Articoli con tag “Pontina Ambiente

Per la Pontina Ambiente non è percolato la colata nera a Roncigliano

_(Fonte articolo, clicca qui). Albano: per la Pontina Ambiente non è percolato la colata nera a Roncigliano. Per la Pontina Ambiente, la società che gestisce la discarica di Roncigliano, la notizia riportata dal Comitato No Inc di Albano secondo cui nel fosso di Valle Gaia, fosse colato del percolato colorando l’acqua di nero non è veriteria. Per la società, come si legge in una nota di stampa, “l’attribuzione di tale evento al nostro impianto e quindi alla nostra responsabilità è completamente falsa e priva di fondamento e mira soltanto al discredito della nostra attività gestionale”, in quanto le analisi effettuate per conto delle associazioni Contro le Nocività e Salute Ambiente e pubblicate sul sito del Comitato no Inc non sono firmate. L’azienda ha precisato che proprio il 15 novembre scorso essa stessa aveva “riscontrato la presenza della cosiddetta colata nel fosso Valle Gaia e avevamo accertato che il fenomeno aveva origine diverse centinaia di metri a monte dalla discarica”. Del fenomeno sono stati allertati immediatamente l’Arpa Lazio sede di Roma, seguita da messaggio fax esteso poi per conoscenza ai Comandi dei vigili urbani di Albano, all’Ufficio ambiente del Comune, nonché all’Asl RMH.

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Nobile e Peduzzi: “La discarica di Albano è fuorilegge”

_Articolo tratto da Castellinews, per leggere l’articolo nella versione originale clicca qui.

_«Con un sotterfugio la Regione proroga lo smaltimento dei rifiuti nella discarica ormai satura di Cecchina». Lo denunciano Ivano Peduzzi e Fabio Nobile, Capogruppo e Consigliere della Federazione della Sinistra alla Regione Lazio, con un’interrogazione all’Assessore alle politiche dei rifiuti. «La verifica effettuata il 23 settembre presso la discarica dal Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri e dall’Azienda Regionale per l’Ambiente – hanno detto – aveva riscontrato numerose violazioni di legge ed, in particolare, che già dal febbraio 2010 la discarica era fuorilegge: invece delle 40mila tonnellate autorizzate, la società Pontina Ambiente, di proprietà del ras dei rifiuti Manlio Cerroni, ne aveva scaricate almeno 90mila. Più del doppio». «A questo punto – hanno proseguito – la discarica andava chiusa. Invece, con un’ordinanza datata 29 settembre e resa nota dal comitato “No Inceneritore” di Albano, la presidente Polverini ne ha autorizzato la continuazione per altri sei mesi, accettando per vere le dichiarazioni unilaterali dell’azienda. Qui sta il sotterfugio: l’azienda ha nascosto la documentazione sull’attività della discarica ai verificatori del Noe, impedendo una completa valutazione della situazione. La Regione ha chiesto proprio alla Pontina Ambiente di certificare la situazione. La società di Cerroni ha certificato il falso. Ma non è tutto: l’ordinanza del 29 settembre ha addirittura autorizzato la realizzazione di un nuovo invaso, il settimo, sulla base dell’autorizzazione per la costruzione dell’inceneritore, bypassando così, evocando l’emergenza, il parere negativo già dato alla Asl RmH. Il Lazio – hanno concluso Peduzzi e Nobile – continua ad avere la maglia nera per la raccolta differenziata, Cerroni continua a fare affari e le conseguenze si scaricano sulla salute dei cittadini».


Pontina Ambiente, ultimatum al Comune di Pomezia

_Quando ascolteremo un ente amministrativo od un’autorità sanitaria monitorare la corretta (o meno) gestione della discarica dei Castelli Romani vivremo, come cittadini, in una condizione di normale democrazia. Di fatto, oggi, la situazione è soltanto (o quasi) questa.

_Mentre il Lazio scopre di essere la regione italiana che fa il maggiore utilizzo delle discariche, sul litorale romano sta per esplodere un’emergenza rifiuti dalle conseguenze ancora imprevedibili. Succede a Pomezia, dove la giunta comunale ha ricevuto dall’amministratore unico di Pontina Ambiente (la società che gestisce la discarica di Albano) Francesco Rando un pesante ultimatum: «Pagate i 13 milioni di euro di spettanze arretrate che ci dovete oppure non accoglieremo più la spazzatura della vostra città». Quella del 17 maggio è la scadenza oltre la quale, se non arriveranno i pagamenti, i cancelli dell’impianto di smaltimento sulla via Ardeatina verranno chiusi all’arrivo dei camion della nettezza urbana di Pomezia. Per risolvere il problema sia Pontina Ambiente che il sindaco Enrico De Fusco hanno richiesto un incontro al prefetto di Roma.

Secondo Rando, il Comune deve all’azienda «13 milioni e 38mila euro mentre gli ultimi pagamenti effettuati – si legge nella lettera – a nostro favore risalgono al 23 ottobre 2008 e al 10 agosto 2009 come acconto di fatture relative al 2007». Somme versate per evitare che Pomezia si ritrovasse con i rifiuti per strada, esattamente come in Campania. Ma a scombussolare il pagamento delle rate sono state le conseguenze dello scandalo Aser, l’azienda che – come in decine di altri comuni, soprattutto nel Basso Lazio – deteneva dal 2000 il monopolio della riscossione dei tributi. Che però sono letteralmente spariti. E le cause civili che numerosi sindaci hanno intentato nei confronti degli ex amministratori della società – De Fusco è stato il primo a proporre un’azione legale «pilota» – alcuni dei quali arrestati, di fatto non stanno ancora portando risarcimenti nelle dissestate casse dei comuni.

Pontina Ambiente non si lascia comunque impietosire, anche perché lo smaltimento dei rifiuti costa molto. «Non è nostra intenzione rinnovare il contratto – scrive ancora Rando al sindaco – a questa amministrazione. Diamo notizia della grave situazione debitoria alla Regione Lazio, al prefetto di Roma e alla Corte dei Conti, chiedendo provvedimenti urgenti – conclude l’amministratore – e ci riserviamo di rivalerci nei confronti dei singoli amministratori comunali».

Quel che sta succedendo a Pomezia potrebbe ripetersi in altre località. Tra i Castelli e il litorale ci sarebbero infatti altre amministrazioni cittadine in difficoltà con i pagamenti riguardanti lo smaltimento. Del resto il Lazio, secondo il rapporto reso noto da mercoledì dall’Ispra (istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) è la regione italiana che porta in discarica la maggior quantità di rifiuti: oltre 2 milioni e 800 mila tonnellate corrispondenti all’86 per cento. Soltanto il Comune di Roma ne invia quasi 1,5 milioni. Mentre con il 12,9 per cento, la nostra regione ottiene il peggior risultato, relativamente alla raccolta differenziata, di tutto il centro Italia. (Fonte articolo, Il Corriere della Sera, qui)