Esterino Montino

Castelli Romani, i “No Inc”: “Niente soldi pubblici, niente inceneritore!” E venerdi tutti in Regione

soldi pubblici_ATTENZIONE, AVVISI PER TUTTA LA CITTADINANZA, CHIEDIAMO LA MASSIMA DIFFUSIONE E PARTECIPAZIONE:

  • 7 giugno 2013, Presidio sotto la Regione Lazio, via Rosa Garibaldi (Garbatella), Roma, ore 10:00. La cittadinanza è invitata a partecipare.

_(Fonte articolo, Osservatore Laziale, clicca qui) Dopo tanto aspettare il comitato No Inc, il cui referente legale è Daniele Castri è venuto in possesso della celeberrima convenzione preliminare di cui parla nella articolata e puntuale nota che pubblichiamo: “C’è voluto un anno e mezzo, ma finalmente è divenuta pubblica la “convenzione preliminare” Co.E.Ma.-G.S.E. che permetterebbe, ancora oggi, l’uso dei fondi pubblici CIP-6 e Certificati Verdi per la costruzione e gestione dell’Inceneritore di Albano.” “Ora possiamo affermare con certezza che i presupposti su cui si basa questo documento sono stati smentiti dalla sentenza del Consiglio di Stato n. 1640 del 22 marzo 2012 che ha vietato l’uso dei fondi pubblici CIP-6 e Certificati Verdi per la costruzione e gestione dell’Inceneritore dei Castelli Romani. Questa “convenzione preliminare”, quindi, deve essere immediatamente annullata dagli Enti competenti, affinché non diventi mai e poi mai una “convenzione definitiva”.” “Domani, venerdì mattina 7 giugno, ore 10,30, tanto per cominciare, andremo sotto la sede della Presidenza della Regione Lazio, in Via Rosa Raimondi Garibaldi n. 7, per portare questa “convenzione preliminare” Co.E.Ma.-GSE a Nicola Zingaretti e all’Assessore ai Rifiuti Michele Civita, affinché si impegnino, da subito, per ottenerne l’immediato annullamento.” Era da un anno e mezzo che il comitato No Inc cercava di avere copia della “convenzione preliminare” Co.E.Ma.-G.S.E.. Un documento che, ancora oggi, potrebbe consentire l’uso dei fondi pubblici CIP-6 e Certificati Verdi per la costruzione e gestione del contestatissimo Inceneritore dei Castelli Romani. Ora questa “convenzione preliminare” è a disposizione del No Inc e dell’intera comunità dei Castelli Romani, grazie all’aiuto della Responsabile Ambiente presso la Camera dei Deputati, Federica Daga, e di altri suoi colleghi e colleghe, a cominciare dai firmatari della richiesta di accesso agli atti: Patrizia Terzoni, Claudia De Rosa, Alberto Zolezzi, Samuele Segoni, Mirko Busto e Angelo Tofalo. La “convenzione preliminare” Co.E.Ma.-G.S.E. del giugno del 2009, venne stipulata sul presupposto dell’esistenza di un provvedimento della Regione Lazio valido ed efficace che autorizzava la costruzione del famigerato Inceneritore. Il provvedimento “incriminato”, a firma dell’ex presidente della regione Lazio Pietro Marrazzo, ovvero l’ordinanza n. Z-0003 del 22 Ottobre 2008, è stato però annullata, senza appello, dalla sentenza del Consiglio di Stato n. 1640 del 22 marzo 2012. Con l’ordinanza di Marrazzo decade, di conseguenza, anche la successiva cantierizzazione Co.E.Ma. del 29 dicembre 2008, che aveva avuto luogo esclusivamente sulla base di tale atto. “Cantierizzazione”avvenuta, guarda caso, appena entro il limite imposto dalla U.E. per l’uso della contribuzione pubblica per la costruzione di questa impiantistica industriale brucia-rifiuti, ovvero il 31 dicembre 2008. Cantierizzazione, tra l’altro, assolutamente “fittizia” perché consistita nella sola “posa di paletti e recinzione metallica del lotto di terreno interessato alla costruzione dell’impianto”. Niente a che vedere, inoltre, con l’attività di escavazione vera e propria del lotto di terreno, come previsto dalla legge. “Cantierizzazione”, quindi, che decade dal punto di vista degli atti autorizzativi e amministrativi, certo, ma che rappresenta anche, di fatto, il tentativo malcelato del Co.E.Ma. di accaparrarsi, costi quel che costi, i soldi pubblici per la costruzione di un Inceneritore inutile – perché potrebbe bruciare solo materie prime riciclabili al 100×100, a ciclo continuo ed a freddo – un Inceneritore costoso – ai danni delle tasche dei cittadini e cittadine contribuenti – e un Inceneritore dannoso per la salute umana e per l’ambiente. I due verbali della Polizia Municipale di Albano, di aprile 2009 e ottobre 2010, rappresentano la contro-prova ulteriore, rispetto all’annullamento degli atti amministrativi e autorizzativi, che l’attività di cantierizzazione, di fatto, non ha mai avuto luogo. Ma la prova-provata della mancata cantierizzazione dell’area entro e non oltre il 31 dicembre 2008, “limite ultimo” imposto dalla UE per l’uso dei fondi pubblici per la costruzione e gestione degli impianti brucia-rifiuti, è lo stato attuale dei luoghi. Una lunga e meravigliosa distesa di erba verde, accanto al VII invaso di Roncigliano, che, per nostra fortuna, non ha nulla a che vedere con una cantierizzazione reale. Niente soldi, niente inceneritore. Spiace, certo, constatare che il Sindaco di Albano, Nicola Marini, ed il consigliere comunale delegato ai rifiuti, Luca Andreassi, non solo non si sono recati il 10 settembre 2012 (doc. n. 3) a ritirare questa documentazione così importante per la vertenza contro l’Inceneritore ma, ancora di più, che non abbiano nemmeno pensato, quel giorno, di delegare a tal fine un dirigente comunale. E che, subito dopo – dal successivo diniego all’accesso agli atti del GSE intervenuto il 4 ottobre 2012 – abbiano addirittura lasciato decorrere i termini di 30 giorni previsti dalla legge, senza presentare un ricorso amministrativo presso il Tar del Lazio contro una decisione dei dirigenti del GSE che pare, oggi più di ieri, davvero inspiegabile. Inoltre, il sindaco e il delegato ai rifiuti non hanno neanche pensato di chiedere aiuto a deputati e senatori del Partito Democratico per cercare di fare pressioni proprio su quegli stessi dirigenti del GSE, al fine di rendere pubblica la “convenzione preliminare” Co.E.Ma.-GSE. Pensiamo, ad esempio, al senatore in carica in quota PD, onorevole Bruno Astorre, molto legato al sindaco Marini. Ma, non da ultimo, allo stesso Ministro allo sviluppo Economico, in carica ed in quota PD, Flavio Zanonato. Una manchevolezza politica, amministrativa e giuridica, che grava come un macigno sull’operato dell’Amministrazione Marini e, in modo particolare, sul sindaco di Albano, Nicola Marini, sul consigliere delegato ai rifiuti, Luca Andreassi e sull’assessore all’ambiente, Claudio Fiorani.


