Incontri pubblici

Comunicato stampa “No Inc” – Processo rifiuti, ordinanza storica, il tribunale dice si alle intercettazioni “raccolte”

02_Avviso per la cittadinanza: per tutti i prossimi appuntamenti in programma sul territorio castellano per ciò che concerne la questione rifiuti andare alla pagina delle “news” di questo sito. Buona lettura e partecipazione!

_(Fonte articolo dai seguenti giornali: Il Mamilio, clicca qui, Le Città, clicca qui e Osservatore Italia, clicca qui) Si è tenuta mercoledì scorso 22 ottobre alle ore 9,30 in punto, al piano-terra della palazzina A del Tribunale penale di piazzale Clodio di Roma, la sesta udienza del “processo (a rito immediato) Cerroni”. Ad Albano, certi politici aspiranti amministratori straparlano, accecati dal riflesso della propria immagine. Gli amministratori pubblici tacciono di fronte ad evidenze gravi ed allarmanti per la salute dei cittadini. E i pennivendoli scrivono, a mezzo stampa e sui social network, davvero di tutto, fuorché la realtà dei fatti. Ma in realtà, la prima sezione del collegio penale di Roma, presieduta dal dott. Giuseppe Mezzofiore, ha emesso alle ore 17,00 in punto, dopo oltre 6 ore di camera di consiglio, una ordinanza storica che ha decretato che tutte le intercettazione telefoniche e registrazioni ambientali effettuate dalle procure di Velletri e Roma dal 2008 al 2013, relative all’inceneritore di Albano ed al VII invaso della discarica di Roncigliano, rispettano i termini di legge e potranno essere utilizzate nel “processo (a rito immediato) Cerroni”, in pieno e veloce corso di svolgimento. Finalmente, tutti i cittadini potranno ascoltare, con dovizia di particolari, cosa dicevano al telefono e di persona gli amministratori e funzionari pubblici che flirtavano col “sistema Cerroni”. A cominciare, certo, dall’ormai celeberrima intercettazione in cui (secondo il P.M. Alberto Galanti e il G.I.P. Alessandro Battistini) l’avvocato del Gruppo Cerroni, Avilio Presutti, avrebbe letteralmente “dettato” all’ex Presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo l’ordinanza fuorilegge n. Z-0003 del 22 ottobre 2008, poi bocciata sia dal Tar Lazio sia dal Consiglio di Stato. Ordinanza necessaria a garantire, costi quel che costi, il mezzo miliardo di euro di soldi pubblici CIP 6 necessari al Coema – targato Cerroni, Acea ed Ama – per costruire l’Inceneritore più grande d’Europa a spese dell’erario pubblico. In buona sostanza, il lavoro portato avanti dagli inquirenti ed investigatori delle Procure di Velletri e Roma era ed è tutto assolutamente corretto. Bravi, mille volte bravi. A tutti loro, va il plauso dell’intera comunità dei Castelli. Prossimo appuntamento del “processo Cerroni” per martedì 25 novembre ore 09,30, aula 3 palazzina B, per la settima udienza. Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare.

_(Fonte articolo, Roma Report, Al processo Cerroni ammessa gran parte delle intercettazioni telefoniche, clicca qui) Scontro tra accusa e difesa al processo Cerroni. I pm incassano il sì del Tribunale sull’ammissibilità di gran parte delle intercettazioni telefoniche. Sono state così respinte le richieste della difesa di Manlio Cerroni di inutilizzabilità o annullamento delle intercettazioni per il mancato deposito da parte del pm dei verbali e del brogliaccio alla fine delle indagini preliminari. Il collegio ha respinto anche altre eccezioni sollevate sempre dalle difese, come quelle (avanzate dai legali di Luca Fegatelli e Raniero De Filippis, alti dirigenti della Regione Lazio a processo) sulla tempistica delle iscrizioni nel registro degli indagati e sugli eccessivi oneri economici che andrebbero sostenuti per estrarre dai supporti informatici copie delle intercettazioni.


