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Ambiente: è partita la campagna “Naturalmente io amo la carta”

07_(Fonte articolo, News Republic, clicca qui) E’ partita nei giorni scorsi la nuova campagna ”Naturalmente io amo la carta” con nuovi soggetti realizzati da TwoSides Europe, adattati nella versione italiana da TwoSides – Il lato verde della carta. La nuova iniziativa della filiera italiana della comunicazione su carta, si legge in una nota diffusa dalla Fieg, punta a sfatare, presso il grande pubblico dei consumatori e in particolare i giovani, i luoghi comuni che vedono la carta sinonimo di deforestazione e inquinamento. La precedente campagna, risalente a sei mesi fa, aveva totalizzato 150 pagine pubblicate su quotidiani e riviste. ”Naturalmente io amo la carta” ha l’obiettivo di informare i consumatori sul carattere naturale e rinnovabile del legno, materia prima che insieme alla carta da macero è impiegata per produrre carta. Il 70% della carta utilizzata in Europa viene, infatti, raccolta e riciclata: con 2000 kg riciclati al secondo, la carta è il materiale più riciclato a livello europeo. In Europa un giornale avviato al riciclo torna in produzione in 7 giorni. Inoltre, la superficie forestale in Europa è cresciuta del 30% rispetto al 1950: ogni anno le foreste aumentano di un’area pari a 1,5 milioni di campi da calcio (circa 850.000ha). La campagna si articola in sei nuovi soggetti e 2 head che associano: ai dati di crescita forestale ai risultati di riciclo alcuni punti di forza della carta stampata quali l’autorevolezza e l’approfondimento dell’informazione, l’esperienza tattile che coinvolge il lettore stimolando l’immaginazione e la capacità di memorizzarne i contenuti. “Ci si può tenere informati leggendo un quotidiano, magazines o altro mezzo stampa, sicuri che la carta non distrugge le foreste anzi contribuisce alla loro gestione sostenibile grazie all’impegno di tutta la filiera della produzione e della comunicazione su carta”, conclude la nota.

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A Cisterna di Latina i “riciclatori incentivanti” di plastica e alluminio

07_(Fonte articolo, News Republic, clicca qui) Differenziare fa bene all’ambiente e al portafoglio. A Cisterna di Latina sono stati installati quattro “riciclatori incentivanti”, per raccolta e compattazione di plastica e alluminio. I cittadini che faranno raccolta differenziata riceveranno in cambio un bonus di 2 centesimi di euro per ogni pezzo conferito, mentre le attività commerciali che avvieranno la convenzione, accettando i bonus, avranno uno sgravio sulla tassa sui rifiuti. Plastica e alluminio, in fase di raccolta differenziata, sono considerati una coppia perfetta: hanno il massimo di compatibilità trattandosi di imballaggi leggeri. Per questo, la loro raccolta congiunta viene spesso consigliata. Tuttavia, se da un lato le percentuali di raccolta dei due materiali fanno registrare livelli sempre più elevati (768.000 tonnellate di plastica nel 2013, con un aumento dell’11% rispetto al 2012 secondo i dati Corepla), dall’altro le performance dei due materiali differiscono molto in termini di riciclo. All’aumento delle quantità raccolte, infatti, non sempre corrisponde un aumento della qualità del materiale, se non viene selezionato adeguatamente. Le parole d’ordine per una buona raccolta differenziata sono quindi selettività e qualità. I riciclatori, ideati e prodotti dalla veneta Eurven, sono stati scelti da Cisterna Ambiente, in collaborazione con l’amministrazione comunale di Cisterna di Latina ed Ecorinnova. I riciclatori sono sistemi per la raccolta differenziata e la compattazione di materiali facilmente riciclabili che offrono diversi vantaggi: sono predisposti per riconoscere la tipologia di rifiuto e differenziarlo anche automaticamente, possono pesare il materiale conferito ed avvisare, via email o per sms, quando il sistema è pieno. Si tratta di sistemi incentivanti in quanto invogliano a conferire i rifiuti: i riciclatori avvicinano i cittadini alle buone pratiche di raccolta differenziata premiandoli con un ecobonus, che può essere utilizzato nelle attività convenzionate. Inoltre, il circolo virtuoso che viene innescato porta ad un grande vantaggio per l’ambiente: il materiale raccolto in modo selettivo viene direttamente inviato alla fase di riciclo, permettendo un consistente abbattimento delle emissioni di Co2 derivanti dalla movimentazione dei rifiuti.


