Daniele Castri

Rifiuti, i Castelli Romani ancora su Blob, Rai 3 + Rassegna stampa ultimi eventi

03333_La Rai, precisamente “Blob”, Rai 3, ospitano nuovamente alcuni cittadini dei comitati castellani che da tempo operano per una diversa politica rifiuti, economica ed ambientale nel bacino Castelli Romani. Sotto la rassegna stampa completa degli ultimi accadimenti su Roma e Castelli Romani circa l’ambito rifiuti, oltre al link Rai per vedere la puntata di “Blob” diretta da Fabio Masi, Ecofobia. Buona lettura e buona visione.

  • Blob, Rai 3, domenica 23 novembre 2014, Ecofobia. Clicca qui o qui per vedere la puntata.
  • La mostruosità della nostra monnezza finisce su Rai 3. Castelli Notizie, autrice Maria Lanciotti, clicca qui.
  • Discarica di Velletri, video di Rai 3 con la denuncia di Daniele Castri. Il Caffè, clicca qui.
  • Velletri, l’ex cava di Lazzaria posta sotto sequestro. Castelli Today, clicca qui.
  • Lazio, rimossa dopo concorso fantasma. E’ nominata vice all’Arpa ma è indagata. Il Fatto Quotidiano, autore Luca Teolato, clicca qui.
  • Velletri, sigilli all’ex cava che vogliono trasformare in discarica. Il Mamilio, clicca qui.
  • Velletri, Aspal: “Sull’impianto biogas siamo entrati in guerra”. Le Città, clicca qui.
  • Rifiuti, a Rocca di Papa incontro sui centri per il riuso. Castelli News, clicca qui.
  • Latina, rifiuti d’oro: altri sette arresti per la discarica. Il Messaggero, clicca qui.
  • Distraevano fondi Regione Lazio per risanamento discariche, sette arresti. Adn Kronos, clicca qui.

Discarica di Roncigliano – Albano Laziale, c’è preoccupazione

3 (2)_Avviso per la cittadinanza: per tutti i prossimi appuntamenti in programma sul territorio castellano per ciò che concerne la questione rifiuti andare alla pagina “news” di questo sito. Buona lettura e partecipazione!

_Ogni persona dotata di responsabilità, spirito civico, amore per il territorio, senso di alcuni problemi sanitari e di lungimiranza non può non essere preoccupata per la situazione che vive questo comprensorio da più punti di vista. Articoli sotto tratti dal giornale “Il Caffè” dei Castelli Romani. Buona lettura.

  • Il Caffè dei Castelli. Albano, la discarica è fuori controllo. Clicca qui.
  • Il Caffè dei Castelli. Lo “Studio Eras” conferma, più morti e tumori dove si trattano i rifiuti. Clicca qui.

11, 12, 13 luglio – quinto “Discamping” contro inceneritore e discarica Castelli Romani

10552036_417211178421487_1748786128_n_(Fonte comunicato stampa, Daniele Castri, referente legale Coordinamento contro l’inceneritore dei Castelli Romani – Albano)

COMUNICATO STAMPA. DIS-CAMPING 2014. Al via la quinta edizione del Dis-Camping. Stasera venerdì 11, domani sabato 12 e domenica 13 luglio.
Concerti, assemblee pubbliche, proiezioni, mostre, pranzi e cene per chiedere l’immediata chiusura del VII invaso e l’avvio del porta a porta in tutti e dieci i Comuni dei Castelli e Litorale che sverzano i propri rifiuti nella discarica di Roncigliano. Stasera venerdì 11, domani sabato 12 e domenica 13 luglio, in una bellissima vigna situata all’ingresso di Villaggio Ardeatino, al confine tra i Comuni di Albano, Ardea e Pomezia, davanti al VII invaso della discarica di Roncigliano, si terrà la quinta edizione del Dis-Camping.
Proprio nei giorni in cui nel Tribunale penale di piazzale Clodio, a Roma, sono in corso i preparativi per la terza udienza dello storico “processo Cerroni” che si terrà venerdì 18 luglio, il popolo No Inc torna in piazza con la nuova edizione dell’ormai “classica” kermesse estiva per chiedere l’immediata chiusura della discarica di Roncigliano e l’avvio del porta a porta “spinto” in tutti e dieci i Comuni dei Castelli Romani e del Litorale nord-Pontino che ancora sverzano i propri rifiuti indifferenziati nel VII invaso costruito, come ricorderete, a meno di 200 metri dalle abitazioni dei residenti: Albano, Ardea, Ariccia, Genzano, Castel Gandolfo, Rocca di Papa, Marino, Lanuvio, Nemi e Pomezia.
Musica dal vivo con i “Pilar del Mar” (cover Fabrizio De André) e la Pasquella Velletrana (musica popolare dei Castelli Romani), proiezioni di film, mostre fotografiche, pranzi e cene anche per vegetariani, vegani e celiaci. Maxi schermo per la diretta della semifinale e finale della coppa del mondo. E, ancora, assemblee pubbliche su: rifiuti, cemento e acqua. Laboratori didattici per bambini e di compostaggio, sul sapone e creme naturali per adulti. Disponibili servizi igienici, corrente elettrica ed acqua potabile per i campeggiatori. E molto altro ancora. Programma aggiornato su: http://www.noinceneritorealbano.it o sulla pagina facebook: “Coordinamento Contro l’Inceneritore di Albano”. Per info e prenotazioni, Paolo Cappabianca: 349-6803686. Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare.


