Presentazione convegno “ecoBALLE & ecoMAFIE”

COMUNICATO STAMPA | 04

L’associazione DIFFERENZIA-TI promuove un convegno di studi sul tema dei gassificatori, con particolare riferimento al costruendo “gassificatore” di Albano Laziale, dal titolo: “ecoBALLE & ecoMAFIE” – dall’emergenza dei rifiuti al rifiuto dell’emergenza, politiche attuali e possibili alternative in tema di smaltimento e riutilizzo -.

Il convegno avrà luogo venerdi 18 dicembre 2009 presso l’Aula Magna del Tribunale di Velletri dalle ore 10:00 alle ore 16:00 circa.

Interverranno esponenti di spicco del mondo scientifico, politici, amministratori locali dell’area Castelli Romani e non solo, esponenti delle forze dell’ordine, imprenditori nei settori dello smaltimento dei rifiuti, della produzione agroalimentare, del turismo e di altri aspetti caratterizzanti della società. Al termine della prima parte del convegno (pausa pranzo) saranno serviti prodotti tipici dell’enogastronomia locale.

Presentazione “EcoBALLE & EcoMAFIE”   – Dall’emergenza dei rifiuti al rifiuto dell’emergenza. Smaltire i rifiuti è una necessità, bruciarli è una speculazione -

Tale convegno, a significativa valenza tecnico-scientifica, nasce dall’esigenza di sopperire a una carenza di un’informazione autorevole in materia ambientale su tematiche che interessano il territorio dei Castelli Romani, soprattutto alla luce del temuto inizio dei lavori per la costruzione del “gassificatore” nel Comune di Albano Laziale. A tal fine saranno ospiti, in qualità di relatori, personalità di spicco tra cui: la Dott.ssa Patrizia Gentilini (ISDE, International Society of  Doctors for the Environment), l’On. Antonio Rugghia (Commissione parlamentare di inchiesta sulle attivita’ illecite connesse al ciclo dei rifiuti), il Dott. Massimo Morigi (ISPRA, Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale), Dott. Massimo Gargano (Presidente Coldiretti Fed. Regionale e Vicepresidente nazionale) e  la Dott.ssa Carla Poli del centro di riciclo di Vedelago (TV). Interverranno inoltre: il Dott. Daniele Castri, referente legale del “Coordinamento No inceneritore Albano”, il giornalista d’inchiesta Dott. Claudio Oberlechner (Presidente dell’ass.ne Onlus Diritti e Partecipazione) e la Sig.ra Veronica Trasmondi Responsabile Eno-Turismo di un’Azienda Vitivinicola del territorio. A tale convegno l’associazione DIFFERENZIA-TI invita tutti gli organi di stampa, rappresentanti del mondo dell’imprenditoria, delle forze dell’ordine, dell’ambito giudiziario, della politica, degli organi sanitari, esponenti di tutte le amministrazioni comunali dell’area e delle associazioni per la tutela dell’ambiente e  della società civile nel suo complesso. L’Associazione DIFFERENZIA-TI Onlus ritiene fondamentale la Sua presenza a questo convegno, affinchè le più diverse componenti del nostro territorio acquistino consapevolezza circa le potenzialità e le problematiche ad esso connesse, ma soprattutto per ideare e sviluppare sinergie volte alla salvaguardia e allo sviluppo dell’ambiente nei Castelli Romani proponendo soluzioni reali.

Importante: Per informazioni o inviti attinenti il convegno “ecoBALLE & ecoMAFIE” organizzato dall’Associazione DIFFERENZIA-TI visita la pagina”CONTATTI” del nostro sito e scrivi ai vari indirizzi e-mail opportunamente indicati. La partecipazione è subordinata al ricevimento dello specifico invito.