Nuove iniziative del “Coordinamento No Inc” in attesa dell’udienza al Consiglio di Stato

 page_discamping_(Fonte articolo, clicca qui) “Una nuova serie di iniziative del comitato No Inc, in attesa della prossima udienza al Consiglio di Stato relativa all’Inceneritore dei Castelli Romani prevista per martedì mattina 7 maggio.” “In una vigna all’ingresso di Villaggio Ardeatino, proprio davanti al VII invaso, da sabato pomeriggio 4 maggio, a martedì sera 7 maggio, sarà allestito dal comitato No Inc uno spazio informativo di confronto, di incontro e discussione con la cittadinanza dei Castelli Romani. Inoltre, chiederemo a tutti i residenti di Villaggio Ardeatino, Cancelliera, Cecchina e Roncigliano, di portarci un campione d’acqua dei propri pozzi per monitorare lo stato d’inquinamento delle falde acquifere ESTERNE al noto sito di smaltimento rifiuti. In attesa, certo, di conoscere dall’Amministrazione Marini lo stato di inquinamento delle falde acquifere INTERNE all’area della discarica di Roncigliano.” “Non mancheranno momenti di relax: musica, proiezioni, punto ristoro, banchetti informativi ed altro ancora.” Il monopolista dei rifiuti Manlio Cerroni ha inviato, nei giorni scorsi, una “diffida” ai danni dei Comuni del bacino dei Castelli Romani. Richiede, entro lunedì 6 maggio, ossia guarda caso il giorno prima dell’udienza al Consiglio di Stato in programma per martedì 7 maggio, il pagamento dei debiti pregressi relativi allo smaltimento dei rifiuti. Minacciano che, in caso contrario, bloccherà l’ingresso in discarica degli auto-compattatori comunali. Una nuova e inaccettabile pressione e ingerenza ai danni di libere ed autonome Istituzioni Pubbliche. Tra l’altro nessuno di noi, ancora oggi, sa se l’Amministrazione Marini abbia convocato o meno, come richiesto dalla regione Lazio il 29 gennaio scorso (doc. 5), le conferenze dei servizi relative alla più volte invocata “caratterizzazione geologica ed idrogeologica” INTERNA alla discarica dei Castelli Romani . Né, tanto meno, se il sindaco di Albano, Nicola Marini, abbia dato incarico ad un Ente Pubblico (ad esempio il CNR) di effettuare ciò che, in realtà, non è niente di più che un’analisi molto approfondita e dettagliata della qualità delle acque e dei terreni sottostanti l’area INTERNA della discarica.

