Articoli con tag “Inceneritore

Confermato inquinamento intorno a inceneritore ‘Fenice’ a Melfi

_Segnaliamo questo interessante articolo per chi avesse ancora dubbi se gli inceneritori non inquinano.

Ora bisognerà capire chi pulirà e quanto costerà ai cittadini; ma sopratutto, capire quanto ha impattato sulla salute dei residenti e sui loro figli.

Buona lettura.

Basta inceneritori, basta discariche.

DIFFERENZIA-TI staff.


Ecomafie Lazio: emergenza rifiuti ancora in atto ma nessuna connessione con criminalità

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(Fonte articolo, Corriere Informazione, clicca qui). La Commissione Parlamentare di Inchiesta sulle attività illecite connesse al Ciclo dei Rifiuti del territorio regionale del Lazio ha reso pubblica la relazione conclusiva, approvata all’unanimità, del lavoro svolto dall’organismo bicamerale trasmessa all’esame dell’assemblea di Montecitorio.

Fenomeni di corruzione senza connivenze malavitose – Dalla relazione emergono molti aspetti negativi come fenomeni di corruzione della pubblica amministrazione ma nessuna connivenza con organizzazioni criminali. La gestione dei rifiuti nel Lazio ha contravvenuto le direttive Cee “andando nel verso opposto a quello della gestione integrata. La decennale durata dell’emergenza rifiuti ha dimostrato il fallimento dei poteri di urgenza e la difficoltà di riportare ad una gestione ordinaria la raccolta.

Emergenza Rifiuti – La formale cessazione dell’emergenza rifiuti nel Lazio sembra rispondere più a decisioni politiche che al superamento della criticità della gestione del ciclo, a causa dello scarso sviluppo della raccolta differenziata e alla commistione tra parte politica e parte gestionale”.Secondo la commissione di inchiesta l’errore principale si è rivelato “il ricorso privilegiato allo smaltimento in discarica e non la separazione secco-umido”. Il documento descrive anche il “fallimento degli obiettivi fissati nel 1997 con il decreto legislativo n.22 e della stessa programmazione regionale”.

Procedura infrazione UE – Evidenziate anche “le inadempienze del governo regionale che hanno indotto l’Unione Europea, ad attivare una procedura di infrazione. La bicamerale approva la Regione Lazio per l’attivazione degli strumenti necessari contro l’infrazione, ma li ha ritenuti “irrealizzabili” poiché il 60% della raccolta differenziata non potrà completarsi entro il 2011. Sul piano dell’infiltrazione della criminalità organizzata nel ciclo dei rifiuti del Lazio, la relazione è sufficientemente tranquillizzante: “l’ipotesi di filiere criminali non hanno avuto particolare riscontro nei procedimenti penali attivati nel distretto giudiziario del Lazio. Al contrario sono state riscontrate connessioni tra attività imprenditoriali e fenomeni di corruzione della pubblica amministrazione”.


Rifiuti zero entro il 2020: non un’utopia, ma una necessità

GRAZIE ALL’ESTENUANTE OPERATO (LEGALE, DI INFORMAZIONE ECONOMICO/SCIENTIFICA, DI MOBILITAZIONE CIVILE E DI ALTERNATIVE PROPOSTE) DEI MOVIMENTI CITTADINI, L’INCENERITORE DEI CASTELLI ROMANI E’ STATO BOCCIATO DAL TAR DEL LAZIO.

(Fonte articolo, Città Futura, clicca qui) «Rifiuti zero non è più un’utopia, anzi è un’estrema necessità»: a pronunciare queste parole è Alessio Ciacci, Assessore all’ambiente del Comune di Capannori, provincia di Lucca, il primo Comune in Italia a mettere in atto la strategia “rifiuti zero”, il primo ad adottare una delibera, nel 2007, per raggiungere l’obiettivo entro il 2020. Il percorso però è iniziato ancor prima, ormai sei anni fa, nel febbraio del 2005, quando 600 degli oltre 40mila residenti hanno iniziato a sperimentare il sistema di raccolta differenziata porta a porta. Quello che da noi stenta ancora a partire, a Capannori è dunque già decollato da un pezzo facendo raggiungere dei risultati strabilianti, ad essere precisi oltre l’80% di rifiuti differenziati. Un risultato di gran lunga maggiore anche rispetto a quello che la stessa amministrazione comunale aveva prospettato nel 2007, quando venne additata come utopica avendo fissato l’obiettivo del 75% entro il 2011.

