Claudio Fiorani

L’inceneritore di Albano e i soldi pubblici – Videoecoballa di Daniele Castri

Ecoballa Daniele Castri_ATTENZIONE, AVVISI PER TUTTA LA CITTADINANZA, CHIEDIAMO LA MASSIMA DIFFUSIONE E PARTECIPAZIONE:

  • 7 giugno 2013, Presidio sotto la Regione Lazio, via Rosa Garibaldi (Garbatella), Roma, ore 10:00. La cittandinanza è invitata a partecipare.

_Di seguito si propone alla cittadinanza castellana la visione e la diffusione del video attinente la 14a video-ecoballa riportata fedelmente da Telecountrynews Genzano, rubrica tenuta dal referente legale del “Coordinamento Contro l’inceneritore di Albano“, Daniele Castri. In questo video sono descritti nel dettaglio tutti i passaggi inerenti la spinosissima questione del GSE (Gestore Servizi Energetici) e dei soldi PUBBLICI con i quali si è cercato e si sta cercando di costruire l’ecomostro (inceneritore) dei Castelli Romani. La video-ecoballa porta alla luce dei cittadini “istantanee” delicatissime della vicenda riguardante l’inceneritore di Albano voluto dal Consorzio Co.E.Ma (Cerroni, Ama, Acea). Ogni cittadino con la visione della stessa tragga il proprio giudizio e le proprie libere opinioni. Buona visione, clicca qui.

P.s. Pochi giorni fa lo stesso Daniele Castri spiegava così (clicca qui) ai microfoni di Fabio Ascani del giornale “Eco 16” di Ariccia i clamorosi risvolti (anche politici) di cui il “No Inc” è venuto a conoscenza acquisendo i documenti del GSE cioè i soldi pubblici con i quali si sta tentando di costruire l’inceneritore dei Castelli Romani – Albano.

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Castelli Romani, i “No Inc”: “Niente soldi pubblici, niente inceneritore!” E venerdi tutti in Regione

soldi pubblici_ATTENZIONE, AVVISI PER TUTTA LA CITTADINANZA, CHIEDIAMO LA MASSIMA DIFFUSIONE E PARTECIPAZIONE:

  • 7 giugno 2013, Presidio sotto la Regione Lazio, via Rosa Garibaldi (Garbatella), Roma, ore 10:00. La cittadinanza è invitata a partecipare.