Eppure, a tal proposito, la stessa Pontina ambiente di Cerroni ha sostenuto appena poche settimane fa: “l’accertamento di specifici valori (ndr, di inquinamento delle falde acquifere sottostanti la discarica)… comporta indagini sull’area vasta che solo codesto Comune, in forza dei poteri pubblicistici di cui dispone, può consentire.” (Doc. 6) Come noto, difatti, dal lontano 18 novembre 2011 (Doc. n. 1) nessuno, neanche il Comune (Doc. n. 4) di Albano – su cui grava, secondo la legge, la competenza amministrativa (art. 250 legge n. 152 del 2006) – conosce lo stato reale di inquinamento delle falde acquifere e dei terreni sottostanti la discarica di Roncigliano. Come se non bastasse, inoltre, secondo indiscrezioni giornalistiche fin’ora mai smentite, il Direttore dell’Arpa Lazio, Servizio Suolo-Rifiuti e Bonifiche della Provincia di Roma, Ing. Fabio Ermolli, risulta indagato per abuso d’ufficio. (Doc. n. 2) Come ben sappiamo, le analisi delle acque dei pozzi-spia e dei terreni INTERNI alla discarica (Caratterizzazione geologica ed idrogeologica), sono necessarie per argomentare e sostenere, correttamente, la tesi relativa allo stato di inquinamento dell’area di Roncigliano sia al Tar del Lazio sia, è il caso di ricordarlo, proprio al Consiglio di Stato. Ma anche per richiedere quanto prima, alla Regione Lazio guidata da Nicola Zingaretti, la REVISIONE e l’ANNULLAMENTO della procedura di Autorizzazione Ambientale. Ovvero, per richiedere l’annullamento dell’atto amministrativo che permette il via libera all’avvio del cantiere per la costruzione dell’Inceneritore dei Castelli Romani. Fin’ora l’Amministrazione Marini, viceversa, si è limitata a sottoscrivere una convenzione (stipulata il 7 dicembre scorso, Doc. 3) con il CNR al fine di effettuare una caratterizzazione geologica ed idrogeologica SOLO ESTERNA all’area della discarica. L’iniziativa del comitato No Inc, che durerà tre giorni interi, avrà l’obiettivo di far analizzare gratuitamente, da un chimico abilitato, tutti i campioni da mezzo litro o un litro d’acqua ( in bottiglia pulita di plastica o vetro) che ci verranno consegnati da domenica 5 a martedì 7 maggio. Verrà garantito l’anonimato. Non mancheranno momenti di relax: musica, proiezioni, punto ristoro, banchetti informativi ed altro ancora. Tutta la cittadinanza dei Castelli Romani è invitata a partecipare. Non mancate.


Inceneritore Albano: il TAR Lazio ferma la Regione, i lavori non partiranno il 7 marzo

_6 aprile 2013, corteo cittadino contro l’inceneritore dei Castelli Romani, contro la discarica di Albano e a favore della raccolta differenziata porta a porta, del riuso e del riciclo. Moto perpetuo, non arretriamo di un centimetro. Passaparola! In foto, sotto, immagine inedita del VII invaso della discarica di Albano Laziale.

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_(Fonte articolo, clicca qui) Il tribunale amministrativo ha accolto il ricorso del Comune di Albano, richiesto dal comitato “No Inc”. Il cantiere più grande di Europa doveva partire giovedì sette marzo, ma di recente il Comune di Albano ha depositato al Tar un ricorso per chiedere la sospensione e proprio oggi è ufficiale la notizia che il tribunale amministrativo, con un provvedimento urgente monocratico, ha sospeso, la determina della Regione Lazio che sostanzialmente imponeva al consorzio Coema (composto da Colari, Acea e Ama) di iniziare la cantierizzazione e i lavori per l’inceneritore di Albano. Il giudice amministrativo ha fissato per il 28 marzo la camera di consiglio per la discussione della sospensiva. La foto aerea (sopra), la prima inedita riportata sulla pagina del socialnetwork del referente legale No inc Daniele Castri, tra i principali attori della battaglia contro l’inceneritore, mostra agli occhi dei cittadini il famigerato VII invaso della discarica di Albano Laziale (Cecchina, località Roncigliano). La buca è grande quanto due campi da calcio di serie A e profonda 30 metri (un palazzo di 10 piani). Il VII invaso si trova, come certificato dall’ufficio urbanistico di Albano, a 178,5 metri di distanza dalla prima casa, contro i 1000 previsti dalla legge della Regione Lazio n. 27 del 1998. Il progettista e direttore lavori del VII invaso, Ing. Bruno Guidobaldi della SAIM srl di Genzano di Roma, per questa ed altre violazioni relative sempre alle “distanze”, è stato denunciato alle procure competenti insieme a numerosi dirigenti dell’area rifiuti della Regione Lazio che hanno autorizzato l’opera. Il VII invaso raccoglie tutti, ma proprio tutti, i rifiuti indifferenziati prodotti dalla società in-civile:quelli urbani e assimilati, quelli industriali, vernici , inchiostri, resine, detergenti, medicinali, rifiuti delle fognature, rifiuti della pulizia stradale, rifiuti dei mercati, fanghi delle fosse settiche, fanghi dei depuratori civili ed industriali, rifiuti ingombranti, rifiuti non specificati, assorbenti, pneumatici, oli motore, fanghi prodotti dalla potabilizzazione dell’acqua ad uso civile ed industriale, fanghi dell’impianto di trattamento meccanico biologico annesso alla discarica, rifiuti speciali e tanto altro. Per ora un altro “alt” sta scongiurando il via al cantiere.


