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Gassificatore Albano: i commenti di Astorre, Mattei e Marini

L’impianto che dovrebbe sorgere a Roncigliano solleva da sempre polemiche da entrambe le rive del fiume politico. Dopo le dichiarazioni di Rapisardi, Consigliere comunale del Prc di Albano, e Fontana, Consigliere di Sel alla Pisana, arrivano anche i commenti di Marco Mattei, attuale primo cittadino di Albano, e Bruno Astorre, Presidente del Consiglio regionale. «Il vero problema è che anche qui la Regione è ondivaga. Va bene una cosa e poi va bene il contrario». Mattei è diretto e accusatorio. «La Regione dovrebbe prendersi la responsabilità morale e materiale di quello che ha fatto. Ha appoggiato il Commissario Marrazzo, votandogli il Piano sui rifiuti». Un “j’accuse” forte e indirizzato a tutte le formazioni politiche della maggioranza regionale. «Lo hanno votato tutti, con l’esclusione di Rifondazione Comunista». Come nella migliore tradizione dell’ars retorica, dopo la parte destruens, c’è la parte costruens. «Io credo che i cittadini dei Castelli Romani hanno bisogno di essere tutelati rispetto alla Capitale, che è una grande risorsa, ma è anche un vicino scomodo talvolta». Mattei poi svela il vero nodo della polemica. «Noi siamo stati contro dal primo giorno, quando abbiamo capito che il gioco era quello di portare i rifiuti di Roma sul territorio dei Castelli, non perché non vogliamo fare sistema, ma è evidente che questo non può essere deciso sopra le nostre teste come invece è stato fatto». L’intervento di Bruno Astorre sull’inceneritore è più cauto. «Noi stiamo seguendo la situazione passo per passo, è chiaro che il vicepresidente Montino ha poteri più limitati rispetto a Marrazzo» e quindi quale soluzioni propone: «Vorremmo che ci fosse un’attenzione particolare, sia sull’indagine che la Commissione Ambiente della Regione Lazio ha deliberato, sia sui ricorsi al Tar, sia sull’idea che vada chiusa la discarica di Roncigliano». L’attenzione del Presidente è soprattutto sulla questione Tar. «Ci vuole maggiore prudenza su questo settore, magari aspettando quello che decide il Tar. Sarebbe sicuramente di maggiore garanzia per i cittadini». Anche il candidato a Sindaco di Albano per il centrosinistra ha voluto esprimere la posizione sua e della sua coalizione riguardo all’impianto. «Siamo contrari alla costruzione del termovalorizzatore. Il quarto impianto non serve. Ad oggi la produzione di Cdr non è sufficiente per far funzionare le strutture già esistenti». Marini si inserisce così nel solco tracciato dalla popolazione civile. «Di conseguenza condividiamo l’impostazione di tutti quei cittadini che in questi giorni stanno chiedendo la sospensiva dell’Aia da parte della Regione, in modo da aspettare, la pronuncia degli organi amministrativi competenti». (Fonte articolo, qui)


Gassificatore Albano, Rugghia: “Ripensarci è doveroso, giusto e responsabile”

