Articoli con tag “Pontina Ambiente Srl

Ispezione all’Inceneritore? No, grazie! Così parlò la Pontina Ambiente di papà Cerroni

_Oltre 101.000 visite al sito. Grazie a tutta la cittadinanza.

_Video, i Castelli Romani resistono. Clicca qui.

_Coordinamento contro l’inceneritore di Albano, discamping 2012, clicca qui.

_(Fonte articolo, Castelli Notizie, Maria Lanciotti, clicca qui) La discarica è mia e ci faccio entrare chi dico io. E io qui il ‘Gruppo Sensori’ e ‘sto professor Paolesse che ci si parte dall’Universtà di Tor Vergata per venire a ‘sentire’ che aria tira a casa mia, qui non ce lo voglio e non ce lo voglio, e non voglio quel coso che chiamano nasometro. Io qui non ci voglio nemmeno i funzionari della Asl Rm H, chiaro? Ma questi mi si presentano in qualità di Polizia Giudiziaria e io come faccio a sbatterli fuori?. Così ragionava la Pontina Ambiente srl – amatissima creatura di papà Cerroni – indignatissima perché, a quanto pare, non le era stato preventivamente chiesto il permesso di far visita alla sua magione. Una magione segretissima e immensa, lunga così e profonda così, e puzzolente da non potersi dire. Ah sì? Il Gruppo di Ricerca Sensori c’ha un contratto di collaborazione con la Asl Rm H? e questo gli darebbe il diritto di infilare il naso nelle ‘cose nostre’? Ah, e ci sarebbe in corso al Tar del Lazio pure un ricorso amministrativo contro il VII invaso? Bella riconoscenza! E noi qui a scavare a scavare, a riempire a riempire, e questi qui buoni solo a parlare di ‘ca–rat–te –riz–za–zio–ne geo–lo –gi–ca e i–dro– geo–lo–gi–ca (boh, sarò giusta la sillabazione? E ma noi qui siamo gente che lavora, mica che ‘sta a pettina’ le bambolette!). Ah, pure i sindaci stanno d’accordo co’ ‘sti scalmanati de rivoltosi? otto Amministrazioni su dieci? E ci volevamo proprio noi per metterli d’accordo, a questi sindaci castellani? E mo’ che altro c’è? Il discamping No Inc (ma che vuol di’?) alla vigna qui di fronte? Camping libero ai primi di Agosto? Ah, pure cucina locale e servizi igienici? E tutte le sere proiezioni, mostre e musica? E pure dibattiti? No, i dibattitti a me non m’interessano, io già so’ tanto dibattuta! E la Pontina Ambiente srl, tappandosi il naso, tornò alle sue occupazioni trascinandosi dietro il ceppo pesantissimo e crudele di una prigionia mentale che si fa convinzione.

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La tecnologia e la ricerca “fuori” dalla casa di Cerroni

