Video DIFFERENZIA-TI

Benissimo, i rifiuti non si bruciano. Per noi vale anche per gli inceneritori!

rogo_ARTICOLO 32 COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA (STRALCIO): “LA REPUBBLICA TUTELA LA SALUTE COME FONDAMENTALE DIRITTO DELL’INDIVIDUO E INTERESSE DELLA COLLETTIVITA’…”

_(Fonte articolo, News Republic, clicca qui) Inasprimento delle sanzioni per chi brucia i rifiuti, comunicazione più agevole tra magistratura e amministrazioni, classificazione e caratterizzazione delle aree agricole contaminate. Sono gli aspetti principali del decreto sulla cosiddetta Terra dei fuochi, che il ministro dell’Ambiente Andrea Orlando e il ministro dell’Agricoltura Nunzia De Girolamo presenteranno martedì 3 dicembre in Consiglio di Ministri. Alcuni punti sono stati illustrati dal ministro Orlando parlando con i giornalisti a Napoli, dove ha partecipato a un’iniziativa del consorzio Ecopneus. Nel decreto, ha detto Orlando, saranno presenti “norme che consentiranno una comunicazione più agevole tra magistratura inquirente e amministrazioni chiamate poi a interventi di risanamento e di bonifica”. Un canale di comunicazione che si attiverà automaticamente in caso di reati che possono avere effetti sul territorio dal punto di vista della contaminazione ambientale, “per assicurare un meccanismo non occasionale o eventuale nella trasmissione di queste informazioni”. Poi la classificazione e la caratterizzazione delle aree agricole contaminate: le norme serviranno, ha spiegato Orlando, “anche per indicare le aree che non hanno avuto danni e non pregiudicare una filiera che, dal punto di vista economico, è importantissima per la Campania e per l’Italia”. Nel decreto non si parlerà di risorse che “per individuare i siti all’analisi delle istituzioni nel corso di questi anni ci sono. Ora si tratta di sbloccarle e utilizzarle adeguatamente”. Novità anche sul fronte della repressione dei roghi di rifiuti tossici: “Legheremo la situazione emergenziale e di crisi ambientale a un inasprimento per comportamenti che, in altre realtà, possono essere anche sanzionate in modo meno grave”, ha spiegato Orlando. In breve, “andare in quell’area e abbandonare un inerte o un ingombrante non ha stessa valenza” in termini di “effetti che produrrebbe in un’altra realtà con una gestione dei rifiuti ordinata e senza attività criminali”. “Non credo che l’inasprimento dei reati di per sè risolva un fenomeno così drammatico -ha aggiunto Orlando- ma in questo caso un inasprimento della sanzione consente anche alle forze dell’ordine di dare un segnale alle organizzazioni criminali e ai molti che, per incuria o inciviltà, hanno contribuito a fare di quella zona uno tra gli impianti inquinanti più grandi d’Italia”. Per risanare ai danni provocati in Terra dei fuochi “saranno necessari molti anni – ha concluso il ministro – ma penso si possa parlare di una reazione efficace delle istituzioni, per un fenomeno per molto tempo non solo trascurato, ma neanche raccontato”.

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Inceneritori, polveri sottili e nanoparticelle

Polveri sottili: inquinamento atmosferico e danni alla salute

La lotta all’inquinamento atmosferico è oggi una priorità per tutti i Paesi industrializzati: sui giornali e alle ‘tavole rotonde’ si fa un gran parlare di danni ambientali e di surriscaldamento del pianeta, ma non bisogna trascurare gli effetti nocivi che l’inquinamento ha sulla salute umana. E’ ormai noto, infatti, che il peggioramento della qualità dell’aria che respiriamo comporta un aumento generale dei problemi di salute (soprattutto nei soggetti più deboli, come i bambini e gli anziani) e una maggiore incidenza di malattie cardiocircolatorie, patologie respiratorie e tumori.

