Articoli con tag “Arsenico Castelli Romani

Riassunto della situazione acque “potabili” nei castelli romani

Come promesso tempo fa, continuiamo con l’informazione sulle acque “potabili” dei castelli romani.

Ringraziamo il Dott. Aldo Garofalo.

Alleghiamo un elenco delle acque a “codice rosso” distribuite da Acea nei Castelli e analizzate da Arpa Lazio tra il 2010 e i primi mesi del 2011.

Ariccia centro, superamento contemporaneo dei limiti di arsenico, fluoro e vanadio:

fontanella pubblica

As

F

Va

limiti legali

10g/L

1,5mg/L

50g/L

Corso Repubblica

31/05/2010

16

2,0

61

Lanuvio tra maggio 2010 e marzo 2011: sforamenti generalizzati dei limiti sia in centro che in zone periferiche, ma a piazza Ugo La Malfa per 9 mesi consecutivi l’acqua della fontanella pubblica conteneva valori altissimi di arsenico, fluoro e vanadio:

fontanella pubblica

As

F

Va

limiti legali

10g/L

1,5mg/L

50g/L

via Gramsci

31/05/2010

19

1,3

40

piazza U. Lamalfa

07/06/2010

22

2,3

64

via Gramsci

24/01/2011

12

1,1

32

piazza U. Lamalfa

24/01/2011

19

2,3

64

piazza U. Lamalfa

02/02/2011

19

2,2

64

piazza A. Moro

04/03/2011

18

1,5

41

via Laviniense

04/03/2011

16

1,5

39

Genzano, il controllo è stato limitato al pozzo Piagge e non comprendeva le zone Appia vecchia, Montecagnoletto e Landi, tuttavia segnala il superamento dei limiti dell’arsenico per 8 mesi consecutivi:

fontanella pubblica

As

F

Va

limiti legali

10g/L

1,5mg/L

50g/L

via Pedica, (da pozzo Piagge)

07/06/2010

14

1,1

35

via Pedica, (da pozzo Piagge)

02/02/2011

15

1,1

38

Marino è stata monitorata a fondo con oltre 100 controlli nel 2010 e formalmente tutte le acque rientravano nei limiti di arsenico e vanadio. In realtà, a differenza di altri comuni dei Castelli a Marino il vanadio è compreso tra 36 e 42 microgrammi/L nella quasi totalità delle acque.

A Velletri è stato accertato uno dei più gravi livelli di sforamento limiti dell’acqua distribuita alla cittadinanza:

fontanella pubblica

As

F

Va

limiti legali

10g/L

1,5mg/L

50g/L

via Le Corti, da pozzo Le Corti

24/05/2010

19

1,1

24

via del Paradiso

30/07/2010

37

1,7

32

via Le Corti, da pozzo Le Corti

17/08/2010

20

1

26

piazza Garibaldi

31/08/2010

53

2,2

41

via del Paradiso viaVelletrano

31/08/2010

51

2,1

41

via delle Mura, fontanella

01/09/2010

22

0,9

23

via Lata, fontanella

01/09/2010

57

2,4

43

via del Corso, fontanella

17/09/2010

44

1,9

37

via Lata, fontanella

17/09/2010

44

1,9

37

via Ottavia, fontanella

07/10/2010

57

2,3

39

Corso della Repubblica

07/10/2010

58

2,1

39

via Lata, fontanella

15/10/2010

31

1,7

26

via di Castello

18/10/2010

30

1,4

25

via di Castello

18/10/2010

39

1,8

32

Corso della Repubblica 277

18/10/2010

29

1,4

24

piazza Caduti del lavoro 19

18/10/2010

24

1,2

20

vicolo S. Francesco 15

18/10/2010

22

1,2

18

La fontanella pubblica angolo via Velletrano è adiacente ad una affollatissima scuola media che riapriva il giorno dopo e quella di piazza Garibaldi è usatissima sempre e si trova nella più grande e frequentata piazza del paese. Caso gravissimo e con pochi precedenti in cinque diverse zone nel periodo agosto-ottobre 2010 i valori di arsenico erano superiori a 50 g/L.

Ma il caso dell’Ospedale Colombo di Velletri è allucinante come certificato dalle analisi fatte a dicembre scorso. Per inciso la struttura Ospedaliera si avvale di due pozzi locali le cui acque contengono quantità incredibili di arsenico (72-96 g/L) e fluoro (3,2 mg/L) e quindi debbono essere trattate, si presume con osmosi inversa, prima di utilizzarle. E’ semplicemente folle la decisione di avvalersi di tali pozzi la cui depurazione per osmosi comporta uno scarto d’acqua del 25% che finisce al mare con livelli di arsenico intorno a 350 g/L.

