Conai

Molotov contro un camion per raccolta differenziata ad Acerra, illesi i due operatori

07_(Fonte articolo, News Republic, clicca qui) Due persone a bordo di uno scooter si sono avvicinate al mezzo e, dopo aver intimato all’autista di scendere, hanno lanciato la molotov all’interno del camion, che ha preso fuoco. Indaga la polizia. Due persone a volto coperto hanno dato fuoco a un camion impegnato nella raccolta differenziata ad Acerra, nel Napoletano. E’ successo alle ore 7 questa mattina, in Via Alcide De Gasperi. Un operatore era a bordo del camion, mentre un altro era intento alla raccolta in strada, quando due persone a bordo di uno scooter si sono avvicinate; dopo aver intimato all’autista di scendere dal mezzo, hanno lanciato una bottiglia contenente liquido infiammabile all’interno del camion, che ha preso fuoco. I due addetti alla raccolta sono illesi. Indaga la polizia.

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Ambiente: Conai presenta il primo Rapporto di sostenibilita’

07_(Fonte articolo, News Republic, clicca qui) E’ stato presentato il primo Rapprto di sostenibilita’ del Conai-Consorzio Nazionale Imballaggi, che applica lo standard internazionale ‘global reporting initiative’ di ultima generazione (GRI-G4): attraverso il coinvolgimento diretto degli stakeholder sono stati identificati sei indicatori ritenuti chiave per definire le performance ambientali, sociali ed economiche di Conai. Il Rapporto, inoltre, e’ stato elaborato rendicontando le performance a tre diversi livelli funzionali: a livello di organizzazione (impatto delle attivita’, degli uffici e dei dipendenti), a livello di sistema (attivita’ connesse al sistema dei consorzi Comieco, Cial, Corepla, Coreve, Rilegno, Ricrea) e, infine, a livello di industria del riciclo (gli attori impegnati nel settore riciclo degli imballaggi, compresi i gestori indipendenti). Elaborato in collaborazione con la Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, e’ nato cosi’ il primo “Green Economy Report” targato Conai, il piu’ grande consorzio in Europa con 1,1 milione di aziende iscritte. Per quanto riguarda i contenuti statistici del Rapporto: in 15 anni di attivita’, la quota di imballaggi conferiti in discarica e’ passata da oltre due terzi a meno di un quarto; quella recuperata e’ passata dal 33% al 76,4%, evitando la costruzione di almeno di 100 discariche. Le tonnellate di rifiuti di imballaggio avviati a recupero nel 2012 sono state 8,6 milioni. Conai ha superato, fin dal 2004, l’obiettivo fissato dalla normativa europea in materia di recupero e, grazie alla filiera del riciclo, nel 2012 sono stati re-immessi nel ciclo produttivo 7,5 milioni di tonnellate di materie prime derivanti da rifiuti di imballaggio. Il target del 55% di riciclo, previsto per il 2008, e’ stato raggiunto nel 2005 e si e’ attestato al 67% nel 2012. In termini di percentuale di riciclo, gli imballaggi in plastica hanno raggiunto il 37%, quelli in legno il 55%, quelli in alluminio il 59%, il vetro supera il 70%, l’acciaio il 75% e la carta l’85%. Il Rapporto e’ stato presentato dal presidente Conai, Roberto De Santis e da Edo Ronchi, presidente della Fondazione per lo sviluppo sostenibile. All’incontro hanno partecipato Barbara Degani, sottosegretario al Ministero dell’Ambiente e Aldo Di Biagio, vice presidente Commissione Territorio, ambiente, del Senato della Repubblica.


Scandalo rifiuti, Il Gip descrive scenari apocalittici per Albano Laziale e Monti dell’Ortaccio

