Articoli con tag “ACEA

Inceneritore Albano, per ACEA non è dannoso per la salute

_(Fonte articolo, clicca qui). Dopo le dichiarazioni rilasciate da Pierluigi Bersani a Livorno per cui il PD non stringerà alleanze con chi dice un no precluso all’utilizzo degli inceneritori, altre affermazioni nel pomeriggio hanno toccato il tema scottante della costruzione di nuovi impianti di termovalorizzazione. A far parlare ancora una volta è l’inceneritore di Roncigliano, questa volta per bocca del presidente di Acea Giancarlo Cremonesi. “Il Tar ha dato via libera, ma c’è ancora un pò di tensione sociale sul territorio. Speriamo che ci si convinca che quell’impianto non è assolutamente nocivo per la salute, per la qualità dell’aria. Le emissioni saranno monitorate dai cittadini, da istituti specializzati, dall’Università. Lo ripeto ci sarà la massima garanzia del rispetto ambientale”, ha detto il numero uno di Acea riferendosi all’avvio del cantiere dato dai giudici amministrativi e all’installazione del nasometro. Al margine della riunione della Federlazio sull’andamento dell’economia del Lazio negli ultimi 40 anni, Giancarlo Cremonesi ha anche puntato tutto sull’utilità degli inceneritori a livello nazionale: “Mi auguro che presto si capisca che questi impianti sono indispensabili sul territorio nazionale perchè, una volta realizzati, metteranno in sicurezza il sistema dei rifiuti. Sul gassificatore di Albano vorrei ci fosse serenità e pace sociale, prima di mettere mano al cantiere. Questo impianto non pregiudicherà la qualità della loro vita”. “L’Italia – ha concluso – deve affrontare la questione del ciclo dei rifiuti, perchè non possiamo permetterci, anche psicologicamente, che i nostri rifiuti vengano presi e portati in altre nazioni”.


Rifiuti, inceneritori e non solo, multiutility a prezzo di saldo

_(Fonte articolo, clicca qui) L’energia, l’acqua, i rifiuti sono diventati solo business alimentato da logiche di profitto dei concessionari senza benefici evidenti per la popolazione. Walter Ganapini affonda il coltello nel disastro delle multiutility, così vicine ai partiti, così lontane dalle persone. La gestione dei bisogni primari deve ritornare ad essere compito dello Stato. “In Italia è di moda parlare di “aggregazioni” tra multiutility in termini finanziari, non industriali, sperando di occultare così l’immensa distruzione di valore degli ultimi 15 anni. I dati dei bilanci 2011 sono una catastrofe. In Borsa, rispetto al valore d’ingresso, A2A perde il 34%, IREN il 42% ,ACEA il 34%, HERA il 29%. Le perdite costringono ad elargire ai Comuni miseri dividendi erodendo le riserve. Con la fusione di A2A e IREN, nascerebbe una “bad-newco” con debiti per 8 miliardi (cui sommare l’aumento di capitale Edipower con un indebitamento bancario di 1,2 miliardi) ed un Ebitda di circa 1,5 miliardi.Il rapporto debiti/Ebitda della “bad-newco” sarebbe superiore a 5 quando, da manuali, dovrebbe oscillare attorno a 2,5. Quindi il doppio! Non è finita, ENEL ha 50 miliardi di debiti,Terna 7, SNAM Rete Gas 11. A marzo 2012, in un anno, Terna ha un calo dei consumi elettrici del 5,2%, ANIGAS, di gas del 22,6%, Federambiente, della produzione di rifiuti del 10% . E’ sempre più forte la richiesta di trasparenza sulle fatturazioni elettriche, dopo aver visto le tariffe bi-orarie funzionare all’inverso di quanto atteso, e sulla disponibilità di una potenza elettrica di 130 GW (da espandersi, si diceva, con un nuovo parco elettronucleare…) con una domanda che non ha mai superato quella già offerta di 55 GW. Trasparenza sulla natura e l’entità dei contratti di approvvigionamento gas. Si conclamava il fabbisogno nazionale di 100 miliardi di metri cubi di gas che oggi le compagnie rivedono a 75. Cosa accadrà del gasdotto GALSI, del rigassificatore OLT e degli altri previsti, quando, in Edipower, ci sono nuove centrali a gas che marciano 2.000 ore/anno contro 8.000 da regime normale? E’ intollerabile vedere affollate dirigenze milionarie di multiutilitility con costi medi annuali per addetto di 70.000 Euro, e aziende, come AMA-Roma, che a fine ’97 aveva 3.000 addetti e 50 miliardi di vecchie lire di debito e oggi dichiara 8.000 dipendenti ed un indebitamento di 1,3 miliardi di Euro. Sin qui non si è parlato di servizi idrici. In Emilia-Romagna vi sono perdite da rete superiori al 30%, in Puglia decine di depuratori mal funzionanti a causa del taglio dei costi di manutenzione, effetto tipico da ‘finanziarizzazione’ dei servizi pubblici. Veniamo ai rifiuti. L’Europa da 40 anni indica, inascoltata, le priorità: prevenzione, massimizzazione del riuso, stabilizzazione della frazione residua per materiale edile o combustibile per caldaie industriali al posto di fonti fossili più inquinanti, minimizzazione del ricorso alla discarica, cui conferire SOLO rifiuti pretrattati. Il Parlamento Europeo ha votato pochi giorni fa nuove linee-guida, prevedendo al 2020 il DIVIETO DI INCENERIMENTO per i rifiuti recuperabili o compostabili (in buona sostanza,TUTTI!). In Italia gli interessi tangentar-ecomafiosi ripropongono, nonostante folli costi d’investimento e di esercizio, nuovi inceneritori per ‘modernizzarci’. In Germania la E.On vuol vendere i suoi inceneritori, non sapendo come alimentarli. Nuovi inceneritori, assegnati senza gara e con costi passati in pochi mesi da 150 a 315 milioni di Euro, come a Parma, d’abitudine richiamano procedure UE d’infrazione e salate sanzioni. Non è nota la strategia industriale delle multiutility per dare ‘valore/qualità’ai territori serviti, per aumentarne la competitività sui mercati globali che, pur nella crisi, investono in aree ad alta ‘Propensione all’Innovazione’, ‘Qualità Ambientale certificata’, ‘Qualità Sociale’. Brescia non persegue la raccolta differenziata, a Milano cala, Genova e Torino sono al palo, impianti di selezione/recupero sono ovunque inutilizzati. Questo è il frutto malato di una finanziarizzazione dei Servizi Pubblici non preceduta da una liberalizzazione seria, con il settore vittima di continui rimescolamenti normativi. Bisogna procedere ad una drastica riscrittura delle politiche industriali delle multiutility allontanando l’economia criminale dal settore, e a un trasparente e celere ricambio generazionale e culturale dei manager. Alla luce di quanto descritto, i grandi investitori si stanno ritirando, senza distinzione, da tutte le multiutility. L’abbattimento dei loro valori di Borsa ne consentirà l’acquisto quasi gratuito da parte di terzi?”