Albano inceneritore, 24,650 chilometri di… lotta

02_6 aprile 2013, corteo contro l’inceneritore dei Castelli Romani. Moto perpetuo, non arretriamo di un centimetro.

_(Fonte articolo, clicca qui) Chilometro 24,650 di Via Ardeatina, pietra miliare della lunga storia contro l’inceneritore di Albano. Qui di lotte ne sono state fatte tante e tutte a suon di corretta informazione contro le mezze verità e le spudorate menzogne. Qui non si bara, lì ci sono i cancelli della discarica e l’aria avvelenata che entra dalle finestre delle abitazioni di fronte. E si spande nel circondario facendo danni che al momento non si vedono ma si producono per accumulo. Danni mortali, che non si limitano ai confini comunali ma minacciano tutta la popolazione castellana. Mentre bere l’acqua di queste parti, sarebbe un suicidio. E il suolo sta subendo offese così gravi da far temere il crollo delle nostre superbe coltivazioni. Eppure tutto ciò è ancora niente rispetto a quello che si vorrebbe fare di questo territorio già così devastato. Il Ministro Clini ha ottenuto la sospensione della sospensiva. Non è un gioco di parole, entro il 7 marzo il cantiere potrebbe partire come imposto al Co.E.Ma. e al GSE (Gestori Servizi Energetici) dalla Regione Lazio. Sabato 2 marzo presidio cittadino di fronte ai cancelli della discarica di Roncigliano. Come annunciato dal No Inc che sta lavorando a tempo pieno per impedire l’irreparabile. Già alle 8 di mattina gli striscioni erano stati collocati e le bandierine sventolavano. Giornata fredda e umida, un fuoco acceso nel bidone e la voce aggrappante di Mannarino: “Gli presero la casa e il giardino/ in nome della grande santità/ e Giuda prese a fare a nascondino/ con lo specchio e con la dignità”. C’è un fermento nuovo, angoscia ma anche tanta attesa. Le cose cambiano, e non sempre in peggio. C’erano presenti il sindaco di Genzano Flavio Gabbarini, il vicesindaco di Ardea Fulvio Bardi, il sindaco di Castel Gandolfo Milvia Monachesi. Brillava per assenza il sindaco di Albano Laziale Nicola Marini, e dov’era Luca Andreassi consigliere con delega ai rifiuti, o Claudio Fiorani assessore alle politiche ambientali, energetiche, ville e giardini eccetera? Ma in cambio c’era gente nuova, qualcosa di nuovo nell’aria circolava davvero, la cattiva gestione della cosa pubblica si sentiva recepita in modo palpabile, forse per quell’odore indescrivibile di decomposizione che veniva dalla collina avvelenata su cui volteggiano i gabbiani, e da quello sbuffetto che ogni pochi secondi irradia una specie di profumo che vorrebbe coprire i miasmi che la collina, esausta, esala come un fiato puzzolente. Si chiede Gabbarini: “Sappiamo che è stata fatta fare la caratterizzazione del luogo dove sta la discarica, dove sta la difficoltà nel rendere pubblici i dati? E per i contributi che vengono dalla bolletta dell’Enel, possibile che i cittadini, e comunque i comuni, debbano avere mille difficoltà per sapere se il privato, in questo caso Cerroni, è stato finanziato o meno con soldi pubblici? Dove sta la trasparenza?” E Luca Tittoni, presidente dell’associazione Differenzia-ti e sostenitore NoInc: “Il cantiere non parte. Dall’amministrazione di Albano ci si aspettava di più in alcuni passaggi. Ora quello che stanno facendo è assolutamente doveroso”. E Stefano Vignaroli, di Malagrotta, deputato del Movimento 5 Stelle, classe 1976: “Unirci e non dividerci per spezzare il monopolio delle discariche e inceneritori e favorire le piccole e medie imprese di riciclo. Iniziare il percorso della raccolta differenziata e poi accendere un bel fare. Già abbassare i muri è importante”. Il sindaco Monachesi: “Continuare, non bisogna cedere. È una battaglia più difficile di quello che immaginavo, però ho fiducia. Qualcosa è cambiato”. E Simone Carabella, cresciuto insieme alla discarica e al Movimento No Inc: “Siamo disposti a bloccare l’inizio dei lavori, che secondo me non ci sarà. Saremo qui, fisicamente presenti”. A metà mattinata qualche gocciolone vien giù dal cielo gonfio, ma c’è pronta la bruschetta e un bicchiere di rosso per scaldarsi. E chi può versa il suo piccolo contributo per la causa totalmente autofinanziata, in una busta trasparente accanto al vassoio dal pane e del vino. E questa sì che è comunione, unione d’intenti e aggregazione di forze. Passa qualche camion di Ama, più avanti fa inversione e si ritorna verso Roma, per oggi si è salvi.Proprio di fronte alla collina della vergogna, così la chiamano i residenti, stanno intanto allestendo la tenda per il presidio permanente. Punto strategico per vigilare 24 ore su 24 sul traffico di camion e mezzi pesanti che si potrebbe verificare in vista della cantierizzazione dell’area. Una tenda da dodici posti che possono diventare anche quattordici stringendosi un po’. Da sabato 2 fino al 7 marzo, poi si vedrà. Speriamo almeno che il tempo sia favorevole. E comunque fa freddo, non si è mai visto un campeggio in mezzo alle vigne in pieno inverno, questi ragazzi ce ne stanno facendo vedere di tutti i colori. Tranquilli e con quella determinazione che traspare da ogni loro gesto o parola. Stanno combattendo per tutta la popolazione castellana e non solo, stanno aprendo forse un sentiero per nuove prospettive di vita. Dove l’acqua sia buona da bere e non invece dannosa pure per innaffiare l’orto, come viene detto negli interventi che si sono susseguiti ininterrottamente per ore. Dove si è parlato di tutto e chi non vuol sapere non sa. ‘Blocchiamo il cantiere’ la parola d’ordine. E la mobilitazione continua.


