Castel Gandolfo

_Castel Gandolfo, confidenzialmente Castello nei dialetti dei Castelli Romani, (Castrum Gandulphi in latino) è una città italiana di 8.834 abitanti, della provincia di Roma, nell’area dei Castelli Romani, nel Lazio. Il centro abitato è stato eletto uno dei borghi più belli d’Italia.

La città è conosciuta soprattutto per la presenza della residenza estiva dei Papi, alla quale fanno corona molte altre residenze estive, ville e villini edificati a partire dal XVII secolo, che rendono Castel Gandolfo una delle località di villeggiatura più rinomate del Lazio. Il suo territorio include quasi tutto l’arco costiero del Lago Albano, che ospita tra l’altro lo Stadio Olimpico di Canottaggio del CONI. Vi sono inoltre vari luoghi di interesse archeologico, tra cui vanno ricordati l’ Emissario del Lago Albano ed i resti della Villa di Domiziano, nonché naturalistico, dato che la zona è inclusa nel perimetro del Parco Regionale dei Castelli Romani. Non mancano infine punti di interesse artistico, come la Collegiata di San Tommaso da Villanova, edificata da Gian Lorenzo Bernini.

Il Lago Albano e Castel Gandolfo

Il territorio del comune di Castel Gandolfo si estende in obliquo in direzione nord-nord est a cavallo tra la zona collinare dei Colli Albani e quella pianeggiante dell’Agro Romano. È incluso e tutelato dal Parco Regionale dei Castelli Romani, costituito nel 1984. Il suolo è nella schiacciante totalità composto da terreni di origine vulcaniche, con prevalenza di materiali come peperino, tufo e pozzolana.

Architetture religiose

• Collegiata Pontificia di San Tommaso da Villanova; edificata al posto dell’antica chiesa Parrocchiale di San Nicola, venne iniziata a costruire nel 1658 per interessamento di papa Alessandro VII, su progetto dell’architetto Gian Lorenzo Bernini. I lavori terminarono nel 1661. (Vedi Collegiata Pontificia di San Tommaso da Villanova)

• Chiesa della Madonna del Lago; voluta personalmente da papa Paolo VI, venne consacrata dallo stesso Papa nel 1977 sulle rive del Lago Albano.

• Chiesa di Santa Maria Assunta ; la sua costruzione venne iniziata nel 1619 con la consacrazione della prima pietra da parte di papa Paolo V. Originariamente vi erano installati i PP. Francescani Riformati, in seguito però vi è stata una sede della Congregazione di Propaganda Fide, tragicamente bombardata dagli anglo-americani il 10 febbraio 1944.

• Chiesa di Santa Maria Ausiliatrice; di costruzione moderna, sorge nel popoloso quartiere di Borgo San Paolo, verso la Strada Statale 7 Via Appia. Annesso alla chiesa vi è la Sala-Teatro “Ugo Bazzi”.

• Chiesa di San Sebastiano; dedicata al santo patrono della città e situata sulla Strada Statale 7 Via Appia, al chilometro 23, è la chiesa adiacente al Cimitero Comunale.

• Chiesa di Santa Maria della Cona.

Architetture civili

• Palazzo Pontificio; edificato a partire dal 1628 su iniziativa di papa Urbano VIII e progetto di Carlo Maderno sulla pre-esistente struttura dell’antico Castrum Gandulphorum, il castello feudale che era stato dei Gandolfi e dei Savelli. L’attuale aspetto gli venne conferito nel 1660 al tempo di papa Alessandro VII. Gli ultimi lavori risalgono al 1930, dopo i Patti Lateranensi. Al suo interno è notevole la Cappella Privata, che ospita un’immagine della Madonna del Santuario di Częstochowa.

• Villa Pontificia; la villa, che gode dell’extra-territorialità ed è possesso dello Stato della Città del Vaticano, è composta in realtà da tre parti storicamente ben distinte:

o Giardini Pontifici; costituiscono il nucleo storico originario della Villa Pontificia, poiché furono organizzati al tempo della primitiva residenza di papa Urbano VIII sul retro del Palazzo Pontificio, sul sito dell’antica villa del cardinal Visconti.

o Villa Cybo; edificata dal cardinal Camillo Cybo, venne annessa al complesso delle Ville Pontificie al tempo di papa Clemente XIV che la acquistò nel 1774 dal proprietario dell’epoca, il duca di Modena, per la somma di 80.000 scudi.

o Villa Barberini; costruita dal nipote di papa Urbano VIII, Maffeo Barberini, è stata inglobata nel complesso extra-territoriale delle Ville Pontificie solo nel 1929: ospita la sede castellana del Collegio di Propaganda Fide. Nell’ambito dei suoi estesi giardini all’italiana è ubicata, come di seguito precisato, buona parte degli esistenti resti del complesso costruito dall’imperatore romano Domiziano;

• Palazzo Cybo; edificato plausibilmente assieme all’omonima villa dal cardinal Cybo, attualmente ne è separato dalla Strada Statale 216 Maremmana III. È un bel palazzotto con prospetto su strada, dal notevole portale marmoreo sorretto da sei colonnine.

• Villa Santa Caterina; attualmente di proprietà del Pontificio Collegio Nord-Americano, sotto le costruzioni di questa imponente villa situata in località Ercolano sono stati rinvenuti i famosi ruderi romani della villa attribuita a Publio Clodio Pulcro.

• Villa Torlonia; edificata nel XVI secolo dalla famiglia romana dei Giustiniani, passò quindi in proprietà del duca di Bracciano Giuseppe Torlonia. L’attuale aspetto è dovuto ai restauri del 1829, finanziati dal duca Carlo Torlonia. La villa gode di un bellissimo panorama sull’Agro Romano.

