Articoli con tag “ecomafia

Traffico illegale di rifiuti, un valore di 43 mld di Euro in dieci anni

_Avviso a tutti i lettori, da oggi per ogni info circa l’inceneritore di Albano e la discarica di Albano ci trovate agli indirizzi http://www.differenziati.org e http://www.differenziati.com. PASSAPAROLA!

  • Albano, ancora un sit in per il comitato No Inc, clicca qui.
  • Discarica, conferenza dei servizi sull’inquinamento della falda, clicca qui.
  • Roncigliano, perchè blocchiamo la discarica, clicca qui.

_(Fonte articolo,clicca qui) Un giro d’affari di 43 miliardi di euro, 191 indagini, 89 delle quali hanno portato al sequestro di oltre 13 milioni d tonnellate di rifiuti, 666 le aziende coinvolte nelle indagini e 3348 le persone denunciate. Dieci di anni di lotta al traffico illegale dei rifiuti possono riassumersi cosi’, con le cifre fornite da Legambiente nel rapporto “Rifiuti Spa”, presentato questa mattina a Roma. 39 i clan mafiosi coinvolti nella gestione di oltre un milione di tir che incolonnati, ricorda Legambiente, coprirebbero per intero i settemila chilometri della rete autostradale italiana.

L’impulso alle indagini in quest’ultimo decennio, ricorda Legambiente, e’ stato dovuto all’introduzione del reato di “attivita’ organizzate per il traffico illecito di rifiuti” e per l’assegnazione, avvenuta nel 2010, di questo reato tra quelli di competenza delle Direzioni distrettuali antimafia. Un cambiamento significativo, dal 2000 ad oggi, si e’ registrato nelle rotte, che seguono sempre meno la direttrice nord-sud e sempre piu’ percorsi circolari, coinvolgendo tutte le regioni (fatta eccezione per la Valle d’Aosta, e si proiettano si scala mondiale. Dieci delle inchieste condotte nel 2010 hanno visto il coinvolgimento di quindici paesi di tre continenti, Europa (punto di partenza), Africa (territorio di passaggio) e Asia (meta finale). Per rendere ancora piu’ efficace ed incisiva la lotta al traffico illegale dei rifiuti, Legambiente ritiene si debba rafforzare e, al contempo, semplificare il quadro sanzionatorio in materia di tutela penale dell’ambiente.

Altre azioni potrebbero riguardare il conferimento della piena operativita’ alla nuova classificazione del delitto di attivita’ organizzata di traffico illecito dei rifiuti, la modifica di alcune norme per semplificare le procedure di sequestro dei rifiuti presso aree portuali e aeroportuali, l’estensione del suddetto reato in tutti i paesi dell’Unione europea e l’inserimento del contrasto al traffico illegale di rifiuti tra le attivita’ di organismi investigativi e di controllo europei e internazionali. “Grazie all’introduzione del delitto di attivita’ organizzate di traffico illecito di rifiuti – ha commentato il presidente di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza – l’Italia rappresenta oggi, a livello europeo e internazionale, una punta avanzata nell’azione di contrasto a questo grave fenomeno di illegalita’, ambientale ed economica.

I buoni risultati raggiunti – ha proseguito – dimostrano l’importanza di poter contare su un adeguato sistema normativo ma ora serve completare la rivoluzione iniziata dieci anni fa.

Confidiamo quindi nel governo – ha osservato Cogliati Dezza – affinche’ si attivi concretamente per l’introduzione dei delitti ambientali nel nostro codice pensale, una riforma di civilta’ che – ha concluso – contribuirebbe a tutelare l’economia sana del paese”.

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Per la Pontina Ambiente non è percolato la colata nera a Roncigliano

_(Fonte articolo, clicca qui). Albano: per la Pontina Ambiente non è percolato la colata nera a Roncigliano. Per la Pontina Ambiente, la società che gestisce la discarica di Roncigliano, la notizia riportata dal Comitato No Inc di Albano secondo cui nel fosso di Valle Gaia, fosse colato del percolato colorando l’acqua di nero non è veriteria. Per la società, come si legge in una nota di stampa, “l’attribuzione di tale evento al nostro impianto e quindi alla nostra responsabilità è completamente falsa e priva di fondamento e mira soltanto al discredito della nostra attività gestionale”, in quanto le analisi effettuate per conto delle associazioni Contro le Nocività e Salute Ambiente e pubblicate sul sito del Comitato no Inc non sono firmate. L’azienda ha precisato che proprio il 15 novembre scorso essa stessa aveva “riscontrato la presenza della cosiddetta colata nel fosso Valle Gaia e avevamo accertato che il fenomeno aveva origine diverse centinaia di metri a monte dalla discarica”. Del fenomeno sono stati allertati immediatamente l’Arpa Lazio sede di Roma, seguita da messaggio fax esteso poi per conoscenza ai Comandi dei vigili urbani di Albano, all’Ufficio ambiente del Comune, nonché all’Asl RMH.