Ridurre Riusare Riciclare

Situazione rifiuti Castelli Romani e Roma, rassegna stampa completa circa gli ultimi “accadimenti”

Immagine_Da Albano Laziale a Velletri passando per Roma, la situazione rifiuti nel Lazio (o di porzioni del suo territorio) lascia i cittadini in ansia e non prevede ancora, nel 2014, politiche coraggiose e veramente virtuose che possano segnare un cambio di passo netto se non per il presente almeno per il prossimo futuro. Con enorme abnegazione i movimenti dei cittadini proseguono a tamponare situazioni bizzarre cercando di tutelare salute, economia pubblica e territori, il tutto proponendo e promuovendo. Istituzioni che hanno un ruolo primario e ancora davvero assenti. Sotto i principali articoli di questi giorni, buona lettura.

  • Roncigliano, discarica di Albano Laziale – Castelli Romani. Pontina Ambiente (societa che gestisce il sito): “Nessun percolato sparito”. Fonte articolo, Castellinews, clicca qui per leggere.
  • Discarica di Albano Laziale – Castelli Romani, presidio cittadino di sabato scorso. Ancora un presidio nel cimitero dei veleni di Roncigliano. Articolo di Castelli Notizie, clicca qui per leggere. Autrice Maria Lanciotti.
  • Ieri presidio cittadino sotto gli uffici della Regione Lazio contro questa politica dei rifiuti. Comunicato del Coordinamento contro l’inceneritore di Albano Laziale, clicca qui per leggere.
  • Discarica e “bio”gas a Velletri. De Felice sull’impianto “bio”gas: “Il sindaco sospenda quel progetto scellerato”. Articolo di Castelli Notizie, clicca qui per leggere.
  • Discarica di Albano Laziale, presidio cittadino di sabato scorso. No Inc ognissanti, Flavio Gabbarini unico sindaco presente. Articolo di Osservatore Italia, clicca qui per leggere. Autrice Maria Lanciotti.
  • Discarica di Albano Laziale. Sul disastro ambientale di Roncigliano ora i sindaci fanno la voce grossa. Articolo di Castelli Notizie, clicca qui.
  • Roma, scandalo rifiiuti Rocca Cencia, sotterrati migliaia di farmaci, tra cui vaccini e antibiotici. Articolo di Osservatore Italia, clicca qui.
  • Rifiuti, la Corte Europea boccia il Lazio, smaltimento dei rifiuti illegale fino al 2012. Fonte articolo, Il Messaggero, clicca qui.
  • Sit in di protesta di fronte i cancelli della discarica di Albano Laziale. Fonte articolo, Eco 16, clicca qui.