• Villa Chigi; costruita dal cardinal Flavio Chigi, nipote di papa Alessandro VII, nel cratere prosciugato del Laghetto di Turno presso Pavona, oggi è la sede di un circolo di golf.

Siti archeologici

• Villa di Publio Clodio Pulcro; si tratta dei resti di una villa romana di età repubblicana situata al XIV miglio della via Appia, chilometro 23 della Strada Statale 7 Via Appia, all’interno di Villa Santa Caterina, di proprietà del Pontificio Collegio Nord-Americano. Viene indentificato, forse a torto, con la villa del tribuno Publio Clodio Pulcro, situata secondo quanto afferma Marco Tullio Cicerone nell’area dell’antica Alba Longa. In prossimità di questa sua villa Clodio venne ucciso dai sicari dell’avversario politico Tito Annio Milone, nell’agosto del 54 a.C. Della villa resta il diverticolo lastricato d’accesso, parte del portico in peperino, e tutto il corpo nord-ovest, datato al II secolo a.C. L’intera costruzione è in blocchetti di tufo a piccoli scapoli, tecnica costruttiva tipica dell’età repubblicana.

• Villa di Tito Flavio Domiziano; si tratta dei resti monumentali della villa romana di età imperiale fatta edificare da Domiziano (81-96), collocati in massima parte all’interno di Villa Barberini, nell’area extra-territoriale delle Ville Pontificie. La villa consisteva in un enorme complesso che si sviluppava su tre terrazzamenti lunghi circa 500 metri ciascuno. Il quartiere residenziale, di proporzioni enormi e scarsamente conservato, si articolava attorno a tre cortili, ed era circondato da alcuni ninfei che affacciavano sul Viale dei Ninfei, da un criptoportico, da un teatro e da un circo. Il teatro, parzialmente conservato, era del diametro di 50 metri e ornato da sculture marmoree. Molte parti della villa che oggi sono visibili vennero messe in luce nel 1929 con i lavori di risistemazioni della Ville voluti da papa Pio XI a seguito dei Patti Lateranensi. Presso il circo della villa si tenevano faraoniche venationes, giochi di caccia, e anche feste in onore di Demetra. Si discute se parte delle strutture della villa fosse anche il ninfeo romano oggi Santuario di Santa Maria della Rotonda nel centro di Albano Laziale. Sicuramente, l’approvvigionamento idrico del complesso era fornito da due acquedotti provenienti da Palazzolo in comune di Rocca di Papa e Malafitto in comune di Ariccia, che affluivano in tre monumentali cisterne, di cui la più grande delle dimensioni di 57.70×10.95 metri.

• Ninfeo Dorico; si conserva sulle rive del Lago Albano, e risale al I secolo a.C., tanto che non si esclude possa aver fatto parte delle strutture della Villa di Clodio. Scavato nella roccia, è un ambiente rettangolare con volta a botte e due file di nicchie su due piani: al primo piano undici, al secondo sette. Nel ninfeo giungeva l’acqua attraverso una canalizzazione scavata nella roccia soprastante.

• Ninfeo del Bergantino o dei Bagni di Diana; sulle rive occidentali del Lago Albano, due chilometri dopo il ninfeo dorico, questa struttura, originariamente annessa alla Villa di Domiziano a Castel Gandolfo, si apre in una grotta circolare di 17 metri di diametro. Al centro della grotta c’è una vasca, e il pavimento era completamente rivestito a mosaici, di cui restano pochi frammenti. Sono state trovate nel ninfeo, che si proponeva come una copia della grotta-ninfeo di Tiberio a Sperlonga, varie parti di gruppi scultorei, ora conservati presso il Palazzo Pontificio di Castel Gandolfo.

• Emissario del Lago Albano; condotto artificiale di deflusso delle acque lungo 1800 metri che si origina dalla costa occidentale del Lago Albano e sfocia poi in località Mole di Castel Gandolfo. Venne edificato secondo la tradizione nel 396 a.C. per sciogliere una profezia riguardo la conquista di Veio

Agricoltura

In tutti i comuni dei Colli Albani, l’agricoltura, e segnatamente la vitivinicoltura, ha rappresentato da sempre la principale voce economica e occupazionale. In zona si producono vini ottimi e rinomati come il Frascati DOC, il Marino DOC, il Velletri DOC e il Colli Lanuvini DOC. Il territorio di Castel Gandolfo, piuttosto ristretto, si trova geograficamente tra l’area di produzione del Marino e quella del Colli Albani IGT e del Colli Lanuvini. La produzione di vino, tramontata ormai l’epoca dei piccoli coltivatori è gestita da cantine sociali di grande dimensione e fatturato, come appunto la Cantina Sociale Gotto d’Oro di Marino e Frascati, che ha sede nella vicina località di Castelluccia, e la Cantina Sociale Fontana di Papa di Albano Laziale ed Ariccia, che ha sede nell’altrettanto vicina località di Fontana di Papa.

Turismo

Castel Gandolfo è indubbiamente la cittadina più turistica dei Castelli Romani. Infatti, abitualmente gruppi di turisti italiani e stranieri arrivano nei parcheggi turistici costruiti all’uopo e visitano il piccolo e ridente centro storico. In occasione dell’ Angelus o delle udienze del Papa durante il periodo di soggiorno castellano, tanti pellegrini stranieri giungono in città, tanto che le strade e le piazze del centro danno l’impressione di essere un quartiere di Roma. Tanta vivacità turistica, incentivata dalle varie amministrazioni che si sono succedute, porta una grande vivacità anche commerciale, che rende Castel Gandolfo molto più animata di tanti altri centri urbani vicini che sono più popolati.