Compost ti amo

A Cisterna di Latina i “riciclatori incentivanti” di plastica e alluminio

07_(Fonte articolo, News Republic, clicca qui) Differenziare fa bene all’ambiente e al portafoglio. A Cisterna di Latina sono stati installati quattro “riciclatori incentivanti”, per raccolta e compattazione di plastica e alluminio. I cittadini che faranno raccolta differenziata riceveranno in cambio un bonus di 2 centesimi di euro per ogni pezzo conferito, mentre le attività commerciali che avvieranno la convenzione, accettando i bonus, avranno uno sgravio sulla tassa sui rifiuti. Plastica e alluminio, in fase di raccolta differenziata, sono considerati una coppia perfetta: hanno il massimo di compatibilità trattandosi di imballaggi leggeri. Per questo, la loro raccolta congiunta viene spesso consigliata. Tuttavia, se da un lato le percentuali di raccolta dei due materiali fanno registrare livelli sempre più elevati (768.000 tonnellate di plastica nel 2013, con un aumento dell’11% rispetto al 2012 secondo i dati Corepla), dall’altro le performance dei due materiali differiscono molto in termini di riciclo. All’aumento delle quantità raccolte, infatti, non sempre corrisponde un aumento della qualità del materiale, se non viene selezionato adeguatamente. Le parole d’ordine per una buona raccolta differenziata sono quindi selettività e qualità. I riciclatori, ideati e prodotti dalla veneta Eurven, sono stati scelti da Cisterna Ambiente, in collaborazione con l’amministrazione comunale di Cisterna di Latina ed Ecorinnova. I riciclatori sono sistemi per la raccolta differenziata e la compattazione di materiali facilmente riciclabili che offrono diversi vantaggi: sono predisposti per riconoscere la tipologia di rifiuto e differenziarlo anche automaticamente, possono pesare il materiale conferito ed avvisare, via email o per sms, quando il sistema è pieno. Si tratta di sistemi incentivanti in quanto invogliano a conferire i rifiuti: i riciclatori avvicinano i cittadini alle buone pratiche di raccolta differenziata premiandoli con un ecobonus, che può essere utilizzato nelle attività convenzionate. Inoltre, il circolo virtuoso che viene innescato porta ad un grande vantaggio per l’ambiente: il materiale raccolto in modo selettivo viene direttamente inviato alla fase di riciclo, permettendo un consistente abbattimento delle emissioni di Co2 derivanti dalla movimentazione dei rifiuti.

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Sale il riciclo dell’industria del vetro, +2% nel 2012 e +1,4% nel 2013-2015

vetro1_ARTICOLO 32 COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA (STRALCIO): “LA REPUBBLICA TUTELA LA SALUTE COME FONDAMENTALE DIRITTO DELL’INDIVIDUO E INTERESSE DELLA COLLETTIVITA’…”

