Discamping 2012

Nonostante la coltre d’omertà i “No Inc” sono fiduciosi di bloccare l’inceneritore

100_2154_NOTA BENE: La battaglia per la non costruzione dell’inceneritore dei Castelli Romani e per la chiusura e la bonifica della discarica di Albano Laziale è prima di tutto una questione di civiltà. Interrare e bruciare rifiuti nel 2013 significa abbandonarsi ancora a logiche sostanzialmente preistoriche o spesso speculative nel trattamento dei rifiuti solidi urbani. I cittadini dei Castelli Romani si battono da anni a 360° in modo assolutamente civile (come è giusto e doveroso che sia) per far avviare nel loro comprensorio un ciclo virtuoso dei rifiuti basato su raccolta differenziata porta a porta e riciclo a freddo con recupero di materia. Cose assolutamente possibili ed economicamente convenienti per molti, in primis per amministratori e cittadini. Una battaglia durissima e spinosa condotta per la legalità, per la salute pubblica e, soprattutto, nel vero ed unico interesse della comunità. Ogni vita umana ha un valore estremo e alta dignità, va pertanto protetta la sua salute e va protetto, quindi, l’ambiente nel quale essa vive. Sviluppo si, quello vero però! Fuori inceneritori e discariche dai Castelli Romani.

_Breve riassunto (dal punto di vista amministrativo) della vertenza riguardate l’inceneritore dei Castelli Romani tra interviste e resoconto del IV “Discamping” organizzato dai movimenti dei cittadini al Villaggio Ardeatino lo scorso week end. Un articolo per farsi un’idea e da leggere tutto d’un fiato. Nonostante la coltre d’omertà i “No Inc” sono fiduciosi di bloccare il progetto dell’inceneritore. Articolo di Maria Lanciotti pubblicato su Castelli Notizie, per la lettura dello stesso cliccare qui.

 

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26 – 27 e 28 luglio, “Discamping No Inc”, insieme per dare un futuro ai Castelli Romani

discamping-2013_Videoecoballa 25 luglio 2013, rubrica a cura del referente legale del Coordinamento contro l’inceneritore di Albano, Daniele Castri. Promo e invito al IV Discamping “No Inc” del 26-27 e 28 luglio al Villaggio Ardeatino. Buona visione, clicca qui.

_NOTA BENE: La battaglia per la non costruzione dell’inceneritore dei Castelli Romani e per la chiusura e la bonifica della discarica di Albano Laziale è prima di tutto una questione di civiltà. Interrare e bruciare rifiuti nel 2013 significa abbandonarsi ancora a logiche sostanzialmente preistoriche o spesso speculative nel trattamento dei rifiuti solidi urbani. I cittadini dei Castelli Romani si battono da anni a 360° in modo assolutamente civile (come è giusto e doveroso che sia) per far avviare nel loro comprensorio un ciclo virtuoso dei rifiuti basato su raccolta differenziata porta a porta e riciclo a freddo con recupero di materia. Cose assolutamente possibili ed economicamente convenienti per molti, in primis per amministratori e cittadini. Una battaglia durissima e spinosa condotta per la legalità, per la salute pubblica e, soprattutto, nel vero ed unico interesse della comunità. Ogni vita umana ha un valore estremo e alta dignità, va pertanto protetta la sua salute e va protetto, quindi, l’ambiente nel quale essa vive. Sviluppo si, quello vero però! Fuori inceneritori e discariche dai Castelli Romani.

_Quarta edizione del Dis-Camping. Venerdì 26, sabato 27 e domenica 28 luglio 2013. In una vigna adiacente al VII invaso della discarica intercomunale di Roncigliano (Albano Laziale), proprio all’Ingresso di Villaggio Ardeatino, Comune di Ardea. Ingresso da Via Ardeatina km 24,650. Tutti i pomeriggi e le sere: spettacoli di teatro, laboratori di compostaggio e produzione di saponi, proiezioni di film, concerti, assemblee pubbliche, pranzi, cene e tanto altro ancora. Disponibilità di campeggio gratuito. Presenti anche Wc, punto luce ed acqua potabile per ogni necessità. Per informazioni o prenotazioni: Paolo, cell: 349-6803686. Info aggiornate su: http://www.noinceneritorealbano.it . Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare. Non mancate!

