Ponte nelle Alpi

Rifiuti a Ponte nelle Alpi, squarci di bellissima Italia – Ezio Orzes a Ballarò

_Altra cultura cittadina, altra volontà amministrativa, altro coraggio, altra serietà, altra organizzazione e altra propensione ad innovare, in poche parole… altro mondo. Bravi i “pontesi” e brava la loro amministrazione.


Sale il riciclo dell’industria del vetro, +2% nel 2012 e +1,4% nel 2013-2015

vetro1_ARTICOLO 32 COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA (STRALCIO): “LA REPUBBLICA TUTELA LA SALUTE COME FONDAMENTALE DIRITTO DELL’INDIVIDUO E INTERESSE DELLA COLLETTIVITA’…”

_(Fonte articolo, News Republic, clicca qui) In un’Italia che nel 2012 ha ridotto complessivamente i consumi, l’industria del riciclo del vetro continua a funzionare tanto che a fronte ad una diminuzione dell’immesso al consumo pari al -2,4%, ben il 71% degli imballaggi di vetro, come bottiglie, barattoli o flaconi, sono stati avviati al riciclo, registrando un incremento di 2 punti percentuali rispetto al 2011. Inoltre per il triennio 2013-2015 si prevede un incremento dell’immesso al consumo degli imballaggi di vetro pari all’1,4%. I dati arrivano dal Rapporto 2013 “L’Italia del Riciclo” realizzato dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile e da Fise Unire, l’Associazione di Confindustria che rappresenta le aziende del recupero rifiuti, che sarà presentato il 5 dicembre prossimo a Roma. Il Rapporto, che come ogni anno fornisce una visione completa e dettagliata sull’andamento del settore del riciclo e del recupero dei rifiuti in Italia, contiene approfondimenti e aggiornamenti settoriali dedicati alle 15 filiere del riciclo e del recupero. Quest’anno, inoltre, vi è un focus specifico sulla normativa europea End of Waste. Riguardo al vetro, una delle 15 filiere prese in esame dal Rapporto, nel 2012 ne sono stati riciclate 2,02 Mln ton, di cui gli imballaggi costituiscono il 78%. La quantità di imballaggi di vetro complessivamente raccolti nel 2012 sono stati pari a 1,7 Mln di tonnellate. Il vetro riciclato, spiega il Rapporto, è prevalentemente impiegato nella produzione vetraria di nuovi imballaggi. Ed a questa forma di riciclo si sommano le quantità di sabbia di vetro che arrivano dal trattamento secondario degli scarti avviati a riciclo nell’industria delle ceramiche e in altri settori vetrari, come ad esempio le fibre. In questi anni, sottolinea il Rapporto, “i trattatori e le aziende vetrarie stanno continuando a garantire la completa valorizzazione del vetro raccolto dai Comuni in modo differenziato e, con le importazioni e il vetro non imballaggio, vanno a coprire fabbisogni che altrimenti resterebbero insoddisfatti”. La contrazione del 2,4%, rispetto al 2011, della produzione di vetro è da ascrivere, spiega il Rapporto di Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile e Fise Unire, all’andamento in calo registrato dai consumi nazionali, in primis il vino. E nell’immesso al consumo di imballaggi in vetro compare anche una quota di materiali destinati al riutilizzo industriale dopo le operazioni di ricondizionamento dei contenitori vuoti che, quindi, vengono riutilizzati per un certo numero di rotazioni come imballaggi pieni. Questi circuiti riguardano principalmente i segmenti dell’acqua e della birra, il cui parco circolante 2012 è stimato in circa 230.000 ton. Tanto che per il triennio 2013-2015 si prevede un incremento dell’immesso al consumo degli imballaggi di vetro pari all’1,4%, arrivando nel 2015 a 2.272.000 tonnellate di nuovi imballaggi immessi sul mercato. Per lo stesso triennio le previsioni di riciclo degli imballaggi rilevano un tasso medio di crescita annuo pari al 2%. Nel 2015 si stima di raggiungere così 1.630.000 tonnellate. “Il rottame pronto al forno di colore misto -spiega il Rapporto- è costituito da una miscela di vetri provenienti, prevalentemente, dal circuito post-consumo degli imballaggi, che viene utilizzata soprattutto per la produzione di vetro cavo colorato secondo proporzioni variabili che, in alcuni casi, possono superare il 90% in peso sul totale della composizione vetrificabile. Da molti anni il rottame costituisce il componente principale dell’input dei forni del comparto del vetro cavo meccanico”. “Per questa ragione si rende sempre più necessario -conclude il Rapporto- tenere sotto controllo tutti quei parametri che possono condizionare l’andamento del processo produttivo e la qualità del prodotto finito. Il controllo qualitativo del rottame è assicurato dai trattatori che hanno il compito di garantire i livelli qualitativi previsti dal Regolamento End of Waste e dai capitolati di accettazione delle vetrerie”.