Castelli Romani, un’intera comunità in mobilitazione

08> Domani mattina, sabato 2 marzo, dalle ore 8:00 presidio cittadino in discarica – C’è bisogno di aria fresca!

_(Fonte articolo, clicca qui) Sabato 2 marzo 2013 dalle ore 08,00 alle ore 14,00, davanti l’ingresso della discarica di Roncigliano (Cecchina di Albano Laziale, Via Ardeatina km 24,650) ci sarà una grande mobilitazione alla quale tutta la cittadinanza è invitata a partecipare.“La protesta contro l’Inceneritore dei Castelli Romani, contro l’ampliamento della discarica di Roncigliano (distante 175 metri dalla prima casa contro i 1000 previsti dalla Legge della Regione Lazio n. 27 del 1998 ), contro il decreto “spalma monnezza” di Clini ed a favore della riduzione, del riciclo e del riuso dei rifiuti urbani, troverà un nuovo punto di sintesi nella manifestazione”. Come previsto recentemente dall’Ufficio Rifiuti della Regione Lazio, entro e non oltre giovedì prossimo 7 marzo, dovrebbe partire il cantiere per la costruzione del famigerato Inceneritore dei Castelli Romani. Come se non bastasse, appena pochi giorni fa il Consiglio di Stato ha sbloccato, con tempistiche singolari, il decreto Clini. Un’ennesima mancanza di rispetto nei confronti dei cittadini dei Castelli Romani. Già a marzo 2012, difatti, il Ministro Clini aveva rivelato alla commissione parlamentare eco-mafie ed alla stampa, con ben una settina d’anticipo, l’esito d’una “sentenza annunciata” relativa all’inceneritore di Albano. Sentenza che, però, ancora non era stata pubblicata. Il Ministro all’Ambiente Corrado Clini si beccò, nell’occasione, una denuncia per violazione del segreto della camera di consiglio, violazione del segreto istruttorio ed abuso d’ufficio e di potere. Anche in merito al recentissimo decreto “salva Roma”, il Ministro all’Ambiente Clini ha depositato al Consiglio di Stato, nella mattinata di venerdì 22 febbraio, i ricorsi contro la decisione del Tar Lazio, ed appena dopo poche ore, senza neanche convocare le controparti per una legittima difesa, è arrivata una nuova decisione “sinistra”. Con un sol colpo è stata negata la parola, difatti, alla provincia di Frosinone, al Comune di Colfelice (ed altri 87 comuni dell’area) ed a quello di Albano. Tutto ciò, a nostro avviso, scardina, da un punto di vista strettamente sociale, il rispetto che i cittadini debbono mantenere nei confronti del sistema giustizia e del sistema istituzionale. E mette a repentaglio, con decisioni “sinistre”, la salute pubblica e l’ambiente. L’impegno del No Inc contro l’Inceneritore dei Castelli Romani, contro il VII invaso della discarica di Roncigliano, contro il decreto “spalma monnezza” di Clini, ed a favore della riduzione, del riciclo e riuso dei rifiuti urbani, troverà un nuovo punto di sintesi sabato prossimo, 2 marzo, ore 08,00 – 14,00 davanti l’ingresso della discarica di Roncigliano, Via Ardeatina km 24,650. Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare.

Nell’occasione, chiederemo all’Amministrazione Marini di Albano di:

1) Convocare, quanto prima, un consiglio comunale straordinario ed urgente, attinente le problematiche relative alla gestione e chiusura del ciclo dei rifiuti ai Castelli Romani – come avvenuto mercoledì 27 febbraio scorso a Colfelice (Frosinone) – aperto alla cittadinanza, da tenersi davanti l’ingresso della locale discarica di Roncigliano.

