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Rai 3, “Buongiorno Regione” sui Castelli Romani – intervista a Daniele Castri

07_(Fonte video, You Tube, clicca qui) La difficile e sovente sottovalutata situazione sanitaria, ambientale, idrica e territoriale in ambito rifiuti di uno dei comprensori più belli del mondo. I Castelli Romani. Daniele Castri, referente legale del “Coordinamento contro l’inceneritore di Albano”, spiega, rapidamente, in un riassunto di pochi minuti andato in onda su “Rai 3 – Buongiorno Regione”, la situazione complessa che stanno vivendo, appunto, i Castelli Romani. L’intervista si chiude con: “Non è la Terra dei Fuochi ma i Castelli Romani”. Frasi forti a testimoniare la preoccupazione dei cittadini e la voglia di risvegliare le molte coscienze sopite, distratte e menefreghiste. Se non per i luoghi magici che ci circondano, quanto per la nostra sopravvivenza. Per una vera crescita umana e “materiale”, per un vero sviluppo economico, sanitario ed ambientale è chiaro che il modello in atto ha dimostrato di essere fallimentare. Uscire dalle vecchie logiche, instaurare una coscienza civile che riparta dal senso di comunità spesso disgregato, una maggiore equità e oculatezza nelle scelte infrastrutturali che si compiono coinvolgendo, su tutto, le popolazioni interessate. Così, purtroppo, il modello neoliberista impone un serbatoio di carburante con il tappo chiuso in maniera ermetica. Prima o poi il carburante finirà senza possibilità di aggiungerne dell’altro. Ad ognuno di noi è chiesto quindi un impegno, per il bene dei nostri paesi. Riportato anche un accenno allo studio ERAS Lazio su alcuni precisi dati sanitari presenti ai Castelli Romani considerato un raggio di 5 km dalla discarica intercomunale di Albano Laziale. I castellani denunciano, a cura di Daniele Castri e Rai Buongiorno Regione. Buona visione.


Pontina Ambiente, ultimatum al Comune di Pomezia

_Quando ascolteremo un ente amministrativo od un’autorità sanitaria monitorare la corretta (o meno) gestione della discarica dei Castelli Romani vivremo, come cittadini, in una condizione di normale democrazia. Di fatto, oggi, la situazione è soltanto (o quasi) questa.

_Mentre il Lazio scopre di essere la regione italiana che fa il maggiore utilizzo delle discariche, sul litorale romano sta per esplodere un’emergenza rifiuti dalle conseguenze ancora imprevedibili. Succede a Pomezia, dove la giunta comunale ha ricevuto dall’amministratore unico di Pontina Ambiente (la società che gestisce la discarica di Albano) Francesco Rando un pesante ultimatum: «Pagate i 13 milioni di euro di spettanze arretrate che ci dovete oppure non accoglieremo più la spazzatura della vostra città». Quella del 17 maggio è la scadenza oltre la quale, se non arriveranno i pagamenti, i cancelli dell’impianto di smaltimento sulla via Ardeatina verranno chiusi all’arrivo dei camion della nettezza urbana di Pomezia. Per risolvere il problema sia Pontina Ambiente che il sindaco Enrico De Fusco hanno richiesto un incontro al prefetto di Roma.

Secondo Rando, il Comune deve all’azienda «13 milioni e 38mila euro mentre gli ultimi pagamenti effettuati – si legge nella lettera – a nostro favore risalgono al 23 ottobre 2008 e al 10 agosto 2009 come acconto di fatture relative al 2007». Somme versate per evitare che Pomezia si ritrovasse con i rifiuti per strada, esattamente come in Campania. Ma a scombussolare il pagamento delle rate sono state le conseguenze dello scandalo Aser, l’azienda che – come in decine di altri comuni, soprattutto nel Basso Lazio – deteneva dal 2000 il monopolio della riscossione dei tributi. Che però sono letteralmente spariti. E le cause civili che numerosi sindaci hanno intentato nei confronti degli ex amministratori della società – De Fusco è stato il primo a proporre un’azione legale «pilota» – alcuni dei quali arrestati, di fatto non stanno ancora portando risarcimenti nelle dissestate casse dei comuni.

Pontina Ambiente non si lascia comunque impietosire, anche perché lo smaltimento dei rifiuti costa molto. «Non è nostra intenzione rinnovare il contratto – scrive ancora Rando al sindaco – a questa amministrazione. Diamo notizia della grave situazione debitoria alla Regione Lazio, al prefetto di Roma e alla Corte dei Conti, chiedendo provvedimenti urgenti – conclude l’amministratore – e ci riserviamo di rivalerci nei confronti dei singoli amministratori comunali».

Quel che sta succedendo a Pomezia potrebbe ripetersi in altre località. Tra i Castelli e il litorale ci sarebbero infatti altre amministrazioni cittadine in difficoltà con i pagamenti riguardanti lo smaltimento. Del resto il Lazio, secondo il rapporto reso noto da mercoledì dall’Ispra (istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) è la regione italiana che porta in discarica la maggior quantità di rifiuti: oltre 2 milioni e 800 mila tonnellate corrispondenti all’86 per cento. Soltanto il Comune di Roma ne invia quasi 1,5 milioni. Mentre con il 12,9 per cento, la nostra regione ottiene il peggior risultato, relativamente alla raccolta differenziata, di tutto il centro Italia. (Fonte articolo, Il Corriere della Sera, qui)