Dieci azioni per Zero Rifiuti si presenta a Ecomondo

22918_ARTICOLO 32 COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA (STRALCIO): “LA REPUBBLICA TUTELA LA SALUTE COME FONDAMENTALE DIRITTO DELL’INDIVIDUO E INTERESSE DELLA COLLETTIVITA’…”.

_NOTA BENE: La battaglia per la non costruzione dell’inceneritore dei Castelli Romani e per la chiusura e la bonifica della discarica di Albano Laziale è prima di tutto una questione di civiltà. Interrare e bruciare rifiuti nel 2013 significa abbandonarsi ancora a logiche sostanzialmente preistoriche o spesso speculative nel trattamento dei rifiuti solidi urbani. I cittadini dei Castelli Romani si battono da anni a 360° in modo assolutamente civile (come è giusto e doveroso che sia) per far avviare nel loro comprensorio un ciclo virtuoso dei rifiuti basato su raccolta differenziata porta a porta e riciclo a freddo con recupero di materia. Cose assolutamente possibili ed economicamente convenienti per molti, in primis per amministratori e cittadini. Una battaglia durissima e spinosa condotta per la legalità, per la salute pubblica e, soprattutto, nel vero ed unico interesse della comunità. Ogni vita umana ha un valore estremo e alta dignità, va pertanto protetta la sua salute e va protetto, quindi, l’ambiente nel quale essa vive. Sviluppo si, quello vero però!

_(Fonte articolo, Italpress, clicca qui) Si intitola “Dieci azioni per Zero Rifiuti” il nuovo libro a cura di Roberto Cavallo e della cooperativa Erica che Edizioni Ambiente presenterà durante la fiera di Ecomondo, a Rimini, giovedì. “Dieci azioni per Zero Rifiuti” ripercorre il cammino verso rifiuti zero di alcune delle più importanti aziende italiane del settore ambientale e di numerose Amministrazioni locali virtuose presenti nella nostra penisola. Un percorso che viene raccontato in modo fresco, diretto e senza fronzoli da chi, come i professionisti della cooperativa Erica, vive questa realtà nel proprio lavoro quotidiano e sta partecipando attivamente all’evoluzione che sia gli Enti locali che l’industria stanno affrontando, mettendo al centro del proprio operato una nuova sensibilità per l’ambiente e i temi della sostenibilità. La presentazione vedrà coinvolti alcuni dei protagonisti di questo nuovo corso, da Roberto Cavallo a Valerio Caramassi, presidente di Revet, a Paolo Giacomelli, ex assessore all’Ambiente di Napoli e direttore tecnico di Federambiente, fino a Paolo Contò, direttore di due dei consorzi più virtuosi d’Italia. “La questione dei rifiuti nella nostra civiltà – si legge – è di una portata enorme, e tuttavia sottovalutata. La leggerezza con cui si abbandonano i rifiuti nell’ambiente ne è testimonianza. E rispetto al passato ci sono varie aggravanti: è chimicamente inedita, globale, transgenerazionale, insostenibile. Insomma: ciò che ‘buttiamo’ nell’ambiente dura migliaia di anni e produce danni irreversibili. Decisamente una scomoda eredità per le generazioni future. Occuparsi di una strategia ‘rifiuti zero’ è più che mai un atto di profonda responsabilità e di assoluta necessità. Dieci azioni per zero rifiuti presenta le migliori esperienze italiane di aziende, amministrazioni locali e realtà territoriali impegnate in questo cammino”.