Programma delle tre serate organizzate dal Coordinamento Contro l’inceneritore di Albano Laziale.

Venerdì 26 Luglio:

  • ore 20:30 Cena.
  • ore 22:00 Spettacolo con Paolo Pesce – monologhi liberi, a seguire concerto dei Keaton Pure.

Sabato 27 Luglio:

  • ore 17:30 Laboratorio di produzione saponi.
  • ore 18:30 Assemblea pubblica: Nocività diffuse sui territori e comitati popolari.
  • ore 20:30 Cena.
  • ore 22:00 Federico Baldini racconta Gente di Pasolini di Daniele Molina, a seguire concerto di Emilio Stella.

Domenica 28 Luglio:

  • ore 17:30 Laboratorio di esperimenti scientifici per bambini.
  • ore 18:30 Assemblea pubblica: Stato della vertenza contro l’inceneritore e la discarica di Roncigliano e situazione regionale.
  • ore 20:30 Cena.
  • ore 22:00 Cinema all’aperto con proiezioni.

Discarica di Roma, forse vicini alla svolta, si punta sull’Ardeatina ai piedi dei Castelli

mappa_DISCAMPING “NO INC” 2013, IV EDIZIONE. PER INFORMAZIONI E PROGRAMMA DELLA TRE GIORNI CLICCA QUI O QUI. DIAMO UN FUTURO AL NOSTRO TERRITORIO!

_NOTA BENE: La battaglia per la non costruzione dell’inceneritore dei Castelli Romani e per la chiusura e la bonifica della discarica di Albano Laziale è prima di tutto una questione di civiltà. Interrare e bruciare rifiuti nel 2013 significa abbandonarsi ancora a logiche sostanzialmente preistoriche o spesso speculative nel trattamento dei rifiuti solidi urbani. I cittadini dei Castelli Romani si battono da anni a 360° in modo assolutamente civile (come è giusto e doveroso che sia) per far avviare nel loro comprensorio un ciclo virtuoso dei rifiuti basato su raccolta differenziata porta a porta e riciclo a freddo con recupero di materia. Cose assolutamente possibili ed economicamente convenienti per molti, in primis per amministratori e cittadini. Una battaglia durissima e spinosa condotta per la legalità, per la salute pubblica e, soprattutto, nel vero ed unico interesse della comunità. Ogni vita umana ha un valore estremo e alta dignità, va pertanto protetta la sua salute e va protetto, quindi, l’ambiente nel quale essa vive. Sviluppo si, quello vero però! Fuori inceneritori e discariche dai Castelli Romani.