Report Ispra 2014 sui rifiuti urbani: quel compostaggio che non s’ha da fare

01_(Fonte articolo, Il Fatto Qutodiano, clicca qui) Il Report Ispra 2014 appena presentato in data 25 luglio 2014, apre a definitive certezze su cause, motivazioni e soluzioni dell’olocausto della Campania, nato e determinato dai rifiuti speciali, industriali e tossici e che aveva bisogno, per essere realizzato, della “copertura” della malagestione dei rifiuti urbani con conseguente “senso di colpa” indotto nella popolazione, per evitarne la dovuta ribellione civile. La Campania non aveva, e non ha bisogno di altri maxi inceneritori (la sola Acerra garantisce ormai il 26% di incenerito sul totale di rsu con 670.000 tonn/anno vs 2.545.445 = 26%, rispetto al 18 % nazionale e 23% europeo!) ma di impianti di compostaggio (38.000 tonn/ anno vs 2.545.445.= 1.5% rispetto al 15% di media nazionale!) E sono gli impianti di compostaggio che non si devono fare in Campania, per continuare a mal gestire non solo i rifiuti urbani ma soprattutto quelli tossici, sovrapponendo i flussi sia del rifiuto indifferenziato che di quello umido, appunto il tipo di rsu che dovrebbe essere trattato negli impianti di compostaggio! Nel 2008 la produzione di rsu in Campania è stata di 2.800.000 tonnellate nel 2008, mentre la produzione di rifiuti speciali, industriali e tossici era pari a 4.800.000 (dati Arpac), per un totale quindi di 7.600.000 tonn/anno. Nel 2013 i rsu in Campania sono diminuiti a 2.545.445 tonn /anno e ancora nulla sappiamo dei rifiuti speciali, industriali e tossici che però già nel 2012 (dati Ispra), in costante incremento hanno raggiunto quota 7.200.000 tonn/anno per un totale quindi di ben 9.745.445 tonn/anno! Rispetto al 2008 appare quindi un incremento netto complessivo di circa 2.145.445 tonn/anno. Questo incremento è pari a circa l’85% di tutti i rifiuti urbani prodotti in Campania per l’intero 2013, ma è dovuto esclusivamente ai rifiuti speciali, industriali e tossici, dei quali però gli stessi ambientalisti parlano poco o nulla, concentrandosi a propagandare le buone pratiche di trattamento dei rsu verso rifiuti zero, e non facendo rilevare come, senza alcun intervento impiantistico particolare, ma solo per la grave crisi economica, la quota di rsu si sta ormai significativamente riducendo ogni anno di più. Per lo stesso motivo però, (la crisi economica globalizzata), la quota di rifiuti speciali, industriali e tossici appare in continuo e costante incremento, in Campania e in Italia, sempre senza alcun controllo satellitare efficace dei flussi internazionali e nazionali, avendo raggiunto nel 2010 la significativa quota nazionale di 138 milioni di tonn/anno probabilmente superando la quota di 150 milioni di tonn/anno per il 2013, ma ancora l’Ispra non ce lo fa sapere! Infatti, questa quota di rifiuti (speciali, industriali e tossici), ormai costituisce i 4/5 del totale dei rifiuti prodotti, ma ancora non costituisce né per lo Stato e per i suoi organi di controllo (Ispra e Iss), e purtroppo neanche per tutti i movimenti politici e ambientalisti, il primo problema da monitorare, affrontare e risolvere per evitare non solo il mantenimento, ma soprattutto la diffusione verso altri territori del tragico fenomeno di Terra dei Fuochi e dei Veleni, sempre meno localizzato ormai nella sola regione Campania, e che scopriamo, ogni giorno di più, diffondersi e non limitarsi all’interno delle altre regioni specie del Sud dell’Italia. E’ questa categoria di rifiuti che caratterizza la apparentemente invincibile Terra dei Fuochi e dei Veleni, specie nelle province di Napoli e Caserta, caratterizzata dalla maggiore quota di attività produttive e manifatturiere in regime di evasione fiscale! In sintesi quindi, rispetto al totale di 2.545.445 tonn/anno di rsu, il solo maxi inceneritore di Acerra garantisce, ad un costo veramente iperbolico (circa 300 euro/tonn) con un incasso garantito al gestore superiore ai 200mila euro/al giorno e neanche un euro di ristoro per il comune di Acerra, circa il 26 % complessivo di incenerimento del totale di rsu. Posta una raccolta differenziata ormai al 44 % a livello regionale, si raggiunge quindi un buon 70% di trattamento di tutti i rsu prodotti. Se la Campania disponesse della necessaria quota di impianti di compostaggio, che palesemente non si vogliono fare e neanche aprire se fatti (vedi caso S. Maria La Fossa, Ce) nella media nazionale del 15% (pari a circa 380mila tonn/anno) e non certo solo la misera quota attuale del 1.5% (circa 38mila tonn/anno, dati Ispra 2013), la quota di rifiuti destinata a discarica scenderebbe a un misero 15% complessivo (circa 374mila tonn/anno) destinata ulteriormente a scendere ad un misero 150.mila tonn/euro di stampo europeo a questo punto soltanto con un possibile e neanche troppo drammatico o diminuzione di altri punti percentuali della produzione di rsu o di aumento della raccolta differenziata dagli attuali 44 al minimo del 50% complessivo. Appare quindi ormai in modo solare che la Campania necessita non già di altri impianti di maxincenerimento, che indispensabili invece per smaltire, in maniera legale o sovrapposta, quella quota di rifiuti speciali assimilabili agli urbani in costante incremento in Italia e in Campania e in quota significativa, non inferiore al 30%, prodotti in regime di evasione fiscale, destinando all’incenerimento “legale” quello che oggi brucia ogni giorno come roghi tossici illegali. E ombre veramente sinistre sul controllo regionale ancora forte da parte di lobby pericolose nel governo dei rifiuti speciali e urbani calano dalla considerazione finale: gli impianti di compostaggio per i rsu non si vogliono e non di debbono fare, ma sono in corso, nel silenzio estivo, procedure di autorizzazione regionali per consentire l’avvio delle attività di impianti di trattamento di percolati industriali e tossici, come quelli che la regione Veneto non ha mai voluto sul proprio territorio regionale, determinando lo sversamento nella nostra regione persino dei fanghi tossici di Porto Marghera. Tali pericolosissimi impianti lo diventano ancora di più nella perdurante assenza di impianti controllati di compostaggio per il rifiuto umido urbano, ancora più se affidati, come pare, alle stesse ditte già condannate in primo grado per sversamento di rifiuti tossici nel territorio di Acerra, la terra più fertile e oggi più massacrata dai rifiuti di Europa! Ma il popolo di Acerra, come quello di Terra dei Fuochi, grazie al lavoro incessante di cittadini e tecnici non venduti alle lobby di potere e di massacro del territorio, ha ormai capito il trucco e i meccanismi dell’olocausto campano, e non parlano già da tempo più di soli rifiuti urbani ma innanzitutto di rifiuti speciali, e tossico nocivi e sono ben attenti anche in questo caso a riunirsi sotto l’unica bandiera di tutela del Creato, della propria Terra e della salute dei propri figli e impedirà di certo questo ennesimo, ormai prossimo, massacro. Non con “rifiuti zero urbani” prioritario, ma con “rifiuti km zero industriali e tossici” prioritario, inizieremo veramente il percorso verso la salvezza di Terra dei Fuochi e dei Veleni, e non solo in Campania, me nell’Italia intera.