2) Di avviare, con estrema urgenza, presso la Regione Lazio, il procedimento di riapertura, revisione ed annullamento dell’Autorizzazione Ambientale n. B-3694 del 13 agosto 2009 relativa all’Inceneritore dei Castelli Romani, come previsto dalla legge n. 59 del 2005.

3) Convocare, come richiesto dagli Uffici Competenti della Regione Lazio, una conferenza dei servizi, con la presenza della società Pontina Ambiente (gruppo Cerroni) proprietaria della discarica di Albano, per richiedere gli adempimenti relativi alla CARATTERIZZAZIONE GEOLOGICA ED IDROGEOLOGICA INTERNA alla discarica di Roncigliano richiesti nel novembre 2011 dall’Arpa Lazio.


Beppe Grillo ai Castelli Romani contro discarica ed inceneritore

_Intervento di Beppe Grillo.

_Intervento di Aldo Garofolo e Daniele Castri.


Il TAR boccia l’inceneritore di Albano: “incomprensibile l’ok dato da Marrazzo”

_Renata Polverini nella ferma volontà di seguire Piero Marrazzo sull’inceneritore dei Castelli Romani sta andando verso una disfatta tecnica e di credibilità. Intanto la Presidente fa bene i suoi conti cercando di minimizzare la bocciatura dell’impianto. “Solo errori burocratici”, si dice dalle parti della Pisana. La stampa non la pensa allo stesso modo e la sentenza del Tar Lazio è lì a dimostrarlo. Dalle parti della Cristoforo Colombo e del Campidoglio annunciano ricorsi quasi congiunti al Consiglio di Stato. Non si sa costoro chi debbano difendere; se i cittadini per mandato costituzionale ed elettorale, o la lobby asfaltatrice dei rifiuti. Ieri è caduto l’inceneritore di Albano, oggi vanno giù le ultime maschere di alcune parti politiche. Costoro così facendo non difendono certo i cittadini. Ecco,  noi difendiamo il territorio ed i cittadini. Abbiamo vinto e per questo non arretremo di un millimetro. Intanto, sindaci, muovetevi, avviate la differenziata porta a porta e ben fatta!

  • Bocciato il gassificatore di Albano Laziale. La Repubblica, qui.
  • Inceneritore bocciato dal Tar. Il Messaggero, qui.

_Il Tar boccia l’inceneritore di Albano: Incomprensibile l’ok dato da Marrazzo. Corriere della Sera, clicca qui. Un’autorizzazione arrivata dalla giunta Marrazzo fuori tempo massimo. E con carenti istruttorie sulla qualità dell’aria e sull’uso dell’acqua. L’ inceneritore di Albano è stato bocciato anche dal Tar del Lazio, dopo che la Asl dei Castelli romani aveva espresso pesanti perplessità riguardo il progetto che metterebbe a rischio le falde. Il Tribunale amministrativo ha accolto il ricorso presentato dal coordinamento « No inc» e da 8 sindaci, quelli di Castel Gandolfo, Lanuvio, Ariccia, Ardea, Albano, Genzano, Rocca di Papa e Pomezia. Il Tar ha cancellato, in sostanza, i due permessi firmati dalla giunta Marrazzo che concedevano il «semaforo verde» alla realizzazione dell’impianto destinato alla produzione di energia elettrica bruciando il cdr – rifiuti raccolti tramite la differenziata – proveniente dai cassonetti di Roma e Fiumicino. Pesantissimi, i rilievi dei giudici. In sintesi: la Regione ha «autorizzato l’avvio dei lavori di cantierizzazione in una data, nell’ottobre 2008, – si legge nella sentenza – in cui però erano ormai scaduti i poteri straordinari in materia ambientale attribuiti al Presidente della Regione». Insomma non si poteva firmare la fondamentale valutazione di impatto ambientale , arrivata tortuosamente in extremis una seconda volta, per superare le perplessità di un primo documento analogo che aveva invece bocciato il progetto. Addirittura, i giudici scrivono di «non comprendere su quali basi normative il Presidente della Regione Lazio abbia ritenuto di rilasciare siffatta, atipica, autorizzazione provvisoria». Dal confronto tra la prima «Via» che boccia l’ inceneritore e la seconda «fuorilegge» che secondo la Regione lo promuove emergono, secondo i giudici, le «carenze» nel monitoraggio sulla qualità dell’ aria. Inoltre la società chiamata a costruire l’impianto – il consorzio Coema, di cui fanno parte Ama, Acea e il re delle discariche laziali Cerroni – «non spiega le modalità con cui realizza l’abbattimento delle polveri totali e degli ossidi di azoto». Manca, infine, «l’analisi tecnico – scientifica del progetto in rapporto all’utilizzo della risorsa idrica». Le perplessità dei magistrati amministrativi nascono da quanto espresso in una relazione del Dipartimento di prevenzione della Asl dei Castelli, preoccupato perché l’abbondante uso di acqua da parte dell’inceneritore, oltre a depauperare le falde già indebolite potrebbe aumentare la concentrazione di arsenico, il problema che in questi sta esplodendo in tutto il Lazio con le conseguenti ordinanze di chiusura dei rubinetti. Ad annunciare l’esito della sentenza del Tar è stato mercoledì 15 dicembre il sindaco di Roma Alemanno , che ha annunciato « il ricorso al Consiglio di Stato» anche se il pronunciamento «indebolisce fortemente la soluzione Albano e rilancia il problema di progettare e individuare nuovi impianti». Il sindaco ha poi chiarito le possibili soluzioni alternative: «Le aree individuate non dovranno essere necessariamente due ma anche una sola con impianti di maggiore potenzialità». E ha concluso infine sulla priorità per Roma: «Il problema più immediato è l’alternativa a Malagrotta».