V “Discamping” contro l’inceneritore e la discarica dei Castelli Romani, 11, 12 e 13 luglio

07_(Fonte comunicato, Coordinamento Contro l’inceneritore di Albano Laziale – Castelli Romani, clicca qui) Malgrado tutto continuano a riempire il VII invaso e la discarica di Roncigliano continua ad avvelenare popolazioni e territorio. Il comune di Albano, la regione Lazio, l’Arpa, la Provincia, la Pontina Ambiente, dopo sette sedute hanno abbandonato la conferenza dei servizi che è rimasta sospesa e nel frattempo le falde hanno subito ben 164 sforamenti di inquinanti. I verbali del dipartimento prevenzione della ASL, i verbali dei vigili urbani di Albano e la delibera di giunta, che ufficializzano odori acri e insopportabili e richiedono controlli del tmb e della stabilizzazione dell’umido, sono rimasti lettera morta. Addirittura la banale misurazione delle volumetrie residue rimane incognita anche dopo la diffusione al mondo delle immagini dell’invaso messe a disposizione dal coordinamento contro l’inceneritore. LA LEGGE AMBIENTALE, la famosa 152/06, rimane allegramente inapplicata, confermando l’opinione popolare per cui le leggi sono un po’ come la pelle dei santissimi, elastiche ed adattabili a tutte le stagioni e le congregazioni.
DOBBIAMO QUINDI ANCORA CHIUDERE LA DISCARICA E MAGARI EVITARE CHE A QUALCHE BUONTEMPONE VENGA L’IDEA DI SCAVARE ANCHE L’OTTAVA BUCA. In fondo gli 8 ettari liberati dall’inceneritore rimangono da “valorizzare”… Tanto più che Cerroni non demorde e presenta ricorsi a raffica al TAR: ora contro l’interdittiva antimafia del Prefetto, ora contro il Ministero dello Sviluppo Economico che ha finalmente respinto la ulteriore richiesta di incentivi per il fu inceneritore. Così il 18 luglio bisognerà seguire sia la terza udienza del processo, dove siamo parte civile, sia l’udienza TAR a via Flaminia dove siamo costituiti ad adiuvandum con il ministero contro Cerroni. Siccome è doveroso arrivare alla CHIUSURA DEL SITO PRIMA DELLA FINE DEI PROCESSI, dobbiamo DARE CONTINUITA’ ALLA NOSTRA VERTENZA per la sanità delle popolazioni contro le nocività dei padroni e per far crescere l’autogoverno dei cittadini. IL DISCAMPING AL VILLAGGIO ARDEATINO DALL’11 AL 13 LUGLIO SERVIRA’ A FARE IL PUNTO SULLE NOSTRE LOTTE A RAFFORZARE LA NOSTRA SOCIALITA’ E SE SARA’ POSSIBILE A METTERE INSIEME QUALCHE EURO PER LE SPESE LEGALI E LA PROPAGANDA FUTURA. CHIUDERE IL SITO DI RONCIGLIANO FAR CRESCERE L’AUTORGANIZZAZIONE POPOLARE.


Il “Processo Cerroni” dalla parte dei “No Inc”

07_Il processo Cerroni va avanti con l’assoluta mancanza di rispetto per la vita e la salute umana. Articolo tratto da Castelli Notizie di Maria Lanciotti, clicca qui.