Bracciano, i cittadini in piazza contro la nuova Malagrotta

hghhhhhhhhhhhhhdf--400x300_(Fonte articolo, Dazebao, clicca qui) “No alla riapertura della discarica di Cupinoro, No al polo industriale dei rifiuti”. E’ questo lo slogan del  Comitato Bracciano Stop Discarica che sabato 29 marzo ha organizzato una fiaccolata a Bracciano che partirà alle ore 18 da piazza delle Magnolie. I cittadini vogliono far sentire la loro voce, ovvero accendere le fiaccole contro il piano del Comune di Bracciano e della Regione Lazio. “Per chi ci governa – scrivono in una nota –  la soluzione dell’emergenza rifiuti del Lazio è riaprire Cupinoro e ridurre il nostro territorio a un’immensa pattumiera. Purtroppo l’emergenza non nasce con la chiusura della discarica e non si risolverà con la sua riapertura. Questa semplicemente non è la soluzione. La discarica doveva essere chiusa già da anni, – prosegue il Comitato – ma con mille proroghe ha continuato a inquinare la nostra terra, l’acqua e l’aria. Finalmente lo scorso 30 gennaio è stata chiusa, subito dopo che il Ministero dei Beni Culturali e del Turismo si è espresso contro ulteriori ampliamenti. Nonostante questo, c’è chi sta facendo di tutto per realizzare a Cupinoro un polo industriale regionale dei rifiuti”. “La riapertura della discarica – puntualizza il Comitato –  metterebbe ancora più a rischio la salute del territorio e delle persone che vi abitano e distruggerebbe componenti fondamentali delle economie locali come il turismo e l’agricoltura! A chi giova tutto questo? Cupinoro è una bomba a orologeria. Perché in tutti questi anni chi ci governa non ha pianificato un’alternativa sostenibile? E dove sono finiti i soldi per la messa in sicurezza e la bonifica?  La soluzione esiste: una gestione virtuosa che punti sulla riduzione e il riciclo dei rifiuti, potenziando la raccolta differenziata porta a porta e il compostaggio aerobico per il trattamento dell’umido. Altri comuni lo stanno già facendo, i nostri amministratori cosa aspettano?”


La componente organica ai Castelli Romani, proposte per una diversa gestione dell’umido che tuteli salute e ambiente

01_”Comitato Poggio Ameno” e “Associazione Officina delle Idee” organizzano un fondamentale incontro pubblico sulla tematica inerente il trattamento della frazione organica. Appuntamento il 13 marzo ore 18:30 via Nettunense 60, angolo via Rocca di Papa. LA CITTADINANZA E’ INVITATA A PARTECIPARE IN MANIERA NUMEROSA ED ATTIVA. Sotto la presentazione dell’incontro.

  • Dati incontro, relatori, interventi ed evento Facebook. Cliccare qui.

La questione organica. A qualcuno può sembrare l’inizio di chissà quale saggio, dispensa universitaria, o manuale ma non lo è. Sarà il punto su cui riflettere, l’argomento di discussione durante il prossimo Incontro che, l’Associazione Officina delle Idee e Il Comitato Poggio Ameno di Cecchina, hanno organizzato per 13 Febbraio a Cecchina di Albano laziale. La questione organica nei rifiuti: il 30% dei 600 Kg che mediamente l’uomo produce annualmente, sono composti da materia organica: umido. Dato certo ormai che la strada da intraprendere sia quella della raccolta differenziata spinta su tutto il territorio dei Castelli Romani, le Associazioni organizzatrici dell’evento vogliono focalizzare l’attenzione proprio su quel 30% di componente. Carta, plastica, legno e metalli sono risorse e pertanto la loro combustione, o sversamento in discarica, rappresentano una pazzia che politica e interessi di turno hanno portato avanti per decenni. Il riciclo a freddo delle materie prime seconde sopra indicate è un sistema virtuoso verso cui tutti Castelli Romani dovranno far fornte. Centri di riciciclo, recupero e riuso della materia significano anche lavoro. Tornando alla componente organica, derivante sopratutto da una raccolta differenziata porta a porta, da qualche tempo nella rispettiva gestione c’è una divisione di pareri tra chi predilige il sistema anaerobico tramite fermentazione e combustione del derivato biogas ( o filtraggio per uso domestico o autotrazione) e chi invece insiste su processi aerobici del tutto naturali, per arrivare ad un compost veramente utile all’agricoltura. Per approfondire meglio la questione, durante l’assembla, interverranno: Giancarlo Ceci dei Comitati NoBiogas di Gallicano e Genazzano, Aldo Garofolo chimico del NOINC ed Ex docente della Tuscia, Carlo Cingolani dell’Associazione Salviamo i Castelli Romani, Emiliano Bombardieri Associazione Officina delle Idee e Alberto Zolezzi Deputato del Movimento 5 stelle (Commissione Ambiente). Sarà un momento di confronto in cui emergeranno proposte per il territorio, nel pieno rispetto della tutela ambientale, della salute e del territorio.


