Discamping 2012

V “Discamping” contro l’inceneritore e la discarica dei Castelli Romani, 11, 12 e 13 luglio

07_(Fonte comunicato, Coordinamento Contro l’inceneritore di Albano Laziale – Castelli Romani, clicca qui) Malgrado tutto continuano a riempire il VII invaso e la discarica di Roncigliano continua ad avvelenare popolazioni e territorio. Il comune di Albano, la regione Lazio, l’Arpa, la Provincia, la Pontina Ambiente, dopo sette sedute hanno abbandonato la conferenza dei servizi che è rimasta sospesa e nel frattempo le falde hanno subito ben 164 sforamenti di inquinanti. I verbali del dipartimento prevenzione della ASL, i verbali dei vigili urbani di Albano e la delibera di giunta, che ufficializzano odori acri e insopportabili e richiedono controlli del tmb e della stabilizzazione dell’umido, sono rimasti lettera morta. Addirittura la banale misurazione delle volumetrie residue rimane incognita anche dopo la diffusione al mondo delle immagini dell’invaso messe a disposizione dal coordinamento contro l’inceneritore. LA LEGGE AMBIENTALE, la famosa 152/06, rimane allegramente inapplicata, confermando l’opinione popolare per cui le leggi sono un po’ come la pelle dei santissimi, elastiche ed adattabili a tutte le stagioni e le congregazioni.
DOBBIAMO QUINDI ANCORA CHIUDERE LA DISCARICA E MAGARI EVITARE CHE A QUALCHE BUONTEMPONE VENGA L’IDEA DI SCAVARE ANCHE L’OTTAVA BUCA. In fondo gli 8 ettari liberati dall’inceneritore rimangono da “valorizzare”… Tanto più che Cerroni non demorde e presenta ricorsi a raffica al TAR: ora contro l’interdittiva antimafia del Prefetto, ora contro il Ministero dello Sviluppo Economico che ha finalmente respinto la ulteriore richiesta di incentivi per il fu inceneritore. Così il 18 luglio bisognerà seguire sia la terza udienza del processo, dove siamo parte civile, sia l’udienza TAR a via Flaminia dove siamo costituiti ad adiuvandum con il ministero contro Cerroni. Siccome è doveroso arrivare alla CHIUSURA DEL SITO PRIMA DELLA FINE DEI PROCESSI, dobbiamo DARE CONTINUITA’ ALLA NOSTRA VERTENZA per la sanità delle popolazioni contro le nocività dei padroni e per far crescere l’autogoverno dei cittadini. IL DISCAMPING AL VILLAGGIO ARDEATINO DALL’11 AL 13 LUGLIO SERVIRA’ A FARE IL PUNTO SULLE NOSTRE LOTTE A RAFFORZARE LA NOSTRA SOCIALITA’ E SE SARA’ POSSIBILE A METTERE INSIEME QUALCHE EURO PER LE SPESE LEGALI E LA PROPAGANDA FUTURA. CHIUDERE IL SITO DI RONCIGLIANO FAR CRESCERE L’AUTORGANIZZAZIONE POPOLARE.

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Falcognana: il Parlamento Europeo valuta un sopralluogo a Roma

image1_ARTICOLO 32 COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA (STRALCIO): “LA REPUBBLICA TUTELA LA SALUTE COME FONDAMENTALE DIRITTO DELL’INDIVIDUO E INTERESSE DELLA COLLETTIVITA’…”.

_NOTA BENE: La battaglia per la non costruzione dell’inceneritore dei Castelli Romani e per la chiusura e la bonifica della discarica di Albano Laziale è prima di tutto una questione di civiltà. Interrare e bruciare rifiuti nel 2013 significa abbandonarsi ancora a logiche sostanzialmente preistoriche o spesso speculative nel trattamento dei rifiuti solidi urbani. I cittadini dei Castelli Romani si battono da anni a 360° in modo assolutamente civile (come è giusto e doveroso che sia) per far avviare nel loro comprensorio un ciclo virtuoso dei rifiuti basato su raccolta differenziata porta a porta e riciclo a freddo con recupero di materia. Cose assolutamente possibili ed economicamente convenienti per molti, in primis per amministratori e cittadini. Una battaglia durissima e spinosa condotta per la legalità, per la salute pubblica e, soprattutto, nel vero ed unico interesse della comunità. Ogni vita umana ha un valore estremo e alta dignità, va pertanto protetta la sua salute e va protetto, quindi, l’ambiente nel quale essa vive. Sviluppo si, quello vero però!

