Articoli con tag “Sindaci Castelli Romani

I Castelli Romani hanno parlato. E dicono NO!

_I Castelli Romani rispondono all’appello. Ed è una risposta forte, massiccia e di spessore che inguaia la Regione Lazio perchè di questo sciagurato impianto la cittadinanza non ne vuole proprio sapere. Migliaia di cittadini hanno sfilato nel corteo di oggi, una manifestazione civile, composta e viva come da tradizione, per un NO fermo e deciso ad un impianto speculativo, dannoso ed ancestrale che la cittadinanza giustamente rifiuta. Accanto ai cittadini dei Castelli Romani, finalmente, anche i sindaci del comprensorio che ribadiscono il proprio NO a questo bruciatore appoggiando formalmente i comitati al Tar Lazio. Oltre 3.000 persone (alcune fonti stampa parlano addirittura di 5.000 persone), tre paesi, dieci sindaci e migliaia di altri cittadini formalmente contrari. Il Tar Lazio bocci l’impianto.

_Gli organizzatori hanno parlato di 5000 presenze e non si faticava a crederlo, visto il serpentone di persone che si è snodato, sabato pomeriggio, da Albano a Genzano per dire NO al nuovo inceneritore dei Castelli Romani. Presenze illustri della politica e delle amministrazioni castellane hanno percorso i 4,5 km di strada, ma soprattutto cittadini, famiglie, gente comune, associazioni e movimenti vari. Non a caso i partiti politici, con le loro bandiere ed effigi sono stati fatti sfilare per ultimi in coda al corteo: per rimarcare che questa battaglia è nata dalla gente e per sottolineare anche che amministrazioni e politica sono arrivate, come sempre succede, ‘dopo’. Il corteo è stato organizzato dal Coordinamento NO INC, dentro il quale ci sono varie associazioni di ispirazione ambientalista e sociale che per prime hanno dato l’allarme, sotto la giunta Marrazzo, per la costruzione del nuovo inceneritore. Oggi, che la Regione è passata alla Polverini, i partiti del centrosinistra hanno finalmente deciso di abbracciare la causa, ma gli stessi organizzatori ne hanno sottolineato la poca tempestività. C’erano anche rappresentanti della destra, senza bandiera, al corteo, in particolare del Movimento finiano Futuro e Libertà, ma non gli è stato permesso di sfilare con le bandiere italiane perché ricordavano troppo Forza Italia. Forse la politica in questa storia avrebbe fatto meglio a rimanere fuori in toto, da tutte le parti, per evitare che qualcosa che deve essere patrimonio di coscienza comune sia strumentalizzato da questo o da quel partito o politico. Comunque, più si è a combattere questa battaglia e più è utile. Un passo importante è stato fatto: ora il prossimo atto si avrà il 27 ottobre, con la discussione dei ricorsi presentati dai NO INC al Tar. Vi terremo informati. (Fonte: Paconline, qui)

_Hanno sfilato in 5 mila per dire No alla costruzione dell’inceneritore di Albano nei Castelli Romani dove oggi pomeriggio un lungo corteo è arrivato fino a Genzano. Presenti bambini, famiglie, comitati di quartiere, studenti, partiti, associazioni e istituzioni con i sindaci dei Castelli Romani a sfilare con la fascia tricolore.  Striscioni, cartelli e bandiere per chiedere un futuro in un ambiente salubre che rispetti l’ambiente e la terra in un territorio che è per la maggior parte a vocazione turistica e agricola con tanti prodotti enogastronimici di eccellenza. I cittadini giunti a Genzano dopo oltre tre ore di camminata hanno portato le loro testimonianze anche dalla vicina Collefferro dove da tempo c’è un inceneritore, più volte sequestrato perchè bruciava sostanza nocive e illegali. “I Castelli Romani sono un paradiso non trasformateli in un inferno di fumo come Collefferro” dichiara un manifestante interpellato arrivato proprio da Collefferro per solidarizzare con i cittadini di Albano. La solidarietà è stato il tema conduttore del corteo: i comitati organizzatori hanno infatti voluto esprimere la loro solidarietà ai cittadini di Terzigno che in questi giorni stanno combattendo per non far riaprire la velenosa discarica nel loro paese. “Il Tar del Lazio non può ignorarci!” è il commento più diffuso. Infatti ora si avvicina un’altra data cruciale che è quella di mercoledì 27 ottobre, quando il Tar del Lazio dovrà esprimersi nel merito sui ricorsi presentati dalle associazioni cittadine. Unica nota dolente della manifestazione assolutamente pacifica la contestazione nei confronti dei militanti di Futuro e Libertà cacciati dal corteo dai comitati No Inc perchè volevano sfilare con il tricolore, nonostante l’intolleranza del gesto i finiani dei Castelli Romani ribadiscono la contrarietà alla costruzione dell’inceneritore. Solidarietà da tutte le forze politiche verso i finiani. (Fonte Roma Today, clicca qui)