_(Fonte articolo, Italia chiama Italia, clicca qui) Ne’ la cava di inerti di via della Selvotta, ne’ quella in via Laurentina, ne’ quella di Tor Tignosa e nemmeno il sito di proprieta’ dell’avvocato Cerroni alla Solforatella. Non sorgera’ li’ la discarica che raccogliera’ l’eredita’ di Malagrotta e che accogliera’ i rifiuti trattati della Capitale. Il tavolo tecnico coordinato dal commissario, Goffredo Sottile, e che oggi si e’ riunito per oltre due ore, ha verificato che le ipotesi valutate approfonditamente nei giorni scorsi non sono adeguate all’esigenza di realizzare in quei luoghi quel tipo di impianto di smaltimento. Infatti, nell’area Laurentina-Santa Palomba (che accomuna tutti i siti menzionati), oltre al ‘problema’ del cosiddetto vincolo Bondi che tutela l’ambito meridionale dell’agro romano c’e’ soprattutto quello legato alla falda acquifera che, secondo alcuni dati arrivati dalla regione Lazio, tende a crescere nel corso dell’anno e questo basta a impedire in quei territori il progetto discarica. Perche’ il serio rischio sarebbe quello di ritrovarsi a che fare con i rifiuti che galleggiano. In piu’ per quanto riguarda la cava di pozzolana di Tor Tignosa (Santa Palomba) e il sito della Solforatella, come gia’ emerso nei mesi passati, qui c’e’ anche la problematica relativa alla presenza di zolfo sotto il terreno. Insomma, solfatare sotterranee che se mai si manifestassero in superficie “sparerebbero” l’immondizia verso l’alto a mo’ di geyser. Ecco allora che, secondo quanto si apprende in queste ore, l’attenzione dei tecnici di Regione, Comune e Provincia si e’ concentrata fortemente su un altro sito presente nella lista dei dieci (tra cave di inerti e discariche gia’ autorizzate), gia’ esaminato in precedenza e che adesso riprende quota fortemente. L’ambito di riferimento e’ sempre Roma Sud. Si tratta di una discarica di proprieta’ della Ecofer Ambiente, gia’ autorizzata dalla Regione e situata in via Ardeatina, dove vengono smaltiti rifiuti pericolosi, in particolare il ‘fluff’, cioe’ la parte non ferrosa delle carcasse d’auto rottamate e sottoposte a frantumazione. Al momento e’ questa l’ipotesi piu’ probabile che entro una settimana Sottile dovra’ sottoporre al ministro dell’Ambiente, Andrea Orlando, come previsto dal decreto di un mese fa che pero’ ancora non e’ stato pubblicato sulla gazzetta ufficiale e quindi al momento non e’ in vigore. Nel frattempo, prosegue il lavoro di Ama per portare fuori dalla citta’ i rifiuti trattati dall’1 ottobre (quando sara’ scaduta la proroga di Malagrotta) in poi. Entro mercoledi’ prossimo la municipalizzata lancera’ il bando ordinario per l’esportazione dei rifiuti fuori dal Lazio e/o dall’Italia. La sua durata sara’ di un anno e potra’ essere rinnovato. Al momento non e’ stata definita la base d’asta del bando ne’ e’ chiaro quante saranno le tonnellate coinvolte. Questa gara vedra’ i suoi esiti dopo circa sei mesi, pertanto si sta valutando la possibilita’ di indire un’altra gara, questa volta ristretta a pochi soggetti (3/5), per assicurare il trasporto dei rifiuti nel periodo che intercorre tra la chiusura di Malagrotta e l’assegnazione del bando ‘ordinario’.

_(Fonte articolo, Il Messaggero, clicca qui) La nuova discarica di Roma sorgerà lungo la Ardeatina al quattordicesimo chilometro, fuori dal raccordo anulare. È questa l’ipotesi più forte sul tavolo del commissario Goffredo Sottile, rivelata dall’agenzia Dire. Di tempo per decidere ne è rimasto poco, il decreto del ministro Andrea Orlando impone infatti alle amministrazioni una scelta entro il 31 luglio, ovvero mercoledì prossimo. Sottile e i tecnici di Comune, Provincia e Regione sarebbero dunque fortemente orientati a optare per il terreno della Ecofer Ambiente che attualmente ospita una discarica, già autorizzata dalla Regione, dove vengono smaltiti rifiuti pericolosi, in particolare il fluff, cioè la parte non ferrosa delle carcasse d’auto rottamate e sottoposte a frantumazione. In questa maniera si potrebbe risparmiare tempo prezioso ed evitare forse di mandare i rifiuti di Roma all’estero, un’operazione particolarmente onerosa per le casse pubbliche che se non sarà evitata del tutto, potrà essere ridotto nel tempo. Vengono quindi scartate definitivamente la cava di inerti di via della Selvotta e quella in via Laurentina, né quella di Tor Tignosa e nemmeno il sito di proprietà di Cerroni alla Solforatella. Ora si aspettano le reazioni dei residenti di questa parte di Roma sud che hanno già mostrato di non gradire la scelta. Non si tratterà in ogni caso di una nuova Malagrotta, visto che in questa discarica finiranno soltanto i rifiuti già trattati negli impianti del Lazio e che l’aumento della differenziata, farà calare il volume totale dell’immondizia romana.