110117902-111c12cd-a291-4e90-b395-508b2e52dee4_(Fonte articolo, Affari Italiani, clicca qui) “Fatti di inaudita gravità anche per le dirette implicazioni sulla politica di gestione dei rifiuti e per le ricadute negative sulla collettività”. Così il gip definisce in un passaggio del provvedimento cautelare, emesso nell’ambito dell’inchiesta sulla gestione dei rifiuti, l’organizzazione messa in piede degli indagati. La struttura in questione avrebbe operato almeno dal 2008: una stabile struttura organizzativa “informale” sovrapposta a quella formale delle società relative al gruppo imprenditoriale guidato da Manlio Cerroni (dagli stessi sodali chiamato con l’appellativo di “Supremo”) avente un indeterminato programma criminoso e un assetto variabile secondo le attività svolte, le vicende della vita o i cambiamenti all’interno dell’apparato politico-amministrativo. Accanto alla presenza di un nocciolo duro costituito dalla stesse persone vi è la presenza di altri soggetti che si associano con riferimento a vicende specifiche. Subito sotto il Cerroni, nella piramide organizzativa, si trovava Landi quale organizzatore, in grado di condizionare l’attività dei vari enti pubblici coinvolti nella gestione del ciclo dei rifiuti nel al fine di consentire al gruppo imprenditoriale riconducibile a Cerroni di realizzare e mantenere un sostanziale monopolio nella gestione dei rifiuti solidi urbani prodotti dai comuni delle varie aree territoriali ottimali. L’esistenza e il funzionamento di tale sodalizio criminale costituito da soggetti privati, pubblici funzionari e politici è stata nel tempo monitorata e ricostruita grazie all’utilizzo massiccio di intercettazioni telefoniche, all’assunzione di sommarie informazioni testimoniali, a corpose acquisizioni documentali, ad accurate consulenze tecniche. L’indagine si è di fatto dipanata lungo quattro direttrici principali. La prima riguarda la gestione dell’impianto di raccolta e trattamento rifiuti di Albano Laziale. La tariffa che viene corrisposta al gestore di un impianto di trattamento meccanico biologico dei rifiuti è composta di varie parti, una delle quali è costituita dal costo di termovalorizzazione del CDR, rifiuto speciale derivante dal trattamento della c.d. “frazione secca” dei rifiuti. Per quanto concerne l’impianto gestito in Albano Laziale dalla Pontina Ambiente, società riconducibile al Cerroni, la ricostruzione operata circa la gestione del CDR negli anni oggetto di indagine, ha permesso di accertare che le percentuali di CDR effettivamente avviato a valorizzazione non si avvicinavano agli standard prestazionali di progetto (43%), alle soglie indicate nel piano regionale di gestione dei rifiuti (35%), alla soglia di produttività del 29% sopra indicata o alla soglia minima del 25% indicata nel decreto commissariale n. 15/2005 come “tasso di recupero minimo”. Ed infatti, la percentuale di C.D.R. effettivamente avviata al recupero energetico (presso l’impianto di termovalorizzazione di Colleferro), si attestava attorno al 15%, mentre la restante parte veniva avviata in discarica come scarto di lavorazione. Tale parte, tuttavia, era pagata al gestore come se fosse stata avviata a termovalorizzazione, così realizzandosi un ingiusto profitto per l’impresa, profitto derivante dalla differenza tra l’importo tariffario percepito (per il trattamento dei rifiuti) e quanto effettivamente speso, e stimato in circa 11 milioni di euro dal 2006 al 2012. In tal modo, inoltre, si provocava anche il prematuro superamento delle volumetrie disponibili in discarica. La seconda direttrice riguarda il termovalorizzatore di Albano Laziale. In tale vicenda, per chi indaga finalità perseguita dal Cerroni era quella di creare una contiguità spaziale con il TMB della Pontina Ambiente, di ridurre così le spese di gestione stante la vicinanza delle strutture (con l’ulteriore effetto di poter mantenere una tariffa di accesso all’impianto di TMB contenuta rispetto a eventuali concorrenti) e, soprattutto, di realizzare l’opera attraverso incentivi pubblici. Non solo, localizzazione e progetto sarebbero stati caratterizzati da vizi formali e falsi documentali. Il terzo aspetto riguarda la realizzazione di un invaso per un discarica in località Monti dell’Ortaccio. Il gruppo Cerroni realizzava, in località Monti dell’Ortaccio, l’invaso di una futura discarica (circa 3 milioni di metri cubi), ponendo così in essere una incisiva trasformazione urbanistica, smaltendo poi le rocce e terre da scavo (da qualificarsi come rifiuti) all’interno della discarica di Malagrotta, simulando l’esistenza di titoli autorizzativi di fatto inesistenti. Questa operazione ha generato un profitto per le casse della E. Giovi (impresa riconducibile al gruppo Cerroni) stimato in non meno di 8 milioni di euro. Inoltre, gli scavi venivano condotti al punto di abbassare la quota di fondo di scavo della cava Monti del Lumacaro (area adiacente a Monti dell’Ortaccio, parimenti oggetto di richiesta di autorizzazione per la discarica) al di sotto dei limiti consentiti, determinando così la illecita deviazione della falda acquifera sotterranea, appartenente al demanio idrico, e la creazione di un laghetto artificiale. L’ultimo aspetto riguarda le tariffe per lo smaltimento dei rifiuti ed alle ordinanze regionali sullo smaltimento dei rifiuti nei Comuni di Anzio e Nettuno. Ciò impedendo ad una società concorrente di entrare nel mercato e procurando alle società Pontina Ambiente ed Ecombiente un ingiusto profitto patrimoniale consistente nella possibilità di gestire senza concorrenti i rifiuti provenienti dai comuni della zona.


