Nicola Marini

Situazione rifiuti Castelli Romani e Roma, rassegna stampa completa circa gli ultimi “accadimenti”

Immagine_Da Albano Laziale a Velletri passando per Roma, la situazione rifiuti nel Lazio (o di porzioni del suo territorio) lascia i cittadini in ansia e non prevede ancora, nel 2014, politiche coraggiose e veramente virtuose che possano segnare un cambio di passo netto se non per il presente almeno per il prossimo futuro. Con enorme abnegazione i movimenti dei cittadini proseguono a tamponare situazioni bizzarre cercando di tutelare salute, economia pubblica e territori, il tutto proponendo e promuovendo. Istituzioni che hanno un ruolo primario e ancora davvero assenti. Sotto i principali articoli di questi giorni, buona lettura.

  • Roncigliano, discarica di Albano Laziale – Castelli Romani. Pontina Ambiente (societa che gestisce il sito): “Nessun percolato sparito”. Fonte articolo, Castellinews, clicca qui per leggere.
  • Discarica di Albano Laziale – Castelli Romani, presidio cittadino di sabato scorso. Ancora un presidio nel cimitero dei veleni di Roncigliano. Articolo di Castelli Notizie, clicca qui per leggere. Autrice Maria Lanciotti.
  • Ieri presidio cittadino sotto gli uffici della Regione Lazio contro questa politica dei rifiuti. Comunicato del Coordinamento contro l’inceneritore di Albano Laziale, clicca qui per leggere.
  • Discarica e “bio”gas a Velletri. De Felice sull’impianto “bio”gas: “Il sindaco sospenda quel progetto scellerato”. Articolo di Castelli Notizie, clicca qui per leggere.
  • Discarica di Albano Laziale, presidio cittadino di sabato scorso. No Inc ognissanti, Flavio Gabbarini unico sindaco presente. Articolo di Osservatore Italia, clicca qui per leggere. Autrice Maria Lanciotti.
  • Discarica di Albano Laziale. Sul disastro ambientale di Roncigliano ora i sindaci fanno la voce grossa. Articolo di Castelli Notizie, clicca qui.
  • Roma, scandalo rifiiuti Rocca Cencia, sotterrati migliaia di farmaci, tra cui vaccini e antibiotici. Articolo di Osservatore Italia, clicca qui.
  • Rifiuti, la Corte Europea boccia il Lazio, smaltimento dei rifiuti illegale fino al 2012. Fonte articolo, Il Messaggero, clicca qui.
  • Sit in di protesta di fronte i cancelli della discarica di Albano Laziale. Fonte articolo, Eco 16, clicca qui.

Discarica di Roncigliano – Albano Laziale, c’è preoccupazione

3 (2)_Avviso per la cittadinanza: per tutti i prossimi appuntamenti in programma sul territorio castellano per ciò che concerne la questione rifiuti andare alla pagina “news” di questo sito. Buona lettura e partecipazione!

_Ogni persona dotata di responsabilità, spirito civico, amore per il territorio, senso di alcuni problemi sanitari e di lungimiranza non può non essere preoccupata per la situazione che vive questo comprensorio da più punti di vista. Articoli sotto tratti dal giornale “Il Caffè” dei Castelli Romani. Buona lettura.

  • Il Caffè dei Castelli. Albano, la discarica è fuori controllo. Clicca qui.
  • Il Caffè dei Castelli. Lo “Studio Eras” conferma, più morti e tumori dove si trattano i rifiuti. Clicca qui.