Acqua potabile? E l’arsenico e il fluoro? ACEA – SALUTE – BOLLETTE

Inoltriamo il volantino per la manifestazione a Roma circa la difesa delle falde acquifere dei Castelli Romani. Invitiamo TUTTA la popolazione dei Castelli Romani e di Roma a partecipare alla manifestazione.

E’ di fronte agli occhi di tutti la progressiva perdita di volume delle acque dei laghi castellani; questo fenomeno misura l’abbassamento della falda e la crisi idrica del nostro territorio. Che ciò sia dovuto ad un eccesso di captazione e ad uno squilibrio tra consumi pubblici e privati, domestici, agricoli e industriali, rispetto alla capacità di rigenerazione naturale delle falde, è altrettanto evidente.
Tra il 2003 e il 2005 cominciarono a circolare semi clandestinamente i risultati di analisi che davano quantità preoccupanti di elementi nocivi nelle acque potabili:
arsenico fino a 80 microg/lt e fluoro fino a 4 millig/lt, quando dal 2001 i limiti massimi erano stati fissati a 10 microg/lt per l’arsenico e a 1,5 millig/lt per l fluoro.
Sono passati sei anni di deroghe che probabilmente abbiamo pagato in termini di patologie specifiche e no. Siamo passati dalla gestione casareccio-clientelare di comuni e consorzi (Simbrivio, Doganella) a quella industriale, ma altrettanto clientelare di ACEA-Caltagirone, e sempre alle deroghe stiamo!
Stavolta la sponda è la Commissione Europea, dopo che la Polverini ha emanato l’ultima deroga sul vanadio nel maggio scorso. La Commissione Europea però, il 28 ottobre 2010, ha respinto la richiesta di deroga.
Sia i nostri dati che quelli di ACEA confermano lo sforamento dei livelli di legge per tutto il 2010 ed anche per il primo mese del 2011, per ampie fasce di territorio.
La circolare ultima dell’assessore regionale all’ambiente Mattei, circa una presunta accettabilità del limite di 20 microg/lt per l’arsenico è del tutto priva dei fondamento e vìola apertamente le disposizioni della Commissione Europea.
ACEA sta stracciando gli standard di servizio più basilari.

VENERDI 18 FEBBRAIO ORE 20.30 – c/o centro anziani di Pavona via Roma ASSEMBLEA PUBBLICA

VENERDI 25 FEBBRAIO ORE 11 piazzale Ostiense Roma davanti sede ACEA spa PRESIDIO MANIFESTAZIONE

Fonte: http://www.noinceneritorealbano.it