Il percorso, si diceva, è stato lungo e graduale e non si è limitato esclusivamente all’introduzione del porta a porta che oltre al vantaggio ambientale ha portato anche ad un risparmio economico, ad un vantaggio di tipo occupazionale (oltre 50 persone lavorano nel settore) e ad un risparmio per i cittadini, grazie alla notevole riduzione della Tarsu. Non solo porta a porta però. Le iniziative messe in campo dal Comune di Capannori sono le più svariate, volte ad incentivare il riciclaggio ma anche una riduzione sensibile della produzione di rifiuti. Impossibile? No. È possibile se l’acqua nelle mense scolastiche viene servita sfusa nelle brocche, anziché imbottigliata (ma ai Castelli questo è un passo che non possiamo ancora azzardare); è possibile se l’amministrazione installa distributori di latte alla spina, se acquista i dispenser da donare ai supermercati per incentivare la vendita dei detersivi alla spina, se si incentiva il compostaggio domestico. E ancora. Rifi uti zero entro il 2020 non è un’utopia quando il Comune ti arriva direttamente a casa, pur disponendo di tre isole ecologiche, per ritirare a domicilio, su richiesta e prenotazione, ingombranti, olii esausti, potature, sfalci erbacei e pannolini (ma solo se si tratta di igienisti “incalliti”, perché l’amministrazione ha incentivato anche l’uso di pannolini e assorbenti ecologici, che significa lavabili).

Poi c’è il mercatino dello scambio e del riuso, con garanzia per la cittadinanza di poter vendere o scambiare qualsiasi cosa porti in piazza, e l’Osservatorio verso Rifiuti zero che ha il compito di monitorare costantemente la situazione, rilevando eventuali criticità e proponendo soluzioni. Un percorso integrato fatto di tantissime iniziative diverse, un percorso che ha previsto una grande opera di sensibilizzazione e coinvolgimento della cittadinanza, un percorso che rende inutile qualsiasi impianto di incenerimento. In circa 15 anni la provincia di Lucca ha “sconfitto” ben cinque inceneritori, è bene ricordarli per non dare l’idea che queste siano parole al vento: 1996, chiuso l’inceneritore Sca-Italcarta di Porcari; 1997, sconfi tta del progetto dell’impianto a Casal del Lupo, Capannori; 2009, sconfitto il progetto di Diecimo Borgo a Mozzano; 2010, chiusura dell’inceneritore di Castelnuovo Garfagnana; 2010, chiusura e sequestro dell’impianto di Pietrasanta. Gran bel risultato… ormai in provincia non servono più!


Inceneritore Castelli Romani, le istituzioni a sostegno dei cittadini

_Domani udienza di merito al TAR del Lazio. I Castelli Romani hanno già bocciato l’impianto. Se ne prenda atto.

_L’associazione Differenzia-ti desidera ringraziare tutti i cittadini che hanno partecipato al corteo  contro l’inceneritore dando risalto alle nostra attività di informazione e coinvolgimento civile. Ringraziamo inoltre tutti coloro che ci seguono con viva partecipazione e sensibilità. Se siamo ancora qui è grazie a voi cittadini.