_(Fonte articolo, Osservatore Laziale, clicca qui) Dopo tanto aspettare il comitato No Inc, il cui referente legale è Daniele Castri è venuto in possesso della celeberrima convenzione preliminare di cui parla nella articolata e puntuale nota che pubblichiamo: “C’è voluto un anno e mezzo, ma finalmente è divenuta pubblica la “convenzione preliminare” Co.E.Ma.-G.S.E. che permetterebbe, ancora oggi, l’uso dei fondi pubblici CIP-6 e Certificati Verdi per la costruzione e gestione dell’Inceneritore di Albano.” “Ora possiamo affermare con certezza che i presupposti su cui si basa questo documento sono stati smentiti dalla sentenza del Consiglio di Stato n. 1640 del 22 marzo 2012 che ha vietato l’uso dei fondi pubblici CIP-6 e Certificati Verdi per la costruzione e gestione dell’Inceneritore dei Castelli Romani. Questa “convenzione preliminare”, quindi, deve essere immediatamente annullata dagli Enti competenti, affinché non diventi mai e poi mai una “convenzione definitiva”.” “Domani, venerdì mattina 7 giugno, ore 10,30, tanto per cominciare, andremo sotto la sede della Presidenza della Regione Lazio, in Via Rosa Raimondi Garibaldi n. 7, per portare questa “convenzione preliminare” Co.E.Ma.-GSE a Nicola Zingaretti e all’Assessore ai Rifiuti Michele Civita, affinché si impegnino, da subito, per ottenerne l’immediato annullamento.” Era da un anno e mezzo che il comitato No Inc cercava di avere copia della “convenzione preliminare” Co.E.Ma.-G.S.E.. Un documento che, ancora oggi, potrebbe consentire l’uso dei fondi pubblici CIP-6 e Certificati Verdi per la costruzione e gestione del contestatissimo Inceneritore dei Castelli Romani. Ora questa “convenzione preliminare” è a disposizione del No Inc e dell’intera comunità dei Castelli Romani, grazie all’aiuto della Responsabile Ambiente presso la Camera dei Deputati, Federica Daga, e di altri suoi colleghi e colleghe, a cominciare dai firmatari della richiesta di accesso agli atti: Patrizia Terzoni, Claudia De Rosa, Alberto Zolezzi, Samuele Segoni, Mirko Busto e Angelo Tofalo. La “convenzione preliminare” Co.E.Ma.-G.S.E. del giugno del 2009, venne stipulata sul presupposto dell’esistenza di un provvedimento della Regione Lazio valido ed efficace che autorizzava la costruzione del famigerato Inceneritore. Il provvedimento “incriminato”, a firma dell’ex presidente della regione Lazio Pietro Marrazzo, ovvero l’ordinanza n. Z-0003 del 22 Ottobre 2008, è stato però annullata, senza appello, dalla sentenza del Consiglio di Stato n. 1640 del 22 marzo 2012. Con l’ordinanza di Marrazzo decade, di conseguenza, anche la successiva cantierizzazione Co.E.Ma. del 29 dicembre 2008, che aveva avuto luogo esclusivamente sulla base di tale atto. “Cantierizzazione”avvenuta, guarda caso, appena entro il limite imposto dalla U.E. per l’uso della contribuzione pubblica per la costruzione di questa impiantistica industriale brucia-rifiuti, ovvero il 31 dicembre 2008. Cantierizzazione, tra l’altro, assolutamente “fittizia” perché consistita nella sola “posa di paletti e recinzione metallica del lotto di terreno interessato alla costruzione dell’impianto”. Niente a che vedere, inoltre, con l’attività di escavazione vera e propria del lotto di terreno, come previsto dalla legge. “Cantierizzazione”, quindi, che decade dal punto di vista degli atti autorizzativi e amministrativi, certo, ma che rappresenta anche, di fatto, il tentativo malcelato del Co.E.Ma. di accaparrarsi, costi quel che costi, i soldi pubblici per la costruzione di un Inceneritore inutile – perché potrebbe bruciare solo materie prime riciclabili al 100×100, a ciclo continuo ed a freddo – un Inceneritore costoso – ai danni delle tasche dei cittadini e cittadine contribuenti – e un Inceneritore dannoso per la salute umana e per l’ambiente. I due verbali della Polizia Municipale di Albano, di aprile 2009 e ottobre 2010, rappresentano la contro-prova ulteriore, rispetto all’annullamento degli atti amministrativi e autorizzativi, che l’attività di cantierizzazione, di fatto, non ha mai avuto luogo. Ma la prova-provata della mancata cantierizzazione dell’area entro e non oltre il 31 dicembre 2008, “limite ultimo” imposto dalla UE per l’uso dei fondi pubblici per la costruzione e gestione degli impianti brucia-rifiuti, è lo stato attuale dei luoghi. Una lunga e meravigliosa distesa di erba verde, accanto al VII invaso di Roncigliano, che, per nostra fortuna, non ha nulla a che vedere con una cantierizzazione reale. Niente soldi, niente inceneritore. Spiace, certo, constatare che il Sindaco di Albano, Nicola Marini, ed il consigliere comunale delegato ai rifiuti, Luca Andreassi, non solo non si sono recati il 10 settembre 2012 (doc. n. 3) a ritirare questa documentazione così importante per la vertenza contro l’Inceneritore ma, ancora di più, che non abbiano nemmeno pensato, quel giorno, di delegare a tal fine un dirigente comunale. E che, subito dopo – dal successivo diniego all’accesso agli atti del GSE intervenuto il 4 ottobre 2012 – abbiano addirittura lasciato decorrere i termini di 30 giorni previsti dalla legge, senza presentare un ricorso amministrativo presso il Tar del Lazio contro una decisione dei dirigenti del GSE che pare, oggi più di ieri, davvero inspiegabile. Inoltre, il sindaco e il delegato ai rifiuti non hanno neanche pensato di chiedere aiuto a deputati e senatori del Partito Democratico per cercare di fare pressioni proprio su quegli stessi dirigenti del GSE, al fine di rendere pubblica la “convenzione preliminare” Co.E.Ma.-GSE. Pensiamo, ad esempio, al senatore in carica in quota PD, onorevole Bruno Astorre, molto legato al sindaco Marini. Ma, non da ultimo, allo stesso Ministro allo sviluppo Economico, in carica ed in quota PD, Flavio Zanonato. Una manchevolezza politica, amministrativa e giuridica, che grava come un macigno sull’operato dell’Amministrazione Marini e, in modo particolare, sul sindaco di Albano, Nicola Marini, sul consigliere delegato ai rifiuti, Luca Andreassi e sull’assessore all’ambiente, Claudio Fiorani.