_ATTENZIONE: ASL RM H RENDE NOTO ULTIMO REPORT ANALISI SU ACQUE AD USO UMANO COMUNI DEI CASTELLI ROMANI, CLICCA QUI PER L’ARTICOLO (TITOLO: ARSENICO NELL’ACQUA, ALBANO E LARIANO FUORI LEGGE, ALTRI COMUNI AL LIMITE). BUONA LETTURA.

_(Fonte articolo, Lazionauta, clicca qui) “Si è tenuta lunedì scorso 23 giugno, alle ore 14,00 in punto, al primo piano della palazzina A del Tribunale penale di piazzale Clodio a Roma, la seconda udienza del “Processo (a rito immediato) Cerroni”. Al netto delle chiacchiere, delle polemiche e delle passerelle più o meno pre-elettorali, alle ore 22,30 di sera, dopo un dibattimento durato oltre 8 ore, il Presidente del Collegio dott. Piero De Crescenzo ha annunciato le “parti civili” ammesse a partecipare ai lavori giudiziari. Primi fra tutti, nel dispositivo dei magistrati, gli artefici della lunga e complessa iniziativa giudiziaria che ha portato il “re della monnezza” alla sbarra, ovvero i due “storici” Presidenti del COMITATO NO INC: Paolo Cappabianca ed Amadio Malizia. Appena dopo, i circa 30 residenti di Albano ed Ardea che da 7 lunghi anni si battono come leoni, contro tutto e tutti, per ottenere un ciclo dei rifiuti rispettoso della salute umana e dell’ambiente. Si tratta delle stesse persone che “presidiano” pacificamente, nel corso di ogni udienza, l’aula del Tribunale in cui i magistrati cercheranno di appurare le responsabilità penali e civili di tutti gli imputati: Manlio Cerroni; Giuseppe Sicignano (direttore della discarica di Roncigliano); Francesco Rando (ex amministratore della società Pontina Ambiente proprietaria della discarica di Albano); i due ex dirigenti della Regione Lazio Luca Fegatelli e Raniero De Filippis che autorizzarono la costruzione del VII invaso e dell’Inceneritore dei Castelli Romani; Piero Giovi (sodale del Gruppo Cerroni) e, infine, Bruno Landi, braccio destro del “re” della monnezza ed unico imputato presente al processo. Ammessi come parti civili, inoltre, gli otto Comuni (su dieci totali) che ancora sverzano i propri rifiuti indifferenziati nel VII invaso della discarica di Roncigliano (Ariccia, Genzano, Lanuvio, Rocca di Papa, Nemi, Albano, Castel Gandolfo e Pomezia), con la sola eccezione negativa di Ardea e Marino che non sono interessati, almeno per il momento, all’iniziativa giudiziaria. Accettati nel processo, infine: Ministero dell’Ambiente, Regione Lazio, Comune di Roma, WWF, Legambiente Lazio, Ama e la società Rida Ambiente. Numerosi, invece, gli esclusi eccellenti, che pure avevano fatto richiesta, tra cui i associazioni locali e nazionali (come “Codici”) e residenti di Malagrotta, Valle Galeria, Fiumicino e Borgo Montello (Latina); tra di loro anche Enti pubblici della portata della Provincia di Roma. Prossimo udienza lunedì 18 luglio ore 09,00. Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare. Due parole: NO INC!”