Raccolta differenziata della plastica in aumento nel 2013, registrato +11%

07_Cliccare qui per tutti i prossimi appuntamenti cittadini inerenti la questione inceneritore e discarica Castelli Romani. Clicca qui.

_(Fonte articolo, News Republic, clicca qui) Quella del riciclo della plastica è un’industria in crescita che sfida la crisi. Lo rileva il bilancio 2013 di Corepla, il Consorzio nazionale senza scopo di lucro per la raccolta, il riciclo e il recupero degli imballaggi in plastica, secondo il quale aumentano la raccolta e il riciclo malgrado la diminuzione dell’immesso al consumo e l’andamento recessivo dell’economia italiana. È aumentata la raccolta differenziata. Nonostante la contrazione del quantitativo di imballaggi immessi al consumo, nel 2013 sono state raccolte oltre 768.000 tonnellate di imballaggi in plastica (+11% rispetto al 2012). Un primato notevole sia per il comparto che per i 7.325 Comuni che hanno avviato il servizio di raccolta, da attribuirsi soprattutto a due fattori: il decollo della raccolta in zone storicamente difficili come il Mezzogiorno e l’ulteriore aumento anche tra ”i primi della classe” (ad esempio, il Veneto è passato da 18 a 20 kg circa per abitante). Il dato medio nazionale di raccolta pro capite passa da 11,6 a 12,9 kg annui per abitante. Nel Nordest si registra la raccolta più alta di tutta Italia (in testa il Veneto con 20,1 kg l’anno per abitante); seguono il Nord-ovest (Piemonte e Lombardia tra i 16 e i 16,3 kg) e il Centro (Marche 16,3 kg) e poi Sud e Isole, guidate dalla Campania con 14 kg annui per abitante. Fanalini di coda Calabria e Sicilia. È sempre più capillare il servizio di raccolta. Sono 7.325 i Comuni serviti e oltre 57 milioni i cittadini coinvolti, pari al 96% del totale. Nel 2013 sono stati 197 milioni di euro riconosciuti dal Consorzio ai Comuni o ai loro operatori delegati, a copertura dei maggiori oneri sostenuti per l’effettuazione dei servizi di raccolta differenziata degli imballaggi in plastica. L’immesso al consumo 2013 degli imballaggi in plastica è risultato pari a 2.043 Kt (51% imballaggi rigidi, 41% imballaggi flessibili e 8% imballaggi di protezione/accessori). Tra i polimeri più utilizzati: il polietilene (Pe), il Pet, il polipropilene (Pp). Cresce il riciclo. Sono 430.000 le tonnellate di rifiuti di imballaggio in plastica provenienti dalla raccolta differenziata riciclate nel 2013. A questa cifra vanno aggiunti i quantitativi di imballaggi in plastica riciclati da operatori industriali indipendenti provenienti dalle attività commerciali e industriali pari a 360.000 tonnellate, per un riciclo complessivo di circa 790.000 tonnellate. Una crescita per l’intero settore dunque, che vede coinvolte 300 imprese ed oltre 2.000 lavoratori. Sono stati recuperati anche quegli imballaggi che ancora faticano a trovare sbocchi industriali verso il riciclo meccanico e il mercato delle plastiche riciclate. Circa 322.000 tonnellate sono state utilizzate come materie prime energetiche al posto di combustibili fossili. Migliora l’efficienza complessiva di riciclo e recupero nel 2013. Solo il 2% del materiale raccolto è stato avviato a discarica. Grazie a Corepla, infatti, è stato possibile evitare l’immissione in discarica di 22 milioni di metri cubi di rifiuti. È importante anche il contributo al bilancio energetico del Paese: grazie al riciclo degli imballaggi in plastica provenienti dalle raccolte differenziate, nel 2013 sono stati risparmiati oltre 7 miliardi di chilowattora di energia. Corepla ha collaborato alla creazione di nuove imprese e nuova occupazione che, secondo un recente studio Althesys commissionato dal Consorzio, ha prodotto un beneficio per la collettività stimabile in 2,1 miliardi in dieci anni, pari al fatturato annuo dell’intera industria di intermediazione immobiliare o della produzione cinematografica, video e Tv. ”Desideriamo migliorarci ancora, innalzando gli obiettivi di raccolta, esplorando nuove opportunità di riciclo e recupero, individuando nuove applicazioni e nuovi sbocchi di mercato per il materiale riciclato e infine, ottimizzando i costi del sistema – dichiara il presidente Corepla, Giorgio Quagliuolo – Mi piace aggiungere che nel solo 2013 abbiamo evitato emissioni di Co2 per 800.000 ton (+4,5% rispetto al 2012) equivalenti alle emissioni di circa 505.000 automobili, abbiamo evitato costi di smaltimento per 38,4 milioni di euro (+3,5 rispetto al 2012) e infine abbiamo generato 105,7 milioni di euro di materie prime seconde”.