Albano, i “No Inc” analizzano le acque dei cittadini per valutarne il grado d’inquinamento

01_(Fonte articolo, clicca qui) Ancora una serie di iniziative approntate dal Comitato ‘No Inc’, in attesa della prossima udienza al Consiglio di Stato relativa all’Inceneritore dei Castelli Romani prevista per la mattinata di martedì 7 maggio. In una vigna all’ingresso di Villaggio Ardeatino, proprio davanti al VII invaso, da sabato pomeriggio 4 maggio, a martedì sera 7 maggio, sarà allestito dal comitato No Inc uno spazio informativo di confronto, di incontro e discussione con la cittadinanza dei Castelli Romani. “Chiederemo a tutti i residenti di Villaggio Ardeatino, Cancelliera, Cecchina e Roncigliano, di portarci un campione d’acqua dei propri pozzi per monitorare lo stato d’inquinamento delle falde acquifere esterne al noto sito di smaltimento rifiuti. In attesa, certo, di conoscere dall’Amministrazione Marini lo stato di inquinamento delle falde acquifere interne all’area della discarica di Roncigliano”. Non mancheranno momenti di relax: musica, proiezioni, punto ristoro, banchetti informativi ed altro ancora. Intanto Manlio Cerroni ha inviato una “diffida” ai danni dei Comuni del bacino dei Castelli Romani, richiedendo entro lunedì 6 maggio, guarda caso il giorno prima dell’udienza al Consiglio di Stat, il pagamento dei debiti pregressi relativi allo smaltimento dei rifiuti. Il tutto minacciando che, in caso contrario, bloccherà l’ingresso in discarica degli auto-compattatori comunali. “Una nuova e inaccettabile pressione e ingerenza ai danni di libere ed autonome Istituzioni Pubbliche. Tra l’altro nessuno di noi – ribadiscono i ‘No-Inc’, ancora oggi, sa se l’Amministrazione Marini abbia convocato o meno, come richiesto dalla regione Lazio il 29 gennaio scorso, le conferenze dei servizi relative alla più volte invocata “caratterizzazione geologica ed idrogeologica” interna alla discarica dei Castelli Romani. Né, tanto meno, se il sindaco di Albano, Nicola Marini, abbia dato incarico ad un Ente Pubblico (ad esempio il CNR) di effettuare ciò che, in realtà, non è niente di più che un’analisi molto approfondita e dettagliata della qualità delle acque e dei terreni sottostanti l’area interna della discarica. Eppure, a tal proposito, la stessa Pontina ambiente di Cerroni ha sostenuto appena poche settimane fa che “l’accertamento di specifici valori (ndr, di inquinamento delle falde acquifere sottostanti la discarica)… comporta indagini sull’area vasta che solo codesto Comune, in forza dei poteri pubblicistici di cui dispone, può consentire”. “Come noto, difatti, dal lontano 18 novembre 2011 nessuno, neanche il Comune di Albano – su cui grava, secondo la legge, la competenza amministrativa (art. 250 legge n. 152 del 2006) – conosce lo stato reale di inquinamento delle falde acquifere e dei terreni sottostanti la discarica di Roncigliano. Come se non bastasse, inoltre, secondo indiscrezioni giornalistiche fin’ora mai smentite, il Direttore dell’Arpa Lazio, Servizio Suolo-Rifiuti e Bonifiche della Provincia di Roma, Ing. Fabio Ermolli, risulta indagato per abuso d’ufficio. Come ben sappiamo, le analisi delle acque dei pozzi-spia e dei terreni interne alla discarica (Caratterizzazione geologica ed idrogeologica), sono necessarie per argomentare e sostenere, correttamente, la tesi relativa allo stato di inquinamento dell’area di Roncigliano sia al Tar del Lazio sia, è il caso di ricordarlo, proprio al Consiglio di Stato. Ma anche per richiedere quanto prima, alla Regione Lazio guidata da Nicola Zingaretti, la REVISIONE e l’ANNULLAMENTO della procedura di Autorizzazione Ambientale. Ovvero, per richiedere l’annullamento dell’atto amministrativo che permette il via libera all’avvio del cantiere per la costruzione dell’Inceneritore dei Castelli Romani. Fin’ora l’Amministrazione Marini, viceversa, si è limitata a sottoscrivere una convenzione (stipulata il 7 dicembre scorso) con il CNR al fine di effettuare una caratterizzazione geologica ed idrogeologica SOLOESTERNA all’area della discarica. L’iniziativa del comitato No Inc, che durerà tre giorni interi, avrà l’obiettivo di far analizzare gratuitamente, da un chimico abilitato, tutti i campioni da mezzo litro o un litro d’acqua (in bottiglia pulita di plastica o vetro) che ci verranno consegnati da domenica 5 a martedì 7 maggio. Verrà garantito l’anonimato. Non mancheranno momenti di relax: musica, proiezioni, punto ristoro, banchetti informativi ed altro ancora”.