Roma, iniziato il processo, tutti contro l’ex ras della monnezza

07_(Fonte articolo, Osservatore Laziale e Castelli Notizie, clicca qui e qui).  ATTENZIONE, RASSEGNA STAMPA COMPLETA DI IERI 5 GIUGNO 2014 A QUESTO LINK. BUONA LETTURA. Il Comune di Genzano ha chiesto la restituzione integrale delle somme versate nel periodo 2006-2012 alla soc. Pontina Ambiente, per un totale di circa 10 milioni di euro più interessi. Si apre un altro capitolo di una storia dal cupo rimbombo kafkiano, che si auspica non resti incompiuta. Giovedì 5 luglio, prima udienza del processo a Manlio Cerroni patron di Malagrotta e ad altri cinque suoi fidi impegnati nella gestione dei rifiuti, e Bruno Landi ex presidente della Regione Lazio. In questa prima fase sono state raccolte dai giudici della prima sezione penale del Tribunale di Roma – presieduta da Piero De Crescenzo – una valanga di richieste di costituzione civile, presentate da istituzioni, comuni, associazioni e semplici cittadini, mentre pare non sia stata fatta analoga richiesta da parte della Provincia di Roma, ma si sia costituito per essa Paolo Izzo, patrocinato dall’avvocato Rossodivita. I difensori hanno chiesto per i loro assistiti la revoca delle misure cautelari, così che gli imputati non si trovino costretti al soggiorno obbligato o a doversi recare a firmare il registro dei sorvegliati. Il processo riprenderà il 23 giugno, per la valutazione delle richieste di costituzione di parte civile e l’ammissione delle prove, poi ci sarà l’interruzione per le vacanze e si riprenderà a settembre, e di udienza in udienza si arriverà a Natale e a Capodanno e per l’anno nuovo Dio provvede. Riferito il più o meno risaputo, riportiamo quanto ci è stato rilasciato da un cittadino facente parte del Coordinamento No Inc, presente alla prima udienza: «Giovedì 5 giugno 2014 alle ore nove alla prima sezione del tribunale di Roma c’è stata la prima udienza contro Cerroni ed i suoi “fedelissimi” e Fegatelli e De Filippis per la parte pubblica, in quanto ex dirigenti della Regione Lazio, coinvolta nell’ “affare monnezza”. C’ è stata la costituzione di parte civile come parte lesa di un nutrito gruppo di cittadini residenti nelle immediate vicinanze della discarica di Roncigliano e che sono coloro che direttamente da oltre 30 anni subiscono gli effetti mortiferi della stessa. Si sono costituiti alcuni comuni, in particolare Ariccia, Genzano, Albano insieme a Castel Gandolfo, poi sono iniziate le sorprese: si sono costituiti altri comuni come Marino, Ciampino, Nemi, Velletri, Rocca di Papa, e associazioni come Legambiente e il WWF, la Regione Lazio (!), il Comune di Roma, un singolo cittadino come rappresentante della Provincia di Roma e una miriade di altri, motivo per cui il Pm del procedimento ha chiesto un rinvio per lo studio delle carte processuali. Ma dov’era tutta questa gente, queste Amministrazioni ed Enti, questi ecologisti di professione che da sempre pescano nel torbido, mentre Cerroni e la sua banda da 30 anni a questa parte facevano il bello e il cattivo tempo sullo smaltimento dei rifiuti, devastando ed inquinando territori e falde acquifere, facendo pagare prezzi salatissimi in termini di salute e di condizioni igenico-sanitarie e di tariffe applicate ai comuni e di conseguenza ai cittadini, visto che i comuni stessi (Albano Laziale ne è l’esempio eclatante) hanno pagato o si sono indebitati zitti e buoni, rifacendosi sulle tariffe applicate ai cittadini, in ossequio al patron Cerroni? Noi la maggior parte di tutti questi non li abbiamo mai visti nei tanti anni di lotta e di battaglia anche legale che ci hanno visto protagonisti, con decine di manifestazioni, centinaia di assemblee, presidi e iniziative di vario genere, decine di azioni legali compiute tutte a nostre spese. Oggi spuntano come funghi a reclamare un risarcimento e una visibilità che non gli appartiene. Per ritornare all’udienza gli imputati, attraverso i loro avvocati, hanno chiesto che venga chiuso il procedimento a loro carico perché, sintetizzando, dicono che vista l’età avanzata della maggior parte di loro, ciò impedirebbe a priori la reiterazione del reato! Ma hanno proprio una bella faccia tosta! Quello che hanno messo su è un vero e proprio impero di tipo dinastico che ha mille tentacoli e mille addentellati con la compiacenza trasversale di troppa fetta di politici ed amministratori ed ora tentano di buttarla sul patetico! Per concludere, la prossima udienza è convocata per il 23 giugno (poi è stato fatto un calendario da settembre a gennaio) e il giudice ha detto che vista la quantità di persone interessate presto tenterà laddove possibile, di farsi concedere l’aula Occorsio per le prossime udienze». Si riporta inoltre qui di seguito anche il comunicato del Comune di Genzano di Roma, costituitosi parte civile:
Nel corso della prima udienza del procedimento penale nei confronti di Manlio Cerroni, il Comune di Genzano di Roma ha depositato questa mattina presso il Tribunale penale di Roma l’atto di Costituzione di parte civile al fine di difendere i diritti lesi dei cittadini e di ottenere un risarcimento sia per i danni patrimoniali subiti dall’Amministrazione comunale che per i danni non patrimoniali. Il Comune di Genzano ha chiesto infatti la restituzione integrale delle somme versate nel periodo 2006-2012 alla soc. Pontina Ambiente, per un totale di circa 10 milioni di euro più interessi. Agli imputati viene infatti contestato il reato di frode nelle pubbliche forniture in quanto nell’esecuzione dell’appalto per lo smaltimento dei rifiuti, avviando a termo valorizzazione un quantitativo annuo di CDR inferiore a quello dichiarato ed incrementando unilateralmente la tariffa per la termo distruzione anche sul quantitativo di CDR mai prodotto o comunque mai combusto, avrebbero commesso frode nell’esecuzione dell’appalto, conseguendo nel periodo 2006-2012 una indebita percezione di oltre 10 milioni di euro. «A questo – spiega il Sindaco Flavio Gabbarini – vanno poi aggiunti i danni non patrimoniali subiti dalla città e dai cittadini di Genzano, quantificati in circa un milione di euro: parliamo di danni di carattere ambientale, danni igienico-sanitari accertati dalla Asl e dal rapporto ‘Epidemiologia, rifiuti, ambiente, salute nel Lazio – Eras Lazio’ nel raggio di 5 km dall’impianto di Roncigliano, senza contare il gravissimo danno all’immagine della città e delle istituzioni».