_(Fonte articolo, Roma Today, clicca qui) Lo avevano promesso e lo hanno fatto. I comitati e le sigle che da tempo si stanno opponendo alle discariche di Falcognana e Cupinoro, hanno portato a Bruxelles le proprie istanze. E lo hanno fatto, andando ad ascoltare la discussione che in mattinata si è tenuta presso la Commissione Petizioni EU, sul mancato rispetto delle normative relative all’individuazione dei due siti per le discariche. Nella delegazione, hanno partecipato tra gli altri Pasquale Calzetta, co-presidente dell’Associazione Sportello del Cittadino assieme a De Juliis; Laura Pasetti per l’Associazione Laurentes e Carla Canale, avvocato del  Coordinamento No Discariche no inceneritori Municipio IX e Pomezia. In rappresentanza della petizione promossa da Cupinoro, c’era invece il signor Luigino Bucchi. “Tutti gli interventi hanno evidenziato la violazione delle direttive europee vigenti in materia di rifiuti e lo stato di emergenza determinato proprio dalle suddette violazioni perpetrate dall`Amministrazione Regionale, dal Comune di Roma e dal Commissario Straordinario Sottile” ci fa sapere Pasquale Calzetta. “La Presidente della Commissione Petizioni On. Erminia Mazzoni ha recepito per la prima volta le istanze dei cittadini, lasciando aperte le suddette petizioni e sollecitando il Commissario all`Ambiente della Commissione Europea Potocnik ad una preventivo e fattivo intervento sulle problematiche evidenziate – c’informa l’ex Presidente del Municipio XII (ora IX) – inoltre è stata sollecitata la stessa commissione ad effettuare nel più breve tempo possibile un sopralluogo a Roma e nel Lazio e nelle realtà menzionate”.  “Visto l`immobilismo delle Amministrazioni regionali e comunali  – ha poi concluso Calzetta – che stanno provocando una sorta di procurata emergenza al fine di avallare qualsiasi tipo di decisione che potrà prendere il Commissario Sottile sulla pelle dei cittadini, accogliamo con favore la disponibilità ad un sopralluogo che ponga finalmente chiarezza nella vicenda della gestione dei rifiuti a Roma e nel Lazio”. “Speriamo quanto prima in un intervento della Commissione a tutela della salute dei cittadini e dell’ambiente” hanno aggiunto, in una nota,  Laura Pasetti e l’avvocato Canale, presenti come Calzetta all’odierna discussione a Bruxelles.


L’Isola di San Biagio da discarica a perla naturale della Laguna di Venezia

index_ARTICOLO 32 COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA (STRALCIO): “LA REPUBBLICA TUTELA LA SALUTE COME FONDAMENTALE DIRITTO DELL’INDIVIDUO E INTERESSE DELLA COLLETTIVITA’…”.

_NOTA BENE: La battaglia per la non costruzione dell’inceneritore dei Castelli Romani e per la chiusura e la bonifica della discarica di Albano Laziale è prima di tutto una questione di civiltà. Interrare e bruciare rifiuti nel 2013 significa abbandonarsi ancora a logiche sostanzialmente preistoriche o spesso speculative nel trattamento dei rifiuti solidi urbani. I cittadini dei Castelli Romani si battono da anni a 360° in modo assolutamente civile (come è giusto e doveroso che sia) per far avviare nel loro comprensorio un ciclo virtuoso dei rifiuti basato su raccolta differenziata porta a porta e riciclo a freddo con recupero di materia. Cose assolutamente possibili ed economicamente convenienti per molti, in primis per amministratori e cittadini. Una battaglia durissima e spinosa condotta per la legalità, per la salute pubblica e, soprattutto, nel vero ed unico interesse della comunità. Ogni vita umana ha un valore estremo e alta dignità, va pertanto protetta la sua salute e va protetto, quindi, l’ambiente nel quale essa vive. Sviluppo si, quello vero però!