Nuove iniziative del “Coordinamento No Inc” in attesa dell’udienza al Consiglio di Stato

 page_discamping_(Fonte articolo, clicca qui) “Una nuova serie di iniziative del comitato No Inc, in attesa della prossima udienza al Consiglio di Stato relativa all’Inceneritore dei Castelli Romani prevista per martedì mattina 7 maggio.” “In una vigna all’ingresso di Villaggio Ardeatino, proprio davanti al VII invaso, da sabato pomeriggio 4 maggio, a martedì sera 7 maggio, sarà allestito dal comitato No Inc uno spazio informativo di confronto, di incontro e discussione con la cittadinanza dei Castelli Romani. Inoltre, chiederemo a tutti i residenti di Villaggio Ardeatino, Cancelliera, Cecchina e Roncigliano, di portarci un campione d’acqua dei propri pozzi per monitorare lo stato d’inquinamento delle falde acquifere ESTERNE al noto sito di smaltimento rifiuti. In attesa, certo, di conoscere dall’Amministrazione Marini lo stato di inquinamento delle falde acquifere INTERNE all’area della discarica di Roncigliano.” “Non mancheranno momenti di relax: musica, proiezioni, punto ristoro, banchetti informativi ed altro ancora.” Il monopolista dei rifiuti Manlio Cerroni ha inviato, nei giorni scorsi, una “diffida” ai danni dei Comuni del bacino dei Castelli Romani. Richiede, entro lunedì 6 maggio, ossia guarda caso il giorno prima dell’udienza al Consiglio di Stato in programma per martedì 7 maggio, il pagamento dei debiti pregressi relativi allo smaltimento dei rifiuti. Minacciano che, in caso contrario, bloccherà l’ingresso in discarica degli auto-compattatori comunali. Una nuova e inaccettabile pressione e ingerenza ai danni di libere ed autonome Istituzioni Pubbliche. Tra l’altro nessuno di noi, ancora oggi, sa se l’Amministrazione Marini abbia convocato o meno, come richiesto dalla regione Lazio il 29 gennaio scorso (doc. 5), le conferenze dei servizi relative alla più volte invocata “caratterizzazione geologica ed idrogeologica” INTERNA alla discarica dei Castelli Romani . Né, tanto meno, se il sindaco di Albano, Nicola Marini, abbia dato incarico ad un Ente Pubblico (ad esempio il CNR) di effettuare ciò che, in realtà, non è niente di più che un’analisi molto approfondita e dettagliata della qualità delle acque e dei terreni sottostanti l’area INTERNA della discarica.