_Se a Terzigno è battaglia contro la discarica, anche nei Castelli Romani sale la tensione: ieri pomeriggio migliaia di persone sono scese in strada per dire no all’inceneritore che dovrebbe essere costruito a Roncigliano, frazione di Albano, dove è già presente una discarica complementare a quella di Malagrotta. I manifestanti sono partiti proprio da Albano, hanno attraversato Ariccia e seguendo la via Appia sono arrivati a Genzano. Per gli organizzatori erano presenti circa 5mila manifestanti: tra di loro anche sindaci con le fasce tricolori ed esponenti politici locali di tutti gli schieramenti: dai Verdi al finiani, dal Pd al Pdl. Insieme a loro, famiglie, studenti, associazioni di quartiere. “Dio ricicla, il diavolo brucia”, “Contro ogni nocività” alcuni degli striscioni esposti nel corteo. La palla passa ora al Tar del Lazio, che il prossimo 27 ottobre si esprimerà sui ricorsi presentati contro l’inceneritore dalle associazioni cittadine. (Fonte: Diretta News, clicca qui)

_’Lotta a Roncigliano come a Terzigno’. Con questo slogan un corteo con “miglia di persone”, secondo gli organizzatori, ha sfilato per dire ‘No all’inceneritore ad Albano’. Per le strade dei Castelli Romani, ha fatto sapere il coordinamento, “ci sono stati anche i sindaci con la fascia tricolore”, e questo “è importante in vista del pronunciamento del Tar” previsto il 27 ottobre. Gli organizzatori hanno precisato che si registra “la presenza di quasi tutte le amministrazioni che hanno si sono costituite ‘ad adiuvandum’ al Tar”. A sfilare con la cittadinanza e le associazioni “quasi tutte la rappresentanze dei comuni dei Castelli”. Il corteo, partito alle 15 da Albano è arrivato a Genzano attraversando Ariccia. Anche l’Udc locale ha espresso la propria contrarietà all’impianto di Roncigliano. Il sindaco di Albano, il Pd Nicola Marini, non ha partecipato “a causa di impegni personali”, ma ha fatto sapere di essere “vicino ai cittadini per far valere le loro, e le nostre, ragioni”. Insomma, anche il Pd dice ‘no’ all’inceneritore. Da Marino hanno fatto sapere che “la coalizione di centrosinistra tutta, con una nutrita rappresentanza, ha partecipato alla manifestazione”.  A sfilare per le strade dei Castelli anche i Verdi, che con il presidente regionale Ferdinando Bonessio, chiede con insistenza “un serio piano di raccolta differenziata porta a porta”: “La Rgione Lazio deve mettere in campo una volta per tutte le risorse, i mezzi e le tecnologie per risolvere il problema dei rifiuti in maniera sostenibile – ha detto Bonessio – senza attentare alla salute dei cittadini, come si fa in tutto il resto d’europa e soprattutto senza favorire potentati economici che lucrano sulla gestione di inquinanti discariche e pericolosi inceneritori, mettendo a serio rischio le popolazioni”.  Ma il ‘no’ al termovalorizzatore è arrivato anche dai circoli di futuro e libertà di Albano, Ciampino, Velletri, Frascati, unitamente ai gruppi di Monte Porzio, Rocca di Papa, Monte Compatri, Marino, Ariccia e Ardea. Tutti esprimono la loro “contrarietà all’installazione dell’inceneritore”, ribadendo la “perplessità per le modalità con cui si è deciso, o sarebbe meglio dire imposto”, il progetto. Oltre ai finiani, hanno aderito anche i critici del Pdl: sono i sindaci di Marino e Nemi, che hanno votato delle delibere con cui hanno sancito il loro appoggio ai ricorsi al tar presentato dal coordinamento ‘no inceneritore’ contro l’impianto. Ma il fronte anti-inceneritore comincia a mostrare qualche crepa. “I comitati ‘No Inc’ di Albano ci hanno cacciato dal corteo contro l’inceneritore perché avevamo scelto di partecipare alla manifestazione con il Tricolore”, hanno denunciato i militanti di Futuro e Libertà. “Avevamo portato il Tricolore per sottolineare la necessaria trasversalità che – aggiungono – si deve raggiungere attorno a questioni come l’ambiente. I comitati di estrema sinistra, invece, ci hanno detto chiaramente che dello Stato e dei suoi simboli non ne vogliono sapere. Come se il territorio fosse solo roba loro”. “Nonostante il trattamento ricevuto – hanno aggiunto i militanti Fli dei Castelli Romani e del litorale – ribadiamo la nostra contrarietà all’inceneritore di Albano e ringraziamo le tante persone e rappresentanti istituzionali di ogni orientamento presenti al corteo che hanno manifestato solidarietà a noi e al Tricolore”. (Fonte, La Repubblica, qui)