Processo rifiuti Lazio, si parte col “botto”, valanga di richieste di parti civili – rassegna stampa completa

_Rassegna stampa completa su quanto accaduto ieri 5 giugno 2014 a Roma circa il processo riguardante lo scandalo rifiuti Lazio. La rassegna stampa sarà aggiornata nei prossimi giorni con eventuali sviluppi e nuovi articoli. “Buona” lettura.

  • Comunicato stampa “Coordinamento contro l’inceneritore di Albano” inizio processo rifiuti Lazio. 5 giugno aperto il processo a Cerroni & soci. Clicca qui.
  • Processo Cerroni. Il Comune di Genzano di Roma parte civile. Dal 2006 al 2012, chiede 10 milioni di Euro più gli interessi. Clicca qui.
  • I complici del “Supremo” contro il dirigente della Asl. Clicca qui.
  • Il mistero della discarica, iniziano le misurazioni. Clicca qui.
  • Cerroni libero di tornare a Roma. Clicca qui.
  • Rifiuti. Minacce e pressioni ad Albano Laziale. Processo a Cerroni. Clicca qui.
  • La carica delle 150 parti offese contro il “Supremo” dei rifiuti. Clicca qui.
  • Cerroni, 7 sindaci chiedono i danni. Clicca qui.
  • Rifiuti. Minacce al dirigente della Asl. Clicca qui.
  • Parte processo Cerronopoli. Cittadini dei Castelli Romani e Latina chiedono i danni. Clicca qui.
  • Processo sullo scandalo rifiuti. 17 cittadini di Borgo Bainsizza si costituiscono parte civile. Clicca qui.
  • Processo rifiuti d’oro: 150 parti offese contro il “Supremo” delle discariche. Clicca qui.
  • Processo Cerroni. Il Comune di Rocca di Papa parte civile. Clicca qui.
  • Processo rifiuti. Cittadini di Montello e Bainsizza parte civile nel processo. Clicca qui.
  • Processo scandalo rifiuti Lazio. Il Comune di Ciampino parte civile. Danni d’immagine dai rifiuti. Clicca qui.
  • Processo Cerroni & Co. Valanga di parti civili. Clicca qui.
  • Prima udienza del “Processo Cerroni”, in tanti si costituiscono parti civili. Ma prima dov’erano? Clicca qui.
  • Processo Cerroni. Tutti parte civile. I comuni vanno all’arrembaggio. Clicca qui.
  • Processo Cerroni. I comuni, noi parti lese. Clicca qui.
  • Processo a Cerroni. Decine di richieste di costituzione parte civile. Clicca qui.
  • Si avvicina il processo. Manlio Cerroni: “E’ la battaglia della mia vita”. Clicca qui.
  • Processo a Cerroni. 150 richieste di costituzione parte civile. Clicca qui.
  • Donato Robilotta, basta demonizzare Cerroni. Clicca qui.
  • Rifiuti. Roma caput immundi. Clicca qui.
  • Processo a Cerroni dopo Albano Laziale anche Genzano di Roma si costituisce parte civile. Clicca qui.
  • Cerroni, sarà processo show. Ogni mercoledi ci sarà udienza. Clicca qui.
  • Iniziato oggi il processo al signore delle discariche Manlio Cerroni. Clicca qui.
  • Manlio Cerroni, iniziato il processo: tutti contro l’ex ras della monnezza (di Maria Lanciotti). Clicca qui.
  • Processo Cerroni, molte le costituzioni di parte civile. Clicca qui.
  • Sistema Cerroni, parte il processo, assente la politica pontina. Clicca qui.