Molotov contro un camion per raccolta differenziata ad Acerra, illesi i due operatori

07_(Fonte articolo, News Republic, clicca qui) Due persone a bordo di uno scooter si sono avvicinate al mezzo e, dopo aver intimato all’autista di scendere, hanno lanciato la molotov all’interno del camion, che ha preso fuoco. Indaga la polizia. Due persone a volto coperto hanno dato fuoco a un camion impegnato nella raccolta differenziata ad Acerra, nel Napoletano. E’ successo alle ore 7 questa mattina, in Via Alcide De Gasperi. Un operatore era a bordo del camion, mentre un altro era intento alla raccolta in strada, quando due persone a bordo di uno scooter si sono avvicinate; dopo aver intimato all’autista di scendere dal mezzo, hanno lanciato una bottiglia contenente liquido infiammabile all’interno del camion, che ha preso fuoco. I due addetti alla raccolta sono illesi. Indaga la polizia.


Dramma Italia: Terra dei Fuochi, Iss: “Mortalità aumentata fino a 13%. A Taranto +21% di decessi infantili”

07_Sito “La Terra dei Fuochi”, clicca qui. Dal sito: “LA VERA “EMERGENZA” RIFIUTI ANCORA IN CORSO CAMPANIA. Il PIÙ GRANDE AVVELENAMENTO DI MASSA IN UN PAESE OCCIDENTALE. LA PIÙ GRANDE CATASTROFE AMBIENTALE A “PARTECIPAZIONE PUBBLICA”.

