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Così parlò Marrazzo

_Segnaliamo questo bellissimo articolo scritto da Maria Lanciotti su Castellinews.

_«Sono il presidente che non si è tirato indietro perché c’eravate voi», disse Piero Marrazzo la sera dell’11 luglio 2008 in Piazza del Comune a Velletri, rivolto a un gruppetto di giovani che manifestavano contro l’inceneritore di Albano e la mancanza del benché minimo cenno di ascolto. E mentre i tutori dell’ordine si disponevano a ventaglio con sveltezza e grinta, Marrazzo rincarò: «Chi viene a manifestare avrà sempre una risposta, fino all’ultimo mi sentirò di rappresentare i cittadini». Ma era già arrivato “all’ultimo” e smise per fortuna di rappresentarci. Ma il dopo Marrazzo non splende certo di nuova luce, siamo sempre ai moccoli. Imponente la manifestazione contro l’inceneritore che lo scorso 23 ottobre ha sfilato per Albano, Ariccia, Genzano. Tremila, cinquemila manifestanti o su o giù di lì, secondo le varie stime, e questo sì che conta, che ha un peso, che ha spessore. C’era pure gente importante, chi con la fascia tricolore e chi con le medaglie, e questo sì che è un risultato. Forse c’era pure quel gruppetto di giovani che gridò dalla scalinata del comune di Velletri anche qualche parola qui non riferibile all’ex governatore della regione Lazio – che arrivò con gravissimo ritardo per via del traffico perché forse pensava che ai Castelli i nativi andassero ancora col carretto – ma si sa la gioventù non va tanto per il sottile, il bavaglio ancora non gli aderisce bene sulla bocca, ancora la verità scappa fuori. Forse quei giovani c’erano, in mezzo a tutta quella calca, forse aprivano o chiudevano il corteo, forse reggevano uno striscione. Chissà. Lo vogliamo sperare. Perché sono loro che hanno iniziato questa battaglia, pochi e indifesi e con le idee chiare, e non sarebbe bello dimenticare – oggi che si è in tanti e bene organizzati – un pugno di giovani che alle prime proteste vennero zittiti dalle forze dell’ordine schierate a tutela di Piero Marrazzo, che ora sappiamo bene in che faccende era occupato all’epoca. A quei ragazzi va il merito di avere fatto il primo passo contro l’inceneritore di Albano, sarà bene tenerselo a mente ora che le file s’ingrossano. (Fonte articolo: Castellinews, clicca qui)

_I video a cui si riferisce l’articolo scritto su Castellinews.


Inceneritore Albano, i sindaci dicono no

_I sindaci di bacino che conferiscono nella discarica di Roncigliano sono tornati a riunirsi, ieri pomeriggio, a Palazzo Savelli. Un incontro voluto per ribadire un principio di condivisione e di strategia comune per dire ancora una volta, e con decisione, un “no” alla costruzione dell’inceneritore di Albano. Presenti i rappresentati, o i sindaci stessi, di tutti i dieci comuni (Albano, Ariccia, Castel Gandolfo, Genzano, Nemi, Lanuvio, Ardea, Pomezia, Rocca di Papa e Marino) che hanno discusso per due ore su di un documento comune che possa far riaprire il tavolo di trattative con la Regione Lazio. «La strategia di intervento è totalmente cambiata rispetto al passato – ha detto Marini – perché questa Amministrazione è fermamente contraria alla costruzione dell’inceneritore e lo sta dimostrando con i fatti. È la seconda riunione dei sindaci di bacino che convochiamo e siamo riusciti ad adottare una linea comune di intervento. Oltretutto siamo in costante contatto con i comitati cittadini che in prima persona si fanno carico del problema e che da anni lottano contro questo impianto. Il comune li sta affiancando con un’azione ad adiuvandum nella importante battaglia legale pendente al Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio. Il modo di operare è cambiato – conclude -. Siamo abituati a parlare solo quando i fatti ci assistono. Non siamo avvezzi a proclami vuoti che sanno ancora di campagna elettorale». Cambiamento di rotta, quindi, dal 2007, quando era stato dato il via libera all’impianto. L’obiettivo dei sindaci di bacino, oggi, è riaprire il tavolo delle trattative in primis con la Regione, proponendo la modifica del piano rifiuti, perché le condizioni in tre anni sono totalmente cambiate: quasi tutte le amministrazioni sono partite con la raccolta differenziata e quelle che non l’hanno ancora fatto lo faranno a breve. Questo vuol dire che il Cdr (combustibile che fa funzionare l’inceneritore) non sarà sufficiente ad alimentare l’impianto di Roncigliano e che i rifiuti arriveranno da altre zone.

«Abbiamo sempre pensato che l’avvio della raccolta differenziata potesse essere utile a ribadire il no all’inceneritore – ha aggiunto l’Assessore all’ambiente Claudio Fiorani – ed è per questo che dopo anni di completo immobilismo a riguardo, in autunno saremo pronti a partire con il porta a porta. Ed è proprio da questo punto che parte il documento sottoscritto dai sindaci: sono cambiate le condizioni, quindi abbiamo l’esigenza di un nuovo incontro. Da quando siamo alla guida di questa amministrazione ogni problema è stato affrontato partendo dal dialogo, dialogo con i cittadini, dialogo con i sindaci di bacino, dialogo con le associazioni contrarie all’inceneritore. Ci sembra ovvio fare un ultimo tentativo con Regione e imprenditori, altrimenti il nostro appoggio sarà totale e di sostegno attivo affinché la popolazione non si presenti da sola alla prossima udienza al Tar del Lazio fissata per il 20 ottobre prossimo». Al termine della riunione, il sindaco e l’assessore hanno raggiunto i cittadini in sala Nobile per informarli delle decisioni prese e rispondere alle domande di giornalisti e comitati. (Fonte articolo: Castellinews)