Eppure, a tal proposito, la stessa Pontina ambiente di Cerroni ha sostenuto appena poche settimane fa: “l’accertamento di specifici valori (ndr, di inquinamento delle falde acquifere sottostanti la discarica)… comporta indagini sull’area vasta che solo codesto Comune, in forza dei poteri pubblicistici di cui dispone, può consentire.” (Doc. 6) Come noto, difatti, dal lontano 18 novembre 2011 (Doc. n. 1) nessuno, neanche il Comune (Doc. n. 4) di Albano – su cui grava, secondo la legge, la competenza amministrativa (art. 250 legge n. 152 del 2006) – conosce lo stato reale di inquinamento delle falde acquifere e dei terreni sottostanti la discarica di Roncigliano. Come se non bastasse, inoltre, secondo indiscrezioni giornalistiche fin’ora mai smentite, il Direttore dell’Arpa Lazio, Servizio Suolo-Rifiuti e Bonifiche della Provincia di Roma, Ing. Fabio Ermolli, risulta indagato per abuso d’ufficio. (Doc. n. 2) Come ben sappiamo, le analisi delle acque dei pozzi-spia e dei terreni INTERNI alla discarica (Caratterizzazione geologica ed idrogeologica), sono necessarie per argomentare e sostenere, correttamente, la tesi relativa allo stato di inquinamento dell’area di Roncigliano sia al Tar del Lazio sia, è il caso di ricordarlo, proprio al Consiglio di Stato. Ma anche per richiedere quanto prima, alla Regione Lazio guidata da Nicola Zingaretti, la REVISIONE e l’ANNULLAMENTO della procedura di Autorizzazione Ambientale. Ovvero, per richiedere l’annullamento dell’atto amministrativo che permette il via libera all’avvio del cantiere per la costruzione dell’Inceneritore dei Castelli Romani. Fin’ora l’Amministrazione Marini, viceversa, si è limitata a sottoscrivere una convenzione (stipulata il 7 dicembre scorso, Doc. 3) con il CNR al fine di effettuare una caratterizzazione geologica ed idrogeologica SOLO ESTERNA all’area della discarica. L’iniziativa del comitato No Inc, che durerà tre giorni interi, avrà l’obiettivo di far analizzare gratuitamente, da un chimico abilitato, tutti i campioni da mezzo litro o un litro d’acqua ( in bottiglia pulita di plastica o vetro) che ci verranno consegnati da domenica 5 a martedì 7 maggio. Verrà garantito l’anonimato. Non mancheranno momenti di relax: musica, proiezioni, punto ristoro, banchetti informativi ed altro ancora. Tutta la cittadinanza dei Castelli Romani è invitata a partecipare. Non mancate.


Inceneritore Albano – il Consiglio di Stato sospende tutto, il cantiere non può partire

KONICA MINOLTA DIGITAL CAMERA_(Fonte articolo, clicca qui) La notizia tanto attesa è arrivata. Dopo anni e anni di proteste e manifestazioni, non ultima quella che sabato pomeriggio ha calamitato oltre 2mila persone, unite dal fermo proposito di combattere contro il ‘cancrovalorizzatore dei Castelli’, il Consiglio di Stato ha sospeso l’ordinanza del Tar del Lazio che il 29 marzo scorso aveva rigettato il ricorso presentato dall’Amministrazione comunale di Albano contro il nuovo programma per la costruzione del vituperato Inceneritore di Roncigliano. Un colpo di scena in piena regola che di fatto blocca tutto, quantomeno fino a quando non verrà appurato con totale certezza che non vi sia un effettivo rischio ambientale. Di fronte ad una prospettiva del genere se prima la via per la costruzione dell’Inceneritore poteva sembrare in discesa ora si complica maledettamente e si fa piena zeppa di ostacoli, con veri e propri tornanti d’alta montagna. Una salita di fronte alla quale si spera qualcuno possa definitivamente desistere, sebbene gli interessi in ballo siano tanti e tali che chi, a suo tempo, ha fiutato l’affare difficilmente si farà da parte senza ‘colpo ferire’. “Il Consiglio di Stato – ha dichiarato il Sindaco Nicola Marini – accoglie di fatto le nostre ragioni, quelle che da tempo, con tenacia e fermezza, portiamo avanti: un territorio già così sofferente in termini igienico-sanitari e ambientali non può sostenere la presenza di questo impianto. Anche il Consiglio di Stato mette in luce le contraddizioni con cui ha agito la Regione Lazio, e che il nostro Comune ha legittimamente evidenziato. La Regione da una parte firma un nuovo cronoprogramma e dall’altra chiede a Pontina Ambiente una caratterizzazione dell’area, che poi il Comune dovrà valutare in sede di conferenza di servizi, tra l’altro già convocata dalla nostra Amministrazione. Siamo ovviamente molto soddisfatti di questa pronuncia, ma la nostra azione di certo non si ferma e continueremo ad opporci alla costruzione dell’inceneritore con atti concreti, amministrativi, legali e politici. Le nostre ragioni evidentemente valgono”. Entusiasti i ‘No Inc’, che vedono finalmente la luce in fondo al tunnel, e sperano che nuove politiche ambientali si affaccino all’orizzonte, rendendo fattibile un nuovo modo di intendere il ciclo dei rifiuti, con un via libera definitivo alle politiche di riciclo e riuso.