Nella città a rifiuti zero “Qui l’immondizia è oro”

RifiutiZero_logo_(Fonte articolo clicca qui ) Tutto merito di un “mago”. Solo nel paese delle meraviglie infatti si possono vedere scene come questa: alla stessa ora tutti i cittadini escono di casa e portano fuori quella che in troppa parte d’Italia si chiama “spazzatura” e che qui invece è stata ribattezzata “risorsa”. Lia ed Elisa escono dal loro cancello in via Casalino, posano il sacchetto e si guardano intorno: tutti hanno fatto il loro dovere, non c’è uscio senza il sacchetto marrone dell’organico. Domani toccherà al “multimateriale leggero”, poi al “non riciclabile”, arriverà il giorno della carta… Meglio tenere il calendario in bella vista, per non sbagliare. Se dimentichi la consegna, non puoi buttare tutto nel cassonetto, magari di notte. I cassonetti, a Capannori, non ci sono più. Meglio essere puntuali con i ragazzi e le ragazze che arrivano davanti a casa, con un’Ape car a metano, a “prendere la consegna”.
Si mette a ridere, Rossano Ercolini, maestro elementare. “Sì, i miei alunni mi chiamavano mago. È successo nel 1995, quando c’era una lotta in tutto il paese contro la proposta di un inceneritore. Io compresi che non bastava dire no, bisognava offrire soluzioni. E così andai nella mia classe con un sacco nero di spazzatura e la rovesciai sulla cattedra. Ecco – dissi – plastica e bucce di banana, torsoli di mela, carta, insalata, legno, pasta avanzata… Tutta assieme, questa è spazzatura. Se invece facciamo una cernita e cominciamo a dividere – bucce con torsoli, plastica con vetro… – diventa una risorsa. La spazzatura non c’è più”. “Sei un mago”, esclamarono i bambini.
Tanti di loro adesso hanno messo su famiglia e quando preparano il sacco per l’Ape car ricordano che tutto cominciò allora. Il loro maestro-mago è diventato famoso. In aprile ha ricevuto negli Stati Uniti il Goldman Environmental Prize, definito il “Nobel per l’ambiente”. Centocinquantamila dollari subito impegnati nell’associazione Zero rifiuti e nel relativo centro studi. “Il nostro lavoro – dice Rossano Ercolini – non è stato facile. Come comitato del no all’inceneritore facemmo assemblee in città e in tutte le quaranta frazioni. Se eliminiamo gran parte dei rifiuti – questo fu il nostro slogan – non ci sarà bisogno dell’inceneritore. La strada è stata avviata: solo dal 2005 ad oggi il peso dei rifiuti è diminuito del 37,7 per cento”.
In un’Italia dove contro discariche e inceneritori ci sono state tante barricate e pochissime proposte, la storia di Capannori dovrebbe essere studiata a scuola. “Io penso che nel mio Comune – racconta il sindaco Giorgio Del Ghingaro – ci sia stata una rivoluzione culturale. Si doveva risolvere un problema e un territorio si è trovato unito: adesso 47 mila cittadini fanno cose mai fatte prima. C’è una forte partecipazione civica per fare il bene del proprio Comune. E questa per me è la politica”.
Capannori nel 2007 è stato il primo Comune ad iscriversi all’associazione Zero Waste, rifiuti zero. La raccolta differenziata con raccolta porta a porta arriva oggi all’82 per cento, con punte del 90. “Arriveremo a zero – dice il sindaco – nel 2020. Da sei mesi abbiamo iniziato anche con la “tariffa puntuale”: ogni sacco per l’indifferenziata consegnato ai cittadini ha un chip con il codice dell’utente. Meno rifiuti consegni, meno paghi. Ci dicevano che avremmo speso troppo, con questo progetto. E invece le nostre tariffe sono fra le più basse della Toscana – per un appartamento di 100 mq con tre persone la tassa è di 150 euro all’anno – e siamo riusciti ad assumere i sessanta giovani che fanno il porta a porta”.
I rifiuti qui sono una miniera. Puoi portare ciò che non serve più in un centro raccolta e già all’ingresso c’è una cernita. Da una parte ciò che è davvero da buttare (e va smontato per recuperare il rame delle lavatrici, il metallo, il legno…), dall’altra tutte le cose che possono servire agli altri. Ci sono abiti, mobili, libri, frigoriferi, giocattoli che, tramite la Caritas, vanno gratuitamente a chi ha bisogno. Il progetto Zero Waste coinvolge già anche i privati. C’è un negozio, Effecorta, che non usa imballaggi non riciclabili. Olio, vino, olio vengono imbottigliati sul posto. Se vuoi il miele, ti porti il vaso. Anche detersivi e shampoo sono sfusi.
Ora i Comuni italiani Zero Waste sono 134 e fra loro c’è anche Napoli. “Si sono impegnati nella differenziata – dice Rossano Ercolini – Per ora interessa 250 mila cittadini su un milione. Il sindaco Luigi De Magistris ha detto che sarà allargata ad altri 200 mila entro la fine di giugno. Gli impegni vanno mantenuti”. L’ultima battaglia è contro le cialde per il caffè. “Se ne consumano un miliardo all’anno, nove tonnellate solo qui a Capannori. Ogni capsula contiene dodici grammi di polvere che sarebbero utilissimi in agricoltura. In California giovani imprenditori ci hanno fatto i soldi coltivando funghi. Abbiamo chiesto alle aziende di fare capsule diverse, perché ciò che non è riciclabile o riusabile è un errore del produttore”. Le risposte stanno arrivando. A chiedere la “rivoluzione” ora non c’è più solo quel “mago” che ancora oggi insegna alle elementari.