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_(Fonte articolo, clicca qui) I ricercatori del “Gruppo Sensori” dell’università Tor Vergata messi alla porta dalla società Pontina Ambiente, proprietaria della discarica di Albano. Queste indiscrezioni, trapelate dai corridoi della Asl RmH non vengono smentite dal professor Roberto Paolesse, ordinario di chimica a Tor Vergata che guida il gruppo di ricerca ed è anche l’inventore del cosiddetto “nasometro” strumento in grado di generare una mappa olfattiva della qualità dell’aria. “Spero si sia trattato di un semplice “difetto di comunicazione”. – Dice Paolesse – I responsabili della discarica hanno detto e sostenuto più volte di non essere stati avvisati dalla Asl dell’ispezione. L’ispezione, difatti, non era concordata con la Pontina Ambiente. Spero, sinceramente che il problema si possa risolvere presto. Non vogliamo “stressare” la situazione. Credo sia interesse anche della stessa Pontina Ambiente srl sgombrare il campo da qualsiasi dubbio relativo alla presenza di molestie olfattive o, peggio, altro. Ripeto, spero che questa situazione si risolva presto”. A dare notizia dell’alt al nasometro e ai ricercatori di Pontina Ambiente è il responsabile del Comitato “No Inc” Daniele Castri: “Se la discarica di Albano è gestita nel rispetto rigoroso dell’ attuazione della direttiva Europea in materia di discariche per rifiuti indifferenziati – dice Castri – nonché del decreto Matteoli, ovvero del testo unico in materia ambientale, perché la Pontina Ambiente del Gruppo Cerroni ha negato l’accesso ai ricercatori e al naso-elettronico? Qual’è il timore della Pontina Ambiente srl? Non è interesse primario dell’azienda sgombrare il campo da ogni dubbio?”. Inoltre il gruppo di ricercatori, come sostiene Castri, ha sottoscritto un contratto di collaborazione tecnico-scientifica con la Asl RmH. Atto che conferisce ai ricercatori, quando accompagnati dai funzionari della Asl RmH in qualità di polizia giudiziaria come già avvenuto mercoledì scorso alla discarica di Roncigliano, il diritto dovere nonché la piena legittimità di svolgere tutte le indagini necessarie ed utili all’analisi della qualità dell’aria nei pressi del noto sito di smaltimento rifiuti dei Castelli Romani. Intanto Castri annuncia che nei prossimi giorni, esattamente 3,4 e 5 agosto daranno vita al “disc – camping”, ovvero allo stazionamento in campeggio nell’area della discarica. Una forma di protesta, ma anche un messaggio che sostanzialmente vuole dire “noi non abbassiamo la guardia”, diretto a quello che molti residenti vicino Roncigliano e componenti del comitato chiamano il “re dell’immondizia”. Immondizia che ha iniziato ad essere conferita in discarica nel lontano 1979, non a caso quello di Albano è il sito più antico di conferimento rifiuti italiano. Un’area di 80 ettari che, come d’accordi tra Asl e ricercatori di Tor Vergata, dev’essere passata al setaccio dal nasometro con l’obbiettivo, riassunto bene dal professor Paolesse, di “verificare e misurare le molestie olfattive per procedere poi ad una serie di misure in continuo delle emissione olfattive generate dalla presenza dei rifiuti. Con l’ausilio del naso-elettronico riusciamo a definire quantitativamente e qualitativamente le caratteristiche chimiche della molestia olfattiva”. I ricercatori intendono, in seguito e auspicando in una risoluzione delle “incomprensioni” con la Pontina Ambiente, procedere a campionamenti gassomatografici per capire la tipologia specifica delle emissioni. Intanto arrivano suggerimenti dal mondo dell’ambiente: Sergio Marchetti consulente di multinazionali del settore non esita a provocare gli amministratori locali rispetto alla poca informazione che viene data su impianti “made in Italy” capaci di differenziare il 100 per cento dei rifiuti a costo zero. “E’ possibile – sostiene Marchetti – semplicemente utilizzando le nuovissime tecnologie che compongono un Complesso Ecologico Polivalente, il quale può lavorare da 100 a 7 mila tonnellate di rifiuti al giorno per ogni singolo impianto, che non richiede costi di costruzione, di conferimento, di gestione, né contributi pubblici, perché si “autoripaga” con la selezione del 100% dei prodotti che vende o lavora direttamente e in più non inquina, perché opera a freddo senza combustione”.


Rifiuti, i conti non tornano. Sotto inchiesta la discarica di Albano Laziale

_GRAZIE ALL’ESTENUANTE OPERATO (LEGALE, DI INFORMAZIONE ECONOMICO/SCIENTIFICA, DI MOBILITAZIONE CIVILE E DI ALTERNATIVE PROPOSTE) DEI MOVIMENTI CITTADINI, L’INCENERITORE DEI CASTELLI ROMANI E’ STATO BOCCIATO DAL TAR DEL LAZIO.

_Venerdi 21 gennaio ASSEMBLEA PUBBLICA SULL’AMPLIAMENTO DELLA DISCARICA di Roncigliano (ALBANO LAZIALE). Appuntamento a CANCELLIERA presso l’ OK CLUB via PANTANELLA ore 21:00. La cittadinanza è invitata alla partecipazione consistente.

_Sotto inchiesta la discarica di Albano. La Procura di Velletri ha acceso i riflettori sulla “contabilità” dell’invaso. I magistrati vogliono verificare se l’immondizia scaricata coincide coi soldi pagati dai Comuni per la quantità di rifiuti che producono e portano in discarica. Gli accertamenti sono affidati ai carabinieri del Nucleo operativo ecologico di Roma. Richieste di documentazione sono state inviate ai Comuni di Albano, Ardea, Ariccia, Castel Gandolfo, Genzano, Lanuvio, Marino, Nemi, Pomezia e Rocca di Papa. I militari vogliono avere le fatture emesse a favore della società che gestisce la discarica – la Pontina Ambiente – dal 1° gennaio 2005 a oggi, «avendo cura di precisare quali di queste sono state liquidate».

Le curiosità dei magistrati vanno oltre. Riguardano anche le condizioni ambientali della discarica. I pm hanno chiesto «i verbali di ispezione di sopralluogo dell’Arpa, dal 1° gennaio 2008 a oggi. E i rapporti di prova relativi ai controlli effettuati sulle diverse matrici ambientali», sempre nello stesso arco di tempo. Non vengono tralasciate neppure le carte regionali. Cioè: «Elaborati progettuali dell’impianto di discarica per rifiuti non pericolosi, con particolare riferimento a 4°, 5° e 6° livello dell’invaso. Relazioni tecniche e descrittive delle indagini geologiche e idrogeologiche e di quelle riferite agli impianti tecnologici (antincendio, di captazione biogas, raccolta percolato e altri)».