Il “Comitato No Inc” prepara una causa civile contro i gestori della discarica di Albano

INCENERITORE-ALBANO_ARTICOLO 32 COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA (STRALCIO): “LA REPUBBLICA TUTELA LA SALUTE COME FONDAMENTALE DIRITTO DELL’INDIVIDUO E INTERESSE DELLA COLLETTIVITA’…”.

_NOTA BENE: La battaglia per la non costruzione dell’inceneritore dei Castelli Romani e per la chiusura e la bonifica della discarica di Albano Laziale è prima di tutto una questione di civiltà. Interrare e bruciare rifiuti nel 2013 significa abbandonarsi ancora a logiche sostanzialmente preistoriche o spesso speculative nel trattamento dei rifiuti solidi urbani. I cittadini dei Castelli Romani si battono da anni a 360° in modo assolutamente civile (come è giusto e doveroso che sia) per far avviare nel loro comprensorio un ciclo virtuoso dei rifiuti basato su raccolta differenziata porta a porta e riciclo a freddo con recupero di materia. Cose assolutamente possibili ed economicamente convenienti per molti, in primis per amministratori e cittadini. Una battaglia durissima e spinosa condotta per la legalità, per la salute pubblica e, soprattutto, nel vero ed unico interesse della comunità. Ogni vita umana ha un valore estremo e alta dignità, va pertanto protetta la sua salute e va protetto, quindi, l’ambiente nel quale essa vive. Sviluppo si, quello vero però!

_(Fonte articolo, Osservatore Laziale, clicca qui) Sabato prossimo, 23 novembre, nella Sala per Cerimonie situata lungo via Montagnano di Ardea n. 35, nel comune di Ardea, si terrà una nuova cena di sottoscrizione organizzata dal comitato No Inc. Lo scopo è quello di reperire i fondi per avviare, entro l’anno, una nuova azione giuridica, denominata tecnicamente “Azione Popolare”. Si tratta di una vera e propria “causa civile” collettiva (una sorta di Class Action all’italiana) nei confronti della società proprietaria della discarica di Roncigliano, la Pontina Ambiente srl. Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare. Indignarsi, come sappiamo, non basta. L’olezzo insopportabile che, da mesi interi, si sprigiona dal VII invaso della discarica di Roncigliano, rappresenta “solo” il sintomo più evidente d’una modalità di gestione, trattamento e interramento della spazzatura indifferenziata non in linea con le disposizioni di legge nazionali in materia di rifiuti. Proprio per questo, il comitato No Inc, dopo i recenti, numerosi e ripetuti malesseri certificati dai locali servizi di pronto soccorso, ha deciso di portare alla “sbarra” d’un Tribunale Civile l’azienda  proprietaria del sito di Roncigliano. E’ così che il Coordinamento contro l’Inceneritore di Albano – dopo i ricorsi al Tar del Lazio, al Consiglio di Stato, e le innumerevoli azioni giudiziarie contabili e penali – ha pensato ora di portare la società Pontina Ambiente srl davanti al Tribunale Civile di Velletri, per avviare un’ “Azione Popolare”. Si tratta, in buona sostanza, di una sorta di “causa civile” collettiva – una vera e propria “class action all’italiana – in cui tutti i cittadini e le cittadine residenti entro i 5 chilometri di distanza, in linea d’aria, dalla discarica di Roncigliano – ma anche le Associazioni, Movimenti e Comitati territoriali – potranno chiedere ai giudici di “fare giustizia”. Un modo per accertare non solo le modalità specifiche con cui le 450 tonnellate di spazzatura indifferenziata locale e romana, in arrivo ogni giorno, vengono trattate e interrate, ma anche il motivo per cui da recentissimi Rapporti Epidemiologici della Regione Lazio, della Asl Rm-H e dell’Arpa Lazio etc, emerge chiaramente che nei pressi del “cimitero” dei rifiuti dei Castelli Romani, vi siano incidenze tumorali, di mortalità e ricovero, tra le più alte del centro Italia. E’ giusto che l’azienda, inoltre, sia chiamata a rispondere anche economicamente dei danni che produce, oggettivamente, nei confronti della salute  dei cittadini e delle cittadine, dell’ambiente e delle stesse Amministrazioni comunali. Una cena, quindi, per raccogliere i circa 1500 euro necessari per portare avanti questa nuova ed importante azione legale che andrà ad affiancare e rafforzare il senso e l’importanza dei cortei,  delle assemblee pubbliche e dei Sit-In in corso, da anni, ai Castelli Romani. Per info e prenotazioni: Giorgia, cell: 339- 8770832 o Paolo, cell: 349-6803686. Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare!


