Convegno DIFFERENZIA-TI

Bracciano, i cittadini in piazza contro la nuova Malagrotta

hghhhhhhhhhhhhhdf--400x300_(Fonte articolo, Dazebao, clicca qui) “No alla riapertura della discarica di Cupinoro, No al polo industriale dei rifiuti”. E’ questo lo slogan del  Comitato Bracciano Stop Discarica che sabato 29 marzo ha organizzato una fiaccolata a Bracciano che partirà alle ore 18 da piazza delle Magnolie. I cittadini vogliono far sentire la loro voce, ovvero accendere le fiaccole contro il piano del Comune di Bracciano e della Regione Lazio. “Per chi ci governa – scrivono in una nota –  la soluzione dell’emergenza rifiuti del Lazio è riaprire Cupinoro e ridurre il nostro territorio a un’immensa pattumiera. Purtroppo l’emergenza non nasce con la chiusura della discarica e non si risolverà con la sua riapertura. Questa semplicemente non è la soluzione. La discarica doveva essere chiusa già da anni, – prosegue il Comitato – ma con mille proroghe ha continuato a inquinare la nostra terra, l’acqua e l’aria. Finalmente lo scorso 30 gennaio è stata chiusa, subito dopo che il Ministero dei Beni Culturali e del Turismo si è espresso contro ulteriori ampliamenti. Nonostante questo, c’è chi sta facendo di tutto per realizzare a Cupinoro un polo industriale regionale dei rifiuti”. “La riapertura della discarica – puntualizza il Comitato –  metterebbe ancora più a rischio la salute del territorio e delle persone che vi abitano e distruggerebbe componenti fondamentali delle economie locali come il turismo e l’agricoltura! A chi giova tutto questo? Cupinoro è una bomba a orologeria. Perché in tutti questi anni chi ci governa non ha pianificato un’alternativa sostenibile? E dove sono finiti i soldi per la messa in sicurezza e la bonifica?  La soluzione esiste: una gestione virtuosa che punti sulla riduzione e il riciclo dei rifiuti, potenziando la raccolta differenziata porta a porta e il compostaggio aerobico per il trattamento dell’umido. Altri comuni lo stanno già facendo, i nostri amministratori cosa aspettano?”

Annunci

Da Comieco le regole per differenziare bene anche durante le feste

1328112580comieco_A tutta la cittadinanza, Buon Natale e felice 2014!

_ARTICOLO 32 COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA (STRALCIO): “LA REPUBBLICA TUTELA LA SALUTE COME FONDAMENTALE DIRITTO DELL’INDIVIDUO E INTERESSE DELLA COLLETTIVITA’…

_(Fonte articolo, News Republic, clicca qui) Il Natale è alle porte e Comieco, il Consorzio Nazionale per il Recupero e Riciclo degli Imballaggi a Base Cellulosica, ricorda di non dimenticare le buone norme di raccolta e prestare particolare attenzione alla differenziazione di carta e cartone. Ecco quindi, in vista delle feste, alcune indicazioni utili fornite da Comieco per differenziare correttamente i rifiuti derivanti da grandi pranzi o cene, frequenti in questo periodo. Innanzitutto, occorre tenere a mente che tutti i tovaglioli usati e in generale qualsiasi tipologia di carta o cartone che contenga residui di cibo o che sia ormai sporca va gettata nell’indifferenziata. Scorrendo le diverse pietanze tipiche del menu di Natale e/o Capodanno, partiamo dagli antipasti, tra cui affettati e formaggi, la cui confezione cartacea va gettata nell’indifferenziata, perchè si tratta di carta sporca, a meno non sia formata da parti separabili, come carta e plastica; in tal caso i materiali possono essere riposti separatamente nella raccolta differenziata. Passiamo poi ai primi piatti: la carta da forno, utilizzata ad esempio per le lasagne, è anch’essa destinata all’indifferenziata. Giunti al secondo, è d’obbligo menzionare uno dei simboli del cenone di capodanno: il cotechino o lo zampone. In questo caso, è necessario separare la confezione di cartone dall’involucro che contiene la carne. Infine il dolce: anche in questo caso, occorre ricordarsi di separare la confezione in cartone dal cellophane che avvolge il dolce. A pasto concluso, una volta giunti al conto, nell’eventualità in cui si sia scelto di festeggiare fuori casa, è importante rammentare che gli scontrini non devono andare nel raccoglitore della carta, ma, trattandosi di carta chimica, dovrebbero essere gettati nell’indifferenziata. Comieco ricorda che se ogni italiano differenziasse correttamente dal resto dei rifiuti una confezione di panettone, una di pandoro, una di torrone, due scatole di pasta, due giornali, due riviste, due sacchetti e la scatola di un giocattolo si raccoglierebbero circa 120.000 tonnellate di carta e cartone, sufficienti ad evitare la costruzione di un’intera discarica di medie dimensioni.