L’Arpa ha accertato che nei giorni precedenti Natale l’impianto di trattamento non funzionava minimamente e l’acqua utilizzata anche in reparti delicatissimi come il neonatale era come quella che usciva dai pozzi e quindi pericolosissima:

Pozzi 1-2

As

F

Va

limiti legali

10g/L

1,5mg/L

50g/L

ospedale Velletri

21/12/2010

88

3,2

30

lavaggio stoviglie
ospedale Velletri

21/12/2010

90

3,2

31

medicheria neonatale

Dopo venti giorni passati a mettere pezze all’impianto per farlo funzionare, l’arsenico, anche se più basso, era ancora oltre il limite di legge:

ospedale Colombo

11/01/2011

13

6

dopo trattamento
ospedale Colombo

11/01/2011

13

7

lavaggio stoviglie
ospedale Colombo

11/01/2011

12

6

lavello medicheria

Lariano, ha avuto nel corso del 2010 livelli molto alti di arsenico, solo in parte rientrati nei primi mesi del 2011:

fontanella pubblica

As

F

Va

limiti legali

10g/L

1,5mg/L

50g/L

piazza Centogocce

03/03/2010

22

1,3

30

piazza L. Bross

03/03/2010

15

1

35

piazza Centogocce

16/07/2010

19

1,1

27

Un saluto a tutti e cercate di diffondere le informazioni, e ricordate delle date IMPORTANTISSIME a cui non dobbiamo mancare:

12/13 GIUGNO, VOTA 4 SI AL REFERENDUM SU ACQUA, NUCLEARE E LEGITTIMO IMPEDIMENTO.

18 GIUGNO ORE 15:30 PIAZZA MAZZINI, ALBANO LAZIALE, CORTEO CITTADINO CONTRO L’INCENERITORE E CONTRO L’AMPLIAMENTO DELL’ILLEGITTIMA DISCARICA DEI CASTELLI ROMANI.

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Discarica di Albano, smaltire i rifiuti qui costa il doppio rispetto a tutto il Lazio

Aggiornamenti stampa inceneritore:

• 10 Comuni in lotta con i “No Inceneritore”. Clicca qui. (Cliccare sull’articolo per ingrandire)

• Inceneritore Albano, i sindaci uniti anche davanti al Consiglio di Stato. Clicca qui.

Aggiornamenti stampa emergenza acqua:

• Anche Ariccia chiude i rubinetti. Clicca qui. (Cliccare sull’articolo per ingrandire)

• Arsenico, si allarga la mappa dei divieti. Clicca qui. (Cliccare sull’articolo per ingrandire)

(Fonte articolo, Roma Today, clicca qui). Dai microfoni di Radio Libera Tutti, la web radio dei Castelli Romani, Daniele Castri rappresentante legale del Comitato No Inc che si oppone alla costruzione dell’inceneritore di Albano, ha denunciato come i costi della gestione dei rifiuti nei Castelli Romani abbiamo livelli altissimi, quasi il doppio rispetto al resto della Regione Lazio, il tutto per un decreto del 2006 che favorisce la Pontina Ambiente che gestisce la discarica in cui sversano i rfiuti dieci comuni. Durante un’intervista rilasciata lo scorso lunedì nella trasmissione di approfondimento “A passeggio con Melampo” Daniele Castri ha raccontato come nella preparazione dell’istruttoria per il ricorso al TAR contro la costruzione del termovalorizzatore si sia imbattuto insieme ai colleghi avvocati e commercialisti in una serie di fatture attestanti i costi della gestione dei rfiuti e lo sversamento dei rifiuti nella discarica di Roncigliano a partire da marzo 2006.

Il costo dello smaltimento dei rifiuti nelle discariche della Regione Lazio è regolato da alcuni decreti e per i Castelli Romani sono molto più alti rispetto alla media grazie ad un decreto straordinario emanato dall’ex Presidente Regionale Piero Marrazzo, il n. 4 del 3 marzo 2006. Un decreto che a differenza di tutti quelli straordinari non dura sei mesi, ma per chi gestisce la discarica ha una scadenza illimitata. I comuni del bacino della discarica di Roncigliano a fronte di un costo medio di 72 euro a tonnellata di rifiuti ne pagano 130 di euro, come attestano le fatture del 2010 di diversi comuni della zona. “La Pontina ambiente – ha spiegato Daniele Castri – continua ad avvalersi del decreto straordinario del 2006 non specificando che visto la straordinarietà per legge doveva scadere in sei mesi. Inoltre nel 2008 è stato emesso un ulteriore decreto ordinario per i costi dei rifiuti non rispettato. Il tutto con un tacito consenso dei dieci assessori al bilancio dei Comuni che conferiscono i rifiuti a Roncigliano” “Facendo un esempio se si guarda alla fattura del comune di Albano di aprile 2010, ottenuta con un regolare accesso agli atti, si nota che il comune di Albano ha prodotto circa 1900 tonnellate di rifiuti indifferenziati che oltre a costare 130 euro a tonnellata va aggiunto sul totale 7 euro a tonnellata per l’incenerimento del cdr. Peccato che la Pontina Ambiente stessa dichiara che il cdr ammonta a meno del 30% e solo una parte viene bruciata, ma il rincaro viene calcolato su il totale dei rifiuti. Questi costi ci hanno portato a presentare degli esposti al tribunale di Velletri”