_(Fonte articolo, La Repubblica, clicca qui) Nella Terra dei Fuochi si muore di più. Lo afferma l’aggiornamento dello studio epidemiologico “Sentieri” condotto dall’Iss in 55 comuni nelle province di Napoli e Caserta confermando ufficialmente dati troppo spesso messi in discussione (LEGGI Il rapporto del Ministero). L’eccesso di mortalità per l’esposizione a un insieme di inquinanti rispetto al resto della regione è del 10% per gli uomini e del 13% per le donne nei comuni in provincia di Napoli, mentre per quelli in provincia di Caserta del 4 e del 6%. Si muore di tumore maligno, specialmente dello stomaco, del fegato, del polmone, della vescica, del pancreas, della laringe, del rene, linfoma non hodgkin e tumore della mammella. Questo gruppo di patologie è il rischio che accomuna entrambi i generi per tutti i tre indicatori utilizzati (mortalità, ricoveri, incidenza tumorale, quest’ultima, disponibile per la sola provincia di Napoli), mentre in provincia di Caserta eccessi in entrambi i generi per i due esiti disponibili (mortalità e ricoveri ospedalieri) riguardano i tumori maligni dello stomaco e del fegato. Cancro del polmone, della vescica e della laringe risultano in eccesso tra i soli uomini. “Il quadro epidemiologico della popolazione residente nei 55 comuni della Terra dei Fuochi è caratterizzato da una serie di eccessi della mortalità e dell’ospedalizzazione per diverse patologie a eziologia multifattoriale, che ammettono fra i loro fattori di rischio accertati o sospetti l’esposizione a un insieme di inquinanti ambientali che possono essere emessi o rilasciati da siti di smaltimento illegale di rifiuti pericolosi o di combustione incontrollata di rifiuti sia pericolosi, sia solidi urbani”, si legge nella sintesi pubblicata dall’Iss. I bambini nascono malati. Nella Terra dei Fuochi “non si osservano eccessi di mortalità”, ma secondo lo studio “resta meritevole di attenzione il quadro che emerge dai dati di ospedalizzazione che segnalano un eccesso di bambini ricoverati nel primo anno di vita per tutti i tumori: nella provincia di Napoli un eccesso del 51% e nella provincia di Caserta e del 68% rispetto al “rapporto standardizzato di ospedalizzazione”. Nella provincia di Napoli, servita dal registro tumori, si è osservato un eccesso di incidenza per tumori del sistema nervoso centrale nel primo anno di vita, dove il rapporto standardizzato di incidenza sir, è 228 (indici che sono espressi in percentuale dove 100 è il valore di riferimento), e nelle classi d’età 0-14, sir 142. I tumori del sistema nervoso centrale ono aumentati nella provincia di Caserta dell’89% rispetto all’indice. Qui la fascia di età 0-14 anni è afflitta da leucemie. Grave la situazione anche a Taranto. L’aggiornamento dello studio Sentieri “conferma le criticità del profilo sanitario della popolazione di Taranto emerse in precedenti indagini”. E “le analisi effettuate utilizzando i tre indicatori sanitari sono coerenti nel segnalare eccessi di rischio per le patologie per le quali è verosimile presupporre un contributo eziologico delle contaminazioni ambientali che caratterizzano l’area in esame, come causa o concausa, quali: tumore del polmone, mesotelioma della pleura, malattie dell’apparato respiratorio nel loro complesso, malattie respiratorie acute, malattie respiratorie croniche”. Inoltre, “il quadro di eccessi in entrambi i generi riguarda anche molte altre patologie, rafforzando l’ipotesi di un contributo eziologico ambientale in un’area come quella di taranto ove è predominante la presenza maschile nelle attività lavorative legate al settore industriale”. A Taranto la mortalità infantile registrata per tutte le cause è maggiore del 21% rispetto alla media regionale. Per quanto riguarda la fascia d’età pediatrica (0-14 anni ) “si osserva un eccesso di mortalità per tutte le cause, il rapporto standardizzato di mortalità è 121, ovvero un eccesso del 21%, e di ospedalizzazione per le malattie respiratorie acute, inoltre, per tutti i tumori si osserva un eccesso di incidenza (dove l’indice sir, rapporto standardizzato di incidenza, è 154)”. E “nel corso del primo anno di vita si osserva un eccesso di mortalità per tutte le cause (smr 120) ascrivibile all’eccesso di mortalità per alcune condizioni morbose di origine perinatale (smr 145).


Processo rifiuti Lazio, si parte col “botto”, valanga di richieste di parti civili – rassegna stampa completa

_Rassegna stampa completa su quanto accaduto ieri 5 giugno 2014 a Roma circa il processo riguardante lo scandalo rifiuti Lazio. La rassegna stampa sarà aggiornata nei prossimi giorni con eventuali sviluppi e nuovi articoli. “Buona” lettura.