_(Fonte articolo, News Republic, clicca qui) In un’Italia che nel 2012 ha ridotto complessivamente i consumi, l’industria del riciclo del vetro continua a funzionare tanto che a fronte ad una diminuzione dell’immesso al consumo pari al -2,4%, ben il 71% degli imballaggi di vetro, come bottiglie, barattoli o flaconi, sono stati avviati al riciclo, registrando un incremento di 2 punti percentuali rispetto al 2011. Inoltre per il triennio 2013-2015 si prevede un incremento dell’immesso al consumo degli imballaggi di vetro pari all’1,4%. I dati arrivano dal Rapporto 2013 “L’Italia del Riciclo” realizzato dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile e da Fise Unire, l’Associazione di Confindustria che rappresenta le aziende del recupero rifiuti, che sarà presentato il 5 dicembre prossimo a Roma. Il Rapporto, che come ogni anno fornisce una visione completa e dettagliata sull’andamento del settore del riciclo e del recupero dei rifiuti in Italia, contiene approfondimenti e aggiornamenti settoriali dedicati alle 15 filiere del riciclo e del recupero. Quest’anno, inoltre, vi è un focus specifico sulla normativa europea End of Waste. Riguardo al vetro, una delle 15 filiere prese in esame dal Rapporto, nel 2012 ne sono stati riciclate 2,02 Mln ton, di cui gli imballaggi costituiscono il 78%. La quantità di imballaggi di vetro complessivamente raccolti nel 2012 sono stati pari a 1,7 Mln di tonnellate. Il vetro riciclato, spiega il Rapporto, è prevalentemente impiegato nella produzione vetraria di nuovi imballaggi. Ed a questa forma di riciclo si sommano le quantità di sabbia di vetro che arrivano dal trattamento secondario degli scarti avviati a riciclo nell’industria delle ceramiche e in altri settori vetrari, come ad esempio le fibre. In questi anni, sottolinea il Rapporto, “i trattatori e le aziende vetrarie stanno continuando a garantire la completa valorizzazione del vetro raccolto dai Comuni in modo differenziato e, con le importazioni e il vetro non imballaggio, vanno a coprire fabbisogni che altrimenti resterebbero insoddisfatti”. La contrazione del 2,4%, rispetto al 2011, della produzione di vetro è da ascrivere, spiega il Rapporto di Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile e Fise Unire, all’andamento in calo registrato dai consumi nazionali, in primis il vino. E nell’immesso al consumo di imballaggi in vetro compare anche una quota di materiali destinati al riutilizzo industriale dopo le operazioni di ricondizionamento dei contenitori vuoti che, quindi, vengono riutilizzati per un certo numero di rotazioni come imballaggi pieni. Questi circuiti riguardano principalmente i segmenti dell’acqua e della birra, il cui parco circolante 2012 è stimato in circa 230.000 ton. Tanto che per il triennio 2013-2015 si prevede un incremento dell’immesso al consumo degli imballaggi di vetro pari all’1,4%, arrivando nel 2015 a 2.272.000 tonnellate di nuovi imballaggi immessi sul mercato. Per lo stesso triennio le previsioni di riciclo degli imballaggi rilevano un tasso medio di crescita annuo pari al 2%. Nel 2015 si stima di raggiungere così 1.630.000 tonnellate. “Il rottame pronto al forno di colore misto -spiega il Rapporto- è costituito da una miscela di vetri provenienti, prevalentemente, dal circuito post-consumo degli imballaggi, che viene utilizzata soprattutto per la produzione di vetro cavo colorato secondo proporzioni variabili che, in alcuni casi, possono superare il 90% in peso sul totale della composizione vetrificabile. Da molti anni il rottame costituisce il componente principale dell’input dei forni del comparto del vetro cavo meccanico”. “Per questa ragione si rende sempre più necessario -conclude il Rapporto- tenere sotto controllo tutti quei parametri che possono condizionare l’andamento del processo produttivo e la qualità del prodotto finito. Il controllo qualitativo del rottame è assicurato dai trattatori che hanno il compito di garantire i livelli qualitativi previsti dal Regolamento End of Waste e dai capitolati di accettazione delle vetrerie”.


La seconda vita dei pneumatici raccontata ai più piccoli al Museo dei bambini di Roma

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_ARTICOLO 32 COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA (STRALCIO): “LA REPUBBLICA TUTELA LA SALUTE COME FONDAMENTALE DIRITTO DELL’INDIVIDUO E INTERESSE DELLA COLLETTIVITA’…”.