_(Fonte articolo, News Republic, clicca qui) Un’isola costruita dall’uomo che per anni è stata adibita a discarica, un’azienda che ha convertito la centrale nucleare di Kalkar in un parco per famiglie, il sapere scientifico dell’università affacciata sul Canal Grande, sono i protagonisti di un ampio progetto volto a creare un Polo dedicato a cultura, recupero di storia e antiche tradizioni lagunari, svago e tempo libero nel cuore della laguna veneta. Zamperla, azienda leader nella realizzazione di aree polifunzionali, nota per i progetti realizzati in tutto il mondo (Coney Island, Kalkar, Russia etc.), in collaborazione con Fondazione Università Ca’ Foscari che con Zamperla collabora da oltre un anno attraverso attività di ricerca, presenta il progetto di riqualificazione dell’Isola San Biagio: dall’ex inceneritore alle nuove prospettive di tutela dell’habitat naturale e valorizzazione del patrimonio storico di Venezia e della laguna. Il progetto prevede una prima fase di indagine e preparazione dell’area, con i relativi interventi di risanamento dai danni provocati dalla precedente destinazione d’uso e una seconda fase dedicata alla costruzione di un Polo polifunzionale che grazie alle più recenti tecnologie, tratte dal mondo dell’entertainment, si proporrà come strumento di conoscenza dell’antica storia di Venezia e della laguna veneta. Realtà aumentata (innovazione tecnologica anelata dai musei di tutto il mondo) per residenti, turisti e scolaresche per ripercorrere il passato con un approccio emozionale ed esperienziale, aree didattiche interattive per supportare le scuole nella sperimentazione ludica delle fonti energetiche ecosostenibili, un teatro che si integrerà alle proposte e agli eventi di Venezia e del suo Carnevale, un tributo a una città famosa in tutto il mondo ma le cui origini sono poco conosciute, spesso anche agli specialisti. E poi un racconto che riporta alle origini delle barene e al loro ruolo fondamentale nell’ecosistema lagunare che non trascura la loro fragilità. Il nuovo Polo di Isola San Biagio sarà qualcosa di molto vicino al concetto architettonico e strutturale dei Giardini di Tivoli, a Copenhagen, area immersa nel cuore della città che rispetta e si integra perfettamente nell’ecosistema del giardino circostante, caratterizzandosi però per una connotazione culturale volta a recuperare anche la storia passata per residenti e turisti. Tanti progetti hanno tentato di affascinare Venezia, patrimonio del mondo, dei veneti e dei veneziani, ma troppi sono gli elementi che spesso frenano il cambiamento perché i fragili equilibri di questa città vanno mantenuti e rispettati. La garanzia di questo nuovo progetto deriva dai protagonisti stessi, Fondazione Università Ca’ Foscari e i docenti dell’ateneo per quanto riguarda la parte storica, culturale, di biologia marina e conformazione lagunare, Zamperla attraverso Team Project rispetto a tutte le fasi di progettazione, costruzione e realizzazione. Il progetto Isola San Biagio tra le tante opportunità e i vantaggi porterà alcune certezze: il risanamento di un’area che alla pubblica amministrazione costerebbe diversi milioni di euro e almeno 500 nuovi posti di lavoro, tutto il resto è in più. Alberto Zamperla ha così commentato la presentazione a Venezia: ”Abbiamo realizzato ovunque nel mondo progetti importanti garantendo sempre innovazione, sostenibilità ambientale, esperienza, competenza, collaudi meticolosi, massima affidabilità e sicurezza di tutte le nostre architetture, a Venezia non sarà diverso”, e ha poi concluso con le parole di Mark Twain ”Avrei voluto scriverle io- ha detto -ma non avendolo fatto dovrò usarle in prestito per dirvi che tra vent’anni non sarete delusi dalle cose che avrete fatto ma da quelle che non avrete fatto”. Il Magnifico Rettore di Ca’ Foscari Carlo Carraro: ha spiegato ”Abbiamo messo a disposizione di Zamperla, le competenze specialistiche di due docenti del nostro ateneo che da anni si occupano delle origini di Venezia e della vita della sua laguna. E’ l’esempio di cosa concretamente un ateneo può fare guardando al di fuori di sé e di come il mondo produttivo possa trovare nell’Università un partner capace di dare valore aggiunto a progetti imprenditoriali. In questo caso credo che ci siano due aspetti che meritano di essere evidenziati sugli altri: l’attenzione scientifica prestata nell’analizzare la storia delle origini veneziane e nello studiare l’habitat lagunare per una sua ricostruzione fedele. L’altro è il recupero ambientale di una fetta di città che da discarica diventa luogo ripulito, bonificato e restituito ai veneziani e a chi a Venezia arriva”. Patrizia Torricelli, biologa marina dell’Università Ca’ Foscari Venezia, ha fornito la propria competenza scientifica rispetto all’habitat della laguna e la sua biodiversità: ”Negli ultimi 200 anni, la superficie complessiva delle barene è diminuita di oltre il 60% – spiega – La progressiva riduzione della superficie barenicola determina la scomparsa di un habitat essenziale per molte specie sia animali che vegetali, oltre ad un’alterazione dei processi geo-morfologici tipici degli ambienti lagunari. Erroneamente si ritiene che le acque della laguna siano poco abitate, se non inospitali. In realtà, sotto il pelo dell’acqua, si nasconde un mondo ricco di vita animale e vegetale, con un susseguirsi di specie diverse man mano si passa dalle zone più confinate vicino alla terraferma fino alle bocche di porto, passando per i canali che attraversano la città”. Sauro Gelichi, archeologo di Ca’ Foscari e fine conoscitore della storia di Venezia, ha dato il proprio contributo sul piano degli studi storici e culturali: ”Poiché il Polo ha la specificità di rappresentare una serie di tematismi connessi con la storia di Venezia,siamo stati di supporto a tecnici, ingegneri e creativi nel ricostruire, nella maniera più fedele possibile, gli spazi (dalle architetture fino agli oggetti della vita quotidiana) all’interno dei quali i visitatori si muovono. Lo scopo è stato, ed è, quello di evitare il pericolo di ricostruzioni di ‘genere’, che restituiscano un immaginario fin troppo diffuso ed abusato. Inoltre è allo studio la possibilità di creare un’area specifica che tenti di raccontare, in forma sintetica, le tappe principali della storia di Venezia mantenendo l’aderenza storica”.


Rifiuti: sit-in davanti la Regione Lazio. I manifestanti: “Zingaretti vergogna”

_Rifiuti:sit-in davanti a Regione Lazio,'Zingaretti vergogna'NOTA BENE: La battaglia per la non costruzione dell’inceneritore dei Castelli Romani e per la chiusura e la bonifica della discarica di Albano Laziale è prima di tutto una questione di civiltà. Interrare e bruciare rifiuti nel 2013 significa abbandonarsi ancora a logiche sostanzialmente preistoriche o spesso speculative nel trattamento dei rifiuti solidi urbani. I cittadini dei Castelli Romani si battono da anni a 360° in modo assolutamente civile (come è giusto e doveroso che sia) per far avviare nel loro comprensorio un ciclo virtuoso dei rifiuti basato su raccolta differenziata porta a porta e riciclo a freddo con recupero di materia. Cose assolutamente possibili ed economicamente convenienti per molti, in primis per amministratori e cittadini. Una battaglia durissima e spinosa condotta per la legalità, per la salute pubblica e, soprattutto, nel vero ed unico interesse della comunità. Ogni vita umana ha un valore estremo e alta dignità, va pertanto protetta la sua salute e va protetto, quindi, l’ambiente nel quale essa vive. Sviluppo si, quello vero però! Fuori inceneritori e discariche dai Castelli Romani.