Benissimo, i rifiuti non si bruciano. Per noi vale anche per gli inceneritori!

rogo_ARTICOLO 32 COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA (STRALCIO): “LA REPUBBLICA TUTELA LA SALUTE COME FONDAMENTALE DIRITTO DELL’INDIVIDUO E INTERESSE DELLA COLLETTIVITA’…”

_(Fonte articolo, News Republic, clicca qui) Inasprimento delle sanzioni per chi brucia i rifiuti, comunicazione più agevole tra magistratura e amministrazioni, classificazione e caratterizzazione delle aree agricole contaminate. Sono gli aspetti principali del decreto sulla cosiddetta Terra dei fuochi, che il ministro dell’Ambiente Andrea Orlando e il ministro dell’Agricoltura Nunzia De Girolamo presenteranno martedì 3 dicembre in Consiglio di Ministri. Alcuni punti sono stati illustrati dal ministro Orlando parlando con i giornalisti a Napoli, dove ha partecipato a un’iniziativa del consorzio Ecopneus. Nel decreto, ha detto Orlando, saranno presenti “norme che consentiranno una comunicazione più agevole tra magistratura inquirente e amministrazioni chiamate poi a interventi di risanamento e di bonifica”. Un canale di comunicazione che si attiverà automaticamente in caso di reati che possono avere effetti sul territorio dal punto di vista della contaminazione ambientale, “per assicurare un meccanismo non occasionale o eventuale nella trasmissione di queste informazioni”. Poi la classificazione e la caratterizzazione delle aree agricole contaminate: le norme serviranno, ha spiegato Orlando, “anche per indicare le aree che non hanno avuto danni e non pregiudicare una filiera che, dal punto di vista economico, è importantissima per la Campania e per l’Italia”. Nel decreto non si parlerà di risorse che “per individuare i siti all’analisi delle istituzioni nel corso di questi anni ci sono. Ora si tratta di sbloccarle e utilizzarle adeguatamente”. Novità anche sul fronte della repressione dei roghi di rifiuti tossici: “Legheremo la situazione emergenziale e di crisi ambientale a un inasprimento per comportamenti che, in altre realtà, possono essere anche sanzionate in modo meno grave”, ha spiegato Orlando. In breve, “andare in quell’area e abbandonare un inerte o un ingombrante non ha stessa valenza” in termini di “effetti che produrrebbe in un’altra realtà con una gestione dei rifiuti ordinata e senza attività criminali”. “Non credo che l’inasprimento dei reati di per sè risolva un fenomeno così drammatico -ha aggiunto Orlando- ma in questo caso un inasprimento della sanzione consente anche alle forze dell’ordine di dare un segnale alle organizzazioni criminali e ai molti che, per incuria o inciviltà, hanno contribuito a fare di quella zona uno tra gli impianti inquinanti più grandi d’Italia”. Per risanare ai danni provocati in Terra dei fuochi “saranno necessari molti anni – ha concluso il ministro – ma penso si possa parlare di una reazione efficace delle istituzioni, per un fenomeno per molto tempo non solo trascurato, ma neanche raccontato”.


Dieci azioni per Zero Rifiuti si presenta a Ecomondo

22918_ARTICOLO 32 COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA (STRALCIO): “LA REPUBBLICA TUTELA LA SALUTE COME FONDAMENTALE DIRITTO DELL’INDIVIDUO E INTERESSE DELLA COLLETTIVITA’…”.