Roma, iniziato il processo, tutti contro l’ex ras della monnezza

07_(Fonte articolo, Osservatore Laziale e Castelli Notizie, clicca qui e qui).  ATTENZIONE, RASSEGNA STAMPA COMPLETA DI IERI 5 GIUGNO 2014 A QUESTO LINK. BUONA LETTURA. Il Comune di Genzano ha chiesto la restituzione integrale delle somme versate nel periodo 2006-2012 alla soc. Pontina Ambiente, per un totale di circa 10 milioni di euro più interessi. Si apre un altro capitolo di una storia dal cupo rimbombo kafkiano, che si auspica non resti incompiuta. Giovedì 5 luglio, prima udienza del processo a Manlio Cerroni patron di Malagrotta e ad altri cinque suoi fidi impegnati nella gestione dei rifiuti, e Bruno Landi ex presidente della Regione Lazio. In questa prima fase sono state raccolte dai giudici della prima sezione penale del Tribunale di Roma – presieduta da Piero De Crescenzo – una valanga di richieste di costituzione civile, presentate da istituzioni, comuni, associazioni e semplici cittadini, mentre pare non sia stata fatta analoga richiesta da parte della Provincia di Roma, ma si sia costituito per essa Paolo Izzo, patrocinato dall’avvocato Rossodivita. I difensori hanno chiesto per i loro assistiti la revoca delle misure cautelari, così che gli imputati non si trovino costretti al soggiorno obbligato o a doversi recare a firmare il registro dei sorvegliati. Il processo riprenderà il 23 giugno, per la valutazione delle richieste di costituzione di parte civile e l’ammissione delle prove, poi ci sarà l’interruzione per le vacanze e si riprenderà a settembre, e di udienza in udienza si arriverà a Natale e a Capodanno e per l’anno nuovo Dio provvede. Riferito il più o meno risaputo, riportiamo quanto ci è stato rilasciato da un cittadino facente parte del Coordinamento No Inc, presente alla prima udienza: «Giovedì 5 giugno 2014 alle ore nove alla prima sezione del tribunale di Roma c’è stata la prima udienza contro Cerroni ed i suoi “fedelissimi” e Fegatelli e De Filippis per la parte pubblica, in quanto ex dirigenti della Regione Lazio, coinvolta nell’ “affare monnezza”. C’ è stata la costituzione di parte civile come parte lesa di un nutrito gruppo di cittadini residenti nelle immediate vicinanze della discarica di Roncigliano e che sono coloro che direttamente da oltre 30 anni subiscono gli effetti mortiferi della stessa. Si sono costituiti alcuni comuni, in particolare Ariccia, Genzano, Albano insieme a Castel Gandolfo, poi sono iniziate le sorprese: si sono costituiti altri comuni come Marino, Ciampino, Nemi, Velletri, Rocca di Papa, e associazioni come Legambiente e il WWF, la Regione Lazio (!), il Comune di Roma, un singolo cittadino come rappresentante della Provincia di Roma e una miriade di altri, motivo per cui il Pm del procedimento ha chiesto un rinvio per lo studio delle carte processuali. Ma dov’era tutta questa gente, queste Amministrazioni ed Enti, questi ecologisti di professione che da sempre pescano nel torbido, mentre Cerroni e la sua banda da 30 anni a questa parte facevano il bello e il cattivo tempo sullo smaltimento dei rifiuti, devastando ed inquinando territori e falde acquifere, facendo pagare prezzi salatissimi in termini di salute e di condizioni igenico-sanitarie e di tariffe applicate ai comuni e di conseguenza ai cittadini, visto che i comuni stessi (Albano Laziale ne è l’esempio eclatante) hanno pagato o si sono indebitati zitti e buoni, rifacendosi sulle tariffe applicate ai cittadini, in ossequio al patron Cerroni? Noi la maggior parte di tutti questi non li abbiamo mai visti nei tanti anni di lotta e di battaglia anche legale che ci hanno visto protagonisti, con decine di manifestazioni, centinaia di assemblee, presidi e iniziative di vario genere, decine di azioni legali compiute tutte a nostre spese. Oggi spuntano come funghi a reclamare un risarcimento e una visibilità che non gli appartiene. Per ritornare all’udienza gli imputati, attraverso i loro avvocati, hanno chiesto che venga chiuso il procedimento a loro carico perché, sintetizzando, dicono che vista l’età avanzata della maggior parte di loro, ciò impedirebbe a priori la reiterazione del reato! Ma hanno proprio una bella faccia tosta! Quello che hanno messo su è un vero e proprio impero di tipo dinastico che ha mille tentacoli e mille addentellati con la compiacenza trasversale di troppa fetta di politici ed amministratori ed ora tentano di buttarla sul patetico! Per concludere, la prossima udienza è convocata per il 23 giugno (poi è stato fatto un calendario da settembre a gennaio) e il giudice ha detto che vista la quantità di persone interessate presto tenterà laddove possibile, di farsi concedere l’aula Occorsio per le prossime udienze». Si riporta inoltre qui di seguito anche il comunicato del Comune di Genzano di Roma, costituitosi parte civile:
Nel corso della prima udienza del procedimento penale nei confronti di Manlio Cerroni, il Comune di Genzano di Roma ha depositato questa mattina presso il Tribunale penale di Roma l’atto di Costituzione di parte civile al fine di difendere i diritti lesi dei cittadini e di ottenere un risarcimento sia per i danni patrimoniali subiti dall’Amministrazione comunale che per i danni non patrimoniali. Il Comune di Genzano ha chiesto infatti la restituzione integrale delle somme versate nel periodo 2006-2012 alla soc. Pontina Ambiente, per un totale di circa 10 milioni di euro più interessi. Agli imputati viene infatti contestato il reato di frode nelle pubbliche forniture in quanto nell’esecuzione dell’appalto per lo smaltimento dei rifiuti, avviando a termo valorizzazione un quantitativo annuo di CDR inferiore a quello dichiarato ed incrementando unilateralmente la tariffa per la termo distruzione anche sul quantitativo di CDR mai prodotto o comunque mai combusto, avrebbero commesso frode nell’esecuzione dell’appalto, conseguendo nel periodo 2006-2012 una indebita percezione di oltre 10 milioni di euro. «A questo – spiega il Sindaco Flavio Gabbarini – vanno poi aggiunti i danni non patrimoniali subiti dalla città e dai cittadini di Genzano, quantificati in circa un milione di euro: parliamo di danni di carattere ambientale, danni igienico-sanitari accertati dalla Asl e dal rapporto ‘Epidemiologia, rifiuti, ambiente, salute nel Lazio – Eras Lazio’ nel raggio di 5 km dall’impianto di Roncigliano, senza contare il gravissimo danno all’immagine della città e delle istituzioni».