Cancro, termovalorizzatori e drammatiche bugie

Qualcuno ha truccato dati scientifici per tentare di dimostrare che gli inceneritori sarebbero innocui. L’accusa, gravissima, è stata formulata ufficialmente il 25 novembre a Cortona, in occasione della Giornata internazionale dei medici per l’ambiente. Dalla cittadina aretina, l’International Society of Doctors for the Environment rivela che sono stati manipolati gli esiti di ricerche scientifiche, per incoraggiare le amministrazioni pubbliche ad adottare con tranquillità l’incerimento dei rifiuti: una pratica che invece è pericolosissima per la salute degli abitanti che vivono nelle vicinanze dei “termovalorizzatori”. «I termovalorizzatori sono fabbriche di tumori, come ormai dimostrato da studi epidemiologici condotti nelle aree limitrofe agli impianti», sostengono gli ambientalisti. Per contro, i governi hanno sempre impugnato i “dati ufficiali” della comunità scientifica che, al contrario, scagionerebbero gli inceneritori da ogni accusa. Proprio questi dati sono stati ora rimessi in discussione: verità truccate, per nascondere la dura realtà dei rischi legati agli inceneritori e quindi “ammorbidire” l’opinione pubblica, non contraria ai “termovalorizzatori”. A firmare la clamorosa denuncia è l’Isde, associzione internazionale dei medici per l’ambiente, che dal ‘90 promuove la diffusione delle conoscenze in campo medico per una maggiore protezione dell’ambiente a tutela della salute. «Alla vigilia del ventennale della sua attività – spiega Pino Cabras, direttore di “Megachip” – l’Isde ha divulgato la notizia di sostanziali manipolazioni fatte su alcuni risultati derivanti da studi scientifici sugli inceneritori». In un comunicato emesso il 25 novembre da Cortona, l’Isde sottolinea il valore della sua rivelazione: «Possiamo affermare che sono stati modificati i risultati di studi scientifici per attestare l’innocuità degli inceneritori e supportare la scelta dell’incenerimento dei rifiuti in documenti ad uso delle amministrazioni». La rivelazione fa riferimento a un articolo comparso sui “Quaderni di Ingegneria Ambientale” del 2007, ripreso in un documento ufficiale della Regione Sicilia. Nel testo si cita il lavoro di studiosi inglesi sull’incidenza degli inceneritori sui tumori in Gran Bretagna. «La conclusione degli autori – traduce il documento italiano – è che non è stata trovata alcuna evidenza di diversità di incidenza e mortalità per cancro nei 7.5 Km di raggio studiati ed in particolare nessun declino con la distanza dall’inceneritore per tutti i tumori». Quindi, l’inceneritore sarebbe ininfluente. «Ottima notizia», ironizza Cabras. Peccato sia completamente falsa: nel documento originale, gli studiosi inglesi hanno affermato esattamente il contrario. Il rischio-tumori declina man mano che ci si allontana dall’inceneritore, scrive il rapporto inglese firmato dai ricercatori Elliot, Shaddick e Kleinschmidt. Una rilevazione «statisticamente significativa» in particolare «per i tumori allo stomaco, al retto-colon, al fegato e ai polmoni». Colpa delle polveri sottili rilasciate dai camini del “termovalorizzatore”, i cui filtri non riescono a trattenere le particelle cancerogene. Nello stesso articolo, aggiunge Cabras, altri studi vengono citati in modo altrettanto scorretto: «Viene fornita un’interpretazione significativamente diversa da quanto riportato dagli autori citati. I risultati emersi sono modificati oppure citati parzialmente. Ogni modifica tende a supportare le proprie tesi circa l’assoluta innocuità della pratica di incenerimento dei rifiuti». Una segnalazione di queste manipolazioni, sottoscritta da numerosi medici e ricercatori italiani e stranieri fra cui Dominique Belpomme e Paul Connet, è stata appena inviata al British Medical Journal, che aveva pubblicato l’articolo originale del professor Elliot. Nel suo comunicato, l’Isde Italia «stigmatizza e censura come assolutamente riprovevole il fatto che si stravolgano i risultati provenienti dalla letteratura scientifica e si forniscano ai decisori politici ed alle popolazioni informazioni erroneamente rassicuranti, in spregio a valori che dovrebbero essere a fondamento dell’opera di ogni medico, quali l’autonomia e la correttezza». I medici ambientalisti, aggiunge Cabras, ricordano che già in passato «l’utilizzo artefatto o strumentale dei risultati di alcuni studi scientifici ha costituito l’alibi per non adottare misure di protezione della salute pubblica, determinando di fatto esposizioni indebite di lavoratori e cittadini ad agenti tossici che hanno causato gravi sofferenze per mortalità e malattie che si sarebbero potute evitare». Riconosciuta dall’Oms e dall’Onu, l’Isde si batte per promuovere una corretta informazione a tutela della salute, in relazione ai rischi provocati dall’alterazione dell’ambiente. (Fonte articolo, qui)

Galan, l’ultima follia

Realtà opposte,  come progresso e arretratezza o speculazione e necessità.  Da un lato le dichiarazioni del governatore Giancarlo Galan che distorcendo l’emergenza Campania terrorizza di fatto i cittadini della propria regione, dall’altro la concreta realtà di Piuro, comune riciclone che tappa lentamente i camini della speculazione inceneritorista in una regione già drammaticamente vessata. Tra tutte le inesattezze volute però, Giancarlo Galan una verità la dice, un po’ come quando la parola tradisce il pensiero:  “gli impianti di gassificazione vanno dati agli industriali”, in pratica servono a costoro. Tutto ciò senza alcuna reazione da parte della comunità civile o di organi istituzionali deputati al controllo.  Sulla base di questi presupposti meglio pensare alla bella, bellissima realtà di Piuro.