_Fonte articolo, Castellinews, clicca qui. Con la sentenza 36740 del 2010 il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio accoglie il ricorso dei Comitati “No Inc”, del Wwf, del Comune di Albano e degli altri sette comuni che si sono affiancati nell’azione legale “ad adiuvandum”. La costruzione dell’inceneritore di Roncigliano è annullata. Sono stati accolti tutti i ricorsi presentati dai comitati – e accorpati in un unico appello – ed è stata annullata la VIA positiva dell’ottobre 2008 con cui Marrazzo, in qualità di commissario straordinario ai rifiuti, aveva autorizzato la costruzione dell’impianto. L’inceneritore non è uno strumento idoneo per la chiusura del ciclo dei rifiuti. E il Via positivo dato nell’ottobre 2008, che ha sostituito quello negativo di pochi mesi prima, non si basa su di un parere tecnico-scientifico ed igienico-sanitario. Sono questi i due punti che hanno portato all’accoglimento del ricorso e che hanno annullato tutti gli atti amministrativi che avevano disposto l’inizio dei lavori. La giunta a guida del sindaco Nicola Marini, all’indomani dell’insediamento, ha messo in atto una serie di iniziative, in collaborazione con i Comitati “No Inc”, che hanno poi fortemente influito nella vittoria al Tar. Il primo passo era stato quello di convocare il 28 maggio scorso una riunione con gli altri nove sindaci dei comuni che conferiscono nella discarica di Roncigliano (Ardea, Ariccia, Castel Gandolfo, Genzano, Lanuvio, Marino, Nemi, Pomezia e Rocca di Papa). Riunione che aveva portato alla condivisione di una linea comune di intervento, per creare le condizioni politiche per una riapertura delle trattative, e tecniche per una proposta industriale alternativa all’inceneritore. A poco più di due mesi, precisamente il 3 agosto, era stato convocato un secondo tavolo di confronto in cui tutti i sindaci hanno firmato il documento proposto dall’amministrazione di Albano, in cui sostanzialmente si affermava la contrarietà alla costruzione dell’impianto e si chiedeva un incontro con la Presidente della Regione Renata Polverini. Richiesta sempre caduta nel vuoto. Lo stesso documento ha portato, nello stesso tempo, anche gli altri comuni ad affiancarsi “ad adiuvandum” nel ricorso al Tar, così come richiesto da Albano. Sostanzialmente l’Amministrazione ha invertito la tendenza, collaborando attivamente tanto con i comitati quando con i Comuni limitrofi interessati. E in occasione della manifestazione del 23 ottobre scorso, che ha riscontrato un enorme successo, ha invitato i cittadini a partecipare per ribadire ancora una volta il proprio “no” all’inceneritore. Un “no” che oggi è diventato realtà.

_Fonte Il Cambiamento, clicca qui.Il TAR del Lazio ha bocciato l’inceneritore di Albano, voluto da Manlio Cerroni, che sarebbe dovuto sorgere vicino alla discarica di Roncigliano, nell’area dei Castelli Romani. Un impianto di gassificazione dei rifiuti dalle dimensioni mastodontiche, contro la costruzione del quale la cittadinanza da anni sta facendo opposizione. Il 27 ottobre c’è stata l’udienza del Tar del Lazio sulla vertenza presentata da associazioni e cittadini contro la costruzione dell’impianto. E oggi è arrivata la sentenza che boccia l’inceneritore.

Vi proponiamo i commenti di alcuni comitati alla notizia.