_NOTA BENE: La battaglia per la non costruzione dell’inceneritore dei Castelli Romani e per la chiusura e la bonifica della discarica di Albano Laziale è prima di tutto una questione di civiltà. Interrare e bruciare rifiuti nel 2013 significa abbandonarsi ancora a logiche sostanzialmente preistoriche o spesso speculative nel trattamento dei rifiuti solidi urbani. I cittadini dei Castelli Romani si battono da anni a 360° in modo assolutamente civile (come è giusto e doveroso che sia) per far avviare nel loro comprensorio un ciclo virtuoso dei rifiuti basato su raccolta differenziata porta a porta e riciclo a freddo con recupero di materia. Cose assolutamente possibili ed economicamente convenienti per molti, in primis per amministratori e cittadini. Una battaglia durissima e spinosa condotta per la legalità, per la salute pubblica e, soprattutto, nel vero ed unico interesse della comunità. Ogni vita umana ha un valore estremo e alta dignità, va pertanto protetta la sua salute e va protetto, quindi, l’ambiente nel quale essa vive. Sviluppo si, quello vero però!

_(Fonte articolo, News Republic, clicca qui) Capire l’importanza del corretto trattamento dei Pneumatici fuori uso. Con questo obiettivo ad Explora, il Museo dei Bambini di Roma c’è un nuovo allestimento, realizzato grazie a Ecopneus, società senza scopo di lucro che si occupa della gestione dei Pfu in Italia,  inaugurato il 16 novembre. Dal cambio pneumatici del gommista fino agli utilizzi del materiale riciclato, il nuovo gioco guida i bambini dai 3 anni in su alla scoperta del corretto recupero dei Pneumatici fuori uso. La ‘Seconda vita dei Pfu’ consentirà ai bambini accompagnati da genitori, insegnanti e amici, di ripercorrere in modo interattivo e partecipativo le fasi di questo percorso osservando da vicino le tappe e le trasformazioni dei materiali per comprendere meglio quale sia l’impatto delle attività dell’uomo sull’ambiente, promuovendo la responsabilità ambientale. Grazie alla gomma dei Pfu, è possibile ottenere tantissime applicazioni e manufatti come pavimentazioni antitrauma per le aree gioco dei bambini, piste di atletica, campi da gioco polivalenti e piste ciclabili. Per la fornitura del materiale didattico per il Museo, Ecopneus ed Explora si sono affidati ad Ecoplus srl (www.ecoplusitaly.net), azienda che sviluppa e realizza prodotti in gomma riciclata da Pfu.


Rifiuti, con i cassonetti smart buoni spesa e sms per la postazione più vicina

raccolta-differenziata_ARTICOLO 32 COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA (STRALCIO): “LA REPUBBLICA TUTELA LA SALUTE COME FONDAMENTALE DIRITTO DELL’INDIVIDUO E INTERESSE DELLA COLLETTIVITA’…”.

_NOTA BENE: La battaglia per la non costruzione dell’inceneritore dei Castelli Romani e per la chiusura e la bonifica della discarica di Albano Laziale è prima di tutto una questione di civiltà. Interrare e bruciare rifiuti nel 2013 significa abbandonarsi ancora a logiche sostanzialmente preistoriche o spesso speculative nel trattamento dei rifiuti solidi urbani. I cittadini dei Castelli Romani si battono da anni a 360° in modo assolutamente civile (come è giusto e doveroso che sia) per far avviare nel loro comprensorio un ciclo virtuoso dei rifiuti basato su raccolta differenziata porta a porta e riciclo a freddo con recupero di materia. Cose assolutamente possibili ed economicamente convenienti per molti, in primis per amministratori e cittadini. Una battaglia durissima e spinosa condotta per la legalità, per la salute pubblica e, soprattutto, nel vero ed unico interesse della comunità. Ogni vita umana ha un valore estremo e alta dignità, va pertanto protetta la sua salute e va protetto, quindi, l’ambiente nel quale essa vive. Sviluppo si, quello vero però!

_Prossimi appuntamenti inerenti la questione discarica ed inceneritore Albano, per ogni ulteriore informazione clicca qui.

  • Sabato 26 ottobre, corteo cittadino per la raccolta differenziata porta a porta e per metodiche di riciclo e recupero di materia e contro lo smaltimento dei rifiuti in discarica o per mezzo di sistemi a caldo (inceneritori). Ore 15:00, Piazza Giuseppe Mazzini, Albano Laziale.