L’Unione Europea ha approvato direttive che stabiliscono i valori limite degli inquinanti      dannosi per la salute, in particolare per le particelle sospese, una miscela di polveri di diversa dimensione, origine e composizione che, essendo molto piccole, tendono a rimanere sospese in aria e ad essere trasportate dal vento. Le particelle sospese (o TSP – Particolato Totale Sospeso) comprendono polveri ‘grosse’ PM10, particelle respirabili con un diametro inferiore a 10micrometri (10 millesimi di millimetro) e quindi in grado di penetrare nel tratto superiore dell’apparato respiratorio (dal naso alla laringe), polveri sottili (PM 2.5 – con diametro inferiore a 2,5 micrometri) e polveri ultrasottili. Le polveri hanno origine dai processi di combustione (gas di scarico di veicoli a diesel o a benzina, processi industriali, produzione energia elettrica, riscaldamento domestico). In inverno i loro valori sono superiori a quelli estivi, cosi come aumentano con la nebbia e con l’assenza di vento. Le polveri sottili ed ultrasottili rappresentano l’inquinante più dannoso per la salute: sono costituite da svariate sostanze tossiche (solfati, nitrati, metalli) e, grazie alle piccole dimensioni, vengono trasportate anche a lunga distanza, penetrano negli ambienti chiusi, vengono facilmente inalate e possono raggiungere le diverse parti dell’apparato respiratorio. Gli effetti nocivi sulla salute Gli effetti sulla salute potenzialmente attribuibili agli inquinanti ambientali possono essere ‘acuti’ (aggravamento di sintomi respiratori e cardiaci in soggetti predisposti, infezioni respiratorie acute, asma bronchiale, disturbi circolatori) oppure – nei casi di esposizione per lungo periodo – di tipo ‘cronico’ (tosse e catarro, diminuzione della capacità polmonare, bronchite cronica, BPCO). I principali studi condotti in Europa e Stati Uniti sulla correlazione fra inquinamento atmosferico e cancro sono concordi nel valutare che alti tassi di polveri sottili comportano sostanziali incrementi dell’incidenza del tumore ai polmoni, soprattutto se in associazione con altri noti fattori di rischio quali il fumo di sigaretta e alcune esposizioni professionali.

Inceneritori, polveri sottili e nano-particelle

Gli inceneritori sono impianti che vengono utilizzati per lo smaltimento dei rifiuti attraverso un processo di combustione che avviene ad alte temperature. Gli impianti di ultima generazione bruciano a temperature sempre più elevate.

Proprio per quest’ultimo motivo, i nuovi inceneritori sono ancor più pericolosi dei precedenti. Infatti più elevata è la temperatura di combustione più sono piccole le dimensioni delle particelle emesse. Tutti i giorni le respiriamo e le ingeriamo: sono le polveri sottili (di dimensione micrometriche, ovvero del diametro medio compreso tra 10 e 1 micrometro) e le nano-particelle (ancora più piccole, con un diametro medio compreso tra 0,2 e 100 nanometri).

In generale le particelle sono liberate naturalmente in atmosfera dai vulcani attivi, dagli incendi, dall’erosione delle rocce, dalla sabbia sollevata dal vento, ecc. Di solito le particelle di queste provenienze sono piuttosto grossolane. Spesso più sottili e normalmente assai più numerose, sono le particelle originate dalle attività umane, soprattutto quelle che prevedono l’impiego di processi ad alta temperatura. Tra questi processi, il funzionamento dei motori a scoppio, dei cementifici, delle fonderie e soprattutto degli inceneritori. Cliccare qui.

Quindi l’attività di un inceneritore produce delle sostanze – polveri sottili e nano-particelle – di microscopiche dimensioni che s’insinuano nell’organismo umano attraverso l’apparato respiratorio ed anche attraverso l’apparato digerente, dato che le particelle si depositano anche sulle coltivazioni prossime agli impianti.

Qualsiasi sorgente ad alta temperatura provoca la formazione di particolato; più elevata è la temperatura, minore è la dimensione delle particelle prodotte; più la particella è piccola, più questa è capace di penetrare nei tessuti; ed inoltre non esistono meccanismi biologici o artificiali capaci di eliminare il particolato una volta che questo sia stato importato da un organo o da un tessuto: insomma le particelle durano per sempre.

Il corpo, non riconoscendo le nano-particelle, le isola come corpi estranei e questo, nel corso del tempo, può generare un gravissimo processo infiammatorio. In questi casi si parla di nano-patologie.

Purtroppo le particelle di dimensioni ancora più ridotte possono penetrare fino all’interno delle cellule, fino addirittura a ledere la struttura del DNA, con gravissime conseguenze come dimostrato dai numerosi casi di feti malformati. Una correlazione drammatica è quella con i soldati venuti a contatto con le nano-particelle prodotte dall’esplosione di armi costruite con materiale altamente tossico.

Fonte: sporchi da morire


I napoletani non fanno la raccolta differenziata? Niente di più falso

_Prima di leggere la lettera che Raphael Rossi ha indirizzato a Roberto Saviano, guarda il video.