Scendiamo in piazza contro tutte le devastazioni del territorio

07_Attenzione, prossimi appuntamenti vertenza inceneritore e discarica Castelli Romani:

  • VENERDI 13 SETTEMBRE ORE 18.00 PAVONA. CIRCOSCRIZIONE VIA DEL MARE – ASSEMBLEA PUBBLICA.
  • SABATO 14 SETTEMBRE ORE 18.00 ALBANO PIAZZA CARDUCCI ASSEMBLEA PUBBLICA
  • DOMENICA 15 SETTEMBRE ORE 10,30 S.M. MOLE MARINO P.ZZA SCIOTTI ASSEMBLEA PUBBLICA
  • SABATO 21 SETTEMBRE MANIFESTAZIONE A ROMA

_NOTA BENE: La battaglia per la non costruzione dell’inceneritore dei Castelli Romani e per la chiusura e la bonifica della discarica di Albano Laziale è prima di tutto una questione di civiltà. Interrare e bruciare rifiuti nel 2013 significa abbandonarsi ancora a logiche sostanzialmente preistoriche o spesso speculative nel trattamento dei rifiuti solidi urbani. I cittadini dei Castelli Romani si battono da anni a 360° in modo assolutamente civile (come è giusto e doveroso che sia) per far avviare nel loro comprensorio un ciclo virtuoso dei rifiuti basato su raccolta differenziata porta a porta e riciclo a freddo con recupero di materia. Cose assolutamente possibili ed economicamente convenienti per molti, in primis per amministratori e cittadini. Una battaglia durissima e spinosa condotta per la legalità, per la salute pubblica e, soprattutto, nel vero ed unico interesse della comunità. Ogni vita umana ha un valore estremo e alta dignità, va pertanto protetta la sua salute e va protetto, quindi, l’ambiente nel quale essa vive. Sviluppo si, quello vero però!

_(Fonte articolo, sito Coordinamento contro l’inceneritore di Albano, clicca qui) Il 21 Settembre scendiamo in piazza per prendere una posizione nettamente critica nei confronti di un sistema socio-economico fondato esclusivamente sul profitto, variabile che fa sentire tutto il suo peso anche nei processi decisionali delle pubbliche amministrazioni locali e centrali. Il 21 Settembre dimostriamo perché l’incapacità e la spregiudicatezza di decisori pubblici, spesso collusi con i grandi gruppi economici, non garantisce più la tutela dei Beni pubblici locali e universali, continuamente attentati da milioni di tonnellate di rifiuti di ogni genere che viaggiano per il mondo senza più sapere dove collocarli, dalla continua cementificazione che distrugge il territorio, gli spazi verdi, le campagne,spegnendo gli ecosistemi e le aree di vivibilità sociale. Il 21 settembre manifestiamo a tutela dell’aria, delle risorse idriche, e l’acqua potabile in particolare ponendo un argine contro subdoli tentativi di un loro “esproprio” dal dominio pubblicistico a vantaggio di regimi privati oligopolistici. Il 21 settembre dimostriamo per le strade di Roma perché il modello di sviluppo dominante nella visione politica, economica e industriale è fondato esclusivamente sull’aumento dei consumi e dei margini di profitto. Le grandi realtà economiche controllano di fatto la gestione dei beni pubblici piegandoli ad una logica che conosce il prezzo di tutto e il valore di niente. La profonda crisi economica in corso conferma le debolezze di un sistema ispirato alla logica della crescita continua: non esiste futuro, non esiste sviluppo senza sostenibilità. Il 21 settembre puntiamo il dito contro una amministrazione pubblica sempre più funzionale all’interesse di pochi; contro un’amministrazione che, al riparo nello stato di diritto, usa il termine “emergenza” come esimente per legittimare l’esercizio di un potere prevaricatore. NOI rifiutiamo il concetto di emergenza quale unica giustificazione in materia ambientale e quale strumento per violare la volontà popolare. NOI VOGLIAMO che i decisori mettano fine all’emergenza rifiuti del Lazio, promuovendo istanze e modelli propositivi fondati su schemi cooperativi ad incentivi compatibili. NOI PRETENDIAMO l’apertura di un tavolo vertenziale che risolva le questioni pendenti e che ristabilisca quel giusto equilibrio decisionale – totalmente sbilanciato – sulle tematiche ambientali.