Sugli inceneritori, una voce fuori del coro, quella del governatore Galan che dice: io prometto che ci saranno. Il presidente teme, infatti, che di questo passo nemmeno nei prossimi cinque anni si riusciranno ad autorizzare i due impianti chiesti dagli industriali. “E’ vero, cinque anni non sono stati sufficienti a dare gli inceneritori agli industriali di Treviso ma il problema vero è che si rischia che non lo siano neanche i prossimi cinque” ha detto il presidente della Regione a margine del consiglio generale di Confindustria Veneto, a Treviso. “Questo – ha aggiunto – è uno di quei temi complicati, difficili, in cui i localismi in alcune concezioni rischiano di prevalere sugli interessi generali. Io prometto che ci saranno. Non so se altrettanto possano promettere altri che si candidano alle prossime regionali. Ma se prevalgono i localismi e i campanili non si va da nessuna parte, non si fanno Passante, rigassificatore e non si guarda all’internazionalizzazione”. “Noi – ha concluso – sappiamo benissimo che due inceneritori sono indispensabili, se no finiamo come Bassolino in Campania”. (Fonte articolo, qui)

Piuro è ancora in testa nella classifica dei comuni “ricicloni” stilata da Legambiente in provincia di Sondrio. Come lo scorso anno l’amministrazione guidata dal sindaco Paolo Lisignoli guadagna il primo posto in provincia con un ragguardevole 78,60% di raccolta. Il comune della Bregaglia italiana non entra nella classifica generale ai primi posti solo per l’indice di gestione (che tiene conto di altri parametri come la quantità di rifiuti prodotta rispetto alla popolazione).
Un dato inferiore a quello di comuni come Andro, primo in classifica, ma comunque ampiamente positivo.  Il secondo dato significativo riguarda, invece, il comune capoluogo di provincia. Nella classifica dei capoluoghi di provincia dopo Lecco sale Bergamo che recupera una posizione su Varese che scende al terzo posto. Seguono la new entry Monza e Sondrio. Anche quest’anno a causa dell’innalzamento della soglia minima di raccolta differenziata per l’ingresso in classifica, fissata per il 2008 al 45% rispetto al vecchio 40%, restano fuori dalla classifica i capoluoghi di Brescia, Mantova, Como e Lodi.
Costante negativa resta l’esclusione di Milano e di Pavia che in 6 anni non hanno mai messo piede in classifica, restando inchiodate rispettivamente al 32,7% e al 28,1% di raccolta differenziata. Il dato sondriese è del 45,90 per cento. In crescita ma ancora lontano dall’obiettivo fissato dal decreto Ronchi del 60% entro i prossimi due anni. Sugli oltre 1500 comuni lombardi in gara, sono 627 quelli che si possono fregiare dell’entrata nella classifica dei Comuni Ricicloni 2009, un numero in aumento rispetto all’edizione precedente (588) nonostante i criteri più severi imposti per l’ingresso in classifica.
«Non basta l’elevata percentuale di raccolta differenziata per vincere la classifica dei ricicloni – spiega la responsabile del rapporto, Lidia Crivellaro – occorre dimostrare di avere un sistema di gestione che garantisca, a costi competitivi, di produrre frazioni di buona qualità , riducendo gli scarti in fase di riciclaggio, ed anche di mettere in campo politiche locali per la riduzione complessiva della produzione di rifiuti». Se fossero ottenuti i risultati previsti dalla legge, secondo Legambiente, alla Lombardia non servirebbero nuovi inceneritori.
«La Lombardia, con il 40% dei rifiuti trattati in inceneritori, è la regione italiana più dotata di questo tipo di impianti che, oltre a porre problemi di sicurezza e di inquinamento, non sono per nulla efficienti nel recupero di materiali ed energia – dichiara Damiano Di Simine, presidente regionale di Legambiente. La buona notiziaè che, raggiungendo gli obiettivi di riciclaggio e riduzione dei rifiuti previsti dalle norme europee, alla nostra regione non serve costruire nemmeno un nuovo inceneritore. Ma questo non significa che siamo a posto: occorre infatti dotarsi di nuove impiantistiche per il trattamento biologico della frazione organica dei rifiuti e dei reflui, da cui è possibile ricavare biometano e fertilizzanti organici: questa è la sfida tecnologica necessaria a rendere davvero autonoma la Lombardia». (Fonte articolo, qui)