_NOTA BENE: La battaglia per la non costruzione dell’inceneritore dei Castelli Romani e per la chiusura e la bonifica della discarica di Albano Laziale è prima di tutto una questione di civiltà. Interrare e bruciare rifiuti nel 2013 significa abbandonarsi ancora a logiche sostanzialmente preistoriche o spesso speculative nel trattamento dei rifiuti solidi urbani. I cittadini dei Castelli Romani si battono da anni a 360° in modo assolutamente civile (come è giusto e doveroso che sia) per far avviare nel loro comprensorio un ciclo virtuoso dei rifiuti basato su raccolta differenziata porta a porta e riciclo a freddo con recupero di materia. Cose assolutamente possibili ed economicamente convenienti per molti, in primis per amministratori e cittadini. Una battaglia durissima e spinosa condotta per la legalità, per la salute pubblica e, soprattutto, nel vero ed unico interesse della comunità. Ogni vita umana ha un valore estremo e alta dignità, va pertanto protetta la sua salute e va protetto, quindi, l’ambiente nel quale essa vive. Sviluppo si, quello vero però!

_(Fonte articolo, Italpress, clicca qui) Si intitola “Dieci azioni per Zero Rifiuti” il nuovo libro a cura di Roberto Cavallo e della cooperativa Erica che Edizioni Ambiente presenterà durante la fiera di Ecomondo, a Rimini, giovedì. “Dieci azioni per Zero Rifiuti” ripercorre il cammino verso rifiuti zero di alcune delle più importanti aziende italiane del settore ambientale e di numerose Amministrazioni locali virtuose presenti nella nostra penisola. Un percorso che viene raccontato in modo fresco, diretto e senza fronzoli da chi, come i professionisti della cooperativa Erica, vive questa realtà nel proprio lavoro quotidiano e sta partecipando attivamente all’evoluzione che sia gli Enti locali che l’industria stanno affrontando, mettendo al centro del proprio operato una nuova sensibilità per l’ambiente e i temi della sostenibilità. La presentazione vedrà coinvolti alcuni dei protagonisti di questo nuovo corso, da Roberto Cavallo a Valerio Caramassi, presidente di Revet, a Paolo Giacomelli, ex assessore all’Ambiente di Napoli e direttore tecnico di Federambiente, fino a Paolo Contò, direttore di due dei consorzi più virtuosi d’Italia. “La questione dei rifiuti nella nostra civiltà – si legge – è di una portata enorme, e tuttavia sottovalutata. La leggerezza con cui si abbandonano i rifiuti nell’ambiente ne è testimonianza. E rispetto al passato ci sono varie aggravanti: è chimicamente inedita, globale, transgenerazionale, insostenibile. Insomma: ciò che ‘buttiamo’ nell’ambiente dura migliaia di anni e produce danni irreversibili. Decisamente una scomoda eredità per le generazioni future. Occuparsi di una strategia ‘rifiuti zero’ è più che mai un atto di profonda responsabilità e di assoluta necessità. Dieci azioni per zero rifiuti presenta le migliori esperienze italiane di aziende, amministrazioni locali e realtà territoriali impegnate in questo cammino”.


In Lombardia al via il riciclaggio di pannolini da raccolta differenziata

07_NOTA BENE: La battaglia per la non costruzione dell’inceneritore dei Castelli Romani e per la chiusura e la bonifica della discarica di Albano Laziale è prima di tutto una questione di civiltà. Interrare e bruciare rifiuti nel 2013 significa abbandonarsi ancora a logiche sostanzialmente preistoriche o spesso speculative nel trattamento dei rifiuti solidi urbani. I cittadini dei Castelli Romani si battono da anni a 360° in modo assolutamente civile (come è giusto e doveroso che sia) per far avviare nel loro comprensorio un ciclo virtuoso dei rifiuti basato su raccolta differenziata porta a porta e riciclo a freddo con recupero di materia. Cose assolutamente possibili ed economicamente convenienti per molti, in primis per amministratori e cittadini. Una battaglia durissima e spinosa condotta per la legalità, per la salute pubblica e, soprattutto, nel vero ed unico interesse della comunità. Ogni vita umana ha un valore estremo e alta dignità, va pertanto protetta la sua salute e va protetto, quindi, l’ambiente nel quale essa vive. Sviluppo si, quello vero però!

