Alessio Ciacci

A Cisterna di Latina i “riciclatori incentivanti” di plastica e alluminio

07_(Fonte articolo, News Republic, clicca qui) Differenziare fa bene all’ambiente e al portafoglio. A Cisterna di Latina sono stati installati quattro “riciclatori incentivanti”, per raccolta e compattazione di plastica e alluminio. I cittadini che faranno raccolta differenziata riceveranno in cambio un bonus di 2 centesimi di euro per ogni pezzo conferito, mentre le attività commerciali che avvieranno la convenzione, accettando i bonus, avranno uno sgravio sulla tassa sui rifiuti. Plastica e alluminio, in fase di raccolta differenziata, sono considerati una coppia perfetta: hanno il massimo di compatibilità trattandosi di imballaggi leggeri. Per questo, la loro raccolta congiunta viene spesso consigliata. Tuttavia, se da un lato le percentuali di raccolta dei due materiali fanno registrare livelli sempre più elevati (768.000 tonnellate di plastica nel 2013, con un aumento dell’11% rispetto al 2012 secondo i dati Corepla), dall’altro le performance dei due materiali differiscono molto in termini di riciclo. All’aumento delle quantità raccolte, infatti, non sempre corrisponde un aumento della qualità del materiale, se non viene selezionato adeguatamente. Le parole d’ordine per una buona raccolta differenziata sono quindi selettività e qualità. I riciclatori, ideati e prodotti dalla veneta Eurven, sono stati scelti da Cisterna Ambiente, in collaborazione con l’amministrazione comunale di Cisterna di Latina ed Ecorinnova. I riciclatori sono sistemi per la raccolta differenziata e la compattazione di materiali facilmente riciclabili che offrono diversi vantaggi: sono predisposti per riconoscere la tipologia di rifiuto e differenziarlo anche automaticamente, possono pesare il materiale conferito ed avvisare, via email o per sms, quando il sistema è pieno. Si tratta di sistemi incentivanti in quanto invogliano a conferire i rifiuti: i riciclatori avvicinano i cittadini alle buone pratiche di raccolta differenziata premiandoli con un ecobonus, che può essere utilizzato nelle attività convenzionate. Inoltre, il circolo virtuoso che viene innescato porta ad un grande vantaggio per l’ambiente: il materiale raccolto in modo selettivo viene direttamente inviato alla fase di riciclo, permettendo un consistente abbattimento delle emissioni di Co2 derivanti dalla movimentazione dei rifiuti.

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Parlamento Ue dice sì alla riduzione di shopper, obiettivo -50% in 3 anni

Shopper_(Fonte articolo, News Republic, clicca qui)  Oggi il Parlamento Europeo, in seduta plenaria, con 539 voti a favore ha dato la propria luce verde alla proposta di direttiva per la riduzione del consumo di sacchi monouso presentata il 4 novembre, confermando in toto le novità introdotte dalla Commissione Ambiente salute e sanità lo scorso 10 marzo 2014. Per l’Italia, questo vuol dire che le misure adottate dal legislatore nazionale sono state ‘validate’ dal testo di direttiva approvato oggi, che consente agli stati membri mantenere in vigore misure in deroga all’art. 18 della direttiva imballaggi. Ma il Parlamento si è spinto oltre. Riconoscendo le differenze esistenti nei paesi membri ha fissato un preciso target di riduzione all’utilizzo degli shopper pari al 50% in 3 anni rispetto ai volumi immessi nel 2010 e dell’80% in 5 anni. Viene, inoltre, riconosciuto il principio di differenziazione tra le plastiche tradizionali e le plastiche biodegradabili e compostabili per il loro riconosciuto valore nella raccolta differenziata della frazione organica. Si prevede, inoltre, che tutti i sacchi frutta e verdura entro 5 anni dall’entrata in vigore della direttiva debbano essere biodegradabili e compostabili o di carta riciclata. Infine, i sacchi cosiddetti riutilizzabili non potranno in alcun modo costare meno di quelli monouso. Ciò al fine di evitare possibili aggiramenti degli obiettivi di riduzione che sono il motivo fondante della direttiva. Ne esce quindi completamente confermata la validità del modello italiano come esperienza pilota per l’intera Unione Europea. Secondo i dati di Plastic Consult, grazie alla normativa adottata nel 2011, il nostro Paese è riuscito a raggiungere una riduzione dell’ordine del 50% in tre anni del volume degli shopper in circolazione, passando da 180 mila tonnellate nel 2010 a poco più di 90 mila nel 2013 Assobioplastiche sottolinea, di comune intesa con European Bioplastics, che l’adozione di questo modello è destinata a creare importanti opportunità occupazionali in tutta l’Unione Europea stimate in 100.000 posti di lavoro nell’arco dei prossimi cinque anni.