0111_(Fonte articolo, Il Caffè, clicca qui) Al via lo “storico” processo al Gruppo Cerroni. Nessuno degli imputati presente in aula. Cittadini e Comuni di Anzio, Albano, Genzano, Ariccia e Rocca di Papa chiedono i danni come parte civile. Sotto la lente d’ingrandimento l’Inceneritore di Albano e il 7° invaso di Roncigliano Stamattina, alle nove in punto, nella palazzina A del Tribunale penale di piazzale Clodio, a Roma, ha preso avvio lo “storico” processo al patron dell’immondizia Manlio Cerroni. Alla sbarra, insieme a lui, dopo ben sette anni di indagini, sono finiti anche suoi uoni di fiducia. A cominciare dal suo braccio destro, Bruno Landi, presidente socialista della Regione Lazio a fine anni ’80, poi deputato con il Psi (travolto dallo scandalo della Tangentopoli regionale, reati prescritti), poi passato a fare il manager di Cerroni (amministratore delegato di Ecoambiente Srl, società controllata dal Comune di Latina, che gestisce una delle due discariche di Borgo Montello, Latina, al confine con Nettuno ed Aprilia sud). Landi l’anno scorso è stato nominato amministratore delegato della Latina Ambiente, municipalizzata del capoluogo, ruolo dal quale è stato sospeso a seguito del suo arresto lo scorso 9 gennaio. Sotto processo, poi, anche il direttore tecnico della discarica di Roncigliano, a Cecchina (tra Albano, Ardea e Pomezia), Giuseppe Sicignano; l’ex amministratore della società Pontina Ambiente del Gruppo Cerroni, proprietaria del sito di Roncigliano, Francesco Rando; e, soprattutto, i due ex dirigenti della Regione Lazio, Luca Fegatelli e Raniero De Filippis. Nessuno di loro, però, si è presentato in aula. Pesanti come macigni, per tutti, i capi di imputazione: associazione a delinquere, truffa aggravata, frode, traffico di rifiuti, interramento non autorizzato di rifiuti, sovrafatturazione, falso ideologico, eccetera eccetera. Viceversa, “presidiavano” l’ingresso del Tribunale, già dalle prime ore del mattino, i 40 residenti di Albano ed Ardea che vivono a poche centinaia di metri dalla discarica di Roncigliano, ad Albano Laziale, che si sono anche costituti parte civile, insieme alle 3 storiche Associazioni territoriali note col nome di “Comitato No Inc”. In sostanza, si presentano come “vittime” della presunta associazione a delinquere, chiedendo la condanna degli imputati ed il risarcimento dei danni. Chiedono che gli imputati risarciscano alle associazioni, ai residenti ed ai Comuni clienti di Cerroni i danni patrimoniali causati dalle presunte fatture gonfiate per l’interramento e trattamento dei rifiuti. Inoltre, chiedono i danni igienico-sanitari ed ambientali. Sono gli stessi cittadini che hanno presentato, nel lontano 2008, la prima denuncia penale al Tribunale di Velletri il cui numero di protocollo dà il nome all’intero processo (R.G. 7449/2008). Accanto a loro, in aula e nel procedimento giudiziario, almeno una ventina di cittadini-residenti nei pressi della discarica di Borgo Montello, a Latina. Anch’essi hanno depositato la richiesta di costituzione di parte civile. E poi, per finire, anche alcune amministrazioni comunali, a vario titolo interessate al procedimento penale. In particolare, i Comuni di Albano, Genzano, Ariccia, Rocca di Papa ed Anzio, che hanno annunciato la loro costituzione di parte civile.
È il primo passo di un processo quasi interamente dedicato alle note vicende dell’inceneritore di Albano e del 7° invaso della discarica di Roncigliano (4 su 6 capi d’imputazione), che si annuncia lungo e complesso, ma che cittadini, associazioni e comitati promettono che porteranno avanti, passo dopo passo, con forza e determinazione. Nella speranza di ottenere la condanna degli imputati, il risarcimento dei danni subiti e, soprattutto, l’avvio d’un ciclo dei rifiuti rispettoso della salute umana e dell’ambiente. Prossimo appuntamento per l’udienza di lunedì 23 giugno ore 14.


Ancora aria irrespirabile dalla discarica di Albano Laziale. Cittadini in strada per una protesta spontanea

Eco 16_”No Inc”, Albano e Ardea ancora invase dalla puzza della discarica di Roncigliano. Clicca qui.

_Nuova notte di tensioni alla discarica, la puzza di monnezza si propaga nei “Castelli”. Clicca qui.

_Albano di nuovo invasa dalla puzza della discarica, la gente si sente ancora male. Clicca qui.

_Ancora miasmi dalla discarica, sit in notturno. Clicca qui.

_I Castelli invasi di nuovo dalla puzza del TMB e del VII invaso di Roncigliano. Clicca qui.

