Solidarietà alla gente di Terzigno». La manifestazione si è svolta senza incidenti. «Abbiamo stimato circa tremila partecipanti – ha continuato Castri –. È almeno il doppio degli altri cortei. La cittadinanza è sempre più sensibile all’argomento e sempre più contraria all’inceneritore». Come alternativa all’incenerimento, coordinamento e cittadini reclamano raccolta differenziata, riciclo e trattamento meccanico-biologico a freddo dei rifiuti, per recuperare il più possibile inquinando il meno possibile. (Fonte, Castellinews, qui)