RUGGHIADopo la sospensione dell’autorizzazione dell’impianto avanzata da Astorre e Ponzo e le dichiarazioni di Gasbarra, parla il deputato del Partito Democratico sull’inceneritore di Roncigliano: Antonio Rugghia. “La produzione regionale è appena sufficiente per tenere in esercizio una sola delle due linee di Colleferro. È sensato dire che nel Lazio proprio non servono nuovi impianti.” Finora le contestazioni al gassificatore di Albano sono state motivate da ragioni d’impatto ambientale e dalle preoccupazioni per la salute dei cittadini. Dopo quello che è accaduto a Colleferro nessun politico, nessun uomo delle Istituzioni, può permettersi di sottovalutare tali legittime preoccupazioni. Per questo è molto apprezzabile la richiesta di sospensione dell’autorizzazione dell’impianto avanzata da Bruno Astorre e da Carlo Ponzo. Allo stesso modo sono condivisibili le opinioni espresse da Enrico Gasbarra e il suo invito ad accogliere le rivendicazioni dei comitati e degli amministratori locali. Vorrei però motivare con altri argomenti la mia contrarietà alla costruzione del gassificatore, partendo proprio dal piano regionale dei rifiuti, dai dati e dalle previsioni in esso contenuti che supportano la scelta di incrementare, portandole a nove, le linee di termovalorizzazione (o gassificazione) dei rifiuti.  Attualmente, a regime, gli impianti di Colleferro, Malagrotta e San Vittore, hanno bisogno di circa 500 mila tonnellate di Cdr (combustibile da rifiuto) per generare energia elettrica e ridurre, nel contempo, il conferimento in discarica. Quando andranno in funzione tutti i nove impianti previsti dal piano, serviranno 700 mila tonnellate/anno di Cdr. Insomma, secondo le finalità del piano regionale approvato nel 2008, per chiudere il ciclo dei rifiuti limitando progressivamente il conferimento in discarica, c’è bisogno di portare la raccolta differenziata ai livelli previsti dalla legge e di alimentare gli impianti trasformando l’immondizia in Cdr. Il piano, a giustificazione dei nuovi impianti, compreso Albano, prevede nella nostra regione una produzione di Cdr pari a 500 mila tonnellate per l’anno 2009 e di 700 mila tonnellate per l’anno 2011. C’è però un però ed è grande come una casa: nel 2008 la quantità di Cdr prodotto nel Lazio, e idoneo per essere bruciato, è stata di circa 60 mila tonnellate e per il 2009 non è prevedibile una variazione significativa di questo dato. Come abbiamo visto servirebbero 500 mila tonnellate di combustibile da rifiuto per gli impianti attualmente in funzione di Malagrotta, Colleferro e San Vittore, mentre la produzione regionale è appena sufficiente per tenere in esercizio una sola delle due linee di Colleferro. È sensato dire in questa situazione che nel Lazio proprio non servono nuovi impianti. In audizione alla commissione bicamerale sui rifiuti il comandante del nucleo operativo ecologico dei carabinieri di Roma ha dichiarato: «Gli impianti di termovalorizzazione nel Lazio sono sufficienti, vi sono molte linee: tre a Malagrotta, una delle quali è partita e due sono in fase di avvio, due a Colleferro, tre a San Vittore e si parla di Albano, anche se non è certo che l’impianto verrà realizzato, tenuto conto che questi impianti bruciano centinaia di migliaia di tonnellate di Cdr l’anno, che il Lazio, tra l’altro, non produce». Il gassificatore di Albano una volta acceso dovrà funzionare 24 ore su 24 e se non sarà disponibile il Cdr potrebbe ripetersi ciò che è avvenuto a Colleferro, dove l’indagine della magistratura ha accertato che nel termovalorizzatore veniva bruciato di tutto. Ripensarci è giusto, doveroso, responsabile. Fonte articolo: Castellinews


“Sospendere l’AIA su Albano”

«Chiediamo che venga sospeso l’iter autorizzativo del gassificatore di Albano». È l’appello di Bruno Astorre, Presidente del Consiglio regionale del Lazio e Carlo Ponzo, Presidente della Commissione Bilancio, che in una nota hanno spiegato i motivi del loro no: «Riteniamo che la richiesta che avanziamo al Presidente Piero Marrazzo sia equilibrata e che, a fronte di una scelta strategica di grande rilievo, meriti tutte le dovute attenzioni e non deve provocare accelerazioni poco ponderate. Come emerso dalla recente audizione in Commissione Ambiente del Consiglio, presenti i comitati e le associazioni locali, contrari al gassificatore, si è stabilito l’avvio di un’indagine conoscitiva di tutte le questioni sollevate dai comitati, attraverso una richiesta di documentazione e audizioni con le strutture tecniche regionali, che hanno seguito sin qui la fase procedurale per l’autorizzazione all’impianto».  «È evidente a questo punto che, visti anche i ricorsi pendenti al Tar – si legge nella nota – sia opportuna una sospensiva dell’iter autorizzativo sino alle sentenze, un atto che certamente aiuterebbe il confronto con le comunità locali, come richiesto dai Sindaci del territorio. Al contempo, appare chiaro che debbano essere definiti la chiusura della discarica di Roncigliano e l’avvio di investimenti straordinari sul quadrante Albano, Pomezia e Ardea, sì da migliorare servizi, infrastrutture qualità della vita. La scelta strategica della Regione Lazio è inequivocabile: aumentare la raccolta differenziata attraverso un impegno finanziario per 210 milioni di euro, finanziamento di portata straordinaria, mai accaduto in passato».  «A ciò si aggiunga che la Provincia di Roma ha già finanziato decine di Comuni, per aumentare la raccolta differenziata, raggiungendo risultati importanti. Grazie alle politiche del centrosinistra, della Regione Lazio e della Provincia di Roma, oggi i cittadini possono contare su scelte strategiche serie, su una politica dei rifiuti concreta, non populistica e demagogica, ma volta a far uscire il Lazio da una fase emergenziale e commissariale». (Fonte articolo: Castellinews)