_La manifestazione di sabato 23 ottobre per protestare contro l’apertura dell’inceneritore di Roncigliano è stata davvero un successo di pubblico e di partecipazione, il trionfo della voce di una collettività ormai stanca di subire decisione calate dall’alto. Il bagno di folla di Albano è stata la risultante di tre anni di lavoro e sensibilizzazione del comitato “No inceneritore”, mai domo nel voler difendere il diritto alla salute della comunità. Un comitato, quello castellano, a cui nessuna istituzione (a parte qualche raro caso) all’inizio dava una lira di credibilità e al quale adesso le amministrazioni devono inchinarsi quanto a coinvolgimento e impegno sul territorio. Il riconoscimento del lavoro dell’associazione cittadina è arrivato proprio nella protesta di sabato scorso, a cui hanno partecipato fior fiori di sindaci, assessori provinciali e consiglieri regionali. Una valanga istituzionale, che darà senza dubbio vigore alla battaglia politica e legale che il “No Inc” e il suo rappresentante legale Castri stanno conducendo per far cambiare idea alla Regione Lazio, e che vedrà il suo culmine domani 27 ottobre con il pronunciamento del Tar del Lazio. Castellinews.it è andata tra i politici a scovare commenti eccellenti sull’iniziativa popolare, sondando umori e riflessioni. A cominciare con l’assessore della Provincia di Roma, Amalia Colaceci, una delle più sensibili alla protesta e fautrice da sempre delle istanze contro l’inceneritore: «Come sai io sono contraria da sempre all’impianto di Albano così come a quello di Colleferro. La manifestazione è un bellissimo segnale, visto lo spirito pacifico con cui è stata organizzata e le migliaia di cittadini che sono scesi in piazza. Anche Zingaretti – ha aggiunto l’avvocatessa di Genzano – è vicino alla comunità e già una volta aveva partecipato ad una iniziativa organizzata dal comitato “No inceneritore”. Soluzioni alternative? Intanto la raccolta differenziata, che è un fiore all’occhiello dell’Amministrazione provinciale e speriamo di estenderla prima o poi su tutto il territorio».  Della stessa idea anche il fresco candidato a sindaco di Marino, Ugo Onorati: «Sono d’accordo, va fatta una raccolta differenziata porta a porta ed eliminare l’inceneritore di Albano, che andrebbe inutilmente ad aggiungersi ai già due presenti sul nostro territorio e non ancora attivi come potrebbero. La manifestazione del comitato è un segnale forte per la Regione Lazio e per tutti coloro che hanno la responsabilità pubblica. La classe dirigente deve mettersi una mano sulla coscienza». Perentorio e schietto, poi, il primo cittadino di Genzano Ercolani: «Siamo fiduciosi che la questione possa essere rivista in senso positivo nella tutela del diritto alla salute dei cittadini e del territorio. Non vogliamo che nessuna decisione cali più dall’alto, sia sull’inceneritore, sia sul problema degli ospedali. Vogliamo discutere inter pares come gestire il nostro territorio, siamo duecento mila e le nostre opinioni non credo valgano meno dei potentati che circolano in giro». Accanto a Ercolani, con la fascia tricolore ha fatto bella figura il sindaco di Lanuvio Leoni, che ha riconosciuto il ruolo fondamentale dei cittadini, affinché la vicenda dell’inceneritore acquistasse peso specifico: «Questa è la manifestazione della gente, che vuole esprimere in prima persona quelle che sono le esigenze di un territorio. Io credo che dopo un percorso che ha visto coinvolgere gli enti locali in maniera timida nella prima fase, ha vissuto un secondo tempo più aggressivo che ha dato forza alla voce della collettività. Sarebbe davvero un peccato se la Regione Lazio non sapesse ascoltarla». Già, sarebbe davvero un peccato. Un peccato che l’avvocato Castri farà di tutto per evitarlo, nolente o volente: «Intanto facciamo presente che dopo tre anni di assemblee pubbliche e sit in, ci sono otto amministrazioni del bacino dei Castelli Romani che appoggiano esternamente il nostro ricorso al Tar. C’è grande soddisfazione per la partecipazione dei cittadini e dei numerosi rappresentanti istituzionale anche provinciali e regionali. Speriamo che il 27 ottobre il pronunciamento del Tribunale amministrativo regionale sia a nostro favore». Dalle nostri parti lo sperano tutti. (Fonte:  Castellinews)


Analisi acque: aggiornamenti sugli inquinanti ai castelli romani.

_Come promesso durante l’estate, rendiamo note le analisi chimiche a campione sulle acque ad uso potabile dei castelli romani. Come potete notare in 6 degli 11 campioni analizzati sia l’arsenico che i fluoruri mostrano valori superiori ai limiti del DL 31/2001.

L’Acea continua con la sua indifferenza su tale gravoso problema e la gente continua, da anni, a bere ed utilizzare acqua resa potabile da scappatoie burocratiche. E anzichè proporre azioni di contrasto su tale situazione, continua insieme ad AMA e Cerroni con il folle progetto del gassificatore ad Albano, che, ricordiamo, consumerà ulteriore acqua e renderà la poca acqua rimanente ad essere ulteriormente gravata di elevate concentrazioni di inquinanti.

Analisi chimica1

acque ad uso potabile distribuite nei Comuni dei Castelli Romani

prelievo eseguito a cura e responsabilità dell’analista per conto del Coordinamento contro l’inceneritore di Albano