_(Fonte articolo, News Republic, clicca qui) Sanno riconoscere il colore delle bottiglie di plastica e differenziarle in modo automatico, possono pesare il materiale conferito e inviare un sms o una email per avvisare il gestore quando il contenitore è pieno, sono in grado di indicare il tragitto più breve per raggiungere la postazione di riciclo ma soprattutto erogare buoni spesa o coupon per il gesto ecologico effettuato. Sono solo alcune delle funzioni della nuova linea Gold di riciclatori incentivanti che Eurven presenterà ad Ecomondo, a Rimini tra il 6 e 9 novembre. I riciclatori sono sistemi made in Italy per la raccolta differenziata incentivante e la compattazione di materiali facilmente riciclabili, come lattine in alluminio e bottiglie in plastica Pet, realizzati dalla veneta Eurven. Avvicinano i cittadini alle buone pratiche di raccolta differenziata premiandoli con un ecobonus, che può essere utilizzato nelle attività convenzionate, ribaltando il concetto di rifiuto da costo a risorsa. “La nostra mission è sempre stata e sempre sarà quella di realizzare dei sistemi innovativi ed efficienti, per dare il nostro contributo ad un settore che può ancora crescere tanto” dichiara Carlo Alberto Baesso, general manager di Eurven. “La nuova linea Gold che presenteremo ad Ecomondo va proprio in questa direzione: rendere la filiera della raccolta rifiuti più agile e semplice per tutti, soprattutto in termini di riduzione delle emissioni nocive”. Tra i clienti di Eurven Coca Cola, Ikea, San Benedetto, Despar, Conad, Pam, Panorama, Autogrill, Unes, Gardaland, Mirabilandia, Leroy Merlin e molti altri.


Quando ‘rifiuti’ fa rima con ‘risorsa’, in Sardegna si guadagna con la differenziata

images_NOTA BENE: La battaglia per la non costruzione dell’inceneritore dei Castelli Romani e per la chiusura e la bonifica della discarica di Albano Laziale è prima di tutto una questione di civiltà. Interrare e bruciare rifiuti nel 2013 significa abbandonarsi ancora a logiche sostanzialmente preistoriche o spesso speculative nel trattamento dei rifiuti solidi urbani. I cittadini dei Castelli Romani si battono da anni a 360° in modo assolutamente civile (come è giusto e doveroso che sia) per far avviare nel loro comprensorio un ciclo virtuoso dei rifiuti basato su raccolta differenziata porta a porta e riciclo a freddo con recupero di materia. Cose assolutamente possibili ed economicamente convenienti per molti, in primis per amministratori e cittadini. Una battaglia durissima e spinosa condotta per la legalità, per la salute pubblica e, soprattutto, nel vero ed unico interesse della comunità. Ogni vita umana ha un valore estremo e alta dignità, va pertanto protetta la sua salute e va protetto, quindi, l’ambiente nel quale essa vive. Sviluppo si, quello vero però!

_(Fonte articolo, News Republic, clicca qui) Fare la raccolta differenziata in Sardegna conviene: per ogni bottiglia di plastica in Pet conferita correttamente si guadagna un bonus 10 centesimi. E l’ambiente ringrazia. Il sistema si chiama FareRaccolta ed inaugura la sua prima postazione in Sardegna, nella cittadina di Guspini nel Medio Campidano. La postazione permettera’ non solo di incrementare la raccolta di qualita’ ma anche di poter accumulare bonus da poter spendere nel circuito FareRaccolta®, del quale fanno parte attivita’ commerciali, eccellenze artigianali ed enogastronomiche, teatri, musei e rievocazioni storiche. FareRaccolta® ha attualmente 14 postazioni attive su tutto il territorio nazionale, da Trento a Rimini, da Milano a San Benedetto del Tronto, che in un solo anno hanno raccolto 412.500 pezzi, per un totale di oltre 12 tonnellate di Pet, e redistribuito agli utenti 41.250 euro di bonus. Inoltre, il sistema permette di abbattere le emissioni di Co2 derivanti solitamente dalla movimentazione dei rifiuti. Il progetto e’ stato ideato da Omar Pivi e realizzato con i macchinari di Eurven. Il progetto, spiegano il sindaco di Guspini, Rossella Pinna e l’assessore all’Ambiente, Bruno Serpi, “ci consentira’ di migliorare ancora di piu’ i risultati della raccolta differenziata, che in un anno e’ passata dal 59 all’attuale 64%. Siamo orgogliosi di essere il primo comune in Sardegna a sostenere FareRaccolta® perche’ siamo convinti che dalle piccole azioni possano nascere grandi risultati”.