_Caro Roberto Saviano, mi chiamo Raphael Rossi, non ci siamo mai conosciuti ma ti sono debitore perché, con il tuo monologo sulla “macchina del fango” hai svelato e messo a nudo un meccanismo di cui sfortunatamente ho subito anche io gli effetti. Una macchina che si è infatti messa in moto da quando si è saputo che la mia denuncia era all’origine dell’inchiesta della Procura di Torino che ha portato all’arresto ed all’incriminazione di un personaggio politico e dei vertici di un’impresa che pensavano di poter “comprare” anche il sottoscritto per riuscire a sbloccare l’acquisto di un macchinario inutile (dal costo di 4,2 milioni di euro) per un impianto di trattamento dei rifiuti a servizio dell’AMIAT, l’azienda pubblica di raccolta rifiuti della città di Torino.

L’insofferenza nei miei confronti si è manifestata in vari modi ma l’amarezza più grande l’ho provata quando una figura politica locale, dopo aver definito la vicenda “insignificante”, ha avuto perfino il coraggio di invitarmi a smettere di parlare con i giornalisti della vicenda poiché sto procurando un danno all’immagine dell’amministrazione comunale. Ma il motivo per cui ti scrivo non è però solo per ringraziarti. Ti scrivo perché mi ha molto colpito il modo in cui la maggior parte dei mass-media, a mio giudizio, è riuscita a stravolgere le reali responsabilità in merito all’emergenza rifiuti nella tua città natale. Un sondaggio di Donna Moderna, ad esempio, chiedeva di chi fosse, la colpa del permanere dei rifiuti per strada a Napoli. La risposta è stata nell’ordine:

1) dei cittadini napoletani per il 44% degli intervistati;

2) della camorra per il 30%;

3) dello stato per il 26%.

A questo sondaggio è seguita la pubblicazione di una lettera di una signora di Avellino in cui si scriveva: «In Campania siamo stanchi di Napoli. Da gennaio tutte le province della regione avrebbero dovuto avviare la provincializzazione della gestione dei rifiuti… A Napoli città, invece, la percentuale di raccolta differenziata in certe zone è zero. E non mi venite a fare il discorso della criminalità (c’è ovunque). Cari napoletani siamo stanchi: della vostra arroganza, del vostro vittimismo, della vostra inciviltà e del vostro menefreghismo. Non saremo solidali, non più!». A mio giudizio quanto è emerso dal sondaggio e quanto ha scritto la signora di Avellino dimostra inequivocabilmente che i principali mass-media sono riusciti a ribaltare completamente le responsabilità del disastro principalmente sui cittadini napoletani e sulla camorra mentre al contrario, secondo quanto emerge dalle indagini della Procura di Napoli, della Corte dei Conti e dal libro “Ecoballe” dell’Ing. Paolo Rabitti, la responsabilità della mancata corretta gestione e costruzione degli impianti di trattamento e recupero dei rifiuti urbani in Campania dipende principalmente dalla sistematica violazione delle norme contrattuali da parte di una multinazionale (Impregilo International Infrastructures con sede ad Amsterdam che controlla il principale gruppo italiano nel settore delle costruzioni, Impregilo SpA con sede a Sesto San Giovanni) che si è giovata della mancata vigilanza e del concorso dei vertici dell’Alto Commissariato per l’emergenza rifiuti secondo quanto rilevato dalla Procura di Napoli che ha poi rinviato a giudizio i vertici di questa società e dell’Alto commissariato.