Verso Rifiuti Zero: a Capannori “più differenzi meno paghi”

Capannori-Stemma_(Fonte articolo, Marta Rossi, clicca qui) Quasi 46mila abitanti, un percentuale di raccolta porta a porta che supera l’80%, 30% di riduzione del volume di rifiuti prodotti, un risparmio di oltre 1,5 milioni di euro e 60 nuovi posti di lavoro. Sono questi i numeri che raccontano la storia di Capannori, comune in provincia di Lucca, primo in Italia ad aderire alla strategia Rifiuti Zero che punta dritto al 2020 come anno nel quale riuscire a non produrne più.

“Dal 2006 abbiamo iniziato la raccolta porta a porta e in sei anni siamo passati dal 30% all’80%. Però  non ci bastava più e guardando ad altri esempi, come la città di San Francisco, abbiamo deciso di adottare la strategia Rifiuti Zero. Dal 1° gennaio 2013, poi, abbiamo applicato la tariffa puntuale, ovvero più differenzi, meno paghi e nelle prime frazioni dove abbiamo sperimentato la raccolta differenziata ha raggiunto il 90%”. Alessio Ciacci, 32 anni, è assessore all’Ambiente e alla Partecipazione del Comune di Capannori dal 2007. Anima della strategia dei rifiuti di Capannori, è stato appena eletto Personaggio Ambiente Italia 2012. Gira l’Italia per raccontare la storia straordinaria del suo Comune che nel contesto nazionale, dove la differenziata è al palo e viaggia a tre velocità – 49,1% a quota di raccolta differenziata di rifiuti urbani al Nord, 27,1% al Centro e 21,2% al Sud (Rapporto Ispra sui rifiuti urbani 2012) – rappresenta una punta di eccellenza copiata da altri 120 comuni che fanno parte della rete di Rifiuti Zero, che significa arrivare al riciclo totale degli scarti. Differenziare, però, non basta. Bisogna ridurre la produzione di rifiuti. “Abbiamo messo in campo 15 progetti che incentivano la riduzione di produzione di rifiuti, dando contributi per esempio ai commercianti che riducono gli imballaggi. Abbiamo messo in città distributori di latte, acqua e detersivi alla spina e siamo riusciti a ridurre il volume complessivo dei rifiuti del 30%”. Tra le iniziative del Comune ci sono anche le piantagioni di canapa: cento ettari coltivati a cannabis sativa, utilizzata per creare pannelli isolanti che per costruire delle case, ma anche materiale per realizzare mobili. È eco-friendly, perché non inquina, non necessita di tanta acqua e di pesticidi.

Poi, serve riutilizzare. Il team operativo del progetto “Passi concreti verso Rifiuti Zero” ha condotto uno studio sull’utilizzo delle capsule del caffè. Il risultato è stato che solo a Capannori se ne consumano ogni anno 750mila, pari a 9 tonnellate di rifiuti indifferenziati (un miliardo le capsule gettate ogni anno in Italia). “Abbiamo scritto una lettera aperta alla Lavazza – racconta l’assessore di Capannori – perché le capsule non possono essere differenziate. Loro ci hanno risposto e coinvolto in un progetto che prevede la revisione delle capsule per renderle divisibili e quindi riciclabili”.