Allarme rosso per il fiume dei veleni

Prima di leggere questo articolo dagli accenti piutosto drammatici vi invitiamo a leggere questo documento e a visionare questo video.  Ora, soltanto ora, buona lettura.

C’è un fiume di veleni che scorre alle porte della Capitale. E’ il Rio Galeria che scorre accanto alla gigantesca discarica di Malagrotta, la più grande di Roma, ma anche a depositi di idrocarburi, a una raffineria, a cave e a inceneritori di rifiuti ospedalieri. Nelle sue acque, che sfociano come immissarie nel Tevere a ovest della città, sono stati trovati quantitativi allarmanti di azoto ammoniacale – uno degli inquinanti più pericolosi presenti nei liquami, fortemente tossico – arsenico e batteri simili a quelli del colera. Lo rivela un’indagine commissionata dal Dipartimento X del Comune di Roma.  Le analisi sul Rio Galeria mostrano un livello di inquinamento definito «pessimo». Le acque del rio lungo 35 chilometri, che dalle alture di Trionfale sfocia nel Tevere all’altezza di Ponte Galeria, sono state poste sotto osservazione da parte dell’Università di Perugia. Quattro le campionature previste da parte del Centro interuniversitario per la ricerca sull’inquinamento di agenti fisici. Ma già con la prima sono stati ricavati dati da allarme rosso. Il rio che scorre accanto alla discarica di Malagrotta è ricco infatti di presenze anomale che erano state già rilevate in passato dall’Arpa, l’agenzia regionale per la protezione ambientale. I nuovi dati indicano a Ponte Malmone – nel cui territorio sorge un Termovalorizzatore per Rifiuti Speciali ospedalieri – punte batteriche di Escherichia Coli fino a 530 mila (5 mila è il limite per la vita dei pesci), azoto ammonioale a livello 15, 26 (1 per la vita dei pesci), arsenico a 0,026. Il tasso di Bod (fabbisogno di ossigeno) è stimato 39 (9 il limite per la vita dei pesci). E in tutti i quattro punti di prelievo su Rio Galeria. l’Escherichia Coli varia da 28 mila a 98 mila. In passato nel fiume sono finite – rivelano i comitati dei residenti – ondate di percolato provenienti dalla discarica di Malagrotta, immesse nelle sue acque e poi finite nel Tevere laddove il Rio Galeria vi confluisce, non lontano dalla foce e dagli arenili della costa. Un carico di veleni che sono evidenti anche alla sola osservazione fotografica come documentano immagini aeree realizzate da Google, regolarmenti rilevati poi nelle analisi sulla qualità delle acque costiere.

Associazione Medici per l’Ambiente, comunicato stampa

Il 25 novembre scorso ha avuto luogo la Giornata Internazionale dei Medici per l’Ambiente: si costituiva infatti a Cortona (AR) il 25 Novembre 1990 l’International Society of Doctors for the Environment – ISDE. ISDE è un’Associazione apartitica, senza scopo di lucro, articolata anche sul territorio nazionale italiano, riconosciuta da Agenzie quali l’Organizzazione Mondiale della Sanità e il Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite. Tra le sue finalità primarie vi sono quelle della promozione e della diffusione delle conoscenze, nonché l’organizzazione di iniziative finalizzate, primariamente, alla protezione dell’ambiente e della salute. In questo quadro assume fondamentale rilievo una corretta informazione di cui devono beneficiare sia i cittadini che le istituzioni e quanti hanno comunque responsabilità pubbliche a tutti i livelli e nelle principali sedi decisionali. Con questo comunicato intendiamo pertanto non solo ricordare il ventennale della nascita dell’Associazione, ma celebrarlo ottemperando le finalità con la divulgazione di una notizia che riteniamo di cruciale importanza. Possiamo affermare che sono stati modificati i risultati di studi scientifici per attestare innocuità degli inceneritori e supportare la scelta dell’incenerimento dei rifiuti in documenti ad uso delle Amministrazioni! L’articolo è comparso sui Quaderni di Ingegneria Ambientale – Parte II “L’Impatto Sanitario” N. 45 pag. 54-55, 2007, e successivamente è stato ripreso in un documento ufficiale della “Regione Sicilia – Agenzia Regionale per i Rifiuti e per le Acque” sul “Recupero di energia dai rifiuti – Parte II”. L’autore cita il lavoro di Elliot P. et al (Elliot P., Shaddick G, Kleinschmidt I. Cancer incidence near municipal solid waste incinerators in Great Britain, British Journal of Cancer 1996, 73, 702-710), nel seguente modo: “La conclusione degli Autori è che non è stata trovata alcuna evidenza di diversità di incidenza e mortalità per cancro nei 7.5 Km di raggio studiati ed in particolare nessun declino con la distanza dall’inceneritore per tutti i tumori…”