_La discarica torna purtroppo di attualità. Clicca qui.

_Albano e Ardea invase di nuovo dalla puzza proveniente dall’impianto TMB di Roncigliano. Clicca qui.

_Albano, la discarica torna a puzzare. Clicca qui.

_IN EVIDENZA ANCHE:

  • Discariche, soldi e assunzioni, trema la politica. Clicca qui.
  • Hermanin in Procura per il “Sistema Cerroni”, ho chiarito tutto. Clicca qui.

_(Fonte articolo, Eco 16, redazione, clicca qui per l’articolo originale) Ieri sera un odore nauseabondo ha iniziato a sprigionarsi dalla discarica di Roncigliano rendendo l’aria irrespirabile. In pochi minuti il tam tam dei cittadini ha portato molte persone davanti i cancelli dell’impianto per una protesta spontanea. È stato chiamato anche il sindaco Marini, che si è presentato. Ma ora ci vogliono risposte, fatti concreti, soluzioni. Saprà rispondere l’amministrazione a quest’emergenza che dura ormai dall’estate con punte di criticità sempre più gravi? Occorrono fatti. Le persone sono stanche e hanno il diritto di respirare aria pulita. Occorre una risposta forte! Subito. “Albano ed Ardea invase di nuovo dalla puzza proveniente dall’impianto TMB e dal VII invaso della discarica. “ “Il tanfo, in questi giorni, raggiunge i centri storici dei Comuni dei Castelli Romani.” La discarica di Albano è tornata di nuovo a puzzare in modo violento, in particolare negli ultimi giorni, probabilmente da quando nel cimitero dei rifiuti dei Castelli Romani arriva anche la “monnezza” di Civitavecchia e Monterotondo (11 febbraio). E’ per questo che ieri sera martedì 25 febbraio, intorno alle 21,00, circa 100 persone si sono radunate spontaneamente fuori i cancelli d’ingresso del sito, lungo la via Ardeatina al km 24,650. Ad arrivare per primi, subito dopo la chiamata di alcuni cittadini, la Polizia ed i Carabinieri di Albano. Dopo mezz’ora, sono giunti sul posto anche due ispettori del Dipartimento di Prevenzione, Servizio Igiene e Sanità Pubblica, della Asl Rm-H, dott.ssa Rita Abbatini e dott. Enzo Abbatini, che hanno potuto apprezzare l’olezzo insopportabile proveniente dall’impianto TMB e dal VII invaso della discarica. Nella giornata odierna stenderanno un verbale di intervento in cui, molto probabilmente, come già avvenuto nel recente passato, chiederanno all’Arpa Lazio (Agenzia Regionale di protezione ambientale), alla Provincia di Roma ed al Comune di Albano di intervenire prontamente per eseguire i controlli prescritti dalla legge. A quell’ora, tra l’altro, era in pieno corso di svolgimento ad Albano, nell’aula consiliare di Palazzo Savelli, un consiglio comunale. Appena chiusa la seduta, intorno a mezzanotte, il sindaco Nicola Marini, il vice-sindaco e Assessore ai lavori pubblici Maurizio Sementilli, il delegato ai rifiuti Luca Andreassi ed i consiglieri Tedone ed Oroccini, dopo essere stati avvertiti telefonicamente da alcuni cittadini, e dopo l’accorato intervento in aula del consigliere Nabil Cassabgi, si sono recati sul posto. Certo che la discarica di Roncigliano dall’11 febbraio scorso, oltre alle 300 tonnellate di rifiuti indifferenziati al giorno prodotte dai 10 comuni dei Castelli Romani (Albano, Ariccia, Marino, Rocca di Papa, Pomezia, Ardea, Castel Gandolfo, Genzano, Lanuvio e Nemi.) riceve anche circa “200 tonnellate” al giorno da Civitavecchia e Monterotondo, come dichiarato ieri sera dal delegato ai rifiuti Luca Andreassi. Per un totale di circa 500 tonnellate al giorno. Dopo questa ennesima emergenza igienico-sanitaria, ancora in corso di svolgimento, restano tante le competenze amministrative a carico dell’Amministrazione di Albano, guidata dal sindaco Nicola Marini, che sono e restano da tempo totalmente inevase. E’ necessario difatti, prima di tutto, portare avanti la cosiddetta Caratterizzazione Esterna ed Interna della discarica. Si tratta di analisi molto approfondite dei terreni tutto intorno e delle falde acquifere sottostanti il sito di Roncigliano. Per conoscere il livello reale d’inquinamento dell’intera area ed eseguire, subito dopo, come previsto dalla legge, una bonifica adeguata. La Giunta comunale, tra l’altro, il 7 dicembre 2012, sottoscrisse con l’Ente di Ricerca CNR una convenzione, che è costata al Comune di Albano 30 mila euro, per eseguire in soli 4 mesi, quindi entro Aprile 2013, la caratterizzazione esterna della discarica che, però, ad oggi ancora non è stata portata a termine. E’ importante, in secondo luogo, capire se l’impianto TMB della discarica di Albano – dove tutta la spazzatura in arrivo viene trattata e suddivisa in “frazioni” minori – funzioni correttamente, con un’apposita ispezione della durata di almeno due settimane, visto e considerato, non bastasse la puzza che sprigiona dall’impianto TMB e dalla vicina discarica, che il Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri, N.O.E., ha sollevato nella recente inchiesta sui rifiuti forti perplessità in merito. Ma serve anche, infine, procedere ad una “mappatura” volumetrica del VII invaso, per capire se al suo interno siano stati interrati – come ipotizzato dagli inquirenti delle Procure di Roma e Velletri – anche rifiuti non autorizzati. Per prevenire fenomeni di puzza violenta, come quelli che si stanno verificando in questi ultimi giorni, che creano danni alla salute umana ed all’ambiente ma, soprattutto, per evitare che con l’esaurimento precoce del VII invaso – che avrebbe dovuto durare almeno 8 anni ed è invece quasi esaurito in appena 2 e mezzo – si arrivi, presto, alla costruzione dell’VIII invaso, a distanze dalle case ancora inferiori agli attuali 175 metri. Nella speranza che, presto, tutte le dieci Amministrazioni Comunali riescano a far partire e consolidare l’unica vera alternativa al business mortale delle discariche e degli inceneritori: la Raccolta Differenziata Porta A Porta.