Atteggiamento “Nimby”?

_Nelle ultime settimane abbiamo assistito ad attacchi mediatici ben studiati (anche radiofonici), secondo noi  altamente prezzolati e tesi ad infangare i movimenti come quello “No Inc“, cosi’ come altri movimenti spontanei, sorti grazie alla sensibilita’ di molti cittadini italiani con l’intento di salvaguardare il proprio territorio, la salute propria e delle generazioni future o piu’ semplicemente con l’intento di rendersi protagonisti attivi nelle scelte che riguardano le citta’ e i quartieri in cui vivono.  Tali benemeriti movimenti sono stati associati al fenomeno cosiddetto ” NIMBY” (acronimo inglese per Not In My Back Yard, lett. “Non nel mio cortile”) , con il quale si indica un atteggiamento che si riscontra nelle proteste contro opere pubbliche  che hanno, o si teme possano avere, effetti negativi sui territori in cui verranno costruite, come ad esempio grandi vie di comunicazione, cave, sviluppi insediativi o industriali, termovalorizzatori, discariche, depositi di sostanze pericolose, centrali elettriche e simili.  L’atteggiamento consisterebbe nel riconoscere come necessari, o comunque possibili, gli oggetti del contendere ma, contemporaneamente, nel non volerli nel proprio territorio a causa delle eventuali controindicazioni sull’ambiente locale.

Ebbene, con oggi pubblichiamo in cinque puntate tutte le alternative valide ed economicamente vantaggiose rispetto alla follia inceneritorista, oltre che rispetto al metodo obsoleto delle discariche, quali strumenti con elevato e pericoloso  impatto ambientale sia per per quanto afferente l’aria, che a livello di falde acquifere.

Con tali pubblicazioni intendiamo sottolineare una volta di piu’ quanto il movimento “No Inc”, ed in particolare noi di  Differenziati, siano del tutto avulsi rispetto al suindicato fenomeno “Nimby”, spesso definiti anche come meri “partiti del no“. Intendiamo piuttosto  ribadire quanto i liberi cittadini Castellani siano  orientati  a favore di pratiche virtuose per lo sviluppo del riuso, riciclo e riduzione della risorsa rifiuti,  a vantaggio dell’ambiente, dell’occupazione e delle tasche dei cittadini, di qualsiasi colore politico.

Il primo appuntamento riguardera’ il compostaggio. Seguiranno nell’ordine:

  • Differenziata Porta a porta;
  • Impatto zero e sostenibilita’;
  • Modello Vedelago;
  • Ridurre, riusare, riciclare.

Buona lattura.

12-compostiera2Compostaggio

_Il compost, detto anche terricciato o composta, è il risultato della decomposizione e dell’umificazione di un misto di materie organiche (come ad esempio residui di potatura, scarti di cucina, letame, liquame o i rifiuti del giardinaggio come foglie ed erba sfalciata) da parte di macro e microrganismi in condizioni particolari: presenza di ossigeno ed equilibrio tra gli elementi chimici della materia coinvolta nella trasformazione.

Il compostaggio tecnicamente è un processo biologico aerobico e controllato dall’uomo che porta alla produzione di una miscela sostanze umificate (il compost) a partire da residui vegetali sia verdi che legnosi o anche animali mediante l’azione di batteri e funghi.