Inceneritore di Acerra, la bocca dell’inferno & le vie infinite delle ceneri

4b4ccdb96f571dc68fa57c9cca4374e9_Public_Gallerie_3279_550_800_2_DISCAMPING “NO INC” 2013, IV EDIZIONE. PER INFORMAZIONI E PROGRAMMA DELLA TRE GIORNI CLICCA QUI O QUI. DIAMO UN FUTURO AL NOSTRO TERRITORIO!

_NOTA BENE: La battaglia per la non costruzione dell’inceneritore dei Castelli Romani e per la chiusura e la bonifica della discarica di Albano Laziale è prima di tutto una questione di civiltà. Interrare e bruciare rifiuti nel 2013 significa abbandonarsi ancora a logiche sostanzialmente preistoriche o spesso speculative nel trattamento dei rifiuti solidi urbani. I cittadini dei Castelli Romani si battono da anni a 360° in modo assolutamente civile (come è giusto e doveroso che sia) per far avviare nel loro comprensorio un ciclo virtuoso dei rifiuti basato su raccolta differenziata porta a porta e riciclo a freddo con recupero di materia. Cose assolutamente possibili ed economicamente convenienti per molti, in primis per amministratori e cittadini. Una battaglia durissima e spinosa condotta per la legalità, per la salute pubblica e, soprattutto, nel vero ed unico interesse della comunità. Ogni vita umana ha un valore estremo e alta dignità, va pertanto protetta la sua salute e va protetto, quindi, l’ambiente nel quale essa vive. Sviluppo si, quello vero però! Fuori inceneritori e discariche dai Castelli Romani.

_(Fonte articolo, Informare per Resistere, clicca qui) A parte l’olezzo connesso all’incessante arrivo degli autocarri carichi di immondizia, l’anticamera dell’inferno – ovvero il cortile dell’inceneritore di Acerra – è probabilmente il posto più pulito della piana di Napoli. Durante la sosta dello Spazzatour presso l’impianto, molti attivisti del M5S calzano sul volto una mascherina protettiva. Magari coreografico ma perfettamente inutile. I fumi che escono dalle ciminiere dell’inceneritore non ricadono nelle immediate vicinanze ma “ad ombrello”, con un raggio di qualche decina di chilometri che andrebbe calcolato tenendo conto dei venti e delle caratteristiche del materiale. L’inceneritore è gestito dalla bresciana A2A. Il responsabile, un ingegnere biondo rossiccio dall’accento veneto, è un perfetto padrone di casa. Gentile, disponibile, inappuntabile, per nulla polemico di fronte a centinaia di parlamentari e di attivisti del M5S che apprezzano il suo lavoro esattamente quanto il fumo negli occhi. L’ingegnere accetta senza fare una piega che l’impianto venga chiamato da tutti “inceneritore” anche se egli sottolinea che si tratta di un “termovalorizzatore” perchè bruciando rifiuti viene generata energia elettrica: “In un anno 550 milioni di kilowatt ora, che equivalgono al fabbisogno di 200.000 famiglie”. Un attivista fa notare che, riciclando i rifiuti anziché bruciandoli, verrebbe risparmiata una quantità di energia elettrica pari a tre volte tanto. L’ingegnere incassa senza replicare. Per capire cosa finisce nell’inceneritore è necessario un cenno al contorto ciclo dei rifiuti in Campania. La raccolta differenziata raggiunge il 50%. In questo 50% è anche compresa la frazione organica (detta anche “umido” o “scarti di cucina”) che viene avviata al trattamento fuori dalla regione: in Campania non esistono impianti di compostaggio che pure sono i meno costosi e costituiscono il grado zero del riciclaggio. La città di Napoli manda in Olanda via nave la sua immondizia indifferenziata. Il resto della Campania manda invece la sua immondizia indifferenziata negli Stir (stabilimenti di tritovagliatura ed imballaggio dei rifiuti) che separano la frazione umida sfuggita alla raccolta differenziata e la avviano alle discariche. La frazione secca – 600.000 tonnellate all’anno – va invece all’inceneritore di Acerra. L’ingegnere della A2A spiega che gli autocarri in arrivo vengono pesati per determinare la quantità del carico. Gli attivisti insistono per sapere se viene controllata anche la qualità del contenuto: “Abbiamo il sospetto che qui vengano bruciati anche rifiuti industriali”. L’ingegnere allarga le braccia: “Noi guardiamo i documenti e facciamo dei controlli a campione”. Bruciando i rifiuti, prosegue il responsabile dell’impianto, si producono fumi e ceneri. Le ceneri di combustione costituiscono circa il 20% del peso iniziale dei rifiuti trattati dall’inceneritore. Esse comprendono anche metalli (un peso pari al 5% dei rifiuti che entrano nell’inceneritore) che vengono recuperati e riutilizzati. Il resto delle ceneri di combustione (dunque il 15% del peso iniziale dei rifiuti) viene avviato al riuso nei cementifici. I filtri attraverso cui passano i fumi prima di uscire dalle ciminiere trattengono una quantità di polveri pari ad un altro 5% del peso iniziale dei rifiuti e vengono sepolti in una miniera tedesca di salgemma. Poi l’ingegnere conduce il drappello verso l’inferno. Verso il cuore dell’impianto. La fornace vera e propria non si vede se non sui monitor di controllo che la riprendono costantemente; si vede però un’enorme fossa colma di rifiuti che davvero sembra una bolgia dantesca. Un braccio meccanico comandato a distanza – una sorta di mega tenaglia – pesca ininterrottamente dalla fossa per alimentare la fornace. Ogni volta che la tenaglia tira su la roba, si vedono penzolare verso il basso brandelli di abiti e di plastica. Nella fossa spiccano bottiglie di plastica e lattine in quantità. Ad occhio, una buona metà di quel che viene bruciato potrebbe essere tranquillamente avviato al riciclaggio attraverso la raccolta differenziata. Un attivista lo fa notare all’ingegnere. Lui allarga le braccia di nuovo: “Questo non è un problema mio”.