_L’eco della rabbiosa sollevazione a Terzigno rimbalza sino alle porte di Roma. E più precisamente ad Albano, dove nel pomeriggio di sabato 23ottobre circa mille cittadini hanno manifestato – in un corteo lungo la via Appia, sino a Genzano – contro l’installazione di un inceneritore di rifiuti. Una protesta che giunge il giorno dopo il sequestro, ordinato dalla procura di Velletri, di una cava a Lanuvio, sempre ai Castelli, dove sarebbero stati rilevati «valori anomali» nella lavorazione di residui nocivi. A sentire le ragioni del comitato che ha organizzato l’iniziativa di protesta ad Albano, «l’impianto, nocivo e che impoverisce le falde acquifere», sarebbe «irregolare. Infatti tra la prima e la seconda valutazione d’impatto ambientale – spiega Daniele Castri, rappresentante legale del coordinamento no all’inceneritore – è cambiato il progetto, passato da raffreddamento ad acqua ad uno ad aria. Ma per legge, nel caso di modifiche così importanti, tutte le autorizzazioni debbono essere rinnovate. Mentre così non è stato. Insomma, serve chiarezza».La data cruciale è quella di mercoledì 27 ottobre, quando il Tar del Lazio dovrà esprimersi su un ricorso presentato dalle associazioni cittadine che non voglio l’inceneritore, ancora da costruire ed autorizzato dalla giunta Marrazzo. Contrari al gassificatore sono i Verdi «perché non è stato condotto un serio studio epidemiologico e l’area dei Castelli – spiegano i consiglieri regionali Angelo Bonelli e Nando Bonessio – già affronta serie problematiche ambientali, come la scarsità delle risorse idriche e la cementificazione selvaggia». Intanto la Procura di Velletri prosegue l’ inchiesta sulla vicenda della cava di Lanuvio, trasformata da circa un anno in un gigantesco impianto per il deposito di rifiuti speciali. Per ora l’attività è sospesa e l’intera area è sotto sequestro giudiziario dopo una verifica effettuata dalla Polizia provinciale, sezione di Colleferro, che ha riscontrato alcuni valori anomali in un campione di residui di cartiera versati nell’ex cava.  (Fonte Corriere della Sera, qui)