Analisi e contaminazione acque sottostanti e limitrofe alla discarica di Albano Laziale (Roncigliano)

Arpa_AVVISI/APPUNTAMENTI PER LA CITTADINANZA INERENTI LA VERTENZA INCENERITORE E DISCARICA ALBANO LAZIALE – CASTELLI ROMANI.

  • Giovedi 13 febbraio ore 21:00, assemblea pubblica alla Rosa Scarlatta, Villaggio Ardeatino.
  • Sabato 22 febbraio dalle ore 8:00 presidio cittadino di fronte ai cancelli della discarica di Albano Laziale.

Uniti si può! Il momento è particolare, la cittadinanza è invitata alla partecipazione serena e numerosa!

_(Fonte articolo, Coordinamento Contro l’inceneritore di Albano, clicca qui) Commentiamo i dati pubblicati dall’ARPA riguardanti la concentrazione degli inquinanti nelle falde acquifere sotto la discarica, dimostrando come sia inequivocabile che gli sforamenti ai limiti di legge siano causati dai percolati filtrati in profondità  nel terreno.

Premessa.

Con nota prot. 92747 del 18/11/11 Arpa Lazio aveva comunicato alle autorità competenti, tra cui la Provincia di Roma, il superamento delle CSC (concentrazioni soglia di contaminazione) di elementi organici e inorganici nei nuovi pozzi spia della discarica di Roncigliano di Albano Laziale (piezometri C,E,F,G,H,I), rapporti di prova del 6/09/11, 8/09/11, 5/10/11. La Provincia di Roma, sulla base della citata nota informativa dell’Arpa Lazio, ha inviato, il 18 gennaio 2012, una diffida alla Pontina Ambiente (prot. 7203/12 PT A2.7), solo in relazione ai superamenti delle CSC di sostanze organiche nei piezometri C (tribromometano e dibromoclorometano) e D (benzene), ritenendo di non poter procedere per quelle inorganiche (ferro etc.) in assenza di una caratterizzazione dei valori di fondo del sottosuolo e delle acque sotterranee. Sta di fatto che superamenti delle CSC di sostanze organiche erano stati già riscontrati nel 2010. In quel caso nei pozzi A,B,D erano state accertate concentrazioni eccessive di cloroformio (CSC 0.15 microg/L), noto idrocarburo clorurato cancerogeno (rapporti di prova: Arpa Lazio del 08/09/10 pozzo D: 0.90 microg/L; Ecocontrol del 27/10/10 pozzo A: 0.23 microg/L; Ecocontrol del 27/10/10 pozzo B: 0.23 microg/L; Ecocontrol del 27/10/10 pozzo D: 0.23 microg/L). In questo caso il superamento dei limiti del cloroformio in ben tre pozzi è stato confermato anche dal laboratorio di fiducia della Pontina Ambiente (Ecocontrol srl di Pomezia), senza che, tuttavia, nulla accadesse. A seguito di questi accertamenti, nel biennio successivo (sett.2011-sett.2013) Arpa Lazio ha ritenuto sufficiente verificare l’evoluzione delle sole criticità organiche emerse nel 2011 e dunque di limitare i controlli ai soli pozzi spia C,D. Con ciò l’Agenzia regionale ha valutato che l’inquinamento organico dell’anno precedente in altri due piezometri (A,B), interessando peraltro un idrocarburo diverso da quelli trovati l’anno dopo, non fosse un segnale della necessità di monitorare attentamente e periodicamente tutti i piezometri della discarica. Questa scelta appare ad oggi scarsamente motivata, visto il carattere spesso discontinuo della comparsa di contaminanti organici ed inorganici nelle acque sotterranee interagenti con la discarica in oggetto, con ciò perdendo il quadro d’insieme delle possibili contaminazioni e della loro evoluzione e diffusione, soprattutto a valle degli invasi. Non a caso nel corso del 2012, mentre Arpa Lazio monitorava intensivamente ed esclusivamente i pozzi C e D, l’Ecocontrol accertava nuove contaminazioni organiche di benzene (CSC 1microg/L) nel pozzo B (rapporto di prova del 19/01/12: 1.4microg/L) e di 1,2-dicloropropano (CSC 0.15 microg/L) nel pozzo D (rapporto di prova del 19/01/12: 0.28 microg/L) e pozzo F1B (rapporto di prova del 19/01/12: 0.28 microg/L). Inoltre, la Asl RMH accertava la presenza di bromodiclorometano (CSC 0.17 microg/L), analogo all’alometano riscontrato nel pozzo C, in un pozzo privato (PV05) a valle della discarica (rapporto di prova del 6/11/12: 0.20 microg/L). Per finire a leggere l’articolo, cliccare qui.