Da Comieco le regole per differenziare bene anche durante le feste

1328112580comieco_A tutta la cittadinanza, Buon Natale e felice 2014!

_ARTICOLO 32 COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA (STRALCIO): “LA REPUBBLICA TUTELA LA SALUTE COME FONDAMENTALE DIRITTO DELL’INDIVIDUO E INTERESSE DELLA COLLETTIVITA’…

_(Fonte articolo, News Republic, clicca qui) Il Natale è alle porte e Comieco, il Consorzio Nazionale per il Recupero e Riciclo degli Imballaggi a Base Cellulosica, ricorda di non dimenticare le buone norme di raccolta e prestare particolare attenzione alla differenziazione di carta e cartone. Ecco quindi, in vista delle feste, alcune indicazioni utili fornite da Comieco per differenziare correttamente i rifiuti derivanti da grandi pranzi o cene, frequenti in questo periodo. Innanzitutto, occorre tenere a mente che tutti i tovaglioli usati e in generale qualsiasi tipologia di carta o cartone che contenga residui di cibo o che sia ormai sporca va gettata nell’indifferenziata. Scorrendo le diverse pietanze tipiche del menu di Natale e/o Capodanno, partiamo dagli antipasti, tra cui affettati e formaggi, la cui confezione cartacea va gettata nell’indifferenziata, perchè si tratta di carta sporca, a meno non sia formata da parti separabili, come carta e plastica; in tal caso i materiali possono essere riposti separatamente nella raccolta differenziata. Passiamo poi ai primi piatti: la carta da forno, utilizzata ad esempio per le lasagne, è anch’essa destinata all’indifferenziata. Giunti al secondo, è d’obbligo menzionare uno dei simboli del cenone di capodanno: il cotechino o lo zampone. In questo caso, è necessario separare la confezione di cartone dall’involucro che contiene la carne. Infine il dolce: anche in questo caso, occorre ricordarsi di separare la confezione in cartone dal cellophane che avvolge il dolce. A pasto concluso, una volta giunti al conto, nell’eventualità in cui si sia scelto di festeggiare fuori casa, è importante rammentare che gli scontrini non devono andare nel raccoglitore della carta, ma, trattandosi di carta chimica, dovrebbero essere gettati nell’indifferenziata. Comieco ricorda che se ogni italiano differenziasse correttamente dal resto dei rifiuti una confezione di panettone, una di pandoro, una di torrone, due scatole di pasta, due giornali, due riviste, due sacchetti e la scatola di un giocattolo si raccoglierebbero circa 120.000 tonnellate di carta e cartone, sufficienti ad evitare la costruzione di un’intera discarica di medie dimensioni.


Sale il riciclo dell’industria del vetro, +2% nel 2012 e +1,4% nel 2013-2015

vetro1_ARTICOLO 32 COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA (STRALCIO): “LA REPUBBLICA TUTELA LA SALUTE COME FONDAMENTALE DIRITTO DELL’INDIVIDUO E INTERESSE DELLA COLLETTIVITA’…”