 



Sale il riciclo dell’industria del vetro, +2% nel 2012 e +1,4% nel 2013-2015

vetro1_ARTICOLO 32 COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA (STRALCIO): “LA REPUBBLICA TUTELA LA SALUTE COME FONDAMENTALE DIRITTO DELL’INDIVIDUO E INTERESSE DELLA COLLETTIVITA’…”

_(Fonte articolo, News Republic, clicca qui) In un’Italia che nel 2012 ha ridotto complessivamente i consumi, l’industria del riciclo del vetro continua a funzionare tanto che a fronte ad una diminuzione dell’immesso al consumo pari al -2,4%, ben il 71% degli imballaggi di vetro, come bottiglie, barattoli o flaconi, sono stati avviati al riciclo, registrando un incremento di 2 punti percentuali rispetto al 2011. Inoltre per il triennio 2013-2015 si prevede un incremento dell’immesso al consumo degli imballaggi di vetro pari all’1,4%. I dati arrivano dal Rapporto 2013 “L’Italia del Riciclo” realizzato dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile e da Fise Unire, l’Associazione di Confindustria che rappresenta le aziende del recupero rifiuti, che sarà presentato il 5 dicembre prossimo a Roma. Il Rapporto, che come ogni anno fornisce una visione completa e dettagliata sull’andamento del settore del riciclo e del recupero dei rifiuti in Italia, contiene approfondimenti e aggiornamenti settoriali dedicati alle 15 filiere del riciclo e del recupero. Quest’anno, inoltre, vi è un focus specifico sulla normativa europea End of Waste. Riguardo al vetro, una delle 15 filiere prese in esame dal Rapporto, nel 2012 ne sono stati riciclate 2,02 Mln ton, di cui gli imballaggi costituiscono il 78%. La quantità di imballaggi di vetro complessivamente raccolti nel 2012 sono stati pari a 1,7 Mln di tonnellate. Il vetro riciclato, spiega il Rapporto, è prevalentemente impiegato nella produzione vetraria di nuovi imballaggi. Ed a questa forma di riciclo si sommano le quantità di sabbia di vetro che arrivano dal trattamento secondario degli scarti avviati a riciclo nell’industria delle ceramiche e in altri settori vetrari, come ad esempio le fibre. In questi anni, sottolinea il Rapporto, “i trattatori e le aziende vetrarie stanno continuando a garantire la completa valorizzazione del vetro raccolto dai Comuni in modo differenziato e, con le importazioni e il vetro non imballaggio, vanno a coprire fabbisogni che altrimenti resterebbero insoddisfatti”. La contrazione del 2,4%, rispetto al 2011, della produzione di vetro è da ascrivere, spiega il Rapporto di Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile e Fise Unire, all’andamento in calo registrato dai consumi nazionali, in primis il vino. E nell’immesso al consumo di imballaggi in vetro compare anche una quota di materiali destinati al riutilizzo industriale dopo le operazioni di ricondizionamento dei contenitori vuoti che, quindi, vengono riutilizzati per un certo numero di rotazioni come imballaggi pieni. Questi circuiti riguardano principalmente i segmenti dell’acqua e della birra, il cui parco circolante 2012 è stimato in circa 230.000 ton. Tanto che per il triennio 2013-2015 si prevede un incremento dell’immesso al consumo degli imballaggi di vetro pari all’1,4%, arrivando nel 2015 a 2.272.000 tonnellate di nuovi imballaggi immessi sul mercato. Per lo stesso triennio le previsioni di riciclo degli imballaggi rilevano un tasso medio di crescita annuo pari al 2%. Nel 2015 si stima di raggiungere così 1.630.000 tonnellate. “Il rottame pronto al forno di colore misto -spiega il Rapporto- è costituito da una miscela di vetri provenienti, prevalentemente, dal circuito post-consumo degli imballaggi, che viene utilizzata soprattutto per la produzione di vetro cavo colorato secondo proporzioni variabili che, in alcuni casi, possono superare il 90% in peso sul totale della composizione vetrificabile. Da molti anni il rottame costituisce il componente principale dell’input dei forni del comparto del vetro cavo meccanico”. “Per questa ragione si rende sempre più necessario -conclude il Rapporto- tenere sotto controllo tutti quei parametri che possono condizionare l’andamento del processo produttivo e la qualità del prodotto finito. Il controllo qualitativo del rottame è assicurato dai trattatori che hanno il compito di garantire i livelli qualitativi previsti dal Regolamento End of Waste e dai capitolati di accettazione delle vetrerie”.