  • Comunicato stampa “Coordinamento contro l’inceneritore di Albano” inizio processo rifiuti Lazio. 5 giugno aperto il processo a Cerroni & soci. Clicca qui.
  • Processo Cerroni. Il Comune di Genzano di Roma parte civile. Dal 2006 al 2012, chiede 10 milioni di Euro più gli interessi. Clicca qui.
  • I complici del “Supremo” contro il dirigente della Asl. Clicca qui.
  • Il mistero della discarica, iniziano le misurazioni. Clicca qui.
  • Cerroni libero di tornare a Roma. Clicca qui.
  • Rifiuti. Minacce e pressioni ad Albano Laziale. Processo a Cerroni. Clicca qui.
  • La carica delle 150 parti offese contro il “Supremo” dei rifiuti. Clicca qui.
  • Cerroni, 7 sindaci chiedono i danni. Clicca qui.
  • Rifiuti. Minacce al dirigente della Asl. Clicca qui.
  • Parte processo Cerronopoli. Cittadini dei Castelli Romani e Latina chiedono i danni. Clicca qui.
  • Processo sullo scandalo rifiuti. 17 cittadini di Borgo Bainsizza si costituiscono parte civile. Clicca qui.
  • Processo rifiuti d’oro: 150 parti offese contro il “Supremo” delle discariche. Clicca qui.
  • Processo Cerroni. Il Comune di Rocca di Papa parte civile. Clicca qui.
  • Processo rifiuti. Cittadini di Montello e Bainsizza parte civile nel processo. Clicca qui.
  • Processo scandalo rifiuti Lazio. Il Comune di Ciampino parte civile. Danni d’immagine dai rifiuti. Clicca qui.
  • Processo Cerroni & Co. Valanga di parti civili. Clicca qui.
  • Prima udienza del “Processo Cerroni”, in tanti si costituiscono parti civili. Ma prima dov’erano? Clicca qui.
  • Processo Cerroni. Tutti parte civile. I comuni vanno all’arrembaggio. Clicca qui.
  • Processo Cerroni. I comuni, noi parti lese. Clicca qui.
  • Processo a Cerroni. Decine di richieste di costituzione parte civile. Clicca qui.
  • Si avvicina il processo. Manlio Cerroni: “E’ la battaglia della mia vita”. Clicca qui.
  • Processo a Cerroni. 150 richieste di costituzione parte civile. Clicca qui.
  • Donato Robilotta, basta demonizzare Cerroni. Clicca qui.
  • Rifiuti. Roma caput immundi. Clicca qui.
  • Processo a Cerroni dopo Albano Laziale anche Genzano di Roma si costituisce parte civile. Clicca qui.
  • Cerroni, sarà processo show. Ogni mercoledi ci sarà udienza. Clicca qui.
  • Iniziato oggi il processo al signore delle discariche Manlio Cerroni. Clicca qui.
  • Manlio Cerroni, iniziato il processo: tutti contro l’ex ras della monnezza (di Maria Lanciotti). Clicca qui.
  • Processo Cerroni, molte le costituzioni di parte civile. Clicca qui.
  • Sistema Cerroni, parte il processo, assente la politica pontina. Clicca qui.