Località di prelievo data As g/L Mn g/L F mg/L Cl mg/L Br mg/L NO3 mg/L PO4 mg/L SO4 mg/L
Montagnano incrocio via Nettunense 8/10/10 12.8 43.8 1.77 21.5 0.07 21.4 0.37 35.3
Cecchina – Via Lazio giardini 8/10/10 13.8 3.1 1.72 12.9 0 9.6 0.24 18.6
Pavona – p.zza Berlinguer 8/10/10 10.5 3.1 1.62 29.3 0 30.6 0.26 36.5
Cancelliera – fontanella parrocchia 8/10/10 6.6 22.6 1.10 11.2 0 8.6 0 13.1
via Ardeatina km 26 8/10/10 11.8 41.4 1.86 23.0 0.08 24.5 0.36 40.6
Genzano – via Roma 11/10/10 3.7 1.24 6.5 0 <5 0.16 13.4
Genzano – via Landi 11/10/10 7.9 1.08 14.6 0 <5 0 6.4
Genzano – Monte Cagnoletto 11/10/10 18.9 2.30 12.2 0 <5 0 6.0
Lanuvio – Torre 11/10/10 14.7 1.83 16.6 0 10.2 0 8.8
Via Massimetta Roncigliano 11/10/10 5.9 1.16 33.8 0.16 24.4 0.25 30.0
Via Pantanelle Roncigliano 11/10/10 5.9 1.35 33.4 0.21 36.1 0.23 32.8

Il D. Legislativo n° 31 del 2/02/2001 indica nell’allegato 1, parte B un limite per l’arsenico di 10 microgrammi per litro.

I decreti in deroga alla legge, ultimo il 12 giugno 2009, valido fino al 31 dicembre 2009, hanno stabilito e poi prorogato le deroghe per alcuni elementi o sostanze contenute nelle acque potabili tra cui l’arsenico (As) portato a 50 microgrammi/L e i fluoruri (F) a 2.5 mg/L.

1 Analisi a titolo gratuito per conto di Associazioni senza fini di lucro.

13 ottobre 2010

Ricordiamo a tutti la data della grande manifestazione No Inceneritore del 23 ottobre 2010, con partenza da piazza Mazzini alle 15:00, ad Albano Laziale.

No Inceneritore Castelli Romani.


Gassificatore Albano: i commenti di Astorre, Mattei e Marini

L’impianto che dovrebbe sorgere a Roncigliano solleva da sempre polemiche da entrambe le rive del fiume politico. Dopo le dichiarazioni di Rapisardi, Consigliere comunale del Prc di Albano, e Fontana, Consigliere di Sel alla Pisana, arrivano anche i commenti di Marco Mattei, attuale primo cittadino di Albano, e Bruno Astorre, Presidente del Consiglio regionale. «Il vero problema è che anche qui la Regione è ondivaga. Va bene una cosa e poi va bene il contrario». Mattei è diretto e accusatorio. «La Regione dovrebbe prendersi la responsabilità morale e materiale di quello che ha fatto. Ha appoggiato il Commissario Marrazzo, votandogli il Piano sui rifiuti». Un “j’accuse” forte e indirizzato a tutte le formazioni politiche della maggioranza regionale. «Lo hanno votato tutti, con l’esclusione di Rifondazione Comunista». Come nella migliore tradizione dell’ars retorica, dopo la parte destruens, c’è la parte costruens. «Io credo che i cittadini dei Castelli Romani hanno bisogno di essere tutelati rispetto alla Capitale, che è una grande risorsa, ma è anche un vicino scomodo talvolta». Mattei poi svela il vero nodo della polemica. «Noi siamo stati contro dal primo giorno, quando abbiamo capito che il gioco era quello di portare i rifiuti di Roma sul territorio dei Castelli, non perché non vogliamo fare sistema, ma è evidente che questo non può essere deciso sopra le nostre teste come invece è stato fatto». L’intervento di Bruno Astorre sull’inceneritore è più cauto. «Noi stiamo seguendo la situazione passo per passo, è chiaro che il vicepresidente Montino ha poteri più limitati rispetto a Marrazzo» e quindi quale soluzioni propone: «Vorremmo che ci fosse un’attenzione particolare, sia sull’indagine che la Commissione Ambiente della Regione Lazio ha deliberato, sia sui ricorsi al Tar, sia sull’idea che vada chiusa la discarica di Roncigliano». L’attenzione del Presidente è soprattutto sulla questione Tar. «Ci vuole maggiore prudenza su questo settore, magari aspettando quello che decide il Tar. Sarebbe sicuramente di maggiore garanzia per i cittadini». Anche il candidato a Sindaco di Albano per il centrosinistra ha voluto esprimere la posizione sua e della sua coalizione riguardo all’impianto. «Siamo contrari alla costruzione del termovalorizzatore. Il quarto impianto non serve. Ad oggi la produzione di Cdr non è sufficiente per far funzionare le strutture già esistenti». Marini si inserisce così nel solco tracciato dalla popolazione civile. «Di conseguenza condividiamo l’impostazione di tutti quei cittadini che in questi giorni stanno chiedendo la sospensiva dell’Aia da parte della Regione, in modo da aspettare, la pronuncia degli organi amministrativi competenti». (Fonte articolo, qui)