Il compost può essere utilizzato come fertilizzante su prati o prima dell’aratura. Il suo utilizzo, con l’apporto di sostanza organica migliora la struttura del suolo e la biodisponibilità di elementi nutritivi (azoto). Come attivatore biologico aumenta inoltre la biodiversità della microflora nel suolo.

Realizzazione del compostaggio

Per avere un buon compost, bisogna ricordarsi che sono gli organismi decompositori del suolo a produrlo. Essi, per vivere, hanno bisogno di tre parametri:

  • nutrienti equilibrati composti da un misto di materie carboniose (brune-dure-secche) e di materie azotate (verdi-molli-umide)
  • umidità che proviene dalle materie azotate (umide) ed eventualmente dall’acqua piovana o apportata manualmente
  • aria che si infiltra attraverso la porosità prodotta dalla presenza delle sostanze carboniose strutturanti (dure)

I residui organici compostabili sono:

  • rifiuti azotati: scarti vegetali, di giardino (tagli di siepi, erba del prato…), foglie verdi, rifiuti domestici (frazione umida), limitando i residui di origine animale e mischiandoli bene a quelli di origine vegetale. È così possibile diminuire del 30-40 % la quantità di spazzatura; inoltre molti comuni italiani prevedono una riduzione della tassa sui rifiuti per coloro che dimostrano di praticare il compostaggio;
  • rifiuti carboniosi: rami derivanti dalla potatura (meglio se sminuzzati con un biotrituratore, altrimenti risulteranno poco aggredibili da parte dei microrganismi), foglie secche, paglia (si terranno da parte accuratamente queste materie e le si mischierà man mano ai rifiuti azotati che si produrranno di giorno in giorno);
  • fondi di caffè, filtri di tè, gusci di uova, gusci di noci;
  • lettiere biodegradabili di animali erbivori;
  • carta, evitando quella stampata (anche se oggigiorno i giornali non contengono più sostanze tossiche) e, soprattutto, quella patinata.
  • pezzi di cartone (fungono anche da rifugio ai lombrichi);
  • pezzi di tessuti 100% naturali (lana, cotone), ecc.

2 o 3 volte all’anno bisognerà rigirare il materiale per riattivare il processo di compostaggio.

È fondamentale mantenere il giusto grado d’umidità del materiale, altrimenti il processo sarà rallentato se è troppo secco o troppo umido, inoltre in quest’ultimo caso avverranno putrefazioni indesiderate (processo anaerobico). Per asciugare un cumulo troppo umido si attua un rivoltamento del materiale, per inumidirlo si versa dell’acqua (con la canna da giardino o con un innaffiatoio). Il tempo di maturazione del compost è variabile a seconda delle condizioni climatiche e del tipo di prodotto che si vuole ottenere. Un compost di qualità mediocre non può essere facilmente utilizzato. Può provocare sgradevoli odori ed essere causa di sovracosti importanti. È dunque indispensabile che il processo di compostaggio sia bene rispettato e seguito. Il compost possiede peso specifico di circa 350-400 kg/m3.

Il compost come fertilizzante

L’utilizzo del compost come fertilizzante è alla base di alcune delle tecniche agronomiche definite “sostenibili”, quali ad esempio la permacultura, l’agricoltura naturale, l’agricoltura biologica e l’agricoltura biodinamica. Il trattamento del suolo con il compost è comunque diffuso trasversalmente in tutte le tecniche culturali poichè l’aggiunta di sostanza organica migliora le caratteristiche pedologiche del suolo stesso.