0111_(Fonte articolo, Il Caffè, clicca qui) Al via lo “storico” processo al Gruppo Cerroni. Nessuno degli imputati presente in aula. Cittadini e Comuni di Anzio, Albano, Genzano, Ariccia e Rocca di Papa chiedono i danni come parte civile. Sotto la lente d’ingrandimento l’Inceneritore di Albano e il 7° invaso di Roncigliano Stamattina, alle nove in punto, nella palazzina A del Tribunale penale di piazzale Clodio, a Roma, ha preso avvio lo “storico” processo al patron dell’immondizia Manlio Cerroni. Alla sbarra, insieme a lui, dopo ben sette anni di indagini, sono finiti anche suoi uoni di fiducia. A cominciare dal suo braccio destro, Bruno Landi, presidente socialista della Regione Lazio a fine anni ’80, poi deputato con il Psi (travolto dallo scandalo della Tangentopoli regionale, reati prescritti), poi passato a fare il manager di Cerroni (amministratore delegato di Ecoambiente Srl, società controllata dal Comune di Latina, che gestisce una delle due discariche di Borgo Montello, Latina, al confine con Nettuno ed Aprilia sud). Landi l’anno scorso è stato nominato amministratore delegato della Latina Ambiente, municipalizzata del capoluogo, ruolo dal quale è stato sospeso a seguito del suo arresto lo scorso 9 gennaio. Sotto processo, poi, anche il direttore tecnico della discarica di Roncigliano, a Cecchina (tra Albano, Ardea e Pomezia), Giuseppe Sicignano; l’ex amministratore della società Pontina Ambiente del Gruppo Cerroni, proprietaria del sito di Roncigliano, Francesco Rando; e, soprattutto, i due ex dirigenti della Regione Lazio, Luca Fegatelli e Raniero De Filippis. Nessuno di loro, però, si è presentato in aula. Pesanti come macigni, per tutti, i capi di imputazione: associazione a delinquere, truffa aggravata, frode, traffico di rifiuti, interramento non autorizzato di rifiuti, sovrafatturazione, falso ideologico, eccetera eccetera. Viceversa, “presidiavano” l’ingresso del Tribunale, già dalle prime ore del mattino, i 40 residenti di Albano ed Ardea che vivono a poche centinaia di metri dalla discarica di Roncigliano, ad Albano Laziale, che si sono anche costituti parte civile, insieme alle 3 storiche Associazioni territoriali note col nome di “Comitato No Inc”. In sostanza, si presentano come “vittime” della presunta associazione a delinquere, chiedendo la condanna degli imputati ed il risarcimento dei danni. Chiedono che gli imputati risarciscano alle associazioni, ai residenti ed ai Comuni clienti di Cerroni i danni patrimoniali causati dalle presunte fatture gonfiate per l’interramento e trattamento dei rifiuti. Inoltre, chiedono i danni igienico-sanitari ed ambientali. Sono gli stessi cittadini che hanno presentato, nel lontano 2008, la prima denuncia penale al Tribunale di Velletri il cui numero di protocollo dà il nome all’intero processo (R.G. 7449/2008). Accanto a loro, in aula e nel procedimento giudiziario, almeno una ventina di cittadini-residenti nei pressi della discarica di Borgo Montello, a Latina. Anch’essi hanno depositato la richiesta di costituzione di parte civile. E poi, per finire, anche alcune amministrazioni comunali, a vario titolo interessate al procedimento penale. In particolare, i Comuni di Albano, Genzano, Ariccia, Rocca di Papa ed Anzio, che hanno annunciato la loro costituzione di parte civile.
È il primo passo di un processo quasi interamente dedicato alle note vicende dell’inceneritore di Albano e del 7° invaso della discarica di Roncigliano (4 su 6 capi d’imputazione), che si annuncia lungo e complesso, ma che cittadini, associazioni e comitati promettono che porteranno avanti, passo dopo passo, con forza e determinazione. Nella speranza di ottenere la condanna degli imputati, il risarcimento dei danni subiti e, soprattutto, l’avvio d’un ciclo dei rifiuti rispettoso della salute umana e dell’ambiente. Prossimo appuntamento per l’udienza di lunedì 23 giugno ore 14.


