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Il Consiglio Regionale dice no all’ipotesi “Malagrotta Bis” ad Allumiere

Inceneritore Albano:

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Discarica ad Allumiere:

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  • Alemanno: “La decisione spetta alla Regione”, clicca qui.
  • Alemanno: “Allumiere apparteneva ad un altro momento”, clicca qui.

Il Consiglio regionale del Lazio ha stabilito che la Giunta, il Comune e la Provincia di Roma dovranno individuare soluzioni alternative all’ipotesi di discarica nel Comune di Allumiere. Il Consiglio così facendo ha approvato una mozione presentata da membri di Sel, federazione della Sinistra, Verdi e Lista Bonino-Pannella, secondo cui il terrreno individuato per il nuovo polo di smaltimento dei rifiuti “è situato in una zona sottoposta a vincoli ambientali e riconosciuta dalla legislazione europea di enorme valore paesaggistico”. Anche il comune di Allumiere e la stessa provincia di Roma avevano più volte rimarcato la loro contrarietà all’eventuale discarica, alternativa a Malagrotta.

La divergenza di opionioni sulla questione aveva coinvolto anche tra Renata Polverini, presidente della Regione Lazio, e Gianni Alemanno, primo cittadino della Capitale. A monte c’era il protocollo firmato a metà dicembre dal sindaco di Roma e dal ministero della Difesa che individuava una nuova collocazione per un’eventuale discarica nel sito militare di Allumiere per proporre un’alternativa a quella di Malagrotta. Lo scontro tra Polverini e Alemanno si fondava proprio su questo punto. Il governatore della regione Lazio aveva perciò affermato la sua contrarietà al progetto: “non ci sarà alcuna alcuna cittadella dei rifiuti nel comune di Allumiere”. Dall’altro lato Alemanno invitava la regione a chiarire “le sue scelte”, precisando che si trattava ”solo un’ipotesi”.

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Disastro Malagrotta

_Malagrotta, Ortu: “Le scorie del gassificatore dove finiscono?” De Priamo: “Da sinistra solo critiche sterili”. “Mentre Comune e Regione sembrano fare a gara a chi dice per primo e con più nettezza che la discarica di Malagrotta non chiuderà e che è necessario costruire nuovi inceneritori, ci chiediamo insieme ai cittadini: dove sono finite le promesse delle varie campagne elettorali sulla chiusura della discarica? Dove finiscono, a prosposito dell’ inceneritore di Malagrotta, le scorie altamente inquinanti che quel “mostro” produce? Sono forse ammassate su una collina ben visibile, interna al perimetro della discarica stessa?
Lo dichiara Massimiliano Ortu Vice Presidente del Consiglio e capogruppo di Rifondazione Comunista del Municipio Roma XVI.
“I Comitati di zona hanno notato, infatti, che in questi ultimi periodi continuano ad essere accumulati ingenti quantitativi di materiale, non si sa se inerte, che hanno, peraltro, raggiunto un volume cospicuo che non si può non notare. La preoccupazione della cittadinanza è ormai a livelli intollerabili. Siamo messi peggio dei tempi di Veltroni e Marrazzo. Alemanno è da due anni che tace, la Polverini nomina assessori che reclamano nuovi inceneritori come quello di Malagrotta: siamo caduti dalla padella alla brace”. Andrea De Priamo, presidente della commissione Ambiente del Comune di Roma, interviene sulla questione: “Ancora una volta dal centrosinistra piovono critiche, fuori tempo e fuori luogo, su un problema mai realmente affrontato dalle passate amministrazioni come quello dei rifiuti nella nostra città ma nessuna proposta concreta.
Appare complesso immaginare la soluzione di questo problema prevedendo nuove discariche nel Comune di Roma, perché l’unica zona praticabile sarebbe a ridosso della stessa Malagrotta, scelta che proverebbe nuovamente i cittadini della Valle Galeria .
È importante continuare a lavorare con valutazioni tecniche e concertate, allo scopo di ottimizzare un servizio che interessa non solo i romani ma anche tutti coloro che quotidianamente arrivano nella nostra città.
Per dare certezza ai cittadini e ai residenti della zona, poi, è necessario pensare a un crono programma certo per la definitiva chiusura di Malagrotta. È evidente, infatti, che la chiusura della discarica potrà avvenire solo in seguito dell’allestimento del nuovo sito. Una scelta fondamentale  su cui la Regione Lazio deve garantire il coinvolgimento di tutta la Provincia di Roma, vista la necessità di trattare il tema in una prospettiva di area vasta.
Personalmente ritengo importante rivedere il piano rifiuti proposto dall’ex giunta Marrazzo, individuando le reali esigenze dei territori e verificando attentamente l’impiantistica esistente, partendo dal necessario investimento su differenziata e relativi impianti di trattamento”. (Fonte articolo, qui)