_(Fonte articolo, News Republic, clicca qui) In un’Italia che nel 2012 ha ridotto complessivamente i consumi, l’industria del riciclo del vetro continua a funzionare tanto che a fronte ad una diminuzione dell’immesso al consumo pari al -2,4%, ben il 71% degli imballaggi di vetro, come bottiglie, barattoli o flaconi, sono stati avviati al riciclo, registrando un incremento di 2 punti percentuali rispetto al 2011. Inoltre per il triennio 2013-2015 si prevede un incremento dell’immesso al consumo degli imballaggi di vetro pari all’1,4%. I dati arrivano dal Rapporto 2013 “L’Italia del Riciclo” realizzato dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile e da Fise Unire, l’Associazione di Confindustria che rappresenta le aziende del recupero rifiuti, che sarà presentato il 5 dicembre prossimo a Roma. Il Rapporto, che come ogni anno fornisce una visione completa e dettagliata sull’andamento del settore del riciclo e del recupero dei rifiuti in Italia, contiene approfondimenti e aggiornamenti settoriali dedicati alle 15 filiere del riciclo e del recupero. Quest’anno, inoltre, vi è un focus specifico sulla normativa europea End of Waste. Riguardo al vetro, una delle 15 filiere prese in esame dal Rapporto, nel 2012 ne sono stati riciclate 2,02 Mln ton, di cui gli imballaggi costituiscono il 78%. La quantità di imballaggi di vetro complessivamente raccolti nel 2012 sono stati pari a 1,7 Mln di tonnellate. Il vetro riciclato, spiega il Rapporto, è prevalentemente impiegato nella produzione vetraria di nuovi imballaggi. Ed a questa forma di riciclo si sommano le quantità di sabbia di vetro che arrivano dal trattamento secondario degli scarti avviati a riciclo nell’industria delle ceramiche e in altri settori vetrari, come ad esempio le fibre. In questi anni, sottolinea il Rapporto, “i trattatori e le aziende vetrarie stanno continuando a garantire la completa valorizzazione del vetro raccolto dai Comuni in modo differenziato e, con le importazioni e il vetro non imballaggio, vanno a coprire fabbisogni che altrimenti resterebbero insoddisfatti”. La contrazione del 2,4%, rispetto al 2011, della produzione di vetro è da ascrivere, spiega il Rapporto di Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile e Fise Unire, all’andamento in calo registrato dai consumi nazionali, in primis il vino. E nell’immesso al consumo di imballaggi in vetro compare anche una quota di materiali destinati al riutilizzo industriale dopo le operazioni di ricondizionamento dei contenitori vuoti che, quindi, vengono riutilizzati per un certo numero di rotazioni come imballaggi pieni. Questi circuiti riguardano principalmente i segmenti dell’acqua e della birra, il cui parco circolante 2012 è stimato in circa 230.000 ton. Tanto che per il triennio 2013-2015 si prevede un incremento dell’immesso al consumo degli imballaggi di vetro pari all’1,4%, arrivando nel 2015 a 2.272.000 tonnellate di nuovi imballaggi immessi sul mercato. Per lo stesso triennio le previsioni di riciclo degli imballaggi rilevano un tasso medio di crescita annuo pari al 2%. Nel 2015 si stima di raggiungere così 1.630.000 tonnellate. “Il rottame pronto al forno di colore misto -spiega il Rapporto- è costituito da una miscela di vetri provenienti, prevalentemente, dal circuito post-consumo degli imballaggi, che viene utilizzata soprattutto per la produzione di vetro cavo colorato secondo proporzioni variabili che, in alcuni casi, possono superare il 90% in peso sul totale della composizione vetrificabile. Da molti anni il rottame costituisce il componente principale dell’input dei forni del comparto del vetro cavo meccanico”. “Per questa ragione si rende sempre più necessario -conclude il Rapporto- tenere sotto controllo tutti quei parametri che possono condizionare l’andamento del processo produttivo e la qualità del prodotto finito. Il controllo qualitativo del rottame è assicurato dai trattatori che hanno il compito di garantire i livelli qualitativi previsti dal Regolamento End of Waste e dai capitolati di accettazione delle vetrerie”.


La seconda vita dei pneumatici raccontata ai più piccoli al Museo dei bambini di Roma

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_ARTICOLO 32 COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA (STRALCIO): “LA REPUBBLICA TUTELA LA SALUTE COME FONDAMENTALE DIRITTO DELL’INDIVIDUO E INTERESSE DELLA COLLETTIVITA’…”.

_NOTA BENE: La battaglia per la non costruzione dell’inceneritore dei Castelli Romani e per la chiusura e la bonifica della discarica di Albano Laziale è prima di tutto una questione di civiltà. Interrare e bruciare rifiuti nel 2013 significa abbandonarsi ancora a logiche sostanzialmente preistoriche o spesso speculative nel trattamento dei rifiuti solidi urbani. I cittadini dei Castelli Romani si battono da anni a 360° in modo assolutamente civile (come è giusto e doveroso che sia) per far avviare nel loro comprensorio un ciclo virtuoso dei rifiuti basato su raccolta differenziata porta a porta e riciclo a freddo con recupero di materia. Cose assolutamente possibili ed economicamente convenienti per molti, in primis per amministratori e cittadini. Una battaglia durissima e spinosa condotta per la legalità, per la salute pubblica e, soprattutto, nel vero ed unico interesse della comunità. Ogni vita umana ha un valore estremo e alta dignità, va pertanto protetta la sua salute e va protetto, quindi, l’ambiente nel quale essa vive. Sviluppo si, quello vero però!