_(Fonte articolo, Ansa, clicca qui) Decine di manifestanti dei comitati anti-discarica stanno manifestando davanti alla Regione Lazio contro il nuovo sito scelto per la Capitale a Falcognana. Tra gli striscioni, si legge ‘Zingaretti vergogna’, ‘Al Divino non se passa’ e uno di dieci metri con le immagini della Madonna del Divino Amore e la scritta ‘Scempio al Divino Amore’. Dirigenti della Regione Lazio che fanno parte del tavolo tecnico approntato dalla Giunta sulla questione rifiuti hanno incontrato una delegazione di comitati: ”Sono state ascoltate tutte le richieste dei comitati ed è stato riferito che l’iter andrà avanti con tutti i passaggi necessari e che non sono previsti tempi tali da portare Roma all’emergenza rifiuti – si legge in una nota – Infatti dopo la chiusura di Malagrotta, prevista per il 30 settembre 2013, l’utilizzo di un piccolo sito di servizio già esistente per lo stoccaggio dei soli rifiuti trattati darà il tempo a Roma per innovare profondamente e rendere più sostenibile la gestione dei propri rifiuti”. ”Alla delegazione – continua il comunicato – sono stati inoltre ribaditi tutti gli impegni assunti dalla Regione in termini di trasparenza delle procedure. In ogni caso è stato assicurato che nel sito non verrà conferito neanche un grammo di rifiuto tal-quale e che non si riprodurrà in alcun modo la logica di una nuova mega-discarica. E’ stato inoltre chiarito che l’autorizzazione in essere sul sito di Falcognana prevede il conferimento di rifiuti speciali pericolosi e risulta dunque idonea all’accoglimento di rifiuti urbani”. ”Tra le criticità sollevate dai comitati – conclude la Regione Lazio – è stata assicurata attenzione al tema della viabilità su cui è stato ribadito l’impegno di Roma Capitale nello studiare soluzioni alternative per contenere l’impatto del traffico sulla via Ardeatina e in particolare sul santuario del Divino Amore che dista oltre tre km dal sito in questione”.. Il presidio no-discarica Divino Amore chiede le dimissioni del commissario straordinario ai rifiuti Goffredo Sottile, sottolineando l’inconsistenza della sua relazione sulla scelta dei sito della Falcognana per ospitare la nuova discarica post-Malagrotta.. “Rispetto all’incontro interlocutorio svoltosi questa mattina alla Regione Lazio – scrive il presidio -, abbiamo assistito a un balletto delle responsabilità in quanto gli elementi a disposizioni sono insufficienti a dichiarare idoneo il sito di Falcognana. Per questo motivo chiediamo le dimissioni del Commissario straordinario ai rifiuti, Goffredo Sottile, la cui relazione è inconsistente e incompleta, tale da non permettere decisioni, tant’è che abbiamo dossier di supplementi istruttori ancora tutti da valutare”. Il comitato ribadisce “che tutte le anime della protesta non hanno colore politico, perché l’unico elemento di coesione é la contrarietà alla realizzazione della discarica di Falcognana/Divino Amore”.


Discariche: quali i rischi per la salute

image_gallery_NOTA BENE: La battaglia per la non costruzione dell’inceneritore dei Castelli Romani e per la chiusura e la bonifica della discarica di Albano Laziale è prima di tutto una questione di civiltà. Interrare e bruciare rifiuti nel 2013 significa abbandonarsi ancora a logiche sostanzialmente preistoriche o spesso speculative nel trattamento dei rifiuti solidi urbani. I cittadini dei Castelli Romani si battono da anni a 360° in modo assolutamente civile (come è giusto e doveroso che sia) per far avviare nel loro comprensorio un ciclo virtuoso dei rifiuti basato su raccolta differenziata porta a porta e riciclo a freddo con recupero di materia. Cose assolutamente possibili ed economicamente convenienti per molti, in primis per amministratori e cittadini. Una battaglia durissima e spinosa condotta per la legalità, per la salute pubblica e, soprattutto, nel vero ed unico interesse della comunità. Ogni vita umana ha un valore estremo e alta dignità, va pertanto protetta la sua salute e va protetto, quindi, l’ambiente nel quale essa vive. Sviluppo si, quello vero però! Fuori inceneritori e discariche dai Castelli Romani.