Il riciclo arriva in vigneto, potature diventano compost ed energia pulita

vigneto-punta-aquila_ARTICOLO 32 COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA (STRALCIO): “LA REPUBBLICA TUTELA LA SALUTE COME FONDAMENTALE DIRITTO DELL’INDIVIDUO E INTERESSE DELLA COLLETTIVITA’….

_(Fonte articolo, News Republic, clicca qui) Il riciclo arriva in vigneto: scarti di potatura e vinacce diventano compost ed energia pulita. Sono infatti queste alcune delle applicazioni pratiche di Prosecco, acronimo di Produzione Sostenibile di Energia da Combustione e di Compost, lo studio condotto dall’Università di Padova insieme con il Consorzio di Tutela Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore, la Cooperativa Energia ed Ambiente e le Aziende Lucchetta Marcello Soc. Agr. e Calronche, che sarà presentato il 30 novembre a Conegliano. Accanto a questo sarà illustrato anche il progetto Biodivigna che ha consentito di far emergere e recuperare la biodiversità della varietà Glera attraverso la salvaguardia, lo studio ed il ripristino di materiale genetico di vecchi ceppi di viti: ne sono stati individuati e censiti alcuni con età superiore ai 60 anni. I biotipi individuati sono stati complessivamente 600, creando una vera e propria banca genetica per salvaguardare l’ambiente. Si tratta di ricerche che si propongono di tutelare il territorio a 360 gradi offrendo vantaggi per tutta la cittadinanza. Il progetto Prosecco ha permesso anche di studiare un uso alternativo delle vinacce attraverso il compostaggio che consente di ottenere concime completamente naturale da utilizzare in vigneto dando il via ad esperienze, già in essere, di alcune aziende agricole del territorio. Questo studio potrebbe rappresentare in futuro un’opportunità per la distribuzione di energia termica ed elettrica a strutture come ospedali e scuole.


Capannori, la tariffa puntuale fa volare la differenziata

capannori_ARTICOLO 32 COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA (STRALCIO): “LA REPUBBLICA TUTELA LA SALUTE COME FONDAMENTALE DIRITTO DELL’INDIVIDUO E INTERESSE DELLA COLLETTIVITA’…”.

_NOTA BENE: La battaglia per la non costruzione dell’inceneritore dei Castelli Romani e per la chiusura e la bonifica della discarica di Albano Laziale è prima di tutto una questione di civiltà. Interrare e bruciare rifiuti nel 2013 significa abbandonarsi ancora a logiche sostanzialmente preistoriche o spesso speculative nel trattamento dei rifiuti solidi urbani. I cittadini dei Castelli Romani si battono da anni a 360° in modo assolutamente civile (come è giusto e doveroso che sia) per far avviare nel loro comprensorio un ciclo virtuoso dei rifiuti basato su raccolta differenziata porta a porta e riciclo a freddo con recupero di materia. Cose assolutamente possibili ed economicamente convenienti per molti, in primis per amministratori e cittadini. Una battaglia durissima e spinosa condotta per la legalità, per la salute pubblica e, soprattutto, nel vero ed unico interesse della comunità. Ogni vita umana ha un valore estremo e alta dignità, va pertanto protetta la sua salute e va protetto, quindi, l’ambiente nel quale essa vive. Sviluppo si, quello vero però!