Elemento Titolo

Azoto (N) 0,8 – 2,4

Fosforo (P2O5) 0,3 – 2,1

Potassio (K2O) 0,4 – 1,4

Calcio (CaO) 5 – 15

Magnesio (MgO) 0,8 – 2,2

Compostaggio domestico

Il compostaggio domestico è una procedura utilizzata per gestire in proprio la frazione organica dei rifiuti solidi urbani. Per praticarlo è sufficiente disporre di un lembo di giardino, preferibilmente soleggiato, in cui accumulare gli scarti alimentari della cucina e quelli dell’orto/giardino. In alcuni casi viene utilizzato la compostiera o composter, un contenitore atto a favorire l’ossigenazione e a conservare il calore durante l’inverno. Esistono compostiere prodotte industrialmente, ma anche autocostruite con materiale di recupero. È possibile effettuare il compostaggio anche senza una apposita compostiera, in un cumulo o in una buca, ma i risultati saranno più lenti e di minore qualità. In pratica, per fare compostaggio con la buca, ce ne vogliono almeno due: una in uso, e l’altra a riposo, ad esempio per 6 mesi ciascuno. Quando la prima è piena, la si mette a riposo, si svuota la seconda e la si fa diventare quella attiva. Una buca di 50 x 50, profonda 40cm può bastare per 6 mesi al ritmo di un secchio da 10 litri alla settimana di scarti di cucina, più lo sfalcio di un piccolo prato (villetta con famiglia di quattro persone). Il processo di decomposizione è favorito dall’ossigenazione, quindi un periodico rivoltamento del materiale ne mantiene un sufficiente livello di porosità. Per vivere e riprodursi, i microorganismi hanno bisogno anche di una temperatura favorevole, per cui il composter o la buca devono essere chiusi e sufficientemente isolati dall’ambiente esterno. Il rivoltamento, la pioggia e il freddo abbattono la temperatura del materiale, e quindi rallentano il processo. In questo senso la buca funziona meglio del cumulo, in quanto è isolata su 5 lati (oltre che essere più discreta all’occhio). Quantunque sia possibile introdurre scarti di carne e pesce, in genere l’eccesso è sconsigliato dato che le proteine animali decomponendosi rilasciano un odore sgradevole e possono attirare ratti od altri animali indesiderati. Gli scarti di cucina possono essere raccolti nelle buste di mais (Mater-Bi). Il materiale ottenuto in 3/4 mesi di compostaggio (più tempo in inverno, meno in estate) può essere usato come fertilizzante per l’orto o il giardino, infatti il terriccio reperibile in commercio è prodotto con un compostaggio industriale, con rivoltamento meccanico, ma i procedimenti ed i risultati sono equivalenti. La diffusione del compostaggio domestico permette di ridurre in modo significativo peso e volume dei rifiuti solidi urbani che devono essere trasportati e smaltiti. In numerosi comuni italiani il compostaggio viene pertanto incentivato attraverso uno sconto sulla tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani ai cittadini che lo praticano; alcuni comuni forniscono anche il composter o ne rimborsano l’acquisto.

Fonte: Wikipedia


Nuove iniziative del “Coordinamento No Inc” in attesa dell’udienza al Consiglio di Stato