A Cisterna di Latina i “riciclatori incentivanti” di plastica e alluminio

07_(Fonte articolo, News Republic, clicca qui) Differenziare fa bene all’ambiente e al portafoglio. A Cisterna di Latina sono stati installati quattro “riciclatori incentivanti”, per raccolta e compattazione di plastica e alluminio. I cittadini che faranno raccolta differenziata riceveranno in cambio un bonus di 2 centesimi di euro per ogni pezzo conferito, mentre le attività commerciali che avvieranno la convenzione, accettando i bonus, avranno uno sgravio sulla tassa sui rifiuti. Plastica e alluminio, in fase di raccolta differenziata, sono considerati una coppia perfetta: hanno il massimo di compatibilità trattandosi di imballaggi leggeri. Per questo, la loro raccolta congiunta viene spesso consigliata. Tuttavia, se da un lato le percentuali di raccolta dei due materiali fanno registrare livelli sempre più elevati (768.000 tonnellate di plastica nel 2013, con un aumento dell’11% rispetto al 2012 secondo i dati Corepla), dall’altro le performance dei due materiali differiscono molto in termini di riciclo. All’aumento delle quantità raccolte, infatti, non sempre corrisponde un aumento della qualità del materiale, se non viene selezionato adeguatamente. Le parole d’ordine per una buona raccolta differenziata sono quindi selettività e qualità. I riciclatori, ideati e prodotti dalla veneta Eurven, sono stati scelti da Cisterna Ambiente, in collaborazione con l’amministrazione comunale di Cisterna di Latina ed Ecorinnova. I riciclatori sono sistemi per la raccolta differenziata e la compattazione di materiali facilmente riciclabili che offrono diversi vantaggi: sono predisposti per riconoscere la tipologia di rifiuto e differenziarlo anche automaticamente, possono pesare il materiale conferito ed avvisare, via email o per sms, quando il sistema è pieno. Si tratta di sistemi incentivanti in quanto invogliano a conferire i rifiuti: i riciclatori avvicinano i cittadini alle buone pratiche di raccolta differenziata premiandoli con un ecobonus, che può essere utilizzato nelle attività convenzionate. Inoltre, il circolo virtuoso che viene innescato porta ad un grande vantaggio per l’ambiente: il materiale raccolto in modo selettivo viene direttamente inviato alla fase di riciclo, permettendo un consistente abbattimento delle emissioni di Co2 derivanti dalla movimentazione dei rifiuti.


Ambiente: Conai presenta il primo Rapporto di sostenibilita’

07_(Fonte articolo, News Republic, clicca qui) E’ stato presentato il primo Rapprto di sostenibilita’ del Conai-Consorzio Nazionale Imballaggi, che applica lo standard internazionale ‘global reporting initiative’ di ultima generazione (GRI-G4): attraverso il coinvolgimento diretto degli stakeholder sono stati identificati sei indicatori ritenuti chiave per definire le performance ambientali, sociali ed economiche di Conai. Il Rapporto, inoltre, e’ stato elaborato rendicontando le performance a tre diversi livelli funzionali: a livello di organizzazione (impatto delle attivita’, degli uffici e dei dipendenti), a livello di sistema (attivita’ connesse al sistema dei consorzi Comieco, Cial, Corepla, Coreve, Rilegno, Ricrea) e, infine, a livello di industria del riciclo (gli attori impegnati nel settore riciclo degli imballaggi, compresi i gestori indipendenti). Elaborato in collaborazione con la Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, e’ nato cosi’ il primo “Green Economy Report” targato Conai, il piu’ grande consorzio in Europa con 1,1 milione di aziende iscritte. Per quanto riguarda i contenuti statistici del Rapporto: in 15 anni di attivita’, la quota di imballaggi conferiti in discarica e’ passata da oltre due terzi a meno di un quarto; quella recuperata e’ passata dal 33% al 76,4%, evitando la costruzione di almeno di 100 discariche. Le tonnellate di rifiuti di imballaggio avviati a recupero nel 2012 sono state 8,6 milioni. Conai ha superato, fin dal 2004, l’obiettivo fissato dalla normativa europea in materia di recupero e, grazie alla filiera del riciclo, nel 2012 sono stati re-immessi nel ciclo produttivo 7,5 milioni di tonnellate di materie prime derivanti da rifiuti di imballaggio. Il target del 55% di riciclo, previsto per il 2008, e’ stato raggiunto nel 2005 e si e’ attestato al 67% nel 2012. In termini di percentuale di riciclo, gli imballaggi in plastica hanno raggiunto il 37%, quelli in legno il 55%, quelli in alluminio il 59%, il vetro supera il 70%, l’acciaio il 75% e la carta l’85%. Il Rapporto e’ stato presentato dal presidente Conai, Roberto De Santis e da Edo Ronchi, presidente della Fondazione per lo sviluppo sostenibile. All’incontro hanno partecipato Barbara Degani, sottosegretario al Ministero dell’Ambiente e Aldo Di Biagio, vice presidente Commissione Territorio, ambiente, del Senato della Repubblica.