Discarica di Albano Laziale, l’acqua è contaminata, piombo oltre i limiti di legge

6_AVVISI/APPUNTAMENTI PER LA CITTADINANZA INERENTI LA VERTENZA INCENERITORE E DISCARICA ALBANO LAZIALE – CASTELLI ROMANI.

  • Giovedi 13 febbraio ore 21:00, assemblea pubblica alla Rosa Scarlatta, Villaggio Ardeatino.
  • Sabato 22 febbraio dalle ore 8:00 presidio cittadino di fronte ai cancelli della discarica di Albano Laziale.

Uniti si può! Il momento è particolare, la cittadinanza è invitata alla partecipazione serena e numerosa!

_Per aprire l’articolo cartaceo cliccare qui. Altrimenti leggere sotto la più semplice versione web.

_(Fonte articolo, “Il Caffè”, clicca qui)  Piombo 305 volte oltre i limiti di legge, manganese 12 volte i limiti di legge, ferro 11 volte i limiti di legge, nitriti 10 volte i limiti di legge, floruri 7 volte i limiti di legge, alluminio 5 volte i limiti di legge, arsenico 3 volte i limiti di legge. Non sono i veleni della “Terra dei Fuochi”, ma i valori riscontrati nella falda coperta dalla discarica di Albano (Cecchina, Roncigliano), al confine con Ardea e Pomezia. Dati inediti, attesi da anni, e comunicati dall’Arpa Lazio – l’Agenzia regionale protezione ambientale – il 10 gennaio. Guarda caso, proprio il giorno dopo che sono stati arrestati e messi ai domiciliari il padrone ed il direttore tecnico di quella discarica, Cerroni Manlio e Sicignano Giuseppe, altri uomini della galassia Cerroni e i due dirigenti regionali Fegatelli Luca e De Filippis Raniero. Retata disposta con l’ordinanza di custodia cautelare, che ha notificato 21 avvisi di garanzia (anche all’ex governatore Marrazzo e all’ing. Guidobaldi Bruno di Genzano, direttore tecnico dell’impianto TMB annesso alla discarica), ed ha ordinato sequestri per più di 18 milioni di euro e disposto perquisizioni in tutt’Italia. Le analisi riguardano un arco temporale di circa 5 anni, dalla stessa Arpa, un po’ dalla Asl e, soprattutto, dalla cerroniana Pontina Ambiente, cioè dai gestori della stessa discarica. Colpisce il fatto che le più recenti analisi dell’Arpa siano dello scorso settembre, dopo un lungo periodo lasciato esclusivamente al monitoraggio dei gestori privati, nonostante diversi allarmi e richieste di approfondimenti da parte dell’Arpa stessa. Gli ultimi prelievei dell’Arpa, infatti, risalgono al settembre-ottobre 2011 (comunicato il 18 novembre di quell’anno). Il punto interessato dalla contaminazione è la falda acquifera prossima al 7° invaso, l’assai controversa buca per seppellire immondizia non differenziata a pochi metri dall’abitato di Villaggio Ardeatino. Il blindatissimo invaso, circondato da muraglioni e da un imponente terrapieno (tuttora sotto indagine della Procura di Velletri), ben visibile dalla via Ardeatina al km 24,650, fu collaudato il 26 luglio 2011 da Regione Lazio, Provincia di Roma, Arpa Lazio e Comune di Albano (tecnici Arch. Domenico Gatti e Arch. Alberto Gemma con l’ing. Luca Andreassi delegato ai rifiuti del Sindaco Nicola Marini). E sempre, guarda caso, si tratta di quel 7° invaso sul quale il giornale il Caffè invano aveva chiesto dettagli e lumi all’allora Assessore provinciale all’ambiente Michele Civita, poi “promosso” Assessore delegato ai rifiuti regionale con il governatore Zingaretti. Il 7° invaso si trova a 175 metri ed “a monte” delle numerosissime case di Villaggio Ardeatino, Montagnano