_(Fonte, Informare per Resistere, clicca qui) Non ha detto: con l’inceneritore di Acerra ci pisciano in testa e poi dicono che piove. Ma il senso era esattamente quello e nessuno ha potuto smentirlo. Il professor Antonio Mafella, medico oncologo dell’istituto Pascale di Napoli, viene abitualmente definito “un mito” da coloro che lottano perchè Napoli e la Campania siano posti sani e puliti. Il motivo dell’aura di – direi quasi – venerazione che lo circonda è emerso chiaramente durante la visita dello Spazzatour all’inceneritore di Acerra. L’ingegnere responsabile dell’impianto sta illustrando che l’inceneritore tratta 600.000 tonnellate i rifiuti all’anno; le ceneri trattenute dai filtri delle ciminiere – pari al 5% del peso iniziale dei rifiuti – vengono sepolte in una miniera tedesca di salgemma e le ceneri di combustione – pari al 15% del peso iniziale dei rifiuti – vengono riutilizzate dai cementifici. Il professor Mafella si impadronisce del microfono con piglio leonino: “Secondo i dati ufficiali dell’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, ndr) tutti i 56 inceneritori italiani esportano complessivamente nelle miniere di salgemma tedesche 260 mila tonnellate di ceneri, di cui il 50% proveniente dalla sola Lombardia. E’ evidente che c’è qualcosa che non va”. Se la calcolatrice non mente, infatti, l’inceneritore di Acerra da solo produce ogni anno 30.000 tonnellate di ceneri trattenute dai filtri delle ciminiere e dirette alle miniere tedesche – il 5% delle 600.000 tonnellate di rifiuti trattati. Tuttavia l’intero flusso italiano di ceneri verso la Germania è pari al prodotto di soli otto impianti come quello di Acerra: e gli inceneritori in Italia non sono otto, sono 56. In Italia i rifiuti non vengono tracciati, sottolinea Mafella, e dipinge la possibile commistione delle ceneri provenienti dai filtri dei camini degli inceneritori italiani con le ceneri che rappresentano il residuo della combustione dei rifiuti, destinate queste ultime ai cementifici: “La Campania ha tre cementifici fra i più grandi d’Italia (sono tutti in questa zona e due di essi sono nel centro di città) che completano l’opera di inquinamento: una ricerca appena pubblicata negli Stati Uniti attesta la correlazione diretta fra cementifici e tumori”. E ancora: “Ogni tonnellata di rifiuti che viene trattata qui ad Acerra costa alla Campania 70 euro per l’incenerimento, 35 euro per il danno sanitario, 30 euro per l’ammortamento dell’impianto: fanno 135 euro; in più la A2A per ogni tonnellata incassa dallo Stato 80 euro di incentivi Cip 6 (quelli per la produzione dell’energia elettrica di rifiuti che gravano direttamente sulle bollette degli utenti, ndr). Totale, 215 euro a tonnellata. Napoli, per mandare i suoi rifiuti indifferenziati in Olanda, spende di meno, spende 115 euro a tonnellata”. Il professore prende fiato ma le ue parole sono un inarrestabile fiume in piena: “Chiudono lo stabilimento di Pomigliano perchè dicono che è il mercato, dicono che è più economico produrre le auto in Brasile. Per produrre le auto vale in principio del libero mercato e della ricerca del prezzo più vantaggioso, per trattare i rifiuti no? Ma non ho mica capito!”