_(Fonte articolo, clicca qui) Colpo di scena nella battaglia giuridica e di piazza contro la costruzione dell’inceneritore di Roncigliano: il Consiglio di Stato, tramite decreto monocratico, ha sospeso l’ordinanza del Tar del Lazio che il 29 marzo scorso aveva rigettato la richiesta di sospensiva del cronoprogramma della Regione Lazio che detta le tempistiche per la costruzione dell’impianto. Il consigliere delegato Antonio Amicuzzi ha ritenuto prevalenti le ragioni di tutela e integrità del territorio e della salute: “Il Comune appellante ha evidenziato che la richiesta di tutela cautelare è tesa ad evitare l’aggravamento dell’inquinamento dell’aria su cui sorgerà l’inceneritore, anche se non è ancora in esercizio, perché i lavori relativi dovrebbero iniziare a giorni interferendo con le attività di caratterizzazione del territorio e di bonifica sollecitate dalla Regione”, si legge nel decreto. Insomma finché non sarà appurato con certezza che non vi è alcun rischio ambientale è tutto fermo. La camera di consiglio collegiale è convocato per il prossimo 7 maggio. Soddisfatto il sindaco di Albano Nicola Marini che comunica con queste parole l’esito della decisione dei giudici di Palazzo Spada: “Il nostro Comune con tenacia e fermezza sta portando avanti una linea di netta contrarietà alla costruzione dell’impianto. Le nostre ragioni evidentemente valgono”.


12° Corteo contro l’Inceneritore: ancora una straordinaria mobilitazione popolare

07_(Fonte articolo, Castelli Notizie, Maria Lanciotti, clicca qui) Oltre duemila persone e sette fasce tricolori al corteo contro l’inceneritore di Albano di sabato 6 aprile. Il dodicesimo in cinque anni abbondanti di strenua lotta. Raduno a Piazza Mazzini ad Albano Laziale alle ore 15 e si avvia il corteo lungo il percorso familiare diretto a Piazza di Corte di Ariccia. Una bella traversata che offre l’opportunità di ammirare le bellezze paesaggistiche e culturali di un territorio unico al mondo, che rischia di finire in malora. Non la faremo lunga, ma il necessario va detto. Le pressioni del presidente del Colari avvocato Manlio Cerroni esercitate sull’Amministrazione di Albano, e indirettamente sugli altri sindaci di bacino, sono note e gravissime e proseguono sempre più pesantemente, alzando se possibile il tiro. Stavolta destinatario di una lettera, datata 21 marzo 2013, dai consueti toni perentori, Nicola Zingaretti neo eletto presidente della Regione Lazio e per conoscenza al sindaco Alemanno, al commissario Sottile e al ministro Clini. Dove viene ricordato tra l’altro una morosità dei comuni di bacino nei confronti del consorzio per oltre 250 milioni di euro. E dove viene pretesa la calendarizzazione e il sostegno degli Organi competenti della Regione Lazio per “la realizzazione degli impianti di completamento del ciclo industriale dei rifiuti” entro il 2015.

“Penso e sono sicuro che non basti una lettera per vantare pretese nei confronti dei comuni” dice Simone Lupi, neo eletto consigliere regionale, ancora per qualche giorno sindaco di Ciampino, comune tra i più virtuosi d’Italia nel riciclo dei rifiuti. “Quelli sono crediti che Cerroni conta e i comuni ne debbono rispondere, ma non credo che possano essere messe in correlazione le due visioni. Il programma di Zingaretti è chiaro sotto questo punto di vista. Subito dovremo dare delle risposte”. Soddisfazione e qualche rammarico tra gli organizzatori del Corteo. Dice l’immancabile Peppe: “Non mi sarei aspettato una mobilitazione popolare che durasse tanti anni. Da 5 anni si è cercato di costruire opposizione al progetto che fa male a tutti e a tutto in assoluto. Dal punto di vista ingegneristico è una bufala. Si è rivelato un fallimento ovunque. Prima si chiamava Thermoselect, adesso JFE, ma è la stessa cosa. La partita è ancora aperta, nonostante tutto l’impianto ancora non c’è. Non siamo stati capaci di ottenere la chiusura della discarica, ma va anche detto che l’Amministrazione Marini ha fatto di tutto per mantenere e ampliare la discarica. In quanto ai debiti dei comuni, Cerroni ha grande capacità contrattuale, fa questo lavoro da quando aveva i calzoncini corti. Sì, potrebbe inchiodare tutto. E comunque appuntamento alla prossima, si stanno preparando iniziative sulla Provincia, Regione e sito di Roncigliano”. “Un corteo importante, riunisce tanti movimenti e associazioni contrari a progetti di inceneritori e discariche” dice Roberto Fortunio dell’Associazione Differenzia-ti. “Altri movimenti si sono aggregati, contrari alla cementificazione. C’è totale contrarietà a questo sistema di smaltimento foraggiato a livello pubblico. Almeno così vorrebbe Cerroni. Noi ci auguriamo di no, ma dopo gli ultimi esiti del Consiglio di Stato vien da pensare che tutto può accadere in Italia. Per noi senza alternativa: Riduci, Riusa, Ricicla. Lo spirito è altissimo: riteniamo che senza il nostro impegno costante sul territorio, l’impianto sarebbe già partito. Si è guadagnato tempo con le continue azioni legali”.