_(Fonte articolo, News Republic, clicca qui) In gergo tecnico si chiamano Psa, prodotti sanitari assorbenti, comunemente pannolini e pannoloni, 150mila tonnellate quelli consumati e buttati via ogni anno nella sola Lombardia, un quantitativo di rifiuti sufficiente ad alimentare ininterrottamente un inceneritore di taglia medio-grande. A questo tipo di rifiuti è dedicato un nuovo processo che, a Milano, a partire dalla raccolta differenziata di Psa, permette di recuperare in modo pressoché integrale i materiali che li compongono e di rimetterli in circolo, sottraendoli a discariche e inceneritori. I componenti dei Psa sono materie prime suscettibili di ottima ricollocazione sul mercato, se raccolti, lavati, sterilizzati e separati nelle loro frazioni: si tratta infatti di cellulosa pura e di materie plastiche. La Fater Spa, produttore italiano di Psa, ha sviluppato un processo per il riciclaggio di pannolini provenienti da raccolta differenziata, illustrato oggi ad un convegno organizzato da Ambiente Italia Spa e promosso da Legambiente Lombardia e da Regione Lombardia, che proprio in questi giorni ha sottoposto alla consultazione del pubblico il proprio programma regionale rifiuti. Se promossa ed estesa a tutti i comuni lombardi, la raccolta differenziata dei Psa sottrarrebbe infatti allo smaltimento una quota di rifiuti che rappresenta fino al 6% del Rifiuto Urbano Residuo, a valle delle raccolte separate, riportando nel mercato materiali valorizzabili da diversi processi produttivi. Oltre a ciò, le verifiche condotte da Ambiente Italia Spa evidenziano che, al netto dei costi energetici di raccolta e trasporto, il riciclaggio dei Psa ‘alleggerirebbe’ le emissioni atmosferiche della Lombardia per oltre 50 milioni di kg di Co2. ”La Lombardia, che in molti suoi comuni ha già raggiunto livelli elevatissimi di raccolta differenziata, deve affrontare la sfida di proseguire nella strada della riduzione degli scarti prima che questi diventino rifiuti da smaltire – dichiarano gli organizzatori dell’iniziativa, a cui ha preso parte anche l’assessore regionale all’ambiente Claudia Terzi – se fino ad oggi sono i cittadini che hanno dato prova di grande responsabilità e senso civico, permettendo alla raccolta differenziata di diventare la via preferenziale per la gestione dei rifiuti, ora è la volta delle imprese, che sempre più sono chiamate a farsi carico di innovazioni di processo atte a prevenire la produzione di rifiuti e a renderne riutilizzabili le componenti e i materiali”. Dall’insieme dei prodotti sanitari assorbenti (pannolini, pannoloni, tamponi, assorbenti femminili etc) derivano ogni anno poco meno di 1 milione di tonnellate di rifiuti, finora destinate a discariche o inceneritori. Da oggi, con il nuovo sistema, si possono riciclare quasi per il 100%., con un tasso di impiego effettivo nel riciclo (dedotti gli scarti) pari all’84%. Il costo atteso del servizio è equivalente o inferiore al costo medio di smaltimento. Il primo impianto italiano è in costruzione in Veneto. Il consumo di Psa per bambini (pannolini) e incontinenti (pannoloni) riguarda 2,3 milioni di individui, composti da 1,3 milioni di bambini di età compresa tra gli 0-3 anni e poco meno di 1 milione di incontinenti medi e gravi. Il 9% delle famiglie è interessata dalla produzione di rifiuti di pannolini o pannoloni. La produzione annua in Italia è stimata complessivamente pari a circa 800mila tonnellate, una quantità superiore a quella delle bottiglie di plastica e pari a circa il 3% dei rifiuti urbani, ma che arriva anche a superare il 10% della quota di rifiuto indifferenziato, quella destinata ad alimentare gli inceneritori e le discariche. La gran parte dei pannolini sono raccolti come rifiuti indifferenziati. Ma esiste anche, già oggi, una raccolta differenziata di pannolini e pannoloni, fatta come servizio aggiuntivo per le famiglie in molte aree di raccolta porta a porta, anche se finora non è destinata a riciclo. Il totale della popolazione interessata da Rd di pannolini e pannoloni in Italia è già pari a 5,3 milioni di abitanti residenti in 394 comuni soprattutto di Toscana, Veneto, Marche e Lombardia (80 comuni coinvolti in Lombardia).