_(Fonte articolo, News Republic, clicca qui) Capire l’importanza del corretto trattamento dei Pneumatici fuori uso. Con questo obiettivo ad Explora, il Museo dei Bambini di Roma c’è un nuovo allestimento, realizzato grazie a Ecopneus, società senza scopo di lucro che si occupa della gestione dei Pfu in Italia,  inaugurato il 16 novembre. Dal cambio pneumatici del gommista fino agli utilizzi del materiale riciclato, il nuovo gioco guida i bambini dai 3 anni in su alla scoperta del corretto recupero dei Pneumatici fuori uso. La ‘Seconda vita dei Pfu’ consentirà ai bambini accompagnati da genitori, insegnanti e amici, di ripercorrere in modo interattivo e partecipativo le fasi di questo percorso osservando da vicino le tappe e le trasformazioni dei materiali per comprendere meglio quale sia l’impatto delle attività dell’uomo sull’ambiente, promuovendo la responsabilità ambientale. Grazie alla gomma dei Pfu, è possibile ottenere tantissime applicazioni e manufatti come pavimentazioni antitrauma per le aree gioco dei bambini, piste di atletica, campi da gioco polivalenti e piste ciclabili. Per la fornitura del materiale didattico per il Museo, Ecopneus ed Explora si sono affidati ad Ecoplus srl (www.ecoplusitaly.net), azienda che sviluppa e realizza prodotti in gomma riciclata da Pfu.


Dieci azioni per Zero Rifiuti si presenta a Ecomondo

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_NOTA BENE: La battaglia per la non costruzione dell’inceneritore dei Castelli Romani e per la chiusura e la bonifica della discarica di Albano Laziale è prima di tutto una questione di civiltà. Interrare e bruciare rifiuti nel 2013 significa abbandonarsi ancora a logiche sostanzialmente preistoriche o spesso speculative nel trattamento dei rifiuti solidi urbani. I cittadini dei Castelli Romani si battono da anni a 360° in modo assolutamente civile (come è giusto e doveroso che sia) per far avviare nel loro comprensorio un ciclo virtuoso dei rifiuti basato su raccolta differenziata porta a porta e riciclo a freddo con recupero di materia. Cose assolutamente possibili ed economicamente convenienti per molti, in primis per amministratori e cittadini. Una battaglia durissima e spinosa condotta per la legalità, per la salute pubblica e, soprattutto, nel vero ed unico interesse della comunità. Ogni vita umana ha un valore estremo e alta dignità, va pertanto protetta la sua salute e va protetto, quindi, l’ambiente nel quale essa vive. Sviluppo si, quello vero però!

_(Fonte articolo, Italpress, clicca qui) Si intitola “Dieci azioni per Zero Rifiuti” il nuovo libro a cura di Roberto Cavallo e della cooperativa Erica che Edizioni Ambiente presenterà durante la fiera di Ecomondo, a Rimini, giovedì. “Dieci azioni per Zero Rifiuti” ripercorre il cammino verso rifiuti zero di alcune delle più importanti aziende italiane del settore ambientale e di numerose Amministrazioni locali virtuose presenti nella nostra penisola. Un percorso che viene raccontato in modo fresco, diretto e senza fronzoli da chi, come i professionisti della cooperativa Erica, vive questa realtà nel proprio lavoro quotidiano e sta partecipando attivamente all’evoluzione che sia gli Enti locali che l’industria stanno affrontando, mettendo al centro del proprio operato una nuova sensibilità per l’ambiente e i temi della sostenibilità. La presentazione vedrà coinvolti alcuni dei protagonisti di questo nuovo corso, da Roberto Cavallo a Valerio Caramassi, presidente di Revet, a Paolo Giacomelli, ex assessore all’Ambiente di Napoli e direttore tecnico di Federambiente, fino a Paolo Contò, direttore di due dei consorzi più virtuosi d’Italia. “La questione dei rifiuti nella nostra civiltà – si legge – è di una portata enorme, e tuttavia sottovalutata. La leggerezza con cui si abbandonano i rifiuti nell’ambiente ne è testimonianza. E rispetto al passato ci sono varie aggravanti: è chimicamente inedita, globale, transgenerazionale, insostenibile. Insomma: ciò che ‘buttiamo’ nell’ambiente dura migliaia di anni e produce danni irreversibili. Decisamente una scomoda eredità per le generazioni future. Occuparsi di una strategia ‘rifiuti zero’ è più che mai un atto di profonda responsabilità e di assoluta necessità. Dieci azioni per zero rifiuti presenta le migliori esperienze italiane di aziende, amministrazioni locali e realtà territoriali impegnate in questo cammino”.