Processo rifiuti Lazio, si parte col “botto”, valanga di richieste di parti civili – rassegna stampa completa

_Rassegna stampa completa su quanto accaduto ieri 5 giugno 2014 a Roma circa il processo riguardante lo scandalo rifiuti Lazio. La rassegna stampa sarà aggiornata nei prossimi giorni con eventuali sviluppi e nuovi articoli. “Buona” lettura.

  • Comunicato stampa “Coordinamento contro l’inceneritore di Albano” inizio processo rifiuti Lazio. 5 giugno aperto il processo a Cerroni & soci. Clicca qui.
  • Processo Cerroni. Il Comune di Genzano di Roma parte civile. Dal 2006 al 2012, chiede 10 milioni di Euro più gli interessi. Clicca qui.
  • I complici del “Supremo” contro il dirigente della Asl. Clicca qui.
  • Il mistero della discarica, iniziano le misurazioni. Clicca qui.
  • Cerroni libero di tornare a Roma. Clicca qui.
  • Rifiuti. Minacce e pressioni ad Albano Laziale. Processo a Cerroni. Clicca qui.
  • La carica delle 150 parti offese contro il “Supremo” dei rifiuti. Clicca qui.
  • Cerroni, 7 sindaci chiedono i danni. Clicca qui.
  • Rifiuti. Minacce al dirigente della Asl. Clicca qui.
  • Parte processo Cerronopoli. Cittadini dei Castelli Romani e Latina chiedono i danni. Clicca qui.
  • Processo sullo scandalo rifiuti. 17 cittadini di Borgo Bainsizza si costituiscono parte civile. Clicca qui.
  • Processo rifiuti d’oro: 150 parti offese contro il “Supremo” delle discariche. Clicca qui.
  • Processo Cerroni. Il Comune di Rocca di Papa parte civile. Clicca qui.
  • Processo rifiuti. Cittadini di Montello e Bainsizza parte civile nel processo. Clicca qui.
  • Processo scandalo rifiuti Lazio. Il Comune di Ciampino parte civile. Danni d’immagine dai rifiuti. Clicca qui.
  • Processo Cerroni & Co. Valanga di parti civili. Clicca qui.
  • Prima udienza del “Processo Cerroni”, in tanti si costituiscono parti civili. Ma prima dov’erano? Clicca qui.
  • Processo Cerroni. Tutti parte civile. I comuni vanno all’arrembaggio. Clicca qui.
  • Processo Cerroni. I comuni, noi parti lese. Clicca qui.
  • Processo a Cerroni. Decine di richieste di costituzione parte civile. Clicca qui.
  • Si avvicina il processo. Manlio Cerroni: “E’ la battaglia della mia vita”. Clicca qui.
  • Processo a Cerroni. 150 richieste di costituzione parte civile. Clicca qui.
  • Donato Robilotta, basta demonizzare Cerroni. Clicca qui.
  • Rifiuti. Roma caput immundi. Clicca qui.
  • Processo a Cerroni dopo Albano Laziale anche Genzano di Roma si costituisce parte civile. Clicca qui.
  • Cerroni, sarà processo show. Ogni mercoledi ci sarà udienza. Clicca qui.
  • Iniziato oggi il processo al signore delle discariche Manlio Cerroni. Clicca qui.
  • Manlio Cerroni, iniziato il processo: tutti contro l’ex ras della monnezza (di Maria Lanciotti). Clicca qui.
  • Processo Cerroni, molte le costituzioni di parte civile. Clicca qui.
  • Sistema Cerroni, parte il processo, assente la politica pontina. Clicca qui.