Atteggiamento “Nimby”?

_Nelle ultime settimane abbiamo assistito ad attacchi mediatici ben studiati (anche radiofonici), secondo noi  altamente prezzolati e tesi ad infangare i movimenti come quello “No Inc“, cosi’ come altri movimenti spontanei, sorti grazie alla sensibilita’ di molti cittadini italiani con l’intento di salvaguardare il proprio territorio, la salute propria e delle generazioni future o piu’ semplicemente con l’intento di rendersi protagonisti attivi nelle scelte che riguardano le citta’ e i quartieri in cui vivono.  Tali benemeriti movimenti sono stati associati al fenomeno cosiddetto ” NIMBY” (acronimo inglese per Not In My Back Yard, lett. “Non nel mio cortile”) , con il quale si indica un atteggiamento che si riscontra nelle proteste contro opere pubbliche  che hanno, o si teme possano avere, effetti negativi sui territori in cui verranno costruite, come ad esempio grandi vie di comunicazione, cave, sviluppi insediativi o industriali, termovalorizzatori, discariche, depositi di sostanze pericolose, centrali elettriche e simili.  L’atteggiamento consisterebbe nel riconoscere come necessari, o comunque possibili, gli oggetti del contendere ma, contemporaneamente, nel non volerli nel proprio territorio a causa delle eventuali controindicazioni sull’ambiente locale.

Ebbene, con oggi pubblichiamo in cinque puntate tutte le alternative valide ed economicamente vantaggiose rispetto alla follia inceneritorista, oltre che rispetto al metodo obsoleto delle discariche, quali strumenti con elevato e pericoloso  impatto ambientale sia per per quanto afferente l’aria, che a livello di falde acquifere.

Con tali pubblicazioni intendiamo sottolineare una volta di piu’ quanto il movimento “No Inc”, ed in particolare noi di  Differenziati, siano del tutto avulsi rispetto al suindicato fenomeno “Nimby”, spesso definiti anche come meri “partiti del no“. Intendiamo piuttosto  ribadire quanto i liberi cittadini Castellani siano  orientati  a favore di pratiche virtuose per lo sviluppo del riuso, riciclo e riduzione della risorsa rifiuti,  a vantaggio dell’ambiente, dell’occupazione e delle tasche dei cittadini, di qualsiasi colore politico.

Il primo appuntamento riguardera’ il compostaggio. Seguiranno nell’ordine:

  • Differenziata Porta a porta;
  • Impatto zero e sostenibilita’;
  • Modello Vedelago;
  • Ridurre, riusare, riciclare.

Buona lattura.

12-compostiera2Compostaggio

_Il compost, detto anche terricciato o composta, è il risultato della decomposizione e dell’umificazione di un misto di materie organiche (come ad esempio residui di potatura, scarti di cucina, letame, liquame o i rifiuti del giardinaggio come foglie ed erba sfalciata) da parte di macro e microrganismi in condizioni particolari: presenza di ossigeno ed equilibrio tra gli elementi chimici della materia coinvolta nella trasformazione.

Il compostaggio tecnicamente è un processo biologico aerobico e controllato dall’uomo che porta alla produzione di una miscela sostanze umificate (il compost) a partire da residui vegetali sia verdi che legnosi o anche animali mediante l’azione di batteri e funghi.

Il compost può essere utilizzato come fertilizzante su prati o prima dell’aratura. Il suo utilizzo, con l’apporto di sostanza organica migliora la struttura del suolo e la biodisponibilità di elementi nutritivi (azoto). Come attivatore biologico aumenta inoltre la biodiversità della microflora nel suolo.