Discamping “No Inc” 2013, programma ed eventi delle tre serate

discamping-2013_NOTA BENE: La battaglia per la non costruzione dell’inceneritore dei Castelli Romani e per la chiusura e la bonifica della discarica di Albano Laziale è prima di tutto una questione di civiltà. Interrare e bruciare rifiuti nel 2013 significa abbandonarsi ancora a logiche sostanzialmente preistoriche o spesso speculative nel trattamento dei rifiuti solidi urbani. I cittadini dei Castelli Romani si battono da anni a 360° in modo assolutamente civile (come è giusto e doveroso che sia) per far avviare nel loro comprensorio un ciclo virtuoso dei rifiuti basato su raccolta differenziata porta a porta e riciclo a freddo con recupero di materia. Cose assolutamente possibili ed economicamente convenienti per molti, in primis per amministratori e cittadini. Una battaglia durissima e spinosa condotta per la legalità, per la salute pubblica e, soprattutto, nel vero ed unico interesse della comunità. Ogni vita umana ha un valore estremo e alta dignità, va pertanto protetta la sua salute e va protetto, quindi, l’ambiente nel quale essa vive. Sviluppo si, quello vero però! Fuori inceneritori e discariche dai Castelli Romani.

_Quarta edizione del Dis-Camping. Venerdì 26, sabato 27 e domenica 28 luglio 2013. In una vigna adiacente al VII invaso della discarica intercomunale di Roncigliano (Albano Laziale), proprio all’Ingresso di Villaggio Ardeatino, Comune di Ardea. Ingresso da Via Ardeatina km 24,650. Tutti i pomeriggi e le sere: spettacoli di teatro, laboratori di compostaggio e produzione di saponi, proiezioni di film, concerti, assemblee pubbliche, pranzi, cene e tanto altro ancora. Disponibilità di campeggio gratuito. Presenti anche Wc, punto luce ed acqua potabile per ogni necessità. Per informazioni o prenotazioni: Paolo, cell: 349-6803686. Info aggiornate su: http://www.noinceneritorealbano.it . Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare. Non mancate!

Programma delle tre serate organizzate dal Coordinamento Contro l’inceneritore di Albano Laziale.

Venerdì 26 Luglio:

  • ore 20:30 Cena.
  • ore 22:00 Spettacolo con Paolo Pesce – monologhi liberi, a seguire concerto dei Keaton Pure.

Sabato 27 Luglio:

  • ore 17:30 Laboratorio di produzione saponi.
  • ore 18:30 Assemblea pubblica: Nocività diffuse sui territori e comitati popolari.
  • ore 20:30 Cena.
  • ore 22:00 Federico Baldini racconta Gente di Pasolini di Daniele Molina, a seguire concerto di Emilio Stella.