_(Fonte articolo, Panorama, clicca qui) Risponde Antonio Giordano, oncologo napoletano, direttore dell’Istituto Sbarro di Filadelfia, insegna anche all’università di Siena. Sulla rivista “Cancer Biology and Therapy” ha pubblicato uno studio epidemiologico su cancro e rifiuti e ha creato un gruppo di ricerca al lavoro sulle questioni ambientali.
Le discariche provocano il cancro?
Non è stato ancora dimostrato il nesso di causalità, ma i tempi della scienza non possono diventare un alibi: la correlazione geografica è evidente. Vicino alle discariche è stato registrato un aumento di tumori e malformazioni. Ad esempio, a nord di Napoli e nella provincia di Caserta, dove per decenni sono stati interrati rifiuti tossici, l’eccesso di neoplasie, avvisa uno studio validato dall’Organizzazione mondiale della sanità, è stato del 12 per cento tra gli uomini e del 9 per cento tra le donne. In Texas una ricerca pubblicata nel 2011 ha segnalato che nei pressi di un’area ridotta a sversatoio subito dopo la bonifica le malformazioni congenite sono diminuite del 25 per cento.
Quali malattie sono correlate ai rifiuti?
Senza dubbio, ai rifiuti tossici, le patologie tumorali e le malformazioni congenite. Se poi si considera che nanoparticelle tossiche e diossine non sono né biodegradabili né biocompatibili, si capisce come possono determinare molte malattie. Tra le più comuni,  bronchiti croniche, cancro (sarcomi, linfomi, mielomi e altri tipi di cancro), malformazioni fetali, Parkinson, Alzheimer, infarto e ictus.
Perché all’estero la gente non ha paura di abitare vicino a un termovalorizzatore?
Le premesse sono diverse. In Germania solo i rifiuti organici vengono smaltiti nei termovalorizzatori; plastica, carta, cartone, vetro alluminio accuratamente separati e riciclati. In più, la vendita delle bibite avviene con il sistema del “vuoto a rendere”, le bottiglie riportate al rivenditore, il vantaggio è anche di tipo economico. In Francia, invece, la raccolta differenziata consiste solo nel separare gli involucri di carta e cartone dal resto dei rifiuti, quindi il termovalorizzatore disperde nell’atmosfera fumi e polveri, ma nel Paese si producono grandi quantità di energia a costi contenuti: resta sullo sfondo l’impatto sulla salute. Il termovalorizzatore, però, altro non è che un inceneritore. Bruciare i rifiuti significa trasformarli in polveri sottilissime: nanoparticelle tossiche e diossine dalla dimensione di qualche centesimo di millimetro fino a pochi milionesimi di millimetro. Più sono piccole queste strutture, più sono alte le probabilità che penetrino intimamente nei tessuti. Qual è l’impatto sulla salute del termovalorizzatore di Acerra, l’impianto per eccellenza al centro delle polemiche?
È difficile stabilire quanto inquina un inceneritore, i dati disponibili sono un po’ discordanti. Tuttavia, ad Acerra i “livelli di guardia” nell’emissione di pm 10 (le cosiddette polveri sottili) sono stati superati molteplici volte, nel corso degli anni. Con grave danno per la salute dei cittadini. E, indipendentemente dai livelli di emissione, che pure sono fondamentali, è importante ribadire che incenerire i rifiuti significa produrre gas e ceneri, che, a volte, hanno dimensioni milioni di volte più piccole del polline. È intuitivo che, se il polline è in grado di “viaggiare” per chilometri, anche queste particelle, infinitamente più leggere, possono “viaggiare”. Tutto ciò ci impedisce di immaginare la  ricaduta sul territorio. Quindi, è imprevedibile il danno alla salute che queste polveri sottili possono causare. In Italia la rete di sorveglianza sanitaria funziona?
La rete di sorveglianza sanitaria si basa sulla compilazione di apposite schede, da parte dei medici di medicina generale, per la “denuncia obbligatoria” di talune malattie. Un compito non sempre ottemperato con zelo. Quanto alle diagnosi di cancro, all’Istituto superiore di sanità confluiscono i dati raccolti attraverso registri tumori accreditati, tuttavia non ancora operativi in tutte le regioni. E gli allarmi lanciati spesso restano inascoltati. Uno studio epidemiologico che ho seguito in prima persona, tre anni fa pubblicato sul “Journal of  Experimental Cinical Cancer Research”, ha consentito di mostrare queste falle nel sistema. Dall’esame delle schede di dimissioni ospedaliere, riviste in modo sistematico in Campania, è emerso che, tra il 2002 e il 2005, il numero di tumori alla mammella è stato superiore a quello riportato dagli organi ufficiali. Oltre 40mila i casi non censiti, statistiche sottostimate del 26,5 per cento, soprattutto nella fascia d’età tra i 25 e i 44 anni. Altri studi sono in corso?
Come gruppo di ricerca, il nuovo lavoro realizzato sull’incidenza del cancro in Italia perfeziona la metodologia del precedente studio ed estende il periodo di osservazione fino al 2008. I risultati scientifici confermano che l’aumento più significativo del numero di interventi, per i tumori al seno, si è avuto tra i 25 e i 39 anni e tra i 40 e 44 anni, cioè in età pre-screening.