Realizzazione del compostaggio

Per avere un buon compost, bisogna ricordarsi che sono gli organismi decompositori del suolo a produrlo. Essi, per vivere, hanno bisogno di tre parametri:

  • nutrienti equilibrati composti da un misto di materie carboniose (brune-dure-secche) e di materie azotate (verdi-molli-umide)
  • umidità che proviene dalle materie azotate (umide) ed eventualmente dall’acqua piovana o apportata manualmente
  • aria che si infiltra attraverso la porosità prodotta dalla presenza delle sostanze carboniose strutturanti (dure)

I residui organici compostabili sono:

  • rifiuti azotati: scarti vegetali, di giardino (tagli di siepi, erba del prato…), foglie verdi, rifiuti domestici (frazione umida), limitando i residui di origine animale e mischiandoli bene a quelli di origine vegetale. È così possibile diminuire del 30-40 % la quantità di spazzatura; inoltre molti comuni italiani prevedono una riduzione della tassa sui rifiuti per coloro che dimostrano di praticare il compostaggio;
  • rifiuti carboniosi: rami derivanti dalla potatura (meglio se sminuzzati con un biotrituratore, altrimenti risulteranno poco aggredibili da parte dei microrganismi), foglie secche, paglia (si terranno da parte accuratamente queste materie e le si mischierà man mano ai rifiuti azotati che si produrranno di giorno in giorno);
  • fondi di caffè, filtri di tè, gusci di uova, gusci di noci;
  • lettiere biodegradabili di animali erbivori;
  • carta, evitando quella stampata (anche se oggigiorno i giornali non contengono più sostanze tossiche) e, soprattutto, quella patinata.
  • pezzi di cartone (fungono anche da rifugio ai lombrichi);
  • pezzi di tessuti 100% naturali (lana, cotone), ecc.

2 o 3 volte all’anno bisognerà rigirare il materiale per riattivare il processo di compostaggio.

È fondamentale mantenere il giusto grado d’umidità del materiale, altrimenti il processo sarà rallentato se è troppo secco o troppo umido, inoltre in quest’ultimo caso avverranno putrefazioni indesiderate (processo anaerobico). Per asciugare un cumulo troppo umido si attua un rivoltamento del materiale, per inumidirlo si versa dell’acqua (con la canna da giardino o con un innaffiatoio). Il tempo di maturazione del compost è variabile a seconda delle condizioni climatiche e del tipo di prodotto che si vuole ottenere. Un compost di qualità mediocre non può essere facilmente utilizzato. Può provocare sgradevoli odori ed essere causa di sovracosti importanti. È dunque indispensabile che il processo di compostaggio sia bene rispettato e seguito. Il compost possiede peso specifico di circa 350-400 kg/m3.

Il compost come fertilizzante

L’utilizzo del compost come fertilizzante è alla base di alcune delle tecniche agronomiche definite “sostenibili”, quali ad esempio la permacultura, l’agricoltura naturale, l’agricoltura biologica e l’agricoltura biodinamica. Il trattamento del suolo con il compost è comunque diffuso trasversalmente in tutte le tecniche culturali poichè l’aggiunta di sostanza organica migliora le caratteristiche pedologiche del suolo stesso.