“Siamo in ritardo” dice Flavio Gabbarini, sindaco di Genzano di Roma. “Non impensierisce il ricatto di Cerroni per i soldi arretrati dei comuni, ma i problemi economici ordinari. Negli anni c’è stata una riduzione sistematica. Speriamo che intervenga la Regione. Non vedo possibilità di partenza per l’inceneritore, perché se parte succede la fine del mondo, con la rivolta della cittadinanza. Siamo ancora pochi, la sensibilità cresce man mano. Sono convinto che l’inceneritore non si farà, Cerroni sta forzando per ottenere altre cose. Non so quali”. “Sono qui per la mazzata che abbiamo preso” dice Luca Andreassi, consigliere con delega ai rifiuti del comune di Albano. E si riferisce alla richiesta di ‘sospensiva cautelare’ del crono-programma presentata dal comune di Albano e respinta dal Tar, con motivazioni che vanno debitamente interpretate e non sono poi così risolutive. “Continueremo in sede legale a contrastare il progetto, con la richiesta di apertura dell’AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale, ndr). Non molleremo di un centimetro. Quel sito è inquinato e non ci si può costruire niente, nemmeno una fattoria”. Assenti al corteo il sindaco di Albano Nicola Marini (che si trovava a Foggia per una gara di scherma del figlio) e il sindaco di Ariccia Emilio Cianfanelli, rappresentati rispettivamente dal vicesindaco Maurizio Sementilli e dall’assessore all’Ambiente e all’Urbanistica Fabrizio Profico. Altri rappresentati dei comuni di bacino il sindaco Milvia Monachesi di Castel Gandolfo, il presidente del Consiglio Comunale di Rocca di Papa Luigi Ferazzoli, il sindaco di Lanuvio Luigi Galieti e, come già si è detto, i sindaci Gabbarini e Lupi. Un corteo pacifico che di più non si può, colorato e vivace anche per la presenza di tanti giovani, lavoratori e studenti, tanti movimenti e associazioni, famiglie intere comprese di nonni e nipoti.

Ininterrotti gli interventi, informazione vasta e corretta. Tecnici ed esperti si sono succeduti al microfono durante la lunga camminata, i politici al passo con gli altri, poi qualcosa deve averli turbati durante un intervento molto accalorato in cui la Dottoressa Elena Taglieri parlava di centrali elettriche a biomassa, di discariche di rifiuti tossici, di contaminazione delle falde acquifere e via dicendo, e forse pure di risposte mancate da parte di chi di dovere (ma chi scrive non ha avuto modo di registrarlo) e c’è stato un momento di indignazione da parte dei rappresentanti istituzionali presenti al corteo, che non si sono fatti interdire dalle lagnanze di Cerroni per la partecipazione del sindaco di Albano e di alcuni assessori al corteo dello scorso 20 ottobre. Restano, ma decidono di partecipare da comuni cittadini, togliendosi la fascia tricolore. Forse, come spesso succede, pagano per gli assenti i presenti, ma va ricordato che la responsabilità nei confronti di una cittadinanza esasperata, che riesce tuttavia a mantenere calma e sangue freddo, va suddivisa fra tutti i rappresentanti dei dieci comuni, anche quando si tratta di prendere forse ciò che personalmente non si merita. Luca Andreassi molto sportivamente si è preso il suo carico – appariva la sua faccia insieme a quelle di Marini, Faenza e Fiorani sui bidoncini spinti a mano – e non si è in alcun modo ritirato. E anche questo sottolinea una convinta adesione allo spirito del corteo, tutti uniti contro l’ecomostro.