Roma: discarica a Falcognana, i residenti: «Rovineranno il nostro paradiso»

PAOLO CAPRIOLI TOIATI Il corteo no discarica al Divino Amore arriva ai Fori Imperiali._NOTA BENE: La battaglia per la non costruzione dell’inceneritore dei Castelli Romani e per la chiusura e la bonifica della discarica di Albano Laziale è prima di tutto una questione di civiltà. Interrare e bruciare rifiuti nel 2013 significa abbandonarsi ancora a logiche sostanzialmente preistoriche o spesso speculative nel trattamento dei rifiuti solidi urbani. I cittadini dei Castelli Romani si battono da anni a 360° in modo assolutamente civile (come è giusto e doveroso che sia) per far avviare nel loro comprensorio un ciclo virtuoso dei rifiuti basato su raccolta differenziata porta a porta e riciclo a freddo con recupero di materia. Cose assolutamente possibili ed economicamente convenienti per molti, in primis per amministratori e cittadini. Una battaglia durissima e spinosa condotta per la legalità, per la salute pubblica e, soprattutto, nel vero ed unico interesse della comunità. Ogni vita umana ha un valore estremo e alta dignità, va pertanto protetta la sua salute e va protetto, quindi, l’ambiente nel quale essa vive. Sviluppo si, quello vero però! Fuori inceneritori e discariche dai Castelli Romani.

_(Fonte articolo, Il Messaggero, clicca qui) Se fai l’Ardeatina e superi il raccordo gli striscioni con scritto «no alla discarica» – simili a quelli che in due anni sono stati esposte in sei zone diverse nel lungo e cervellotico gioco dell’oca dei rifiuti – appaiono appena prima del Santuario del Divino Amore. S’infittiscono quando entri nel centro abitato della frazione Falcognana, dove si alternano ai cartelli che annunciano la vendita di appartamenti già costruiti o da completare. Poi, passi sotto uno stretto ponte della Ferrovia, sulla sinistra vedi una scritta sul muro poco diplomatica «No discarica – uniti nella lotta contro sti etc etc». Infine, sulla sinistra il gazebo permanente davanti alla discarica, attorno una campagna fatta di viti, aziende agricole, colline.
Un attimo: che vuole dire davanti alla discarica? I comitati non stanno combattendo proprio perché la discarica non sia fatta? È complicato. Una discarica c’è già e dall’Ardeatina ti ci porta una strada sterrata, un cancello (sul campanello c’è scritto Ecofer), poi vedi dei vigneti e dietro c’è quella ferita aperta nella cartolina verde e graziosa: è la discarica per il materiale dell’autodemolizione che fu autorizzata nel 2003 e che ora diventa il cavallo di Troia per la discarica dei rifiuti già trattati di Roma. Non sarà una nuova Malagrotta e durerà due anni. Ma questo non basta a tranquillizzare. «Quando con mio padre siamo arrivati qua, nel 1985, sembrava di essere in uno di quei film di Bud Spencer e Terence Hill», dice da dietro il bancone della sua azienda agricola Maurizio Evangelisti. Con il sole che batte forte ti sembra di sentire in sottofondo una colonna sonora di Morricone. Una trentina di anni fa, quando qui attorno tutto era incolto, alcuni imprenditori agricoli come Francesco Evangelisti acquistarono i terreni, investirono, per trent’anni si sono svegliati presto al mattino, e costruirono qualcosa di importante. L’azienda agricola la Collinetta, di Evangelisti, alleva mucche e pecore, trasforma i prodotti, vende al dettaglio carne e formaggi di alta qualità. «Tutti vengono qua a fare acquisti dicendo andiamo al Divino Amore – racconta Evangelisti – ora invece chi viene più se sa che qua c’è la discarica? Il danno mediatico c’è già». Evangelisti alle spalle ha i vigneti, i capannoni, gli allevamenti, ma se si affaccia e scruta l’orizzonte vede la discarica, che sta proprio là, basta indicarla con il dito. Sembra di guardarla da Google Map. Nel 2003 con ricorsi al Tar o al Consiglio di Stato provò a fermarla, ma ormai è qua, una conca grigia non tanto grande tra il verde. E si vedono anche nuovi lavori di adattamento, «stranamente intensificati», uno che pensa male ritiene che già si stanno preparando a ricevere i rifiuti di Roma (va però detto che Ecofer ha sempre detto con forza di non volere cambiare il tipo di attività). «Qui attorno – ripete Evangelisti – ci sono aziende agricole a cui è sempre stato detto dalle istituzioni che potevano mantenere solo l’esistente, che non provassero a costruire qualcosa perché è una zona vincolata vicino al Santuario. Solo per mettere una tenda che mi ripara dal sole devo spendere migliaia di euro tra pratiche e burocrazia. Tutto è tutelato, va bene. E oggi che fanno? Aprono la discarica? Ma qui noi abbiamo investito, ci siamo indebitati».
Basta spostarsi ancora, su strade sterrate, e si trova un altro balcone sulla discarica: la torre del Casale della Falcognana, che qui tutti chiamano il castello per quanto è bello avvolto dai pini. C’è un’azienda agrituristica con piscina. Se non si rischiasse di attingere dal linguaggio da depliant, bisognerebbe dire che è una favola. Questo palazzo settecentesco sorge dove un tempo c’era un monastero benedettino. Racconta la proprietaria, Livia Lanza, scrutando a 360 gradi il paesaggio di una campagna che affascina gli stranieri se non fosse per quella ferita grigia, la discarica 1 (per il materiale delle autodemolizioni) che diventerà la discarica 2 (per gli scarti della lavorazione dei rifiuti di Roma): «Ma è possibile pensare di portare i rifiuti in una zona come questa, vincolata? Come arriveranno ogni giorno i cento camion?». Il timore che l’ultima casella del gioco dell’oca della discarica sia proprio laggiù, a poche centinaia di metri, aumenta.