Recuperato il 70% degli imballaggi in alluminio nel 2013, pari a 47.500 t

07_Cliccare qui per tutti i prossimi appuntamenti cittadini inerenti la questione discarica ed inceneritore. Clicca qui.

_(Fonte articolo, News Republic, clicca qui) Nel 2013 sono state recuperate 47.500 tonnellate di imballaggi in alluminio, pari al 70,3% dell’immesso sul mercato (67.500 tonnelate), segnando un + 6% rispetto all’anno precedente. I dati sulla raccolta e il riciclo degli imballaggi in alluminio sono stati diffusi durante l’assemblea annuale delle imprese consorziate a Cial (Consorzio nazionale per il recupero e il riciclo degli imballaggi in alluminio). Un risultato reso possibile grazie alla collaborazione dei cittadini e agli accordi stipulati fra Cial e gli enti locali di riferimento. Sono infatti 5.400 i Comuni italiani che lavorano con il Consorzio (quasi il 70% del totale) con il coinvolgimento di oltre 46 milioni di abitanti (il 78% della popolazione italiana). Sono 192 le imprese consorziate a Cial. Sono state inoltre riciclate 43.900 tonnellate di imballaggi in alluminio, pari al 65,0% del mercato. In questo modo sono state evitate emissioni serra pari a 370mila tonnellate di Co2; risparmiata energia per oltre 160mila tonnellate equivalenti petrolio. La totalità dell’alluminio prodotto in Italia proviene dal riciclo. I trend confermano l’Italia al primo posto in Europa con oltre 878mila tonnellate di rottami riciclati (considerando non soltanto gli imballaggi).


Parlamento Ue dice sì alla riduzione di shopper, obiettivo -50% in 3 anni

Shopper_(Fonte articolo, News Republic, clicca qui)  Oggi il Parlamento Europeo, in seduta plenaria, con 539 voti a favore ha dato la propria luce verde alla proposta di direttiva per la riduzione del consumo di sacchi monouso presentata il 4 novembre, confermando in toto le novità introdotte dalla Commissione Ambiente salute e sanità lo scorso 10 marzo 2014. Per l’Italia, questo vuol dire che le misure adottate dal legislatore nazionale sono state ‘validate’ dal testo di direttiva approvato oggi, che consente agli stati membri mantenere in vigore misure in deroga all’art. 18 della direttiva imballaggi. Ma il Parlamento si è spinto oltre. Riconoscendo le differenze esistenti nei paesi membri ha fissato un preciso target di riduzione all’utilizzo degli shopper pari al 50% in 3 anni rispetto ai volumi immessi nel 2010 e dell’80% in 5 anni. Viene, inoltre, riconosciuto il principio di differenziazione tra le plastiche tradizionali e le plastiche biodegradabili e compostabili per il loro riconosciuto valore nella raccolta differenziata della frazione organica. Si prevede, inoltre, che tutti i sacchi frutta e verdura entro 5 anni dall’entrata in vigore della direttiva debbano essere biodegradabili e compostabili o di carta riciclata. Infine, i sacchi cosiddetti riutilizzabili non potranno in alcun modo costare meno di quelli monouso. Ciò al fine di evitare possibili aggiramenti degli obiettivi di riduzione che sono il motivo fondante della direttiva. Ne esce quindi completamente confermata la validità del modello italiano come esperienza pilota per l’intera Unione Europea. Secondo i dati di Plastic Consult, grazie alla normativa adottata nel 2011, il nostro Paese è riuscito a raggiungere una riduzione dell’ordine del 50% in tre anni del volume degli shopper in circolazione, passando da 180 mila tonnellate nel 2010 a poco più di 90 mila nel 2013 Assobioplastiche sottolinea, di comune intesa con European Bioplastics, che l’adozione di questo modello è destinata a creare importanti opportunità occupazionali in tutta l’Unione Europea stimate in 100.000 posti di lavoro nell’arco dei prossimi cinque anni.