0111_(Fonte articolo, Il Caffè, clicca qui) Al via lo “storico” processo al Gruppo Cerroni. Nessuno degli imputati presente in aula. Cittadini e Comuni di Anzio, Albano, Genzano, Ariccia e Rocca di Papa chiedono i danni come parte civile. Sotto la lente d’ingrandimento l’Inceneritore di Albano e il 7° invaso di Roncigliano Stamattina, alle nove in punto, nella palazzina A del Tribunale penale di piazzale Clodio, a Roma, ha preso avvio lo “storico” processo al patron dell’immondizia Manlio Cerroni. Alla sbarra, insieme a lui, dopo ben sette anni di indagini, sono finiti anche suoi uoni di fiducia. A cominciare dal suo braccio destro, Bruno Landi, presidente socialista della Regione Lazio a fine anni ’80, poi deputato con il Psi (travolto dallo scandalo della Tangentopoli regionale, reati prescritti), poi passato a fare il manager di Cerroni (amministratore delegato di Ecoambiente Srl, società controllata dal Comune di Latina, che gestisce una delle due discariche di Borgo Montello, Latina, al confine con Nettuno ed Aprilia sud). Landi l’anno scorso è stato nominato amministratore delegato della Latina Ambiente, municipalizzata del capoluogo, ruolo dal quale è stato sospeso a seguito del suo arresto lo scorso 9 gennaio. Sotto processo, poi, anche il direttore tecnico della discarica di Roncigliano, a Cecchina (tra Albano, Ardea e Pomezia), Giuseppe Sicignano; l’ex amministratore della società Pontina Ambiente del Gruppo Cerroni, proprietaria del sito di Roncigliano, Francesco Rando; e, soprattutto, i due ex dirigenti della Regione Lazio, Luca Fegatelli e Raniero De Filippis. Nessuno di loro, però, si è presentato in aula. Pesanti come macigni, per tutti, i capi di imputazione: associazione a delinquere, truffa aggravata, frode, traffico di rifiuti, interramento non autorizzato di rifiuti, sovrafatturazione, falso ideologico, eccetera eccetera. Viceversa, “presidiavano” l’ingresso del Tribunale, già dalle prime ore del mattino, i 40 residenti di Albano ed Ardea che vivono a poche centinaia di metri dalla discarica di Roncigliano, ad Albano Laziale, che si sono anche costituti parte civile, insieme alle 3 storiche Associazioni territoriali note col nome di “Comitato No Inc”. In sostanza, si presentano come “vittime” della presunta associazione a delinquere, chiedendo la condanna degli imputati ed il risarcimento dei danni. Chiedono che gli imputati risarciscano alle associazioni, ai residenti ed ai Comuni clienti di Cerroni i danni patrimoniali causati dalle presunte fatture gonfiate per l’interramento e trattamento dei rifiuti. Inoltre, chiedono i danni igienico-sanitari ed ambientali. Sono gli stessi cittadini che hanno presentato, nel lontano 2008, la prima denuncia penale al Tribunale di Velletri il cui numero di protocollo dà il nome all’intero processo (R.G. 7449/2008). Accanto a loro, in aula e nel procedimento giudiziario, almeno una ventina di cittadini-residenti nei pressi della discarica di Borgo Montello, a Latina. Anch’essi hanno depositato la richiesta di costituzione di parte civile. E poi, per finire, anche alcune amministrazioni comunali, a vario titolo interessate al procedimento penale. In particolare, i Comuni di Albano, Genzano, Ariccia, Rocca di Papa ed Anzio, che hanno annunciato la loro costituzione di parte civile.
È il primo passo di un processo quasi interamente dedicato alle note vicende dell’inceneritore di Albano e del 7° invaso della discarica di Roncigliano (4 su 6 capi d’imputazione), che si annuncia lungo e complesso, ma che cittadini, associazioni e comitati promettono che porteranno avanti, passo dopo passo, con forza e determinazione. Nella speranza di ottenere la condanna degli imputati, il risarcimento dei danni subiti e, soprattutto, l’avvio d’un ciclo dei rifiuti rispettoso della salute umana e dell’ambiente. Prossimo appuntamento per l’udienza di lunedì 23 giugno ore 14.