Discarica Albano

Comunicato stampa “No Inc” – Processo rifiuti, ordinanza storica, il tribunale dice si alle intercettazioni “raccolte”

02_Avviso per la cittadinanza: per tutti i prossimi appuntamenti in programma sul territorio castellano per ciò che concerne la questione rifiuti andare alla pagina delle “news” di questo sito. Buona lettura e partecipazione!

_(Fonte articolo dai seguenti giornali: Il Mamilio, clicca qui, Le Città, clicca qui e Osservatore Italia, clicca qui) Si è tenuta mercoledì scorso 22 ottobre alle ore 9,30 in punto, al piano-terra della palazzina A del Tribunale penale di piazzale Clodio di Roma, la sesta udienza del “processo (a rito immediato) Cerroni”. Ad Albano, certi politici aspiranti amministratori straparlano, accecati dal riflesso della propria immagine. Gli amministratori pubblici tacciono di fronte ad evidenze gravi ed allarmanti per la salute dei cittadini. E i pennivendoli scrivono, a mezzo stampa e sui social network, davvero di tutto, fuorché la realtà dei fatti. Ma in realtà, la prima sezione del collegio penale di Roma, presieduta dal dott. Giuseppe Mezzofiore, ha emesso alle ore 17,00 in punto, dopo oltre 6 ore di camera di consiglio, una ordinanza storica che ha decretato che tutte le intercettazione telefoniche e registrazioni ambientali effettuate dalle procure di Velletri e Roma dal 2008 al 2013, relative all’inceneritore di Albano ed al VII invaso della discarica di Roncigliano, rispettano i termini di legge e potranno essere utilizzate nel “processo (a rito immediato) Cerroni”, in pieno e veloce corso di svolgimento. Finalmente, tutti i cittadini potranno ascoltare, con dovizia di particolari, cosa dicevano al telefono e di persona gli amministratori e funzionari pubblici che flirtavano col “sistema Cerroni”. A cominciare, certo, dall’ormai celeberrima intercettazione in cui (secondo il P.M. Alberto Galanti e il G.I.P. Alessandro Battistini) l’avvocato del Gruppo Cerroni, Avilio Presutti, avrebbe letteralmente “dettato” all’ex Presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo l’ordinanza fuorilegge n. Z-0003 del 22 ottobre 2008, poi bocciata sia dal Tar Lazio sia dal Consiglio di Stato. Ordinanza necessaria a garantire, costi quel che costi, il mezzo miliardo di euro di soldi pubblici CIP 6 necessari al Coema – targato Cerroni, Acea ed Ama – per costruire l’Inceneritore più grande d’Europa a spese dell’erario pubblico. In buona sostanza, il lavoro portato avanti dagli inquirenti ed investigatori delle Procure di Velletri e Roma era ed è tutto assolutamente corretto. Bravi, mille volte bravi. A tutti loro, va il plauso dell’intera comunità dei Castelli. Prossimo appuntamento del “processo Cerroni” per martedì 25 novembre ore 09,30, aula 3 palazzina B, per la settima udienza. Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare.

_(Fonte articolo, Roma Report, Al processo Cerroni ammessa gran parte delle intercettazioni telefoniche, clicca qui) Scontro tra accusa e difesa al processo Cerroni. I pm incassano il sì del Tribunale sull’ammissibilità di gran parte delle intercettazioni telefoniche. Sono state così respinte le richieste della difesa di Manlio Cerroni di inutilizzabilità o annullamento delle intercettazioni per il mancato deposito da parte del pm dei verbali e del brogliaccio alla fine delle indagini preliminari. Il collegio ha respinto anche altre eccezioni sollevate sempre dalle difese, come quelle (avanzate dai legali di Luca Fegatelli e Raniero De Filippis, alti dirigenti della Regione Lazio a processo) sulla tempistica delle iscrizioni nel registro degli indagati e sugli eccessivi oneri economici che andrebbero sostenuti per estrarre dai supporti informatici copie delle intercettazioni.


Discarica di Roncigliano – Albano Laziale, c’è preoccupazione

3 (2)_Avviso per la cittadinanza: per tutti i prossimi appuntamenti in programma sul territorio castellano per ciò che concerne la questione rifiuti andare alla pagina “news” di questo sito. Buona lettura e partecipazione!

_Ogni persona dotata di responsabilità, spirito civico, amore per il territorio, senso di alcuni problemi sanitari e di lungimiranza non può non essere preoccupata per la situazione che vive questo comprensorio da più punti di vista. Articoli sotto tratti dal giornale “Il Caffè” dei Castelli Romani. Buona lettura.

  • Il Caffè dei Castelli. Albano, la discarica è fuori controllo. Clicca qui.
  • Il Caffè dei Castelli. Lo “Studio Eras” conferma, più morti e tumori dove si trattano i rifiuti. Clicca qui.