Associazione Medici per l’Ambiente, comunicato stampa

Il 25 novembre scorso ha avuto luogo la Giornata Internazionale dei Medici per l’Ambiente: si costituiva infatti a Cortona (AR) il 25 Novembre 1990 l’International Society of Doctors for the Environment – ISDE. ISDE è un’Associazione apartitica, senza scopo di lucro, articolata anche sul territorio nazionale italiano, riconosciuta da Agenzie quali l’Organizzazione Mondiale della Sanità e il Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite. Tra le sue finalità primarie vi sono quelle della promozione e della diffusione delle conoscenze, nonché l’organizzazione di iniziative finalizzate, primariamente, alla protezione dell’ambiente e della salute. In questo quadro assume fondamentale rilievo una corretta informazione di cui devono beneficiare sia i cittadini che le istituzioni e quanti hanno comunque responsabilità pubbliche a tutti i livelli e nelle principali sedi decisionali. Con questo comunicato intendiamo pertanto non solo ricordare il ventennale della nascita dell’Associazione, ma celebrarlo ottemperando le finalità con la divulgazione di una notizia che riteniamo di cruciale importanza. Possiamo affermare che sono stati modificati i risultati di studi scientifici per attestare innocuità degli inceneritori e supportare la scelta dell’incenerimento dei rifiuti in documenti ad uso delle Amministrazioni! L’articolo è comparso sui Quaderni di Ingegneria Ambientale – Parte II “L’Impatto Sanitario” N. 45 pag. 54-55, 2007, e successivamente è stato ripreso in un documento ufficiale della “Regione Sicilia – Agenzia Regionale per i Rifiuti e per le Acque” sul “Recupero di energia dai rifiuti – Parte II”. L’autore cita il lavoro di Elliot P. et al (Elliot P., Shaddick G, Kleinschmidt I. Cancer incidence near municipal solid waste incinerators in Great Britain, British Journal of Cancer 1996, 73, 702-710), nel seguente modo: “La conclusione degli Autori è che non è stata trovata alcuna evidenza di diversità di incidenza e mortalità per cancro nei 7.5 Km di raggio studiati ed in particolare nessun declino con la distanza dall’inceneritore per tutti i tumori…”

Nel lavoro originale Elliot ha scritto: “Observed-expected ratios were tested for decline in risk with distance up to 7.5 km… Over the two stages of the study was a statistically significant (P<0.05),> Nello stesso articolo, il medesimo cita altri due studi: Franchini M. , Health effect of exposure to waste incinerator emissions: a review of epidemiological studies in Ann. Ist. Sup. Sanità 2004; 40 105- 115 e Hu S.W. Health effects of waste incineration: a review of epidemiological studies in J. Air and Waste Manag. Assoc. 2001; 51 1100-1109 ed Enhance Health Report finale http://www.arpa.emr.it/cms3/documenti/_cerca_doc/rifiuti/inceneritori/enh_relazione_finale.pdf) fornendo un’interpretazione diversa da quanto riportato dagli Autori, modificando o citando parzialmente i risultati emersi, sempre al fine di supportare le proprie tesi circa l’assoluta innocuità della pratica di incenerimento dei rifiuti. Una segnalazione di quanto sopra, sottoscritta da numerosi medici e ricercatori italiani e stranieri fra cui i Prof. Dominique Belpomme e Paul Connet è stata oggi inviata al British Medical Journal, ove era stato pubblicato l’ articolo originale di P. Elliott. L’International Society Doctors for Environment (ISDE) Italia stigmatizza e censura come assolutamente riprovevole il fatto che si stravolgano i risultati provenienti dalla letteratura scientifica e si forniscano ai decisori politici ed alle popolazioni informazioni erroneamente rassicuranti in spregio a valori che dovrebbero essere a fondamento dell’opera di ogni Medico, quali l’autonomia e la correttezza. L’International Society Doctors for Environment, coerentemente con l’insegnamento del suo Ispiratore e Maestro Lorenzo Tomatis, fa appello affinché il mondo dell’Informazione e della Scienza non sia succube di interessi che nulla hanno a che fare con la difesa della Salute. Già in passato l’utilizzo artefatto o strumentale dei risultati di alcuni studi scientifici ha costituito l’alibi per non adottare misure di protezione della Salute Pubblica, determinando di fatto esposizioni indebite di lavoratori e cittadini ad agenti tossici che hanno causato gravi sofferenze per mortalità e malattie che si sarebbero potute evitare. (Fonte articolo qui, contatti: Associazione Medici per l’Ambiente – ISDE Italia, isde@ats.it)