Nel lavoro originale Elliot ha scritto: “Observed-expected ratios were tested for decline in risk with distance up to 7.5 km… Over the two stages of the study was a statistically significant (P<0.05),> Nello stesso articolo, il medesimo cita altri due studi: Franchini M. , Health effect of exposure to waste incinerator emissions: a review of epidemiological studies in Ann. Ist. Sup. Sanità 2004; 40 105- 115 e Hu S.W. Health effects of waste incineration: a review of epidemiological studies in J. Air and Waste Manag. Assoc. 2001; 51 1100-1109 ed Enhance Health Report finale http://www.arpa.emr.it/cms3/documenti/_cerca_doc/rifiuti/inceneritori/enh_relazione_finale.pdf) fornendo un’interpretazione diversa da quanto riportato dagli Autori, modificando o citando parzialmente i risultati emersi, sempre al fine di supportare le proprie tesi circa l’assoluta innocuità della pratica di incenerimento dei rifiuti. Una segnalazione di quanto sopra, sottoscritta da numerosi medici e ricercatori italiani e stranieri fra cui i Prof. Dominique Belpomme e Paul Connet è stata oggi inviata al British Medical Journal, ove era stato pubblicato l’ articolo originale di P. Elliott. L’International Society Doctors for Environment (ISDE) Italia stigmatizza e censura come assolutamente riprovevole il fatto che si stravolgano i risultati provenienti dalla letteratura scientifica e si forniscano ai decisori politici ed alle popolazioni informazioni erroneamente rassicuranti in spregio a valori che dovrebbero essere a fondamento dell’opera di ogni Medico, quali l’autonomia e la correttezza. L’International Society Doctors for Environment, coerentemente con l’insegnamento del suo Ispiratore e Maestro Lorenzo Tomatis, fa appello affinché il mondo dell’Informazione e della Scienza non sia succube di interessi che nulla hanno a che fare con la difesa della Salute. Già in passato l’utilizzo artefatto o strumentale dei risultati di alcuni studi scientifici ha costituito l’alibi per non adottare misure di protezione della Salute Pubblica, determinando di fatto esposizioni indebite di lavoratori e cittadini ad agenti tossici che hanno causato gravi sofferenze per mortalità e malattie che si sarebbero potute evitare. (Fonte articolo qui, contatti: Associazione Medici per l’Ambiente – ISDE Italia, isde@ats.it)

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Inquinamento: indagati a Milano Formigoni, Moratti e Podestà