Elemento Titolo

Azoto (N) 0,8 – 2,4

Fosforo (P2O5) 0,3 – 2,1

Potassio (K2O) 0,4 – 1,4

Calcio (CaO) 5 – 15

Magnesio (MgO) 0,8 – 2,2

Compostaggio domestico

Il compostaggio domestico è una procedura utilizzata per gestire in proprio la frazione organica dei rifiuti solidi urbani. Per praticarlo è sufficiente disporre di un lembo di giardino, preferibilmente soleggiato, in cui accumulare gli scarti alimentari della cucina e quelli dell’orto/giardino. In alcuni casi viene utilizzato la compostiera o composter, un contenitore atto a favorire l’ossigenazione e a conservare il calore durante l’inverno. Esistono compostiere prodotte industrialmente, ma anche autocostruite con materiale di recupero. È possibile effettuare il compostaggio anche senza una apposita compostiera, in un cumulo o in una buca, ma i risultati saranno più lenti e di minore qualità. In pratica, per fare compostaggio con la buca, ce ne vogliono almeno due: una in uso, e l’altra a riposo, ad esempio per 6 mesi ciascuno. Quando la prima è piena, la si mette a riposo, si svuota la seconda e la si fa diventare quella attiva. Una buca di 50 x 50, profonda 40cm può bastare per 6 mesi al ritmo di un secchio da 10 litri alla settimana di scarti di cucina, più lo sfalcio di un piccolo prato (villetta con famiglia di quattro persone). Il processo di decomposizione è favorito dall’ossigenazione, quindi un periodico rivoltamento del materiale ne mantiene un sufficiente livello di porosità. Per vivere e riprodursi, i microorganismi hanno bisogno anche di una temperatura favorevole, per cui il composter o la buca devono essere chiusi e sufficientemente isolati dall’ambiente esterno. Il rivoltamento, la pioggia e il freddo abbattono la temperatura del materiale, e quindi rallentano il processo. In questo senso la buca funziona meglio del cumulo, in quanto è isolata su 5 lati (oltre che essere più discreta all’occhio). Quantunque sia possibile introdurre scarti di carne e pesce, in genere l’eccesso è sconsigliato dato che le proteine animali decomponendosi rilasciano un odore sgradevole e possono attirare ratti od altri animali indesiderati. Gli scarti di cucina possono essere raccolti nelle buste di mais (Mater-Bi). Il materiale ottenuto in 3/4 mesi di compostaggio (più tempo in inverno, meno in estate) può essere usato come fertilizzante per l’orto o il giardino, infatti il terriccio reperibile in commercio è prodotto con un compostaggio industriale, con rivoltamento meccanico, ma i procedimenti ed i risultati sono equivalenti. La diffusione del compostaggio domestico permette di ridurre in modo significativo peso e volume dei rifiuti solidi urbani che devono essere trasportati e smaltiti. In numerosi comuni italiani il compostaggio viene pertanto incentivato attraverso uno sconto sulla tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani ai cittadini che lo praticano; alcuni comuni forniscono anche il composter o ne rimborsano l’acquisto.

Fonte: Wikipedia


Roma, nel comune di Anguillara Sabazia il risparmio è ‘differenziato’

i.img_(Fonte articolo clicca qui)  I cittadini della località sul lago di Bracciano hanno la possibilità di ricevere incentivi in euro semplicemente conferendo bottiglie di plastica Pet e lattine in alluminio nel Riciclatore posto in Piazza del Molo. Eurven e il Comune di Anguillara Sabazia, in provincia di Roma, hanno, infatto, inaugurato il progetto ‘Risparmio differenziato’. I bonus potranno poi essere utilizzati nei negozi aderenti all’iniziativa, garantendo un risparmio sull’acquisto di prodotti da parte degli utenti e un notevole abbattimento derivante dalla Co2 solitamente emessa dal ciclo di gestione dei rifiuti. Questo è possibile poiché il riciclatore differenzia automaticamente e riduce il volume degli imballaggi, tagliando fino all’80% i viaggi impiegati dai mezzi di raccolta per svuotare i cassonetti, ed eliminando numerosi passaggi del ciclo rifiuti in quanto il materiale raccolto dal sistema è già pronto per essere destinato alla fase di riciclo. La novità più importante, però, è attualmente in fase di studio ma potrebbe essere presto attuata: l’amministrazione comunale, e in particolare l’assessore all’Ambiente Enrico Stronati, sta valutando l’ipotesi di permettere ai cittadini l’utilizzo dei bonus maturati anche sulle tariffe dei servizi comunali. “Se fosse possibile scalare i bonus dai servizi comunali, come la piscina, la biblioteca o, perché no, la tassa rifiuti, Anguillara Sabazia diventerebbe un importante caso di studio per tutta Italia, dimostrando che è possibile creare un nuovo e virtuoso ciclo di gestione dei rifiuti” dichiara Carlo Alberto Baesso, General Manager di Eurven.