A fine 2010, per evitare che Albano non ricevesse più rifiuti perché stracolma e scongiurare un’emergenza modello Napoli, la presidente del Lazio Renata Polverini ha firmato un’ordinanza che alza i limiti della discarica. Di due invasi su sei in totale. «Le quote degli invasi IV e V risultano essere ancora inferiori rispetto a quelle del VI di circa 10 metri – scrive la Polverini – e le verifiche confermano geotecniche dimostrano che un’eventuale sopraelevazione di circa 10 metri non produrrà alcun danno». (Fonte articolo: Il Tempo, clicca qui)


Marini: “Sulla discarica la Regione ignora le autorità territoriali”

_Articolo tratto da Castellinews, clicca qui per l’articolo.

_«La Regione Lazio ancora una volta prende decisioni senza sentire le autorità territoriali e senza aprire alcun tavolo di concertazione». È una critica netta quella che arriva dal sindaco Nicola Marini riguardo alla determina con cui la Regione avrebbe autorizzato, lo scorso 28 ottobre, l’innalzamento del quarto e quinto invaso e l’apertura del settimo nella discarica di Roncigliano. «Quando la società gestore (Pontina Ambiante) ha mandato un’informativa riguardo la possibile chiusura della discarica a fine ottobre – continua Marini – abbiamo immediatamente convocato una riunione dei sindaci di bacino da cui è scaturita una lettera di preoccupazione al Prefetto di Roma, e dove abbiamo anche sottolineato una tempistica decisamente strumentale vista la vicinanza al pronunciamento del Tribunale Amministrativo Regionale sulla costruzione dell’inceneritore. Allo stesso tempo abbiamo richiesto un incontro con la presidente Renata Polverini. In risposta, anziché essere chiamati, abbiamo ottenuto un’autorizzazione all’innalzamento di due invasi e l’apertura di uno nuovo, senza essere informati per alcun canale ufficiale. È vero che le decisioni rispetto al piano rifiuti sono di competenza della Regione, ma la forma in cui la giunta laziale sta operando fa trasparire una totale mancanza di rispetto nei confronti del territorio e dei sindaci che lo rappresentano, in particolare del Comune di Albano Laziale sito di discarica. L’amministrazione comunale fa presente che ad oggi non è arrivata ancora alcuna comunicazione ufficiale da parte della Regione Lazio per quel che riguarda l’innalzamento del IV e V invaso, né della possibile apertura di un VII invaso. Richiede, quindi, che sia accolta l’istanza fatta dai sindaci di bacino per un incontro urgente con la presidente Polverini per confrontarsi sulla situazione della discarica e dell’inceneritore, su cui i giudici del Tar ancora non si sono espressi.


Nobile e Peduzzi: “La discarica di Albano è fuorilegge”

_Articolo tratto da Castellinews, per leggere l’articolo nella versione originale clicca qui.

_«Con un sotterfugio la Regione proroga lo smaltimento dei rifiuti nella discarica ormai satura di Cecchina». Lo denunciano Ivano Peduzzi e Fabio Nobile, Capogruppo e Consigliere della Federazione della Sinistra alla Regione Lazio, con un’interrogazione all’Assessore alle politiche dei rifiuti. «La verifica effettuata il 23 settembre presso la discarica dal Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri e dall’Azienda Regionale per l’Ambiente – hanno detto – aveva riscontrato numerose violazioni di legge ed, in particolare, che già dal febbraio 2010 la discarica era fuorilegge: invece delle 40mila tonnellate autorizzate, la società Pontina Ambiente, di proprietà del ras dei rifiuti Manlio Cerroni, ne aveva scaricate almeno 90mila. Più del doppio». «A questo punto – hanno proseguito – la discarica andava chiusa. Invece, con un’ordinanza datata 29 settembre e resa nota dal comitato “No Inceneritore” di Albano, la presidente Polverini ne ha autorizzato la continuazione per altri sei mesi, accettando per vere le dichiarazioni unilaterali dell’azienda. Qui sta il sotterfugio: l’azienda ha nascosto la documentazione sull’attività della discarica ai verificatori del Noe, impedendo una completa valutazione della situazione. La Regione ha chiesto proprio alla Pontina Ambiente di certificare la situazione. La società di Cerroni ha certificato il falso. Ma non è tutto: l’ordinanza del 29 settembre ha addirittura autorizzato la realizzazione di un nuovo invaso, il settimo, sulla base dell’autorizzazione per la costruzione dell’inceneritore, bypassando così, evocando l’emergenza, il parere negativo già dato alla Asl RmH. Il Lazio – hanno concluso Peduzzi e Nobile – continua ad avere la maglia nera per la raccolta differenziata, Cerroni continua a fare affari e le conseguenze si scaricano sulla salute dei cittadini».