_E’ stata una manifestazione pacifica, con “un assaggio di inceneritore” nei fumi del motore del generatore elettrico che alimentava gli altoparlanti a cui si sono alternati i rappresentanti del coordinamento “No inceneritore”. Al corteo che nel pomeriggio di sabato 23 ottobre ha percorso Albano, Ariccia e Genzano per dire di nuovo no all’inceneritore, a pochi giorni di distanza dal pronunciamento del Tar sui ricorsi presentati dai “No inc”, c’erano anche tante fasce tricolori: quelle dei comuni che lo scorso agosto hanno sottoscritto un documento condiviso per richiedere al Tar la sospensiva della realizzazione dell’impianto. «Nelle ultime tre settimane molte di queste amministrazioni comunali si sono schierate ulteriormente con dei ricorsi ad adiuvandum, cioè a sostegno dei nostri», ha detto Daniele Castri, legale del coordinamento. «Per noi è un grande risultato». «Comunque si pronunci il Tar noi andremo avanti – ha detto all’altoparlante Gino, fisico, membro del coordinamento –. Non passeranno! Solidarietà alla gente di Terzigno». La manifestazione si è svolta senza incidenti. «Abbiamo stimato circa tremila partecipanti – ha continuato Castri –. È almeno il doppio degli altri cortei. La cittadinanza è sempre più sensibile all’argomento e sempre più contraria all’inceneritore». Come alternativa all’incenerimento, coordinamento e cittadini reclamano raccolta differenziata, riciclo e trattamento meccanico-biologico a freddo dei rifiuti, per recuperare il più possibile inquinando il meno possibile. (Fonte, Castellinews, qui)


Inceneritore Albano, i sindaci ribadiscono il no all’impianto

_Bene. Adesso i cittadini vogliono i fatti.

_Soddisfazione da parte dell’Amministrazione comunale per la riunione dei sindaci di bacino che conferiscono nella discarica di Roncigliano svoltasi nel pomeriggio di venerdì 28 maggio. Il sindaco Nicola Marini, con l’Assessore all’ambiente Claudio Fiorani, hanno fortemente voluto l’incontro con Ardea, Ariccia, Castel Gandolfo, Genzano, Lanuvio, Marino, Nemi, Pomezia e Rocca di Papa per discutere del problema della discarica e della costruzione dell’impianto di incenerimento sul territorio di Albano. Un problema che fino ad oggi sembrava bloccato e senza vie d’uscita attuabili. È stata accolta interamente la linea di proposta dall’Amministrazione albanense. La decisione finale, condivisa da tutti i comuni presenti (mancavano solamente Marino e Nemi), è di riconvocare un nuovo tavolo tecnico politico a stretto giro, per adottare una comune strategia che metta in evidenza la totale contrarietà alla realizzazione dell’inceneritore. Si discuterà di soluzioni industriali alternative e comunque le criticità della discarica di Roncigliano non saranno un problema di Albano, ma saranno condivise dai comuni presenti all’incontro.

«La soddisfazione per come è andato l’incontro – ha detto il Sindaco Nicola Marini – è sia personale che dell’Amministrazione. Tutti i rappresentanti dei comuni di bacino si sono infatti detti contrari alla costruzione dell’inceneritore ed è emersa una linea comune e di condivisione di percorso, che dovrà coinvolgere in primis il presidente della Provincia di Roma Zingaretti e l’assessore all’Ambiente Civita . Il nostro obiettivo è di sviluppare un ragionamento di condivisione che possa portare ad una soluzione del problema». Tutti i sindaci presenti hanno concordato nel guardare alla raccolta differenziata porta a porta, grazie anche al contributo della Provincia, come una soluzione strategica che permetta la riduzione e il riciclo dei rifiuti. «Sono soddisfatto – ha aggiunto Fiorani – per il risultato ottenuto con questo primissimo passo per evitare che venga realizzato l’inceneritore ad Albano. È evidente che il clima delle amministrazioni comunali di bacino è un clima positivo e di forte contrarietà alla soluzione della termocombustione. Saremo impegnati, fin da ora, a produrre delle possibili alternative industriali all’impianto di incenerimento. Contestualmente vorrei manifestare un moderato ottimismo nei confronti di un progetto di raccolta differenziata porta a porta che partirà nel prossimo autunno ad Albano, con l’obiettivo di condurre la nostra città verso un modello di sviluppo sostenibile». Intanto, l’Assessore all’urbanistica Maurizio Sannibale, su segnalazione del Consigliere comunale Nabil Cassabgi, ha disposto un monitoraggio per il controllo dell’area di via Roncigliano destinato alla realizzazione dell’impianto di incenerimento. (Fonte articolo, qui)