Domenica 28 Luglio:

  • ore 17:30 Laboratorio di esperimenti scientifici per bambini.
  • ore 18:30 Assemblea pubblica: Stato della vertenza contro l’inceneritore e la discarica di Roncigliano e situazione regionale.
  • ore 20:30 Cena.
  • ore 22:00 Cinema all’aperto con proiezioni.

Discamping “No Inc”: buone pratiche per dare l’esempio

_(Fonte articolo, clicca qui) Sabato e Domenica scorsi – 29 e 30 Settembre – in una bellissima vigna di Villaggio Ardeatino posta proprio davanti il VII invaso (ed annesso terrapieno) della discarica per rifiuti indifferenziati di Roncigliano, si è tenuto il III Dis-camping (versione autunnale).

Iniziativa necessaria a mantenere alta l’attenzione, in termini di mobilitazione, su un territorio che ha dato troppo, nei decenni passati, in termini ambientali ed igienico sanitari e su cui pende ancora, purtroppo, il rischio dell’avvio del cantiere per la costruzione dell’inceneritore dei Castelli Romani. Sia, inoltre, per continuare la raccolta fondi necessaria al prosieguo delle iniziativa di opposizione, anche giuridiche, all’inceneritore dei Castelli Romani, al VII invaso (ed annesso terrapieno) e, soprattutto, alla modalità di raccolta indifferenziata dei rifiuti solidi urbani.

Per l’occasione, un gruppo di ragazzi e ragazze del Movimento 5 stelle di Albano, Ardea, Ciampino e Morena hanno organizzato e gestito la raccolta differenziata dei “rifiuti” prodotti. Due compostiere per l’organico, realizzate sul posto. E tre punti di raccolta per separare PLASTICA, VETRO, ALLUMINIO E CARTA. Con la sola cena di Sabato e col pranzo (anche “bagnato”, quindi meno partecipato!) della Domenica, per un totale di circa 130 coperti, sono stati raccolti i seguenti materiali:

  • 9 sacchi da 100 L cad. di materiale plastico
  • 4 sacchi da 80 L cad. di vetro
  • 1,5 mc di carta e cartone
  • 1 sacco da 50 L di alluminio
  • ¼ di mc di organico
  • Indifferenziato inferiore a 3 Kg.

Tutto il materiale, pari a 80 KG circa – vetro escluso (inserito nelle apposite campane!) – è stato conferito presso un’azienda di Cancelliera – contattata nei giorni precedenti – che provvederà ora al reinserimento dei materiali, tramite gli appositi consorzi di riciclo, all’interno della catena produttiva. L’azienda ha riconosciuto anche un compenso economico di 5€ come rimborso per il conferimento dei materiali. Con relativa fattura. No all’inceneritore di Albano, No al VII invaso (ed annesso terrapieno) di Roncigliano, Sì a raccolta differenziata porta a porta associata a riduzione , riuso e riciclo dei rifiuti solidi urbani.


Nel balletto delle discariche ci si scorda del Porta a Porta. Ma i ‘No Inc’ non mollano…