_«Il piano di adeguamento di Malagrotta  è  un bluff totale.  I rifiuti finiscono in discarica tali e quali. Senza essere pretrattati». La denuncia viene da Sergio Apollonio, presidente del comitato cittadino locale, che punta il dito su presunte irregolarità inerenti alla gestione dei rifiuti all’interno del sito di smaltimento romano. «La discarica della capitale – spiega – continua a violare platealmente, come ha fatto da sempre, un articolo fondamentale della legge sulle discariche (Dlgs n.36 del 2003), e cioè l’art.7, primo comma, che suona come segue: «I rifiuti possono essere collocati in discarica solo dopo trattamento». A Malagrotta invece impera un’altra legge. È quella del sottosviluppo a tutti i costi, anche se ammantato di tecnologia, cioè dei rifiuti tal quali o indifferenziati, come nelle discariche del Terzo mondo. Si spende di meno e si guadagna di più». Ad avvalorare la tesi secondo cui all’interno della discarica non tutto proceda secondo nella norma, contribuisce pure una nota informativa del 23 giugno inviata dalla Comissione europea al Comitato: «A seguito di un’analisi delle risposte del governo italiano alle richieste di informazioni della Commissione europea – scrive Julio Garcia Burgués, della Direzione generale Ambiente – ulteriori chiarimenti sono risultati necessari, con particolare riferimento al pre-trattamento dei rifiuti smaltiti nella discarica di Malagrotta. I servizi della Commissione – continua – hanno pertanto inoltrato un’ulteriore richiesta di informazioni alle autorità italiane». Ancora dubbi, dunque, e nuovi accertamenti sulla discarica più grande d’Europa, di proprietà dell’imprenditore romano Manlio Cerroni. Una buca da oltre 240 ettari di territorio dove finiscono i rifiuti della Capitale e di parte della provincia; una discarica che ha raggiunto il limite di capienza massima ormai da tempo e sulla quale, da anni, si discute per la necessità di chiuderla. Ma che di fatto, proroga dopo proroga, continua a operare.  (Fonte articolo, qui)

_”Apprendiamo oggi dalla stampa, con un certo sconcerto, che i dati relativi le emissioni del gassificatore di Malagrotta non sono stati ancora resi pubblici e pubblicati su internet, a disposizione di tutti i cittadini”. A dirlo è Angelo Bonelli, Capogruppo regionale e presidente nazionale dei Verdi. “Si tratta solo di uno dei tanti deficit che l’amministrazione Alemanno ha in tema di gestione dei rifiuti. Lo stesso sindaco ha ammesso ai giornali che la raccolta differenziata è molto più bassa del previsto, e che andando avanti di questo passo la discarica di Malagrotta dovrà restare aperta ancora per anni. Questo – ha aggiunto il leader del ‘Sole che ride’ – significa favorire il monopolista che gestisce i rifiuti di Roma e del Lazio. Intanto Alemanno pensa alla costruzione di un quinto termovalorizzatore, oltre ai 4 che sono previsti sul territorio regionale”. “Rischiamo inoltre sanzioni da parte della Unione Europea, visto che a Malagrotta si continuano a smaltire rifiuti tal quale, contro le normative della Ue che lo vietino espressamente. A questo punto ci sembra irrealistico che la giunta Alemanno possa riuscire a raggiungere l’obiettivo promesso di raccolta differenziata al 35% entro il 2013”. “Noi Verdi – ha concluso Bonelli – proponiamo di adottare un sistema premiante per i cittadini e i Comuni che differenziano. Non solo un sistema di sanzioni, ma anche un piano di incentivi per chi ricicla”. (Fonte articolo, qui)


Alemanno: Malagrotta non chiude e presto il quinto impianto

_Il Sindaco Gianni Alemanno nel corso dell’audizione della commissione parlamentare d’inchiesta sui rifiuti ha chiesto la discarica di Malagrotta rimanga in funzione anche per il 2011. E’ la terza proroga richiesta dal sindaco dopo quella del 2009 e del 2010 richieste alla giunta Marrazzo. Secondo Alemanno “il gassificatore di Malagrotta e quello in costruzione di Albano non sono sufficienti a creare un’alternativa a Malagrotta. La discarica che doveva essere chiusa da anni è stata prorogata di anno in anno, e credo sia necessaria un’ulteriore proroga al 2011. E’ sopportabile, c’é ancora margine, ma siamo ai limiti massimi ed è necessario che si definisca un impianto alternativo”.

Il sindaco ha confermato il progetto fatto trapelare da Manlio Cerroni, patron di Malagrotta, di un impianto di smaltimento nell’ex cave di Riano. Esclusa invece l’ipotesi di Monti dell’Ortaccio la cui scelta secondo Alemanno potrebbe provocare una sollevazione popolare.

Non si è fatta attendere la replica degli abitanti di Malagrotta.
“Continuare a parlare di proroghe per la discarica di Malagrotta è come continuare a parlare di condoni sul piano nazionale: è la debacle totale di un’amministrazione e di un modo di governare. Non si sa che cosa fare e si lascia carta bianca ai monopoli e agli oligopoli. Ma l’ira della gente finirà per farsi sentire”, dichiara in una nota il presidente del comitato Malagrotta Sergio Apollonio.

“Sono almeno cinque anni che la discarica deve essere chiusa una volta per tutte”, continua. “E’ un mostro ecologico a livello europeo e mondiale: da 50 a 60 milioni di tonnellate di rifiuti romani sono stati interrati a Malagrotta, come dire due volte la produzione nazionale italiana di rifiuti solidi urbani. Noi chiediamo al sindaco di Roma una cosa sola di soprassedere al suo attuale orientamento fondamentalmente inceneritorista”.
– Alemanno ha però annunciato che i cittadini di Malagrotta saranno ascoltati: “Appena avremo un confronto chiaro con la Regione andremo a Malagrotta per confrontarci con la popolazione per dare certezze da questo punto di vista”.

Alemanno ha però annunciato che i cittadini di Malagrotta saranno ascoltati: “Appena avremo un confronto chiaro con la Regione andremo a Malagrotta per confrontarci con la popolazione per dare certezze da questo punto di vista”.

Alemanno ha parlato del rapporto con la Regione Lazio per l’emergenza rifiuti: “Con la precedente amministrazione regionale per anni non siamo riusciti a definire un’alternativa a Malagrotta. Lo stesso impianto di Albano ha dei problemi perché c’é un’opposizione al Tar e una resistenza da parte dei territori. Urgentemente quindi dobbiamo fare un nuovo impianto ma è impensabile che questo impianto sia completato nel 2010”. (Fonte articolo, clicca qui)