_(Fonte articolo, Lucca in Diretta, clicca qui) A Capannori i cittadini continuano a produrre meno rifiuti e a differenziare di più. Nei primi 10 mesi del 2013, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, gli scarti non riciclabili raccolti con il porta a porta sono infatti scesi del 31%, per un totale di quasi 1.300 tonnellate. In diminuzione anche la quantità totale dei rifiuti, che scende del 5,5%, per una differenza complessiva di 1.000 tonnellate. Diretta conseguenza di questi risultati virtuosi è la crescita della percentuale di differenziata che, secondo i parametri regionali, potrebbe arrivare all’85%. “I dati parlano chiaro: la tariffa puntuale funziona – spiega il sindaco, Giorgio Del Ghingaro -. Da quando, nello scorso mese di gennaio, l’abbiamo estesa a tutto il territorio, la raccolta nelle abitazioni dei rifiuti non riciclabili è drasticamente calata. I cittadini hanno quindi compreso l’importanza di sprecare meno e di utilizzare prodotti i cui materiali, o imballaggi, possono essere riutilizzati o recuperati. Conferire meno scarti in discarica significa anche ridurre i costi complessivi di smaltimento, con benefici per la comunità. L’obiettivo Rifiuti Zero è quindi sempre più concreto”. “Il merito dei risultati – conclude il sindaco – va ancora una volta a tutta la popolazione, che è sempre più protagonista di questa rivoluzione culturale, e dei lavoratori di Ascit, che ogni giorno svolgono una fondamentale funzione di ascolto e dialogo coi cittadini”. Complessivamente, nel 2013 sono state prodotte 1.235 tonnellate in meno di rifiuti non riciclabili, mentre i rifiuti riciclabili sono stati in lieve aumento di 235 tonnellate. Per quanto riguarda la raccolta differenziata, il materiale più raccolto in assoluto è la frazione organica, con 4.332 tonnellate, in calo dell’8,60% rispetto al 2012: il risultato è probabilmente dovuto ai minori sprechi nelle famiglie e a un più efficiente uso dei composter domestici. Al secondo posto di questa speciale classifica si trovano la carta e il cartone, con 3.946 tonnellate (+9,34%), seguiti dal multimateriale con 1.525 tonnellate; il vetro, che da quest’anno viene raccolto a sé, si attesta a 1.328 tonnellate, al quarto posto. Tra i rifiuti differenziati che hanno fatto registrare un maggiore aumento rispetto al 2012 ci sono le vernici, gli sfalci e le potature e gli imballaggi contaminati. A Capannori proseguono, intanto, le iniziative della Settimana europea per la riduzione dei rifiuti. Fino a domenica 24 novembre sono in programma appuntamenti per sensibilizzare la popolazione a mettere in atto nuove buone pratiche. L’elenco è disponibile sul sito http://www.comune.capannori.lu.it


La seconda vita dei pneumatici raccontata ai più piccoli al Museo dei bambini di Roma

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_ARTICOLO 32 COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA (STRALCIO): “LA REPUBBLICA TUTELA LA SALUTE COME FONDAMENTALE DIRITTO DELL’INDIVIDUO E INTERESSE DELLA COLLETTIVITA’…”.

_NOTA BENE: La battaglia per la non costruzione dell’inceneritore dei Castelli Romani e per la chiusura e la bonifica della discarica di Albano Laziale è prima di tutto una questione di civiltà. Interrare e bruciare rifiuti nel 2013 significa abbandonarsi ancora a logiche sostanzialmente preistoriche o spesso speculative nel trattamento dei rifiuti solidi urbani. I cittadini dei Castelli Romani si battono da anni a 360° in modo assolutamente civile (come è giusto e doveroso che sia) per far avviare nel loro comprensorio un ciclo virtuoso dei rifiuti basato su raccolta differenziata porta a porta e riciclo a freddo con recupero di materia. Cose assolutamente possibili ed economicamente convenienti per molti, in primis per amministratori e cittadini. Una battaglia durissima e spinosa condotta per la legalità, per la salute pubblica e, soprattutto, nel vero ed unico interesse della comunità. Ogni vita umana ha un valore estremo e alta dignità, va pertanto protetta la sua salute e va protetto, quindi, l’ambiente nel quale essa vive. Sviluppo si, quello vero però!