Genzano di Roma: raggiunto il 63,3% di differenziata, dal 19 novembre l’estensione

0111_A tutta la cittadinanza, si consiglia fortemente la lettura di questi (di seguito) articoli inerenti le prossime iniziative e la situazione molto difficile della discarica di Albano Laziale – Castelli Romani. Qui e qui.

_(Fonte articolo, Il Caffè dei Castelli, clicca qui) Dal 19 novembre tutta la città di Genzano verrà raggiunta dal servizio porta a porta della raccolta differenziata. È in corso la consegna del kit ai condomini e alle abitazioni con le istruzioni per differenziare i rifiuti nella parte alta di Genzano. Nel corso di una conferenza stampa, poi, il sindaco di Genzano, Flavio Gabbarini, ha illustrato i risultati ottenuti finora: “Con un pizzico di orgoglio annunciamo che la percentuale di conferimento è arrivata al 63,3%. Si tratta di un dato molto alto, anche se non ci facciamo illusioni e dobbiamo continuare così”. Demetrio De Stefano, amministratore delegato di Ambi.en.te., ribadisce l’ottimo risultato raggiunto nel I step e precisa alcuni dati: “Con la percentuale raggiunta, ci sono stati 26 chili di indefferenziato in meno e l’umido è al 29%”. Alla conferenza ha partecipato anche Enzo Vergalito, della società Vivagroup che si occupa della comunicazione e che sta effettuando la distribuzione dei kit alle utenze della seconda partenza. Oltre a confermare i dati sulla raccolta, Vergalito ha ribadito come si noti una maggiore sensibilità nei cittadini di Genzano nei confronti della differenziata. “Il III step – ha concluso il primo cittadino – sarà quello di migliorare la raccolta e puntare alla qualità nella differenziazione dei rifiuti”. Nel I step sono state raggunte 5.700 utenze, mentre per questo secondo step se ne raggiungeranno altre 5mila. Inoltre, il dizionario dei rifiuti (utilizzabile dal sito comunale oppure scaricabile come App per lo smartphone) ha registrato finora 15mila utilizzi. Ieri si è intanto svolta la prima riunione con gli amministratori di condominio, durante la quale c’è stato un confronto con l’amministrazione che ha portato all’elaborazione di una strategia comune per individuare la soluzione ad alcune criticità emerse durante l’incontro, oltre a quelle già censite.


Discarica dei Castelli Romani, analisi e relazione dell’ARPA Lazio inerente il sito di Roncigliano

06_(Fonte articolo, Coordinamento contro l’inceneritore di Albano, clicca qui). Analisi e relazione dell’ARPA Lazio principalmente sulla situazione del VII invaso della discarica di Albano Laziale – Roncigliano. A questo link si è rimandati all’articolo apparso sul sito del “Coordinamento contro l’inceneritore di Albano” dove è possibile scaricare l’intera relazione della stessa Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale.

Avviso per la cittadinanza: per tutti i prossimi appuntamenti in programma sul territorio castellano per ciò che concerne la questione rifiuti, andare alla pagina delle news di questo sito. Buona lettura e partecipazione!