All’inizio, ricorda Ciacci, i cittadini erano reticenti, perplessi e intimoriti “soprattutto per la paura dei rifiuti abbandonati. Noi abbiamo organizzato degli incontri, delle assemblee pubbliche, nei bar, nelle parrocchie, anche nei condomini condividendo così con le persone quella che anche per noi era una sperimentazione. I cittadini sono diventati protagonisti, hanno organizzato anche loro degli incontri, distribuivano materiale informativo casa per casa spiegando a loro volta il nuovo sistema. Per questo è cresciuto il gradimento”. Questo è stato anche dimostrato dall’ Università la Sapienza di Roma con lo studio “Il riciclo e le best practices” condotto da un gruppo di ricercatori della facoltà di Scienze della Comunicazione che ha preso in esame Capannori, Roma e Salerno per capire il gradimento della popolazione sulla raccolta domiciliare. Secondo lo studio, Capannori è risultato il miglior caso con il 94% della popolazione soddisfatta del servizio di raccolta e il 98,6% degli abitanti del comune sono stati informati attraverso materiale spedito a casa, mentre il 46% ha partecipato attivamente a riunioni e assemblee pubbliche. Oggi, quindi il  99% della popolazione capannorese pratica regolarmente la raccolta differenziata.

La strada verso i Rifiuti Zero è quindi imboccata: “Ci siamo vicini, ma il nostro obiettivo è soprattutto ciò che facciamo per arrivarci. Dobbiamo ridurre la produzione dei rifiuti, riuscire a recuperare anche quel 10% che trattiamo come indifferenziato. Da solo il Comune non può farcela, la Provincia di Lucca sta costruendo un impianto per recuperare il materiale e riutilizzarlo in alcuni settori come l’edilizia. Occorre abbandonare il concetto di rifiuto tutto occidentale della vita e morte della materia. Bisogna pensarla in senso circolare, in questo modo si riduce l’impatto sulla terra: alcuni ricercatori hanno dimostrato come questo porterebbe a una diminuzione del 40% dell’impatto sull’ambiente”. Ma oltre i risultati, la soddisfazione è vedere che altri seguono l’esempio di Capannori: “Siamo 120 Comuni in tutto il Paese, per un totale di quasi tre milioni di abitanti che differenziano e puntano ai rifiuti zero. Questo risultato è la soddisfazione maggiore”.


Incontro conclusivo “Progetto Riciclo” – Ringraziamenti

_L’associazione Differenziati ringrazia l’assessore all’ambiente del Comune di Capannori Alessio Ciacci (Personaggio Ambiente 2012) per la sua partecipazione ed il prezioso intervento di ieri nel corso del terzo ed ultimo incontro di “Progetto Riciclo”, ringrazia i cittadini dei Castelli Romani intervenuti e l’amministrazione di Genzano di Roma nella qualità del sindaco Flavio Gabbarini e del vicesindaco Giorgio Ercolani che hanno reso possibile la realizzazione della nostra idea. Un ringraziamento particolare per la sua partecipazione anche al sindaco di Ariccia, Emilio Cianfanelli. Non si tralasciano assolutamente ma si ringraziano con la stessa intensità movimenti, associazioni e giornalisti presenti ed intervenuti. Un grazie a sincero ad Andrea e a Nicola che hanno permesso la diretta streaming della conferenza. Un ringraziamento particolare anche ai relatori dei primi due incontri, Ezio Orzes (Assessore all’ambiente di Ponte nelle Alpi) e la Dott.ssa Patrizia Gentilini (oncologa – ematologa di Isde Italia) che con straordinaria capacità hanno mostrato la loro realtà e dati sanitari inequivocabili. “Progetto Riciclo” si chiude qui, siamo tuttavia certi di aver dato con i nosti gentili relatori un piccolo valore aggiunto a tutta la comunità dei Castelli Romani, confidiamo pertanto di dare un seguito alla nostra idea e al nostro impegno. Grazie a tutti per la partecipazione, per la fiducia e per il supporto che ci è stato dato.

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Conferenza sindaci di bacino, conversazione con Castri e Carabella

_(Fonte articolo, clicca qui) Conversazione di Fabio Ascani, Eco 16, con Daniele Castri e Simone Carabella, dopo la Conferenza dei Sindaci tenutasi oggi, 9 gennaio 2013 a Palazzo Savelli ad Albano Laziale (Vedi QUI) Alcuni passi importanti sono stati fatti ma, ci dice Daniele Castri, ci sono ancora cose importanti da portare a compimento e questioni da non sottovalutare. Simone Carabella auspica che la prossima conferenza dei sindaci, il 18 Gennaio sempre ad Albano, possa essere aperta ai cittadini ed invita tutti a partecipare all’incontro del 19 Gennaio a Genzano con l’assessore Alessio Ciacci presso l’aula consiliare. È il terzo ed ultimo incontro di Progetto Riciclo, organizzato da Luca Tittoni con l’associazione Differenzia-ti e con il patrocinio del Comune di Genzano. Ascoltate con attenzione e fino alla fine la conversazione con Daniele e Simone.