e Montagnanello, che “tirano” dai pozzi di casa l’acqua necessaria per vivere, con arsenico e altri elementi chimici, pericolosi per la salute umana e l’ambiente, in gran quantità, e ancora prive d’un acquedotto pubblico. La comunicazione delle analisi e le stesse analisi di cui parliamo sono controfirmate dall’ingegner Fabio Ermolli, dirigente responsabile del “Servizio Suolo, Rifiuti e Bonifiche dell’ARPA, già manager in società di Cerroni. Ermolli è stato travolto in prima persona dall’inchiesta su cerronopoli e sospeso (con retribuzione) a tempo indeterminato dall’incarico. Ermolli, più in generale, era colui che “supervisionava” le operazioni di prelievo delle acque dai pozzi, e le successive analisi, di tutte le discariche regionali. Oltre ai 7 parametri fuorilegge suindicati, c’è un altro aspetto molto grave: ancora non arriva la “Caratterizzazione Interna” della discarica, cioè quelle analisi approfondite (per davvero) delle acque sotto il 7° invaso e dei terreni tutt’intorno, formalmente richiesta dall’Arpa a novembre 2011. Da quel momento, però, silenzio tombale. Da parte anche della Regione e delle Amministrazioni Comunale di Albano, Ardea e Pomezia nonché della Conferenza dei Sindaci dei Comuni dei Castelli Romani che sversano nel 7° invaso. Sindaci che conoscevano il problema. Ma nessuno è intervenuto. Intanto a Velletri la Procura indaga sulla collocazione dei pozzi-spia, sulla “bontà” delle analisi, sulle distanze dalle case e sullo stesso collaudo del 7° invaso. Ma, certo, la domanda sorge spontanea: gli amministratori sapranno imprimere, almeno ora, il necessario cambio di rotta nella gestione del ciclo dei rifiuti o staranno ancora ad aspettare? I sindaci, almeno adesso, porteranno avanti la “caratterizzazione interna” della discarica di Roncigliano, per garantire la bontà dell’acqua che utilizzano i cittadini, o continueranno ancora ad accontentarsi di quello che gli raccontano altri soggetti? Fino a quando si trincereranno dietro i timbri di altri enti? I valori fuorilegge con cui è contaminata l’acqua sotto la discarica, per legge dovevano essere trasmessi a Regione, Provincia e Comune di Albano, oltre che all’Arpa. Si presume, dunque, che fossero note quelle contaminazioni. Come mai non è successo nulla? Per 146 volte la presenza di veleni nelle falde acquifere sottostanti la discarica di Roncigliano ha sforato, negli ultimi 5 anni, i limiti ammessi dalla legge. Per ognuno di questi singoli casi, gli Enti Pubblici competenti avrebbero dovuto imporre al “privato”, proprietario del sito, una diffida formale e successiva bonifica del sito. Viceversa, negli ultimi 5 anni è stata ingiunta alla società Pontina Ambiente di Manlio Cerroni una sola e singola diffida, emessa dalla Provincia di Roma il 18.01.2012. Eppure il Comune di Albano, in prima battuta, ma anche la Provincia di Roma e la Regione Lazio avrebbero dovuto emettere altre 145 diffide, così come previsto dal Testo Unico Ambientale (Legge n. 152/2006), ed altrettante bonifiche. E il Sindaco di Ardea ne sa nulla? Non hanno niente da dire al Comune di Ardea? Ora perché i sindaci non chiedono quantomeno di rinegoziare le condizioni e i prezzi per portare i rifiuti in discarica? Perché non attivano immediatamente seri controlli con propri tecnici sulla pesatura e la modalità di trattamento e smaltimeno dei rifiuti?