_(Fonte articolo, clicca qui) Mancano circa tre mesi alle festività natalizie. Legate quest’anno ad una scadenza improrogabile: la chiusura di Malagrotta per il 31 dicembre. Goffredo Sottile si sta facendo due conti, calendario alla mano, e suda freddo. Il povero Commissario all’emergenza rifiuti non sa più dove battere il capo. E insiste: a Monti dell’Ortaccio la discarica ‘provvisoria’. E non importa se all’ingresso di Malagrotta un certo Celestino Leonetti si è incatenato a cinque metri di altezza con una catena al collo, minacciando di fare il salto se i comitati non vengono ricevuti e ascoltati. Da chi? Sottile si è rifiutato, si chiede udienza ai vertici. Intanto Nicola Zingaretti torna a indicare in alternativa Pian dell’Olmo, già individuato dal prefetto Pecoraro e respinto dal ministro all’Ambiente Corrado Clini. E mentre si continua a fare il balletto dei sette siti indicati dalla Regione Lazio, concentrando di volta in volta l’attenzione su questo o quello – secondo come tira il vento –, scappa a tutti dalla mente che per arrivare alla nuova discarica si deve obbligatoriamente passare per una ottimale raccolta differenziata. Che invece si trova a zero zero carbonella. Quel poco che si vede in giro fa pietà e compassione, fatti salvi alcuni Comuni, dotati di spiccato senso civico, che invece la fanno sul serio e con la massima convinzione che se non si parte dalla differenziata non si arriva in nessun posto. Esattamente come stabilito dalle nuove direttive europee, riguardo le normative per il trattamento dei rifiuti urbani. Intanto la Regione Lazio dopo il terremoto che l’ha sconvolta (ma davvero?!) cerca nuovi assetti che non si può dire per ora come si rifletteranno sull’emergenza rifiuti a Roma – qualche ipotesi si potrebbe azzardare ma meglio evitare di fare le cassandre di turno, rischiando magari di dare un’accelerata agli eventi – mentre il Commissario Sottile (che tanto responsabile per l’emergenza rifiuti non pare si sia dimostrato) tira dritto per Monti dell’Ortaccio non avendo evidentemente sottomano altri siti da condannare. Intanto lo storico Palazzo Savelli, prestigiosa sede del municipio di Albano Laziale, rischia il crollo a causa di uno striscione contro l’inceneritore fissato con delle corde, che a quanto pare deturpa il monumentale edificio e zona circostante, e nel gran putiferio fra striscione sì striscione no, passa proprio di mente il nocciolo della questione: inceneritore sì, inceneritore no. Intanto il Consorzio Colari dell’avvocato Cerroni lavora a testa bassa per preparare nuovi carteggi e superare d’un balzo tutti gli ostacoli posti dagli enti locali, spazzando via le ultime resistenze. E in tutto ciò – e ben altro e di peggio, sotto la crosta c’è l’inferno che bolle – i Comitati cittadini non mollano la presa, e fanno quel che possono per mantenere viva una protesta che nasce dal semplice attaccamento alla vita e all’Ambiente che la ospita. La continuità delle iniziative, i momenti di socialità e di denuncia, la posizione ferma di fronte agli attacchi di ogni genere, e adeguate controffensive, si protrae ormai da cinque anni e sempre con rinnovato vigore. Fra le più recenti iniziative del Coordinamento No Inc, per restare nel locale, l’assemblea pubblica domenica 23 settembre a Cancelliera per fare il punto della situazione in ambito cittadino, e certo nessuno si aspettava di vedere arrivare da fuori un blindato di polizia e due volanti dei carabinieri, tanto che Anna, un’anziana signora del posto, ha così espresso la sua sorpresa: “Nemmeno una faccia locale tra le forze dell’ordine, adesso si dovrà ricominciare a spiegare tutto anche a questi signori”. Sabato 29 e domenica 30 campeggio bis al Villaggio Ardeatino, dopo la tre giorni ai primi di agosto. Per il terzo anno consecutivo il No Inc si concede un campeggio alternativo, all’aria puzzolente di fronte alla collina degli oleandri, che fa da schermo a quello che c’è dietro e promette disgrazie. Un presidio che si potrebbe dire permanente, poiché mai cala l’attenzione su qualsiasi movimento sospetto nell’area interessata alla costruzione dell’inceneritore e dove il VII invaso della vecchia discarica continua a ingoiare rifiuti tal quale. Nessuno è lasciato solo a lottare sul suo territorio, i comitati cittadini si danno man forte. Presenti al discamping a Roncigliano – nonostante il maltempo abbia in parte scompigliato il programma – rappresentanti di comitati di altre zone, così come il No Inc sarà presente domenica 7 ottobre a Colleferro, zona martoriata dalle orrende logiche degli avvelenatori per profitto, a fianco di chi si batte per ripristinare un minimo di rispetto per la salute dell’uomo e del territorio. Insieme, uniti e compatti, nel rispetto delle leggi e contro ogni tipo di illecito, in questo caso dalle gravissime e insanabili ripercussioni sul presente e sul tempo futuro.