Il TAR del Lazio ha bocciato l’inceneritore più grande del mondo, l’inceneritore di Albano, l’inceneritore voluto da Cerroni e dai suoi boys, l’inceneritore della vergogna, l’inceneritore senza gara d’appalto, l’inceneritore voluto dai Sindaci dei Castelli Romani (Marco Mattei in testa, che da Sindaco di Albano è stato promosso da Cerroni e dalla Polverini ad Assessore all’Ambiente della Regione Lazio). Il TAR del Lazio accoglie il ricorso e annulla la valutazione di impatto ambientale, prot. n. 177177 dell’ 8.10.2008, l’autorizzazione integrata ambientale, prot. n. B3694 del 13.8.2009, l’ordinanza del Presidente della Regione Lazio n. 3 del 22.10.2008. Di fatto, il TAR del Lazio annulla tutti i provvedimenti di Marrazzo, il Presidente della Regione Lazio sotto ricatto per i noti filmati pornografici. Un’intera popolazione si è indignata per le gravissime irregolarità, sopprusi e scandali che hanno accompagnato questa bruttissima vicenda. Un sentito ringraziamento va all’impegno del Coordinamento contro l’inceneritore di Albano, dei comitati locali, dei numerosi cittadini che si sono battuti per la difesa del territorio e per dare una speranza al futuro dei Castelli Romani. Una menzione speciale va a Daniele Castri, che ha seguito in modo encomiabile il ricorso al TAR.

Fonte Comitato Sotto terra il treno

E ancora

Con grande entusiamo e un pizzico di incredulità siamo lieti di informarvi che il Tar ha accolto le istanze che avevamo presentato attraverso i nostri ricorsi impedendo quindi la costruzione dell’inceneritore a Ronciliano! Aspettiamo ora di vedere la prossima mossa di Cerroni e se deciderà di fare ricorso al consiglio di stato, comunque sia questa resta una vittoria importantissima per tutte e tutti i cittadini dei castelli romani che in questi anni non hanno mai smesso di far sentire la loro voce!

LA LOTTA CONTINUA MA ORA CON UNA MARCIA IN PIù!

di seguito riporto la parte finale della sentenza:

Il Tribunale amministrativo regionale del Lazio, sede di Roma, sez. I^, definitivamente pronunciando sul ricorso e i motivi aggiunti di cui in epigrafe, così provvede:

1) accoglie il ricorso principale;

2) accoglie i motivi aggiunti al ricorso n. 132/2009 depositati in data 7 aprile 2009, limitatamente all’impugnativa dell’ordinanza del Presidente della Regione Lazio in data 22.10.2008 e li dichiara inammissibili e infondati per il resto ;

3) accoglie i motivi aggiunti depositati il 4.12.2009;

5) annulla, per l’effetto, nei sensi di cui in motivazione, la valutazione di impatto ambientale, prot. n. 177177 dell’ 8.10.2008, l’autorizzazione integrata ambientale, prot. n. B3694 del 13.8.2009, l’ordinanza del Presidente della Regione Lazio n. 3 del 22.10.2008.

_Fonte articolo, Uno Notizie, cliccca qui. Soddisfazione del WWF sull’inceneritore di Albano, il Tar Lazio lo blocca. Soddisfazione del WWF. Ultime notizie ambiente – Roma – La nostra Associazione esprime immensa soddisfazione per la bocciatura al Tar Lazio dell’iter seguito da Regione Lazio e Coema con sentenza n. 36740 emessa dalla prima sezione del Tar proprio di ieri, con cui si sancisce l’illegittimità dell’iter adottato dopo il 25 marzo 2008 per il rilascio del parere della valutazione d’impatto ambientale. Un parere dapprima negativo e poi divenuto improvvisamente positivo, in riferimento alla realizzazione del progetto presentato dal COEMA, (composto da AMA, ACEA, Pontinia Ambiente s.r.l.) sul quale il WWF aveva sin dall’inizio espresso forte contrarietà attraverso le osservazioni all’epoca presentate e con ancor più determinazione nell’intervento ad adiuvandum nel processo amministrativo, a sostegno ed integrazione delle tesi corrette avanzate dai comitati di Albano nel ricorso principale. “Una vicenda quella dell’impianto di Albano, che pone un punto fermo al concetto di buon governo del territorio e di trasparenza amministrativa – dichiara Vanessa Ranieri presidente WWF Lazio – I Giudici Amministrativi con questa sentenza ci hanno finalmente riportato in Europa, da parte nostra annunciamo invece un esposto alla Corte dei Conti al fine di chiedere una verifica sulla correttezza tecnico contabile degli atti oggi annullati che hanno indubbiamente prodotto un danno erariale e che dovrà essere risarcito da chi evidentemente ha presumibilmente violato la legge”. “Determinante è stato il fronte unico – conclude Ranieri che ha assistito come avvocato nel processo il WWF e i Comuni intervenuti – che i comitati di Albano, WWF e i Comuni di Albano Laziale, Genzano di Roma, Lanuvio, Pomezia, Ardea, Rocca di Papa, Ariccia e Castel Gandolfo hanno fatto nei confronti di un progetto che altro non è che il frutto di un’impostazione errata della gestione del ciclo dei rifiuti. Che questo sia il primo passo per il riconoscimento da parte di tutta la classe politica e delle Amministrazioni dell’esigenza di cambiare rotta, non investendo su incenerimento e discariche, ma su una corretta applicazione dei principi comunitari in tema dei rifiuti: prevenzione, riduzione, riuso, riciclo e corretto avviamento a filiera. Queste sono le uniche parole d’ordine che riconosciamo”.