“No alla discarica sull’Ardeatina” i residenti in corteo sulla Colombo

Il sito della potenziale discarica-2_NOTA BENE: La battaglia per la non costruzione dell’inceneritore dei Castelli Romani e per la chiusura e la bonifica della discarica di Albano Laziale è prima di tutto una questione di civiltà. Interrare e bruciare rifiuti nel 2013 significa abbandonarsi ancora a logiche sostanzialmente preistoriche o spesso speculative nel trattamento dei rifiuti solidi urbani. I cittadini dei Castelli Romani si battono da anni a 360° in modo assolutamente civile (come è giusto e doveroso che sia) per far avviare nel loro comprensorio un ciclo virtuoso dei rifiuti basato su raccolta differenziata porta a porta e riciclo a freddo con recupero di materia. Cose assolutamente possibili ed economicamente convenienti per molti, in primis per amministratori e cittadini. Una battaglia durissima e spinosa condotta per la legalità, per la salute pubblica e, soprattutto, nel vero ed unico interesse della comunità. Ogni vita umana ha un valore estremo e alta dignità, va pertanto protetta la sua salute e va protetto, quindi, l’ambiente nel quale essa vive. Sviluppo si, quello vero però! Fuori inceneritori e discariche dai Castelli Romani.

_(Fonte articolo, Repubblica, clicca qui) Si è conclusa la nuova protesta contro la realizzazione dell’impianto di smaltimento di rifiuti vicino al snatuario del Divino Amore. I manifestanti sotto il ministero dell’Ambiente: “Domani mattina incontreremo il direttore generale competente del dicastero, il dottor Pernice”. E propongono: “Utilizzare i siti degli ex poligoni militari”. Il ministro della Difesa Mauro, dopo la polemica con Zingaretti: “Non intralciamo il lavoro di altre istituzioni” Ancora proteste contro la realizzazione della discarica sull’Ardeatina, in località Falcognana, vicino al santuario del Divino Amore. I residenti hanno sfilato sulla via Cristoforo Colombo bloccando il traffico proveniente da San Giovanni e dal centro della capitale. Auto e bus sono costretti a fare retromarcia lungo la carreggiata e il traffico è stato deviato a causa dell’occupazione della corsia laterale durante il presidio, all’altezza dell’incrocio con via Circonvallazione Ostiense.
Tra fischietti, trombette e slogan al megafono, sorvegliati da polizia e carabinieri, sono arrivati al ministero dell’Ambiente, in via Capitan Bavastro, continuando a urlare ‘No discarica’ e mostrando gli striscioni “Ar Divino nun se passa”, perché “Falcognana ha già dato”. Il più bersagliato dai manifestanti è stato il commissario straordinario, Goffredo Sottile: “A casa”, “dimissioni” e “Goffredo Sottile monnezza al tuo cortile”, hanno ripetuto dalla strada chiedendo a gran voce di essere ricevuti dal ministro: “Orlando apri le porte”. E una delegazione, composta da due persone del comitato, è stata ricevuta al dicastero. “Vogliamo che venga convocato un tavolo per la definizione del sito della nuova discarica e che sia presente anche il ministro della Salute Lorenzin”, hanno spiegato. “Domani mattina incontreremo il direttore generale competente del ministero dell’Ambiente, il dottor Pernice, per un primo confronto tecnico in cui consegneremo la nostra documentazione e per prepararci a incontrare poi il ministro Orlando, già domani o al più tardi dopodomani. Ora possiamo tornarcene a casa”, ha detto il portavoce del presidio, Alessandro Lepidini, dopo aver incontrato nuovamente la segreteria del ministero dell’Abiente, insieme al presidente del IX Municipio, Andrea Santoro. Presente anche Dario Nanni, consigliere comunale Pd.

