Lariano

Lariano  è un comune di 12.189 abitanti della provincia di Roma. Il comune di Lariano è posto alle pendici del Monte Artemisio, sui Colli Albani, tra Velletri, di cui è stato frazione fino al 1967, e Valmontone. Gran parte del suo territorio ricade all’interno dei confini del Parco Regionale dei Castelli Romani.

Clima

Il clima di Lariano è fondamentalmente mite con inverni piovosi, temperature autunnali superiori a quelle primaverili ed estati ventilate. Nell’area dei Colli Albani, dunque anche a Lariano, si presenta il fenomeno detto stau, che consiste nella riduzione del vapore acqueo nelle nuvole man mano che il terreno si alza. Perciò la piovosità maggiore si avrà sulle prime alture dei colli, rivolte verso il mare, verso sud sud-ovest, e la minore verso nord. Lariano risulta piuttosto piovosa con 1200 mm annui di precipitazioni. L’estate è calda e asciutta, l’inverno è mite senza, in genere, che vengano raggiunte temperature eccessivamente basse. A Lariano nevica raramente e gli accumuli superiori ai 10 cm si verificano solo in presenza di un freddo generalizzato marcato. In estate le temperature possono raggiungere i 35 °C con punte di 37 °C. La temperatura non ha mai raggiunto i 40 °C.

Storia

Fondazione e periodo Romano

Lariano deve il suo nome dai ruderi del castello che era situato sul Monte Artemisio, in seguito conosciuto come Maschio di Lariano. Si presume che nell’anno 328 a.C. il castello, detto anche dell’Algido, assumesse il nome di Ariano. In seguito, fondendosi l’articolo con il nome, si arrivò a Lariano.

Nel Carmen Seculare il poeta Orazio afferma che sul Monte Algidus in tempi remoti vi fosse un tempio dedicato alla Dea Diana. Tito Livio, nella sua Storia Romana, narra che in questi luoghi, romani ed equi si affrontarono in aspri combattimenti per circa due secoli. Per la posizione invidiabile, i patrizi romani edificarono diverse ville, come è testimoniato dai reperti conservati nei Musei Vaticani ed in quello del Comune di Velletri. È certo che il Maschio di Lariano per la sua posizione strategica che gli permetteva di dominare da un lato la via Appia e dall’altro la via Anagnina, oltre a diventare un luogo importante e popoloso, fu al centro delle mire espansionistiche delle famiglie più potenti.

Medioevo

Demetrio, figlio di Melosio, operò nel X secolo la ricostruzione del castello per dar rifugio sicuro alle persone durante l’invasione degli arabi nell’846. Le contese per il possesso del Maschio di Lariano videro come protagonisti le potenti famiglie dei Conti del Tuscolo, degli Annibaldi, dei Savelli e soprattutto dei Colonna. La Chiesa Romana rivendicò il diretto dominio nel Conclave che si tenne a Viterbo nel 1269, in cui la Rocca di Lariano fu definita praetiosa. I territori passarono sotto la completa dipendenza della Chiesa sotto Papa Alessandro III. Il luogo era ritenuto di estrema sicurezza, tanto che nel 1200 Papa Innocenzo III vi fece rifugiare il Visconte di Campiglia, quando questi fu fatto prigioniero dai romani durante la guerra contro Viterbo. Nel 1235 Papa Gregorio IX incluse la Rocca di Lariano tra le “Castellanie della Chiesa”. Papa Clemente IV nominò quale castellano il cavaliere Templare Fra’ Raimondo. Alla morte di Papa Clemente, avvenuta il 29 novembre 1268 ed essendo vacante il soglio pontificio, Ricciardello Annibaldi, agendo di sorpresa si impadronì del castello di Lariano, dopo aver fatto scorrerie nel territorio circostante. Fu allora che le milizie di Velletri, esortate dal Collegio dei Cardinali, riuniti a Viterbo, tentarono a più riprese di conquistare il Castello in nome e per conto della Chiesa. La conquista non riuscita a Velletri, riuscì alla famiglia Colonna. A quel tempo Lariano doveva contare un buon numero di abitanti, forse superiore a quelli di Marino e Rocca di Papa. Alla fine del 1300 il Castello di Lariano era in possesso di Niccolò Colonna che lo mantenne fin quando l’antipapa Clemente VII non lo consegnò a Giordano Orsini. I Colonna non si dettero per vinti e il Castello tornò a loro fino al 1412, anno in cui Teobaldo Annibaldi riuscì a riconquistarlo.

La distruzione del Castello di Lariano

Nel 1417 il cardinale Oddone Colonna salì al soglio pontificio con il nome di Martino V e riassegnò il Castello ai suoi parenti, ma nel 1431 morì e il nuovo pontefice Papa Eugenio IV revocò tutti i privilegi che i Colonna avevano conseguito sotto Martino V. I Colonna si rivoltarono contro le decisioni del Papa, costringendolo a fuggire in barca lungo il Tevere per rifugiarsi prima a Firenze e poi a Bologna. Eugenio IV reagì scomunicando i Colonna. La scomunica comportava la confisca dei beni e tra questi era incluso il Castello di Lariano con i territori ad esso annessi. I Colonna non cedettero e scoppiò la guerra. Gli ottomila fanti del Papa riconquistarono alla Chiesa Albano, Castel Gandolfo, Civita, Zagarolo e perfino Palestrina feudo principale dei Colonna, ma non riuscirono nella conquista del Castello di Lariano. Il Papa inviò ben quattromila fanti ad assediare Lariano e a questi si aggiunsero altri ottocento soldati di Velletri, guidati da Paolo Annibaldi della Molara. Vi fu un attacco in massa e i difensori si attestarono con armi nella Chiesa di San Silvestro. La lotta durò ancora qualche tempo, fino a che i Larianesi, sfiniti e senza possibilità di aiuti da altre casate capitolarono. Il 26 ottobre 1436 dal Castello uscirono in segno di resa Nardo Di Stefano e Cola di Nardo Sindaci. Il Castello di Lariano fu distrutto, incendiato e raso al suolo e il territorio fu donato da Eugenio IV a Velletri in riconoscenza dell’aiuto che i soldati veliterni avevano dato all’esercito del Papa.

Cultura

Lariano è famosa per la qualità del proprio pane, di colore scuro perché fatto con farina integrale. Tutti gli anni, nel mese di settembre, vi si svolge la Sagra del Fungo Porcino, allestita ogni volta nel campo da calcio locale.