 



Supera la soglia del 70% il tasso di riciclo del vetro nell’Unione Europea

Gerbido_(Fonte articolo, News Republic, clicca qui) Supera la soglia del 70% il tasso di riciclo del vetro nell’Unione Europea con la Germania che si piazza al primo posto della classifica. Bene anche l’Italia che conquista il quarto posto. Sono questi gli ultimi dati di riciclo del vetro della Federazione Europea dei Contenitori in vetro (Feve) relativi all’anno 2011 durante il quale sono stati raccolti oltre 11 milioni di tonnellate di vetro per essere riciclati in tutta l’Unione Europea. Questo risultato è frutto degli enormi sforzi fatti negli ultimi anni in tutti gli Stati Membri Europei, per raggiungere il target europeo di riciclo del vetro del 60%, un livello che è stato conseguito da tutti i più importanti Paesi dell’Unione, già nel 2008 o prima. L’Italia si conferma ai vertici di questa speciale classifica europea, trovandosi (in valore assoluto) al quarto posto, dopo Germania, Francia e Inghilterra. Tuttavia, se la quantità e, soprattutto, la qualità della raccolta differenziata del nostro Paese migliorassero, raggiungendo la media dello standard europeo, si potrebbero incrementare ulteriormente i risultati ottenuti, soddisfacendo appieno, senza il ricorso all’importazione di rottame, la grande capacità di riciclo del settore vetrario italiano, capacità che supera i 2 milioni di tonnellate all’anno. Costituito da minerali abbondanti in natura (sabbia, carbonato di sodio e carbonato di calcio) il vetro è un materiale riciclabile al 100%, all’infinito, nell’ambito del medesimo processo industriale. Attraverso il riciclo del vetro (dati europei 2011) si ottiene: un risparmio di oltre 12 milioni di tonnellate di materie prime (sabbia, carbonato di sodio, carbonato di calcio); una riduzione di oltre 7 milioni di tonnellate di Co2, equivalenti a muovere 4 milioni di macchine su strada; un risparmio del 2,5% di energia per ogni 10% di vetro riciclato nel forno.


Torino – Gerbido, sforamenti per guasto alla caldaia, stop forzato per l’inceneritore

Trm3_A tutta la cittadinanza, Buon Natale e felice 2014!

_ARTICOLO 32 COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA (STRALCIO): “LA REPUBBLICA TUTELA LA SALUTE COME FONDAMENTALE DIRITTO DELL’INDIVIDUO E INTERESSE DELLA COLLETTIVITA’…

_Petizione pubblica contro l’inceneritore di Torino. Fermiamo subito l’inceneritore del Gerbido, clicca qui per saperne di più.

_(Fonte articolo, La Repubblica Torino, Emilio Vettori, clicca qui) Un altro piccolo incidente tecnico sulla strada dell’inceneritore del Gerbido. E la stessa società che gestisce l’impianto a comunicarlo: “A seguito di un guasto legato al ciclo termico (trip di caldaia), lunedì 23 dicembre, si sono verificati sforamenti della media giornaliera di alcuni parametri emissivi della linea 1 e 2 del termovalorizzatore, tempestivamente comunicati agli Enti di controllo, cioè la Provincia di Torino e Arpa. Si è quindi prontamente proceduto al fermo delle linee e all’immediata verifica tecnica dell’anomalia riscontrata”. Il comunicato spegne qualsiasi allarme ambientale anche se al Comitato “No Gerbido” non si fidano e chiedono ulteriori controlli: “Pur essendo stati superati alcuni limiti delle concentrazioni emissive, gli inquinanti emessi complessivamente a camino sono rimasti pressoché equivalenti a quelli di una normale giornata di funzionamento di impianto. Questo grazie alle procedure messe in atto da Trm che, in accordo con il principio di precauzione da sempre adottato, ha proceduto prima al rallentamento dell’attività delle suddette linee e poi alla loro temporanea fermata”. Uno stop temporaneo. Oggi le linee sono state riavviate, l’inceneritore torna a bruciare. Ma i troppi intoppi nella fase sia pure sperimentale dell’impianto sollevano dubbi. Non solo tra i residenti della zona e gli ambientalisti.