NOI RIVENDICHIAMO

  • La cancellazione del sito di Falcognana come sostitutivo di Malagrotta
  • La chiusura e bonifica di tutti i siti di Malagrotta;
  • La cancellazione dell’AIA 2009 per l’inceneritore di Albano e per il 7° invaso della discarica di Roncigliano;
  • Avendo preso atto dell’esaurimento della discarica dell’Inviolata, la chiusura del sito, il blocco dell’impianto di TMB.
  • La revisione dei processi autorizzativi di tutte le centrali a biomasse/biogas perché escludono i/le cittadini/e dalla valutazione;
  • La moratoria immediata dei progetti in corso di autorizzazione;
  • La separazione di tutto quello che c’è da separare, di non produrre all’origine quello che è già rifiuto, di recuperare materia, di imporre ad ogni comune o municipio urbano di gestire in proprio l’umido prodotto, con il metodo aerobico.
  • Il blocco dei piani di cementificazione dei territori di Roma e provincia;

NOI, Donne e Uomini del 21 settembre. MANIFESTIAMO per impedire la devastante deriva alla quale ci stanno conducendo e verso la quale sembrano rassegnate le coscienze. NOI, Donne e Uomini del 21 settembre, LOTTIAMO e sempre lotteremo per costruire le fondamenta di un mondo diverso in cui la qualità della vita sia migliore e la biodiversità garantita. NOI il 21 settembre SIAMO IN PIAZZA PER RIDESTARE LE COSCIENZE

Presidio No Discarica Divino Amore/Coordinamento Contro l’Inceneritore di Albano/Comitato Riciclo-Occupazione Cerveteri/Assemblea Valle Galeria/Comitato Rifiuti Zero Fiumicino/Comitato Risanamento Ambientale Guidonia/Assemblea Contro la Cementificazione Marino/CSOA La Strada/Associazione “A SUD”


Rifiuti, l’ultimo atto dei Pellini di Acerra

®_archivio_monitor_50-2_Dateci una mano, sosteniamo la sottoscrizione straordinaria del Coordinamento Contro l’inceneritore di Albano per il ricorso alla Corte di Cassazione contro l’inceneritore dei Castelli Romani. Cliccare qui su come poter aiutare.

_Terzo ed ultimo incontro di “Progetto Riciclo”, l’assessore all’ambiente del Comune di Capannori (primo comune italiano ad aderire alla strategia “Rifiuti Zero”), Alessio Ciacci, sarà nostro ospite il 19 gennaio 2013 alle ore 17:00 presso l’aula consiliare del Comune di Genzano di Roma. Tutti invitati. Vi aspettiamo.