Risulta quindi veramente paradossale (ma assolutamente funzionale al perpetuarsi dello scandalo) che lo “Stato” sia stato praticamente assolto dal 74% degli intervistati. Lo stesso Stato che continua a raccontarci che «..dietro le proteste contro l’apertura della discarica di Cava Vitiello a Terzigno c’è la presenza della camorra che “soffia sul fuoco’’ per alimentarle» mentre proprio i magistrati hanno chiarito che la camorra ha interesse ad aprire le discariche, non il contrario. La tesi delle presunte infiltrazione della Camorra nelle proteste contro le discariche pare anche a me solo un alibi per giustificare le ripetute violazione di tutte le norme stabilite dal’Unione Europea (in primis relativamente allo smaltimento ormai fuori legge del rifiuto urbano tal quale non pretrattato). Per quanto riguarda quelli che vengono spesso indicati come i principali responsabili del disastro (cioè i cittadini napoletani) se qualcuno pensa che i napoletani siano incapaci o recalcitranti a differenziare i propri rifiuti, posso invece testimoniare che, in base all’esperienza mia e dei miei colleghi dell’Ente di Studio per la Pianificazione Ecosostenibile dei Rifiuti (E.S.P.E.R.) quali consulenti di ASIA per l’avvio del sistema porta a porta nel primo quartieri di Napoli durante secondo semestre del 2008 (a partire da Colli Aminei e poi a Bagnoli, Rione Alto, Chiaiano, Ponticelli ecc.), è vero esattamente il contrario. Io mi ero trasferito a Napoli in quel periodo e posso testimoniare che cittadini di quei quartieri hanno dimostrato una disponibilità veramente straordinaria ed una gran voglia di scrollarsi di dosso l’etichetta di persone refrattarie ai comportamenti civili e responsabili. Nemmeno a Trento o a Roma (dove pure abbiamo supportato l’avvio della raccolta differenziata porta a porta spinta in lacuni quartieri superando il 70% di Rd) non avevamo visto la gente scendere in strada per applaudire quando venivano rimossi i cassonetti stradali contagiando, con il loro entusiasmo, anche gli operatori ecologici di Asia. I tecnici e gli operatori ecologici coinvolti avevano infatti lavorato senza sosta mentre l’azienda veniva quotidianamente attaccata da Berlusconi, da Bertolaso e perfino dall’assessore regionale all’Ambiente della giunta Bassolino, Walter Ganapini. I quartieri coinvolti da tale sistema avevano raggiunto stabilmente livelli di raccolta differenziata da primato a livello nazionale per quanto riguarda le grandi metropoli: Bagnoli l’80% di RD, Colli Aminei 69%, Rione Alto 66%, Chiaiano 72%, Ponticelli 64%, San Giovanni a Teduccio 58%. L’altissima qualità dei materiali differenziati porta a porta (mentre nel resto di Napoli la raccolta differenziata intercettata con i cassonetti stradali risulta molto contaminata da impurità) è stata inoltre l’ulteriore dimostrazione della convinta adesione dei cittadini dei quartieri coinvolti e l’88% dei cittadini intervistati ha poi dichiarato di voler mantenere il nuovo modello di raccolta anche in base ad indagini indipendenti di WWF e GreenPeace, rilevate dall’Osservatorio sul PaP, avviato dalle due associazioni. L’insieme dei quartieri già coinvolti dal sistema domiciliare a Napoli equivale, per popolazione, all’intera città di Salerno ma sui mass-media di questo vero “successo napoletano” non se ne doveva parlare poiché non andava rubato il palcoscenico agli unici veri “Eroi e salvatori dei napoletani” (cioè Berlusconi e Bertolaso). Ed infatti i fondi stanziati per gli investimenti necessari per l’ulteriore estensione del servizio sono stati bloccati e, anche a fronte di ripetute mancate raccolte nel 2010, il livello generale di RD ha cominciato a subire una flessione.

Tu hai scritto infatti una sacrosanta verità e cioè che «la spazzatura tornata nelle strade di Napoli sigla definitivamente il fallimento di un progetto, di un percorso, di una politica. Speriamo che queste verità, in grado di svelare definitivamente le tante menzogne spacciate come successi, possano innescare un percorso di cambiamento che se partisse dal Sud potrebbe davvero mutare il destino del paese» ed anche io vorrei solo contribuire umilmente a svelare le menzogne che ci vengono quotidianamente somministrate.


RAI Tre, Blob, puntata dedicata all’inceneritore di Albano

Vi invitiamo a dare estrema diffusione a questo video ed a questo post.

  • Perchè diciamo NO. Clicca qui.
  • Le alternative. Clicca qui, qui, qui e qui.

_BLOB, PROFUMO.

  • La Dott.ssa Patrizia Gentilini (ISDE Italia) al nostro convegno “EcoBalle & EcoMafie”. Intervento integrale, clicca qui.
  • Intervista al Dott. Stefano Montanari (Nanodiagnostics Modena). Clicca qui.
  • Stefano Montanari: “Incenerire i rifiuti è una scelta suicida”. Clicca qui.

Rifiutiamo le “balle”

_Visionate ed inoltrate. Grazie.


Verso “ecoBALLE & ecoMAFIE” – Velletri 18 dicembre 2009

ATTENZIONE, il luogo del convegno ecoBALLE & ecoMAFIE è stato modificato, vai all’ultimo post pubblicato nel sito per  tuttigli aggiornamenti o contatta l’associazione.

L’Associazione DIFFERENZIA-TI lavora al convegno “ecoBALLE & ecoMAFIE” che si svolgerà il 18 dicembre 2009 dalle ore 9:30 alle ore 16:00 presso l’Aula Magna del Tribunale di Velletri. Per informazioni dettagliate sul programna, sui relatori e su come  partecipare visita la pagina contatti del portale. Giovedi 17 dicembre incontreremo la Dott.ssa Patrizia Gentilini in una cena aperta al pubblico per festeggiare insieme la costituzione della nostra associazione presso un agriturismo di pregio dell’area Castelli Romani. Per informazioni visitate la pagina contatti.

E’ la Tua terra – verso il convegno “EcoBALLE & ecoMAFIE”.