Comunicato sul parere del TAR circa l’inceneritore – Sabato prossimo corteo cittadino

09_SABATO 6 APRILE ORE 15:00 DA PIAZZA MAZZINI CORTEO CITTADINO CONTRO L’INCENERITORE E LA DISCARICA DEI CASTELLI ROMANI. Per una politica del riuso del riciclo e della raccolta differenziata ai Castelli Romani. Moto perpetuo, non arretriamo di un centimetro, passaparola!

ATTENZIONE, PROSSIMI ED IMMEDIATI APPUNTAMENTI “NO INC”:

  • MERCOLEDÌ 3 APRILE, ore 17,30, Piazza San Pietro, Albano, Assemblea Pubblica.
  • SABATO 6 APRILE, ore 15,00 piazza Mazzini, Albano, Corteo “No Inc”.

_(Fonte articolo, Coordinamento Contro l’inceneritore di Albano, clicca qui) I santi in paradiso, sindaco di Albano, Nicola Marini, non bastano. Le porgiamo pubblicamente, per l’ennesima volta, un invito: conferisca incarico ad un ente pubblico per avviare la caratterizzazione geologica ed idrogeologica interna all’area della discarica! Il ricorso al Tar Lazio contro il nuovo CRONO-PROGRAMMA della Regione Lazio che scandisce i tempi di realizzazione dell’Inceneritore dei Castelli Romani è ancora pendente. Questa è la vera notizia. Nulla, quindi, è ancora irrimediabilmente compromesso o perduto. Il resto è noto: la 1a sezione Ter del Tribunale Amministrativo ha respinto SOLO ED ESCLUSIVAMENTE la richiesta di “sospensiva cautelare” del crono-programma. Ricordate i tre ricorsi al Tar del No Inc contro l’Inceneritore? Anche in quel caso i giudici amministrativi negarono la “sospensiva cautelare”. Ma quel diniego non compromise in alcun modo lo svolgimento del resto del processo. Nelle settimane successive il No Inc depositò in Tribunale una super-relazione tecnica che smontò, punto per punto, il progetto dell’Inceneritore. Ed alla fine, come noto, ottenemmo la “storica vittoria”. Queste, invece, le dichiarazioni del sindaco di Albano Nicola Marini e del delegato ai rifiuti Luca Andreassi: “Il TAR del Lazio ha rigettato il ricorso presentato dall’Amministrazione di Albano Laziale. Speravamo che le ragioni del diritto valessero più di qualsiasi altro interesse e invece siamo di fronte ad una sentenza del Tribunale Amministrativo che rigetta ogni argomentazione sul reale stato ambientale di un territorio in grande sofferenza.” I giudici, in realtà, dicono altro: l’inquinamento dell’area della discarica non è stato ancora OPPORTUNAMENTE DIMOSTRATO: “l’inquinamento del sito … invocato dall’amministrazione comunale … (dei pozzi C e D) non appare essere più sussistente …” Ed infatti, sindaco Marini, è proprio così. La diffida della Provincia di Roma del 19 gennaio 2012, relativa agli inquinanti presenti nei pozzi C e D, interni all’area della discarica, è venuta meno. Sono i dati dell’Arpa Lazio del 19 dicembre 2012 che certificano il rientro nei limiti di legge. Ma in discarica, però, ci sono altri pozzi. Si tratta dei piezometri: A, B, D bis, E, F, G, H, I, L. Qual è la reale situazione di quei nove pozzi, Le chiedo? Nessuno lo sa. L’Arpa Lazio, il 18 novembre 2011, ha chiesto una CARATTERIZZAZIONE geologica ed idrogeologica INTERNA al sito, avendo trovato questi pozzi gravemente inquinati. La caratterizzazione consiste in un’analisi molto approfondita della qualità delle acque e dei terreni. Questi dati potrebbero certificare l’esistenza di un grave peggioramento dello stato ambientale dell’area. Analisi da depositare, quanto prima, al Tar Lazio, certo, ma ASSOLUTAMENTE NECESSARIE anche per chiedere e discutere la revisione e l’annullamento della procedura di Autorizzazione Ambientale davanti ai funzionari dell’Area Rifiuti della Regione Lazio. I Santi in paradiso non bastano … Al di là delle incomprensioni personali e politiche, le porgiamo pubblicamente, per l’ennesima volta, un invito: conferisca quanto prima incarico ad un ente pubblico per avviare la caratterizzazione geologica ed idrogeologica interna all’area della discarica di Albano!