_(Fonte articolo e immagine, Napoli Monitor, clicca qui) “Non decorre la prescrizione perchè il pericolo è tuttora presente”. È a questo punto della requisitoria del magistrato Maria Cristina Ribera che gli applausi e le esortazioni riempiono l’aula di tribunale. I cittadini e i rappresentanti di comitati e associazioni, seduti fino a quel momento in un assorto silenzio, rompono per un istante la solennità di un processo di portata storica. È il 27 dicembre, e nell’aula 114 della sesta sezione penale del tribunale di Napoli si svolgono le ultime fasi del procedimento penale scaturito dall’inchiesta “Carosello – Ultimo Atto”, a carico di ventotto imputati coinvolti a vario titolo in un sistema criminale che per anni ha gestito, movimentato e smaltito illegalmente nelle campagne dell’agro casertano e napoletano tonnellate di rifiuti nocivi provenienti prevalentemente da industrie del nord Italia. Le indagini confluite nel processo espongono i meccanismi attraverso cui si è compiuta la contaminazione dei territori di Acerra, Bacoli, Giugliano e Qualiano, e raccontano un altro segmento del gigantesco business dell’ecomafia, probabilmente il più devastante e fiorente settore sommerso dell’economia nazionale. Ora, dopo il naufragio di “Cassiopea”, il processo che avrebbe potuto determinare i responsabili del traffico di rifiuti tossici legato al clan dei casalesi e finito invece in un mare di prescrizioni quindici mesi fa, c’è la possibilità che tale procedimento stabilisca chiaramente i colpevoli e i fatti. Principali imputati sono i tre fratelli Pellini di Acerra: Cuono, Giovanni e Salvatore, gestori di società di trasporto e trattamento rifiuti i primi due, e carabiniere all’epoca dei fatti il terzo. Un imponente edificio probatorio dimostra che Pellini e associati, fin dagli anni novanta, hanno smaltito illegalmente in Campania almeno un milione di tonnellate di scarti industriali provenienti per la maggior parte da Toscana e Veneto, con un profitto stimato di ventisette milioni di euro. L’organizzazione si avvaleva di un rete di complici che ricoprivano posizioni di controllo nella pubblica amministrazione e nelle forze dell’ordine. In particolare, l’ex maresciallo dei carabinieri Giuseppe Curcio avrebbe dirottato i controlli dell’ARPAC e manomesso le indagini innescate dalle denunce degli agricoltori, causandone l’archiviazione. Altri due complici al comune di Acerra, Pasquale Petrella e Amodio Di Nardi, responsabili dell’ufficio tecnico, fornivano certificati falsi sulla destinazione dei terreni, contribuendo alla parvenza legale delle operazioni. Forti anche i legami del gruppo Pellini con il clan Belforte di Marcianise, emersi dalle intercettazioni telefoniche tra esponenti del clan e dalle dichiarazioni del pentito Pasquale Di Fiore, a capo dell’omonimo clan acerrano. Proprio Di Fiore aveva raccontato il grottesco episodio dei contadini acerrani esasperati dagli scarichi tossici che, vedendo cadere nel vuoto le proprie denunce agli organi competenti, si erano rivolti al boss in cerca d’aiuto. Il rischio paventato dalle associazioni della società civile che molti dei reati contestati a Pellini e associati cadano in prescrizione non è da sottovalutare, e non sarebbe né il primo né l’ultimo fallimento della giustizia in campo ambientale. La norma e la prassi per i reati ecologici sono ancora carenti in Italia, contemplando pene esigue e tempi di prescrizione brevi. Ma il magistrato Ribera potrebbe essere pervenuta a una deduzione in grado di costituire un precedente tale da influenzare altri simili processi in corso. I principali capi d’imputazione contestati sono associazione a delinquere, disastro ambientale, traffico di rifiuti e falso ideologico. Rifacendosi alla lettera della legge, Ribera ha sottolineato come “il disastro ambientale si perpetua tuttora ed è un pericolo esistente e persistente ai danni delle comunità. E rappresentando il termine del pericolo il momento da cui decorrono i tempi di prescrizione del presente reato, fin quando la bonifica non verrà attuata e il pericolo rimosso il reato non potrà mai prescriversi”. Se venisse accolto in pieno dai giudici il teorema accusatorio così impostato, per i Pellini e i loro complici si aprirebbero le porte del carcere, e i tre fratelli di Acerra dovrebbero scontare tutti e diciotto gli anni di reclusione richiesti dal pm. Le terre di Acerra non saranno sanate da questa condanna, e le cave di Bacoli, Giugliano e Qualiano non si libereranno dai rifiuti industriali alla lettura della sentenza. Per le bonifiche ci vorranno anni, ci vorranno risorse, ma soprattutto sarà necessaria la volontà trasparente delle istituzioni ai vari livelli di regolare e attuare tutte le operazioni necessarie a ristabilire la salubrità delle zone inquinate. In questi paesi come nel resto della provincia di Napoli e Caserta. Un dato, la contaminazione ambientale che in Campania compromette vita presente e futura, sembra non essere ancora stato recepito in tutta la sua gravità né dall’opinione pubblica né dai governi regionale e nazionale. Ad attivarsi, fare informazione ed esercitare pressione, ci sono i comitati che agiscono sul territorio, dal Coordinamento contro i roghi tossici, alle Donne del 29 agosto, fino a tutte le realtà associative consolidatesi nell’addestramento alla giustizia ambientale maturato in venti lunghi anni di emergenza rifiuti e lotte per la salute e l’inclusione. Ciò che i cittadini parte dei movimenti ambientalisti hanno dimostrato è che la conoscenza dello stato di salute di territorio e popolazione e la progettualità per costruire un rapporto sano tra essi, non sono appannaggio esclusivo di esperti con mandato istituzionale. Chi il territorio lo vive, non solo sa esattamente chi, cosa e dove cercare per evidenziare i crimini ambientali, ma ne paga per primo le conseguenze. Come la famiglia di allevatori Cannavacciuolo, in prima fila in aula e parte civile nel processo “Carosello – Ultimo Atto”. Le loro pecore sono state tra le prime sentinelle a soffrire l’inquinamento dei terreni intorno agli impianti dei Pellini, le prime a mutare e morire di chimico veleno, lo stesso che ha ormai imboccato da tempo catena alimentare e metabolismo umano. Il giovane Alessandro Cannavacciuolo, che è anche un amico e una “guardia ambientale” di Acerra, ha messo la propria vita in pericolo quando ha firmato le denunce di sversamenti illeciti e di costruzioni abusive nel suo paese, ma in aula l’ho visto sorridere, e ci siamo guardati negli occhi solidali quando è salito nel piano rialzato di fronte a giudici e avvocati per stringere la mano ai più di cento sostenitori pervenuti. Fuori dal tribunale, anche un presidio di Insorgenza civile e uno del Movimento 5 stelle. La prossima udienza si terrà il 24 gennaio, parleranno i difensori dei Pellini, e addosso avranno tutti gli sguardi dei movimenti, delle testate locali, degli ambientalisti, di chi si interessa per necessità di sopravvivenza e di chi sente troppo forte che qualcosa è andata storto per troppi anni. Non si tratta di vendetta, ma di stabilire le responsabilità dei soggetti che hanno creato profitti scaricando i costi ambientali su territori e popolazioni. Per contraddire la certezza d’impunità e per porre finalmente un freno alla distruzione.