_(Fonte articolo, News Republic, clicca qui) Capire l’importanza del corretto trattamento dei Pneumatici fuori uso. Con questo obiettivo ad Explora, il Museo dei Bambini di Roma c’è un nuovo allestimento, realizzato grazie a Ecopneus, società senza scopo di lucro che si occupa della gestione dei Pfu in Italia,  inaugurato il 16 novembre. Dal cambio pneumatici del gommista fino agli utilizzi del materiale riciclato, il nuovo gioco guida i bambini dai 3 anni in su alla scoperta del corretto recupero dei Pneumatici fuori uso. La ‘Seconda vita dei Pfu’ consentirà ai bambini accompagnati da genitori, insegnanti e amici, di ripercorrere in modo interattivo e partecipativo le fasi di questo percorso osservando da vicino le tappe e le trasformazioni dei materiali per comprendere meglio quale sia l’impatto delle attività dell’uomo sull’ambiente, promuovendo la responsabilità ambientale. Grazie alla gomma dei Pfu, è possibile ottenere tantissime applicazioni e manufatti come pavimentazioni antitrauma per le aree gioco dei bambini, piste di atletica, campi da gioco polivalenti e piste ciclabili. Per la fornitura del materiale didattico per il Museo, Ecopneus ed Explora si sono affidati ad Ecoplus srl (www.ecoplusitaly.net), azienda che sviluppa e realizza prodotti in gomma riciclata da Pfu.


Dieci azioni per Zero Rifiuti si presenta a Ecomondo

22918_ARTICOLO 32 COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA (STRALCIO): “LA REPUBBLICA TUTELA LA SALUTE COME FONDAMENTALE DIRITTO DELL’INDIVIDUO E INTERESSE DELLA COLLETTIVITA’…”.

_NOTA BENE: La battaglia per la non costruzione dell’inceneritore dei Castelli Romani e per la chiusura e la bonifica della discarica di Albano Laziale è prima di tutto una questione di civiltà. Interrare e bruciare rifiuti nel 2013 significa abbandonarsi ancora a logiche sostanzialmente preistoriche o spesso speculative nel trattamento dei rifiuti solidi urbani. I cittadini dei Castelli Romani si battono da anni a 360° in modo assolutamente civile (come è giusto e doveroso che sia) per far avviare nel loro comprensorio un ciclo virtuoso dei rifiuti basato su raccolta differenziata porta a porta e riciclo a freddo con recupero di materia. Cose assolutamente possibili ed economicamente convenienti per molti, in primis per amministratori e cittadini. Una battaglia durissima e spinosa condotta per la legalità, per la salute pubblica e, soprattutto, nel vero ed unico interesse della comunità. Ogni vita umana ha un valore estremo e alta dignità, va pertanto protetta la sua salute e va protetto, quindi, l’ambiente nel quale essa vive. Sviluppo si, quello vero però!

_(Fonte articolo, Italpress, clicca qui) Si intitola “Dieci azioni per Zero Rifiuti” il nuovo libro a cura di Roberto Cavallo e della cooperativa Erica che Edizioni Ambiente presenterà durante la fiera di Ecomondo, a Rimini, giovedì. “Dieci azioni per Zero Rifiuti” ripercorre il cammino verso rifiuti zero di alcune delle più importanti aziende italiane del settore ambientale e di numerose Amministrazioni locali virtuose presenti nella nostra penisola. Un percorso che viene raccontato in modo fresco, diretto e senza fronzoli da chi, come i professionisti della cooperativa Erica, vive questa realtà nel proprio lavoro quotidiano e sta partecipando attivamente all’evoluzione che sia gli Enti locali che l’industria stanno affrontando, mettendo al centro del proprio operato una nuova sensibilità per l’ambiente e i temi della sostenibilità. La presentazione vedrà coinvolti alcuni dei protagonisti di questo nuovo corso, da Roberto Cavallo a Valerio Caramassi, presidente di Revet, a Paolo Giacomelli, ex assessore all’Ambiente di Napoli e direttore tecnico di Federambiente, fino a Paolo Contò, direttore di due dei consorzi più virtuosi d’Italia. “La questione dei rifiuti nella nostra civiltà – si legge – è di una portata enorme, e tuttavia sottovalutata. La leggerezza con cui si abbandonano i rifiuti nell’ambiente ne è testimonianza. E rispetto al passato ci sono varie aggravanti: è chimicamente inedita, globale, transgenerazionale, insostenibile. Insomma: ciò che ‘buttiamo’ nell’ambiente dura migliaia di anni e produce danni irreversibili. Decisamente una scomoda eredità per le generazioni future. Occuparsi di una strategia ‘rifiuti zero’ è più che mai un atto di profonda responsabilità e di assoluta necessità. Dieci azioni per zero rifiuti presenta le migliori esperienze italiane di aziende, amministrazioni locali e realtà territoriali impegnate in questo cammino”.