Il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, ha ricevuto un avviso di garanzia stamane nell’ambito in un’inchiesta su ambiente e inquinamento. Lo ha detto lo stesso Formigoni in una conferenza stampa. L’inchesta riguarda il piano di azione regionale per l’inquinamento atmosferico. Oltre a Formigoni, sono stati iscritti nel registro degli indagati della procura di Milano, anche il sindaco Letizia Moratti e il presidente della provincia Guido Podestà. Il procuratore aggiunto Nicola Cerrato parla di «iscrizioni di garanzia» necessitate dalle richieste formulate dal gip, che rispetto ad una richiesta di archiviazione di una denuncia del Codacons ha disposto un supplemento di indagini e dall’arrivo quasi contestuale di un nuovo esposto firmato dal Codacons sui superamenti dei livelli di inquinamento a Milano. In particolare l’associazione di difesa dei consumatori segnala che a novembre di quest’ anno è già stato superato il tetto degli sforamenti registrati nel 2008: per circa 80 volte, in pratica, il livello di pm10 è stato superiore a quello consentito per legge. E sempre per legge a risponderne sono governatore e sindaco. Il gip, nel disporre un suppllemento di indagini, ha chiesto di accertare quali provvedimenti siano stati adottati dai singoli amministratori per contrastare il fenomeno oltre a acquisire i dati dell’agenzia regionale Arpa. «Eccolo, eccolo il tanto desiderato, agognato, scongiurato avviso di garanzia al presidente Formigoni è arrivato – ha annunciato lo stesso Formigoni -. Consegnato stamattina in base a presunte violazioni dell’articolo 674 intitolato “getto pericoloso di cose in luogo pubblico”». «Finalmente – ha proseguito Formigoni – hanno trovato il modo di incastrare il presidente della Regione. L’avviso di garanzia – ha spiegato- sembra sia arrivato sulla base di una denuncia ed è la ripetizione, pari pari, di una cosa avvenuta già negli anni scorsi, che però ha spinto il pm ad archiviare la denuncia». Il presidente Formigoni ha poi ricordato come altri avvisi di garanzia siano pervenuti a suo carico e a carico dell’allora sindaco di Milano Gabriele Albertini, tutti archiviati. «Perché, come mai oggi vi è un comportamento così radicale? Uno si fa la domanda – ha aggiunto – e vuoi vedere che c’entra con il fatto che siamo in campagna elettorale? Che il pm oggi decida, come è sempre stato, di accompagnare la mia campagna elettorale con avvisi di garanzia?. Sono stato oggetto di 10 processi – ha spiegato Formigoni – tutti conclusisi con 10 assoluzioni, perchè il presidente di Regione Lombardia è limpido come l’acqua di fonte. La Regione è un luogo aperto ed ho fatto della trasparenza uno dei punti del mio governo. Un luogo aperto dove è possibile acquisire documenti per esaminarli come è giusto che sia. Ma pare strano che per prelevare questi documenti si debba mandare un avviso di garanzia. Una avviso del tutto inutile, se non ai fini della campagna elettorale». «Attendo se non a ore, a giorni, un avviso di garanzia da L’Aquila. L’accusa è di aver costruito la Casa dello Studente con 128 posti letto a tempo di record», ha poi detto il presidente della regione Lombardia. «Questa – ha detto Formigoni è un’azione della quale sarò sempre orgoglioso. Sulle mie labbra fiorirà sempre il grido: “Viva la Regione Lombardia”. Al procuratore de L’Aquila dico che la casa dello Studente, realizzata in legno, fra 30 anni sarà inutilizzabile e il terreno verrà rimesso a disposizione». (Fonte: qui)

Lettera da Camigliano

A Camigliano (CE), per il Premio “Comuni a 5 stelle”. Sconvolto e incazzato. Dopo aver colto e assaporato un fantastico mandarino, frutto di questa meravigliosa terra, sono stato condotto a vedere dove sono stati portati, e dove continuano ad essere portati, i rifiuti di Napoli. Montagne di rifiuti, ammassati a cielo aperto, senza alcun trattamento, se non quello, penso, di neutralizzare con sostanze chimiche gli odori. Centinaia, migliaia di tonnellate di rifiuti “tal quale”, in un sito confiscato alla camorra, che avrebbe dovuto essere stato utilizzato per ben altri scopi (agricoltura di qualità, turismo sostenibile…), recintato e protetto come sito di “interesse strategico nazionale”… A poca distanza,decine di migliaia di “eco balle”, ormai degradate, neanche più utili per essere utilizzate negli inceneritori. Con i soldi spesi e buttati via in questo delirio si sarebbe potuta avviare una gestione completa e virtuosa del ciclo rifiuti, con il “porta a porta”, la dovuta comunicazione e la necessaria impiantistica, in tutta la Campania, con le risorse sufficienti anche per gestire la dismissione degli impianti obsoleti e la bonifica dei siti inquinati. Invece si continua a viaggiare nella follia. Tutti sono colpevoli, è lampante. Regione e Provincie, i Comuni, i Consorzi. Lo Stato. Dove sono, dove erano? Qui c’è solo Impregilo e la camorra, come unico soggetto dominante… Questo Governo deve avere il coraggio di dire come stanno veramente le cose. L’emergenza rifiuti non è per niente stata risolta, anzi. Questa terra meravigliosa, i suoi abitanti, tutti noi, non ci meritiamo tutto questo.

Gianluca Fioretti – Sindaco di Monsano (AN), Presidente Associazione nazionale Comuni Virtuosi. Fonte articolo,  qui.