Oggi convegno “Rifiuti e Criminalità nel Lazio”

invito_convegno_rifiuti_L’associazione Differenziati ringrazia la Dott.ssa Patrizia Gentilini per la sua partecipazione ed il prezioso intervento di sabato nel corso del secondo incontro di “Progetto Riciclo”, ringrazia i cittadini dei Castelli Romani intervenuti e l’amministrazione di Genzano di Roma nella qualità del sindaco Flavio Gabbarini che ha reso possibile la realizzazione della nostra idea. Un ringraziamento particolare per la loro partecipazione anche al sindaco di Castel Gandolfo, Milvia Monachesi e al direttore uscente del Dipartimento di Prevenzione dell’ASL Rm H, Dott. Agostino Messineo. Non si tralasciano assolutamente ma si ringraziano con la stessa intensità movimenti, associazioni e giornalisti presenti ed intervenuti. Il prossimo e ultimo incontro di “Progetto Riciclo” si terrà sabato 19 gennaio alle ore 17:00 presso l’aula consiliare del Comune di Genzano di Roma con Alessio Ciacci, assessore all’ambiente del Comune di Capannori (Lucca) primo comune italiano ad aderire alla strategia “Rifiuti Zero.

(fonte articolo, Eur.Roma.it, clicca qui) Oggi, dalle ore 18.00 alle ore 20.00 presso lo studio di architettura in via Vodice n. 8 a Roma, si svolgerà il 3° Convegno “Rifiuti e Criminalità nel Lazio”, promosso nell’ambito del progetto “Il filo rosso della legalità”.

Moderatore del Convegno sarà Enrico Fontana (direttore di Paese Sera), parteciperanno Luigi De Ficchy (Procuratore Repubblica Tivoli), Claudio Francia (Economista – IRISistema), Luisa Laurelli (già presidente commissione Sicurezza Regione Lazi, anni 2005/2010), Edoardo Levantini (presidente associazione antimafia Anzio-Nettuno) e Lorenzo Parlati (presidente Legambiente Lazio).

Per informazioni scrivi a llaurelli52@tiscali.itlaurelliluisa@gmail.com