Rifiuti nel basso Lazio – Latina, inchieste e arresti

Borgo Montello_(Fonte articolo, Il Fatto Quotidiano, di Andrea Tornago, clicca qui) Una storia “sorprendente”, che ha portato all’arresto di Andrea Grossi, figlio di Giuseppe, il “re delle bonifiche” coinvolto nell’affare Montecity-Santa Giulia. Quella di un fiume di soldi nascosti dal gruppo Green Holding, colosso dello smaltimento rifiuti, in alcune società con sede in Lussemburgo. Circa 34 milioni di euro che sarebbero dovuti servire alla bonifica e al risanamento della discarica Borgo Montello, in provincia di Latina (la cui situazione ambientale è compromessa) di proprietà di una società del gruppo, la Indeco. E usati, invece, per compensare crediti vantati con società di diritto lussemburghesi e portare a termine operazioni finanziarie. Una vicenda accaduta, secondo il giudice, “nella sorprendente e inspiegabile inerzia degli organi amministrativi deputati al controllo, la Regione Lazio in primo luogo”. La procura di Latina ha arrestato sei dirigenti del gruppo Green Holding e della società Indeco con l’accusa di peculato: Andrea Grossi, consigliere di amministrazione del gruppo con sede a Segrate; Ernesto D’Aprano, Stefano Lazzari e Antonio Romei, presidente e consiglieri del Cda di Indeco; Vincenzo Cimini, consigliere di Green Holding e Paolo Titta, “amministratore di fatto” del gruppo Green Holding. Il giudice ha disposto per i manager gli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico e il divieto assoluto di comunicazione con l’esterno. L’indagine, condotta dalla polizia di Latina, è nata dall’esposto presentato nell’aprile del 2014 dai comitati locali contro la discarica e da una telecamera, piazzata dagli inquirenti all’ingresso dell’impianto Indeco di Borgo Montello, di fronte alla pesa dei camion. Dalle immagini raccolte, come spiega il gip Giuseppe Cairo, “si è aperto un mondo”. Sullo sfondo, le recenti vicende di “monnezza” laziale, e le pressioni del presidente di Indeco per far autorizzare alla Regione l’ampliamento degli invasi a Borgo Montello “che incredibilmente – si legge nell’ordinanza – trova risposta affermativa da parte degli organi regionali”. Si tratta, tra l’altro di una delle discariche per cui il15 ottobre la Commissione Ue ha dichiarato l’Italia inadempiente per la gestione dei rifiuti laziali, interrati fino al 1 agosto 2012 senza un adeguato trattamento). Le indagini si concentrano sulle fidejussioni della Indeco, che dovrebbero servire a garantire gli interventi di messa in sicurezza e bonifica del percolato: ma “i soldi sono spariti”. Soldi dei contribuenti, 13,9 euro a tonnellata di rifiuto che la società dovrebbe, per legge, fattuare distintamente e accantonare nei bilanci per quando la discarica sarà chiusa. Indeco, nel corso degli anni, finanzierà invece la capogruppo Green Holding, la Rea Dalmine e la Marzano per circa 34 milioni di euro, soldi che a loro volta verranno “girati” a tre società di diritto lussemburghese, Adami Sa, Double Green Sa e Green Luxemburg Sa. “Verranno in sostanza compensati crediti – scrive il giudice – vantati dalla Green Holding con i relativi debiti che fanno capo alle società estere”. Un gioco che avrebbe permesso ad Andrea Grossi, dopo la morte del padre Giuseppe, di riprendersi “tutto quello che gli apparteneva” estromettendo un vecchio socio: “Io so solo che mi sono comprato l’ultima parte del mio gruppo che mi mancava”, afferma intercettato Andrea Grossi. L’ampliamento della discarica di Borgo Montello dunque “consentirebbe l’ennesima distrazione di somme (…) in spregio delle esigenze di tutela della salute collettiva”, permettendo di intascare nuovi contributi per la post-gestione. Il giudice ha disposto anche il sequestro delle quote della Indeco per evitare la distrazione di fondi “drenati dalle tasche dei cittadini con tariffe sempre più esose” che anziché servire alla tutela dell’ambiente finiscono nelle tasche dei privati. Per alimentare i capricci dei signori dei rifiuti: “Castelli da sistemare, vetture dal valore di 450mila euro, appartamenti”. Mentre continua l’odore insopportabile della discarica per gli abitanti di Borgo Montello.


«I rifiuti di Roma diventeranno combustibile per cementifici»

07_(Fonte articolo, Il Corriere della Sera, clicca qui) I rifiuti della Capitale ? Finiranno bruciati in cementifici e centrali termo-elettriche. Lo rivela il direttore pianificazione strategica di Ama, Leopoldo D’Amico: si tratta, per la precisione di rifiuti già trattati negli impianti della Capitale e trasformati in «frazione combustibile». Nell’ecodistretto di Rocca Cencia, ha spiegato D’Amico durante un’audizione alla Commissione capitolina Garanzia e Trasparenza, «è prevista anche una linea di valorizzazione della parte residuale indifferenziata dei rifiuti che può essere ricondotta in un ciclo di lavorazione e ci permette di produrre la frazione combustibile». Tra i prodotti in uscita dagli ecodistretti ci sarà dunque « anche il combustibile solido secondario, l’evoluzione dell’attuale combustibile derivato dal rifiuto bruciato negli inceneritori e prodotto dai Tmb», ha precisato D’Amico, «solo che il primo – a differenza del secondo – è un prodotto e non un rifiuto». Da mesi si sta definendo «a livello europeo la direttiva sull’end of waste del css, cioè sulla frazione secca a valle del processo di trattamento dei rifiuti fortemente arricchita da materiali che ne nobilitano il potere calorifico: un combustibile per centrale termoelettriche esistenti o cementifici, che hanno la stessa fisica e potere calorifico del polverino di carbone». «Nella nostra ipotesi su Rocca Cencia – aggiunge D’Amico- stiamo avviando un unità di progettazione particolareggiata, con una visione di assieme che ci permette di dire che ognuna di queste filiere di rifiuti saranno all’interno di edifici ben immaginati, ognuno per ogni tipologia: carta, vetro plastica, metalli, ingombranti ed elettrodomestici in cui c’è tutta la lavorazione».


Velletri, Castelli Romani, in centinaia all’incontro pubblico al “Velidance” contro i due “ecomostri” (discarica e biogas)

07_Articolo tratto da “Castelli Notizie” (fonte redazione) attinente l’assemblea pubblica cittadina contro i due progetti riguardanti discarica, impianto anaerobico e a favore della raccolta differenziata porta a porta e riciclo. Affluenza elevata e contenuti importanti, qui l’articolo descrittivo dell’incontro pubblico. Buona lettura.