 page_discamping_(Fonte articolo, clicca qui) “Una nuova serie di iniziative del comitato No Inc, in attesa della prossima udienza al Consiglio di Stato relativa all’Inceneritore dei Castelli Romani prevista per martedì mattina 7 maggio.” “In una vigna all’ingresso di Villaggio Ardeatino, proprio davanti al VII invaso, da sabato pomeriggio 4 maggio, a martedì sera 7 maggio, sarà allestito dal comitato No Inc uno spazio informativo di confronto, di incontro e discussione con la cittadinanza dei Castelli Romani. Inoltre, chiederemo a tutti i residenti di Villaggio Ardeatino, Cancelliera, Cecchina e Roncigliano, di portarci un campione d’acqua dei propri pozzi per monitorare lo stato d’inquinamento delle falde acquifere ESTERNE al noto sito di smaltimento rifiuti. In attesa, certo, di conoscere dall’Amministrazione Marini lo stato di inquinamento delle falde acquifere INTERNE all’area della discarica di Roncigliano.” “Non mancheranno momenti di relax: musica, proiezioni, punto ristoro, banchetti informativi ed altro ancora.” Il monopolista dei rifiuti Manlio Cerroni ha inviato, nei giorni scorsi, una “diffida” ai danni dei Comuni del bacino dei Castelli Romani. Richiede, entro lunedì 6 maggio, ossia guarda caso il giorno prima dell’udienza al Consiglio di Stato in programma per martedì 7 maggio, il pagamento dei debiti pregressi relativi allo smaltimento dei rifiuti. Minacciano che, in caso contrario, bloccherà l’ingresso in discarica degli auto-compattatori comunali. Una nuova e inaccettabile pressione e ingerenza ai danni di libere ed autonome Istituzioni Pubbliche. Tra l’altro nessuno di noi, ancora oggi, sa se l’Amministrazione Marini abbia convocato o meno, come richiesto dalla regione Lazio il 29 gennaio scorso (doc. 5), le conferenze dei servizi relative alla più volte invocata “caratterizzazione geologica ed idrogeologica” INTERNA alla discarica dei Castelli Romani . Né, tanto meno, se il sindaco di Albano, Nicola Marini, abbia dato incarico ad un Ente Pubblico (ad esempio il CNR) di effettuare ciò che, in realtà, non è niente di più che un’analisi molto approfondita e dettagliata della qualità delle acque e dei terreni sottostanti l’area INTERNA della discarica.

Eppure, a tal proposito, la stessa Pontina ambiente di Cerroni ha sostenuto appena poche settimane fa: “l’accertamento di specifici valori (ndr, di inquinamento delle falde acquifere sottostanti la discarica)… comporta indagini sull’area vasta che solo codesto Comune, in forza dei poteri pubblicistici di cui dispone, può consentire.” (Doc. 6) Come noto, difatti, dal lontano 18 novembre 2011 (Doc. n. 1) nessuno, neanche il Comune (Doc. n. 4) di Albano – su cui grava, secondo la legge, la competenza amministrativa (art. 250 legge n. 152 del 2006) – conosce lo stato reale di inquinamento delle falde acquifere e dei terreni sottostanti la discarica di Roncigliano. Come se non bastasse, inoltre, secondo indiscrezioni giornalistiche fin’ora mai smentite, il Direttore dell’Arpa Lazio, Servizio Suolo-Rifiuti e Bonifiche della Provincia di Roma, Ing. Fabio Ermolli, risulta indagato per abuso d’ufficio. (Doc. n. 2) Come ben sappiamo, le analisi delle acque dei pozzi-spia e dei terreni INTERNI alla discarica (Caratterizzazione geologica ed idrogeologica), sono necessarie per argomentare e sostenere, correttamente, la tesi relativa allo stato di inquinamento dell’area di Roncigliano sia al Tar del Lazio sia, è il caso di ricordarlo, proprio al Consiglio di Stato. Ma anche per richiedere quanto prima, alla Regione Lazio guidata da Nicola Zingaretti, la REVISIONE e l’ANNULLAMENTO della procedura di Autorizzazione Ambientale. Ovvero, per richiedere l’annullamento dell’atto amministrativo che permette il via libera all’avvio del cantiere per la costruzione dell’Inceneritore dei Castelli Romani. Fin’ora l’Amministrazione Marini, viceversa, si è limitata a sottoscrivere una convenzione (stipulata il 7 dicembre scorso, Doc. 3) con il CNR al fine di effettuare una caratterizzazione geologica ed idrogeologica SOLO ESTERNA all’area della discarica. L’iniziativa del comitato No Inc, che durerà tre giorni interi, avrà l’obiettivo di far analizzare gratuitamente, da un chimico abilitato, tutti i campioni da mezzo litro o un litro d’acqua ( in bottiglia pulita di plastica o vetro) che ci verranno consegnati da domenica 5 a martedì 7 maggio. Verrà garantito l’anonimato. Non mancheranno momenti di relax: musica, proiezioni, punto ristoro, banchetti informativi ed altro ancora. Tutta la cittadinanza dei Castelli Romani è invitata a partecipare. Non mancate.