LA PROTESTA ANTI-DISCARICA SULLA COLOMBO VIDEO

Durante la protesta uno dei manifestanti anti-discarica di Falcognana, Silvio Talarico, ha esposto le proposta del comitato, ossia quella di “utilizzare i siti degli ex poligoni militari per il sito della discarica, cui era già favorevole il ministro della Difesa, ora è appoggiata anche anche dal ministro della Salute, Beatrice Lorenzin. Sottile ascolti anche la sua opinione, riportiamo la gestione dei rifiuti in mano pubblica e non più privata”, ha detto. Mentre ilminisindaco Andrea Santoro ha osservato: “Il municipio è sempre vicino ai propri abitanti. Io sto cercando di contattare il Comune, come sapete il sindaco Marino non si è ancora espresso sull’ipotesi di Falcognana, anche se ieri sera abbiamo inviato all’assessore all’Ambiente le nostre osservazioni. Quello che vi chiedo è il massimo della collaborazione – ha detto Santoro richiamando all’ordine la piazza – le forze dell’ordine lavorano anche per noi. Siamo in una fase delicata di trattativa, ogni passo falso potrebbe far saltare tutto”. Santoro è stato accolto con un applauso dai manifestanti, decisi che “il presidente del IX Municipio deve sedere al tavolo tecnico, e da questo non ci spostiamo”.Intorno all’ora di pranzo, il presidio si è sciolto davanti il ministero dell’Ambiente: i 100 manifestanti hanno lasciato via Cristoforo Colombo, all’altezza di via Capitan Bavastro e il tratto laterale dell’arteria, chiuso al traffico, è stato quindi riaperto alla circolazione.
La polemica. Proprio ieri, il nuovo ministro della Difesa, Mario Mauro, è intervenuto sulla questione della spazzatura romana: “La Difesa, nell’ambito della tradizionale collaborazione istituzionale con gli altri dicasteri e con il Comune di Roma, si rende disponibile a collaborare con tutti gli attori coinvolti, per l’individuazione di soluzioni idonee al problema della discarica di Roma”. Una nota che ha scatenato una bufera: da una parte il Pdl, con Gianni Alemanno in primis ad appoggiare l’offerta di Mauro, dall’altra il Pd e Nicola Zingaretti che ha definito la nota del ministero “stravagante se non folle. Comunico al ministro Mauro che la questione è sotto la direzione del commissario del governo Letta di cui lui fa parte. E il suo commissario ha da giorni avanzato una proposta. Qualcuno sta irresponsabilmente giocando con il fuoco per portare Roma all’emergenza rifiuti”. Ora il ministro Mauro ha precisato: “Non intendiamo intralciare il lavoro di altre istituzioni, faremo quello che ci viene chiesto, quando e se ci viene chiesto”. Il titolare di via XX Settembre ha ricordato che, quando è stata chiamata in causa, la Difesa ha dato una mano al ministero della Cultura e al ministero della Giustizia. E dunque “se ci sono emergenze che richiedono il contributo della Difesa, la Difesa c’è. Siamo disponibili nei confronti di tutte le amministrazioni. Tutto quello che è polemica sui siti – ha concluso – non è di mia competenza”. Anche il ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha preso ufficialmente posizione a favore “dell’interessante disponibilità offerta dalla Difesa. Il dopo Malagrotta va gestito con saggezza, a tutela degli abitanti e delle bellezze storiche e paesaggistiche della capitale nonché della specificità dell’Agro romano”. La Lorenzin ha fatto riferimento alla “zona individuata sull’Ardeatina” che, sostiene, “presenta elementi controversi” e, invece, è l’area sulla quale punta Sottile. Per Santoro, “se la disponibilità dei ministri della Difesa e della Salute, Mario Mauro e Beatrice Lorenzin, fosse arrivata prima sarebbe stato diverso, valuteremo con attenzione la situazione, ma così in effetti può sembrare una speculazione. Il sindaco – ha aggiunto il minisindaco – fa bene a non commentare e farebbero bene tutti a non commentare, perché bisogna approfondire bene la questione dopo la relazione di Sottile, una relazione, senza offesa, scadente”. Le proposte dei manifestanti. “Siamo qui per manifestare la nostra contrarietà al fatto che Falcognana diventi la nuova Malagrotta. Qui si riunirà oggi il tavolo tecnico, anche se non vogliono dirci l’orario, per un ulteriore approfondimento cosiddetto istruttorio. Vogliamo che ci aprano le porte per poter manifestare al ministro stesso tutte le nostre perplessità e ragioni”, ha detto Alessandro Lepidini, rappresentante del coordinamento ‘No discarica al Divino Amore’, consigliere Pd del Municipio IX e presidente della commissione Ambiente. Lunedì, ha ricordato Lepidini, “siamo stati in Campidoglio, ricevuti dal sindaco, dal vicesindaco e dall’assessore all’Ambiente, Estella Marino. Quest’ultima si è impegnata affinché la nostra proposta alternativa venga consegnata al tavolo tecnico obbligando a discutere su altri siti, come gli ex poligoni militari dismessi di Allumiere o l’area individuata nei pressi di Passoscuro, a Fiumicino”. “Alla nostra salute ci teniamo e anche al nostro territorio – ha aggiunto il consigliere – un territorio di pregio, di qualità e straordinariamente importante: c’è il santuario del Divino Amore, c’è l’agro romano, ma anche scuole, asili e materne, e lo difenderemo con i denti”. Anche per questo “abbiamo organizzato un presidio permanente ‘No alla discarica al Divino Amore’ al chilometro 15,300 della via Ardeatina. Ce l’abbiamo con Sottile perché lui è il responsabile della scelta, individuata non avendo alle spalle nessuna fondatezza istruttoria. La sua relazione è davvero impalpabile, inconsistente: si può davvero adottare una decisione di così forte e devastante impatto sulla base di una relazione che non ha senso e non si tiene in piedi? Non smetteremo di manifestare e organizzare presidi – ha promesso Lepidini – perché noi questa discarica non la permetteremo mai, e lo ribadiremo anche domenica, quando porteremo i nostri bambini e i nostri striscioni all’Angelus di papa Francesco”.